Articoli/Dottrine primarie e dottrine secondarie

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Dottrine primarie e dottrine secondarie

"Nell’essenziale unità, nell’accidentale, libertà, e in tutto carità". Questa frase storicamente è stata attribuita ad Agostino. Esistono verità essenziali e verità secondarie? Gesù afferma chiaramente che ciò che una persona crede sulla Sua divinità è fondamentale per la vita eterna. Disse: "Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati" (Giovanni 8:24). Certo, come cristiani possiamo affermare che ogni verità sia importante, ma la questione è: tutte le verità sono ugualmente importanti?

La distinzione fra dottrine primarie e dottrine secondarie nelle Sacre Scritture non è esplicita, ma implicita e comunque molto chiara. Ecco, brevemente, cinque ragioni bibliche che militano in favore della legittimità della distinzione fra dottrine primarie e dottrine secondarie:

Gesù stesso lascia intendere come certi errori siano moscerini ed altri errori cammelli: "Guide cieche, che filtrate il moscerino e inghiottite il cammello. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del

bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d'intemperanza" (Matteo 23:24-25). Egli affermava come certe questioni della legge sono più "pesanti" di altre: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre" (23). Queste distinzioni non si potrebbero fare se ogni punto della verità fosse essenziale.

Allo stesso modo l'apostolo Paolo parla di verità "di prima importanza": "Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture" (1 Corinzi 15:3). Qui egli chiaramente indica come esista una gerarchia di significato dottrinale. Certe questioni sono chiaramente identificate dalle Scritture come dottrine fondamentali o essenziali. Esse includono:

1. Dottrine che le Scritture considerano essenziali alla fede salvifica [ad es. la giustificazione per fede (Romani 4:4-5); la conoscenza del vero Iddio (Giovanni 17:3); la risurrezione dei corpi (1 Corinzi 15:4), e molte altre.

2. Dottrine che le Scritture ci proibiscono di rinnegare pena la condanna (ad es. 1 Giovanni 1:6,8,10; 1 Corinzi 16:22; 1 Giovanni 4:2-3).

Dato che ci queste dottrine è detto che fanno la differenza stessa fra cielo e terra, mentre altre (i "moscerini" di cui parla Gesù) non ricevono titolo ad altrettanta importanza, se ne deduce che esistano dottrine primarie e dottrine secondarie.

Paolo fa una distinzione fra il fondamento e il fabbricato su cui esso si erge (1 Corinzi 3:11-13). Il fondamento è stabilito in Cristo e "nessun altro fondamento" può essere posto. Paolo indica, però, che l'edificio stesso possa essere costruito con materiale differente: oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia... Questo sembra suggerire come non vi possa essere tolleranza alcuna per errori a livello di fondamenta, ma come altresì alcuni blocchi di costruzione, per quanto importanti, non abbiano la stessa importanza fondamentale.

Il principio che Paolo stabilisce in Romani 14 ha pure implicazioni importanti in questa questione. C'erano differenze d'opinione nella chiesa di Roma che Paolo rifiuta di collocare fra le questioni che contrappongono verità ad eresia. In Romani 14:5 egli scrive: "Uno stima un giorno più di un altro; l'altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente". Questo permette chiaramente una certa misura di tolleranza fra opinioni diverse su ciò che è innegabilmente un punto di dottrina.

Come Apostolo, Paolo avrebbe potuto semplicemente stabilire una regola che risolvesse le controversie. Di fatto, in altri luoghi egli dà chiare istruzioni che si riferiscono alla dottrina stessa dibattuta in Romani 15 (cfr. Colossesi 2:16-17). Eppure, scrivendo ai cristiani di Roma, egli era più interessato ad insegnare loro il principio della tolleranza su opinioni differenti in questioni di minor importanza fondamentale. Questo dovrebbe farci riflettere quando facciamo sì che un punto di dottrina giustifichi la sospensione della nostra comunione con fratelli e sorelle in fede.

Tratto da: http://tinyurl.com/kjfubk