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Tempi duri per la verità

Tempi duri per la verità

Esiste qualcosa che possa dirsi la verità? L'irrazionalità di ciò che oggi si sente dire sempre più spesso.

Esiste qualcosa che possa dirsi la verità? Oppure tutto, inclusa la verità, è solo una questione di opinione o di preferenze personali? In altre parole: la verità è relativa?

Lasciamo da parte, ai fini della nostra discussione, la prospettiva scientifica. Sì, possiamo sedere sulla nostra poltrona e sembrare fermi, ma dato che la terra, all'equatore, ruota a circa 1700 km l'ora, da quella prospettiva, di fatto, noi ci siamo muovendo - e molto velocemente. Non sto parlando di quel tipo di relatività.

Limitiamoci alla questione di tutt'i giorni sulla verità. La verità esiste? Una volta rispondere a questa domanda era ovvio - erano solo discussioni accademiche. Oggi non è più così. La verità sta passando brutti momenti.

Recentemente una donna di una certa notorietà, bianca, ha affermato di essere nera. Se si sente nera e il caso è chiuso, è nera e basta. In Olanda un uomo di 69 anni ha chiesto al tribunale di cambiare legalmente la sua età e di scrivere nei documenti che ha 49 anni. Si sente d'avere 49 anni, ed è suo diritto, così afferma, di cambiare la sua età legale a quell'età. Per lui è così e basta. Caso chiuso. Non passa, poi, oggi giorno che degli uomini (e sempre di più giovani) dotati di tutte quelle parti fisiche che li rende distintamente maschi, dichiarano di essere femmine; e delle donne (sempre di più ragazze) allo stesso modo, dichiarano di essere maschi. Si sentono di essere di un sesso o di un altro, quindi sono di quel sesso. E' "loro diritto" sentirsi così e che gli altri lo accettino. Caso chiuso. Noi tutti dobbiamo accettarlo, non importa quale sia la verità.

In un video diventato virale, un uomo di un metro e novanta, bianco, chiede agli studenti di un'università americana di riconoscere che lui è cinese, oppure di essere una donna di un metro e sessanta. Alcuni esitano, ma nessuno osa dirgli che quello che afferma non sia vero - che egli non sia quel che dice di essere. Farlo sarebbe essere "crudeli" e "intolleranti".

Il relativismo del dire che "quello è vero per te, ma non per me" è sconcertante, perché richiede di accettare ovvie contraddizioni, la negazione della realtà e del senso comune. Più che adattare la nostra vita con la verità, è la verità che deve adattarsi a noi.

Vivere in quel modo, però, è molto difficile, per non dire molto poco pratico. Per navigare nella vita e poter pensare con chiarezza confidiamo su verità universali indipendenti dalla nostra mente. Altrimenti ci perdiamo. Ci devono essere cose che siano oggettivamente vere. Una bussola punta a nord per tutti, non importa quello se capita che noi preferiamo diversamente o ci crediamo sinceramente.

Che cos'è, così, la verità?

In ultima istanza, la verità e corrispondenza con la realtà. Un racconto, un'affermazione o una credenza è vera solo quando corrisponde a ciò che è reale. E' come una chiave inglese che si incastri perfettamente su un bullone. E' la realtà che fà la verità; è la realtà che rende vero qualcosa. Dire "la terra è piatta", oppure "la luna è fatta di formaggio gorgonzola" è falso. Perché? Perché non corrisponde alla realtà.

Fino a molto recentemente lo scopo di ogni istruzione era in gran parte la ricerca della verità. Alcune università avevano per motto "veritas", cioè il termine latino per verità. Oggi non più. Chiunque oggi dica che l'istruzione abbia a che fare con la ricerca della verità viene subito contestato da chi gli dice: "La verità di chi? Per chi?".

Vi sono sempre di più persone che parlano della "mia verità", o della "tua realtà", come se la verità fosse semplicemente una questione di opinione o di prospettiva. Una famosa condittrice di talk show afferma che "dire la tua verità è lo strumento più potente che abbiamo". Ora, certamente si puà avere le proprie esperienze o prospettive, ma "la tua verità" o "la mia verità" non esistono. Esiste solo la verità, ciò che à vero per tutti. Quelle frasi ricorrono sempre più spesso nei media. Dire, però, "la tua verità" mina alla base l'idea stessa esistano fatti comuni condivisi.

E c'è un altro problema con "la tua verità": se "la tua verità" è verità, tutti coloro che non condividono quella verità devono essere in errore. Questo suona molto come narcisismo. Ed è pure bullismo intellettuale. "Credi alla mia verità, altrimenti...". Non proprio un messaggio positivo in favore della verità.

Sì, la verità non se la sta passando bene, oggi.

Riassumiamo: la verità non può essere relativa. Se è relativa non è verità. Dire: "Non ci sono verità che siano uguali per tutti" significa affermare una verità che vale per tutti. In effetti si sta dicendo: "E' vero che non esistono verità". E dichiarare che sia la mia che la tua opinione siano vere anche quando si contraddicono l'un l'altra significa dire una cosa priva di senso. La verità non è un'opinione o una preferenza. Non è soggettiva o relativa. E' ineludibile perché la realtà è ineludibile.

Il linguaggio ambiguo non potrà alterare i fatti. E questo è verità.

(Da "Paul Copan, Vero per te ma non per me").