Catechismi/Bunyan

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Il Catechismo di John Bunyan (1675)

O “Istruzioni per coloro che non sanno”, essendo un balsamo per curare la grande carenza di conoscenza che tanto regna in giovani ed anziani, presentata e preparata loro nella forma di un chiaro e semplice dialogo adatto alla capacità dei più deboli. “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza” (Osea 4:6).<meta charset="utf-8"></meta>

Introduzione

Un catechismo evangelico del 1675, unico nel suo genere per la prima volta in italiano. Lo compose John Bunyan (1628-1688), predicatore scrittore evangelico non-conformista puritano, autore della famosa e difusa opera allegorica “Il pellegrinaggio del Cristiano” scritta insieme a molti altri saggi teologici e pastorali durante il suo lungo soggiorno nel carcere di Bedford (GB).

Nel 1658 a Bunyan, infatti, viene imposto di cessare la sua attività di predicatore in forza di un decreto regio che proibisce la predicazione a coloro che non ne sono espressamente autorizzati dalla Chiesa di Inghilterra. Contestando tale decreto, Bunyan continua a predicare nonostante i numerosi ammonimenti. Così, nel novembre del 1660 viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Silver Street a Bedford. Vi rimane prima confinato per tre mesi, ma persistendo a rifiutarsi di sottomettersi al decreto regio di desistere dalla predicazione, il suo confino viene esteso fino a coprire 12 anni. Viene rilasciato nel gennaio del 1672, quando il re Carlo II pubblica la Dichiarazione di indulgenza religiosa.

Questo catechismo consta di 291 domande e risposte e una conclusione. Si distingue nettamente da altri catechismi perché, benché radicato nella teologia biblica riformata, non è un’astratta esposizione di principi, ma si propone un esplicito intento evangelistico atto a portare soprattutto i giovani alla fede nella persona ed opera di Gesù Cristo. Insistendo sulla gravità del peccato e delle sue conseguenze temporali ed eterne, sotto forma di dialogo esso accompagna il lettore a Cristo, chiamandolo ad un indispensabile e serio impegno al Suo seguito. Mai astratta, ma sempre finalizzata alla prassi, quest’opera comprende 9 capitoli. I primi parlano di Dio il Creatore; il peccato dell’Uomo; la punizione del peccato; il perseguire la salvezza fin da giovani. L’accento poi si sposta sulla vita cristiana intesa come il culto che è dovuto a Dio, che comprende: la confessione dei peccati; la fede in Cristo; la preghiera; la rinunzia a sé stessi. La conclusione ha le caratteristiche di un ammonimento ed un appello.

Prefazione di John Bunyan

Dedicato alla Chiesa di Cristo di Bedford e del suo circondario che cammina nella fede e nella comunione dell’Evangelo; il vostro affezionato fratello e compagno nel regno e nella pazienza di Gesù Cristo, con il desiderio di ogni grazia e misericordia in Gesù Cristo. Amen.

Santi ed amati, sebbene io abbia preparato questo piccolo trattato per beneficio pubblico e comune, considerando che io sono nei vostri confronti un debitore, non solo della comune carità, ma anche in ragione degli speciali vincoli che il Signore mi ha imposto verso di voi, io non potevo fare altro (essendo separato da voi come presenza e non dall’affetto) presentare a voi per primi questo libretto. Non che voi siate carenti delle cose che esso contiene, ma per rammentarvi ancora delle cose prime [fondamentali] e per darvi occasione di presentare qualcosa ai vostri parenti affinché essi (se Dio vuole) possano risvegliarsi ed essere convertiti. Accettatelo, quindi, come pegno del ricordo cristiano che ho per voi. Poi lo presento a tutti gli inconvertiti, vecchi e giovani, che una volta o l’altra, mi hanno udito predicare e pure sono rimasti nei loro peccati. Io esorto loro pure a riceverlo come pegno dell’amore che ho per le loro anime immortali. Sì, visto che dovranno rispondere di loro resti nel terribile giorno del Giudizio, li esorto a leggere, ponderare e ricevere questa salutare medicina preparata per loro. Ora il Dio delle benedizioni lo benedica per il risveglio di molti peccatori e la salvezza delle loro anime, per fede in Gesù Cristo. Amen.

Sempre vostro, per servirvi attraverso il mio ministero (dove posso) per vostra edificazione e consolazione. John Bunyan.