Differenze tra le versioni di "Bibbia/Chi avrà diritto all’albero della vita e d’entrare per le porte della città di Dio"

Da Tempo di Riforma Wiki.
 
Riga 17: Riga 17:
  
 
Osservando tutti i fatti di cui sopra, è chiaro che "lavare le vesti" secondo criteri sia esterni che intrinseci all'interno dell’Apocalisse nel suo insieme pesa più di "osservare i comandamenti". Infatti ciò corrisponde di fatto ai principi della fede cristiana ampiamente attestati nel Nuovo Testamento, distinguendola da tutte le altre religioni del mondo!
 
Osservando tutti i fatti di cui sopra, è chiaro che "lavare le vesti" secondo criteri sia esterni che intrinseci all'interno dell’Apocalisse nel suo insieme pesa più di "osservare i comandamenti". Infatti ciò corrisponde di fatto ai principi della fede cristiana ampiamente attestati nel Nuovo Testamento, distinguendola da tutte le altre religioni del mondo!
 +
 +
Può sembrare un cambiamento molto grande da fare, da 'osservare i suoi comandamenti' a 'lavare le loro vesti', ma in greco è solo un cambiamento di tre lettere in una parola, una nella successiva e due nella terza . E le due frasi, scritte, si somigliano tanto l'una all'altra, che uno scriba, frettoloso, o per il momento negligente, aveva indubbiamente potuto scambiare l'una per l'altra. Non ci può essere alcun dubbio che la lettura nella versione rivista sia quella corretta. Non solo è sostenuto da un grande peso di autorità, ma è anche molto più conforme all'intero insegnamento del Nuovo Testamento di quello che sta nella vecchia Diodati.
 +
 +
'Beati coloro che mettono in pratica i Suoi comandamenti, affinché abbiano diritto all'Albero della Vita', ci riporterebbe all'antica legge, e in essa non c'è suono più speranzoso dei tuoni del Sinai. Se fosse, davvero, tra le ultime parole di Cristo per noi, sarebbe un esempio molto triste del Suo 'ricostruire le cose che ha distrutto.' Ci relegherebbe nel triste vecchio giro di cercare di guadagnare il paradiso compiendo buone opere; e si potrebbe quasi dire che stia "facendo la Croce di Cristo senza effetto". Il fatto che quella lettura corrotta sia entrata così presto nella Chiesa e abbia retto così a lungo, può essere considerata una prova molto singolare della difficoltà che gli uomini hanno sempre avuto nel mantenersi al livello della grande verità centrale del Vangelo: 'Non per le opere di giustizia che abbiamo fatto, ma per la sua misericordia, ci ha salvati'.
  
 
 
 
 
  
[[Category:Bibbia]][[Category:Critica testuale]][[Category:Apocalisse]]
+
[[Category:Bibbia]] [[Category:Critica testuale]] [[Category:Apocalisse]]

Versione attuale delle 13:38, 21 mag 2022

Ritorno


Chi avrà diritto all’albero della vita e d’entrare per le porte della città di Dio?

Il versetto di Apocalisse 22:14 risponde a questa domanda. C’è però un problema. A questo riguardo c’è una differenza non di poco conto fra le versioni della Bibbia anche in lingua italiana. La versione Diodati afferma: “Beati coloro che mettono in opera i comandamenti d'esso, acciocchè abbiano diritto all'albero della vita, ed entrino per le porte nella città”, ripresa dalla Nuova Diodati come: “Beati coloro che adempiono i suoi comandamenti per avere diritto all'albero della vita, e per entrare per le porte nella città”. Non così, però, la Riveduta, la Nuova Riveduta e le versioni CEI (la maggioranza delle versioni più recenti in ogni lingua): “Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città!”

Qual è il requisito, dunque, per entrare alla presenza salvifica di Dio: l’osservanza dei comandamenti oppure “lavare le nostre vesti” (nel sangue dell’Agnello)? Il rapporto tra grazia e merito è indubbiamente una delle principali differenze tra la fede cristiana e tutte le altre religioni del mondo. Tutte le altre religioni proclamano che se le proprie azioni sono abbastanza buone, puoi essere salvato. Come cristiani crediamo e proclamiamo che i peccatori sono giustificati dalla grazia di Dio, per mezzo del sangue di Cristo, sulla base della nostra fede in Gesù Cristo. La nostra fede è poi confermata dall’osservanza grata della volontà di Dio contenuta nei Suoi comandamenti. Secondo le versioni bibliche più vecchie sembra però che si guadagni il diritto all'albero della vita e l'ingresso alla città, mettendo in pratica i comandamenti, osservando la legge di Dio. Ma davvero è questo ciò che Gesù ha insegnato? È questo che insegna il resto del Nuovo Testamento? È questo il messaggio dell'Apocalisse?

La differenza fra le versioni bibliche più vecchie e quelle più recenti si tratterebbe forse di un'alterazione deliberata per conformarsi al dogma cristiano? No, in realtà si tratta di un problema testuale molto antico (riconosciuto oggi dalla maggior parte delle chiese) dovuto a una svista di un qualche antico copista che leggendo: “Μακάριοι οἱ πλύνοντες τὰς στολὰς αὐτῶν” (makarioi oi plaunontes tas stolas auton, “Beati quelli che lavano le loro vesti”) lo confonde con “Μακάριοι οἱ ποιοῦντες τὰς ἐντολὰς αὐτοῦ” (makarioi oi poiountes tas entolas autou, “Beati coloro che adempiono i suoi comandamenti”) e di conseguenza lo modifica. Di fatto i due più antichi manoscritti greci (non disponibili nel XVI secolo, al tempo della Diodati), supportati da tre minuscoli manoscritti databili ai secoli XI, XIII e XV, riportano “lavano”. Solo un onciale greco del X secolo e dieci minuscoli manoscritti greci successivi sostengono "adempiono ai comandamenti". Il Sahidico, la traduzione più antica, insieme ad altre sette traduzioni antiche, tra cui la Vulgata, supportano il "lavare le vesti" mentre cinque traduzioni antiche sostengono "l'esecuzione dei comandamenti". Entrambe le letture sono sostenute da cinque Padri della Chiesa ciascuna, “lavare” in Fulgenzio, Apringius, e Pseudo-Ambrogio, “osservare” in Tertulliano e Cipriano)! Dei tre che ci lasciano un commento all'Apocalisse due sostengono “lavano le vesti”. L'eventuale confusione già molto antica tra lettere e parole è la probabile origine dell'alterazione.

Quando guardiamo l'Apocalisse isolatamente, troviamo la salvezza attraverso il sangue dell'Agnello in Apocalisse 1:5 e 5:9. In Apocalisse 7:14 si afferma che i salvati sono menzionati per aver lavato le loro vesti nel sangue dell'Agnello, e in Apocalisse 12:11 menzionati per aver vinto Satana mediante il sangue dell'Agnello. In Apocalisse 12:17 l'osservanza dei comandamenti è menzionata come distinzione dei salvati, ma non come prerequisito! Questo è lo stesso in Apocalisse 14:12.

Quando guardiamo Apocalisse 22:14, notiamo "Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita". Questa è una chiara indicazione del presupposto per l'accesso all'albero della vita e l'ingresso attraverso le porte della città. Questo “diritto” si riduce al prerequisito per essere salvati! Il principio per la salvezza in tutta l'Apocalisse è il sangue dell'Agnello, non l’osservare i comandamenti!

Osservando tutti i fatti di cui sopra, è chiaro che "lavare le vesti" secondo criteri sia esterni che intrinseci all'interno dell’Apocalisse nel suo insieme pesa più di "osservare i comandamenti". Infatti ciò corrisponde di fatto ai principi della fede cristiana ampiamente attestati nel Nuovo Testamento, distinguendola da tutte le altre religioni del mondo!

Può sembrare un cambiamento molto grande da fare, da 'osservare i suoi comandamenti' a 'lavare le loro vesti', ma in greco è solo un cambiamento di tre lettere in una parola, una nella successiva e due nella terza . E le due frasi, scritte, si somigliano tanto l'una all'altra, che uno scriba, frettoloso, o per il momento negligente, aveva indubbiamente potuto scambiare l'una per l'altra. Non ci può essere alcun dubbio che la lettura nella versione rivista sia quella corretta. Non solo è sostenuto da un grande peso di autorità, ma è anche molto più conforme all'intero insegnamento del Nuovo Testamento di quello che sta nella vecchia Diodati.

'Beati coloro che mettono in pratica i Suoi comandamenti, affinché abbiano diritto all'Albero della Vita', ci riporterebbe all'antica legge, e in essa non c'è suono più speranzoso dei tuoni del Sinai. Se fosse, davvero, tra le ultime parole di Cristo per noi, sarebbe un esempio molto triste del Suo 'ricostruire le cose che ha distrutto.' Ci relegherebbe nel triste vecchio giro di cercare di guadagnare il paradiso compiendo buone opere; e si potrebbe quasi dire che stia "facendo la Croce di Cristo senza effetto". Il fatto che quella lettura corrotta sia entrata così presto nella Chiesa e abbia retto così a lungo, può essere considerata una prova molto singolare della difficoltà che gli uomini hanno sempre avuto nel mantenersi al livello della grande verità centrale del Vangelo: 'Non per le opere di giustizia che abbiamo fatto, ma per la sua misericordia, ci ha salvati'.