Catechismi/Catechismo di Heidelberg/heid23

Ventitreesima domenica

D. 59. A che cosa ti serve quindi il fatto di credere tutto questo?

R. A essere giustificato in Cristo davanti a Dio e a essere erede della vita eterna (174).

D. 60. in che modo sei giustificato davanti a Dio?

R. Solo mediante una vera fede in Gesù (175). Ecco come.

La mia coscienza mi accusa di aver gravemente peccato contro tutti i comandamenti di Dio, di non averne mai osservato alcuno (176) e d'essere ancora continuamente portato (incline) a ogni sorta di male (177).

Tuttavia, senza alcun merito da parte mia (178) (per pura grazia) (179), Dio mi offre e m'imputa la perfetta soddisfazione, giu­stizia e santità di Cristo (180) come se io non avessi mai commesso né avuto alcun peccato e come se avessi adempiuto io stesso tutta l'obbedienza che Cristo ha soddisfatto per me (181), alla sola condizione che io riceva questo dono con un cuore credente (182).

D. 61. Perché dici di essere giustificato per la sola fede?

R. Non è che io piaccia (che io sia accettabile) a Dio a causa della dignità della mia fede, ma perché soltanto la soddisfazione, giustizia e santità di Cristo sono la mia giustizia davanti a Dio (183) e che io non posso riceverle né entrarne in possesso se non mediante la fede (184).

Riferimenti biblici

  • (174) "il giusto per la sua fede vivrà" (Ab. 2:4); "Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui»" (Gv. 3:36); "Poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà" (Ro. 1:17); "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio" (Ro. 5:1,2).
  • (175) "Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù" (Ro. 3:21-26). "Sappiamo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato" (Ga. 2:16); "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti" Ef. 2:8,9); "Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti" (Fl. 3:8-11).
  • (176) "Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato, com'è scritto: «Non c'è nessun giusto, neppure uno" (Ro. 3:9,10).
  • (177) "Vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra" (Ro. 7:23).
  • (188) "Non è dunque per la tua giustizia che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà il possesso di questo buon paese; perché sei un popolo dal collo duro" (De. 9:6); "Perciò, di' alla casa d'Israele: "Così parla DIO, il Signore: Io agisco così, non a causa di voi, o casa d'Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni dove siete andati" (Ez. 36:22); "Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo" (Tt. 3:4,5).
  • (17) "Affinché, come il peccato regnò mediante la morte, così pure la grazia regni mediante la giustizia a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore" (Ro. 5:21); "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio" (Ef. 2:8).
  • (180) "Infatti, che dice la Scrittura? «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia». Ora a chi opera, il salario non è messo in conto come grazia, ma come debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia" (Ro. 4:3-5); "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione" (2 Co. 5:17-19); "Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo" (Gv. 2:1,2).
  • (181) "Anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione" (Ro. 4:24,25).
  • (182) "Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio" (Gv. 3:18); "Poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?». Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»" (At. 16:30,31); "...vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione" (Ro. 3:22).
  • (183) "Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; affinché com'è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore»" (1 Co. 1:30,31); "...poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso" (1 Co. 2:2).
  • (184) "...infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati" (Ro. 10:10); "Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha resa al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita" (1 Gv. 5:10-12).