Confessioni di fede/Elvetica/03

Indice generale

Confessione di fede elvetica del 1566

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Indice

III. Dio, la sua unità e la Trinità

Iddio è unico

Noi crediamo e insegniamo che vi sia un Dio unico, il quale nella Sua essenza e natura di per Sé stesso sussista, sia a Sé stesso completamente sufficiente [ognisufficiente], invisibile, senza corpo, immenso, eterno, il Creatore di tutte le cose, sia visibili che invisibili, l’unico eterno e sommo bene, il vivente, che dà vita [vivifica] e che conserva ogni cosa, l’Onnipotente e sommamente sapiente, il misericordioso, giusto e verace.

Noi abbiamo in esecrazione [aborrimento, orrore, disprezzo, ripugnanza] la pluralità degli dei, perché sta espressamente scritto: “Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE” (De. 6:4), “Io sono il SIGNORE … Non avere altri dèi oltre a me” (Es. 20:2,3), "Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro; fuori di me non c'è altro Dio! ... Io sono il SIGNORE e non ce n'è alcun altro" (Is. 45:5,18), “il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà” (Is. 34:6).

La santa Trinità

Noi crediamo e insegniamo tuttavia che questo stesso Dio immenso, unico e indiviso in essenza, sia distinto in Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo, le quali siano però inseparabilmente e senza confusione unite. Poiché il Padre ha dall’eternità [ab eterno] generato il Figlio, il Figlio è procreato per mezzo di una generazione ineffabile, e lo Spirito Santo procede da entrambi, e ciò dall’eternità [ad eterno], e con entrambi deve essere del pari adorato.

In questo modo non sono certamente tre dei, ma tre persone consostanziali, coeterne, e uguali [coeguali], distinte in quanto alla personalità e l’una all’altra precedente nell’ordine senza però alcuna disuguaglianza. Quanto alla natura o essenza, infatti, esse sono talmente unite [o congiunte] da essere un solo Dio e l’essenza divina è comune al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

In effetti, la sacra Scrittura ci indica [dà chiare evidenze di] una chiara distinzione delle persone in queste parole che l’angelo dice, fra l’altro, alla santa Vergine: “Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio” (Lu. 1:35). Anche al battesimo di Cristo si udì una voce proveniente dal cielo: “Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt. 3:17; Gv. 1:32). Allo stesso modo il Signore, ordinando ai suoi apostoli di battezzare, ordinò loro di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19). Ugualmente si dice, in un altro passo del Vangelo: “il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto”(Gv. 14:26), e subito dopo: “quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me” (Gv. 15:26). In conclusione, noi accettiamo il Simbolo degli Apostoli, il quale ci presenta la vera, cristiana ed antica fede.

Eresie e sette

Condanniamo [riproviamo] la dottrina degli ebrei e dei maomettani, con tutti coloro che negano e vomitano bestemmie contro questa sacrosanta ed adorabile Trinità nell’unica Divinità. Condanniamo ugualmente tutte le eresie e tutti gli eretici che insegnano che il Figlio e lo Spirito Santo siano Dio soltanto di nome. Ugualmente, che vi sia nella Trinità cosa creata, e l’uno all’altro soggetto, ossia disuguale, superiore o inferiore, maggiore o minore. Allo stesso modo [condanniamo che vi sia] qualcosa di corporeo o rappresentato in forma corporea, diversità di condotta o di volontà, confusione o [che essa sia] talmente unica da non esservi alcuna distinzione reale di persone, quasi che il Figlio e lo Spirito Santo non fossero che affezioni o proprietà di un solo Dio, il Padre, come hanno creduto monarchici, novaziani, Prassea, patripassiani, Sabellio, il Samosateno, Aezio, Macedonio, antropomorfisti, Ario e loro simili (1).

Note

(1) Si citano qui diversi movirnenti e personaggi del II-IV secolo. I monarchici o monarchiani ammettevano unicamente la divinità del Padre e si dividevano in adozionisti (Dio adotta l‘uomo Gesù come suo figlio) e modalisti (Gesù Cristo è un "modo" di Dio). I novaziani (leggere Noeziani) erano modalisti. cosi corne Sabellio, mentre Paolo di Samosata, vescovo di Antiochia (III sec.), era adozionista. I patripassiani credevano che il Padre avesse sofferto in croce. Aezio, medico dcl IV sec. era un discepolo di Ario. Macedonio. metropolita di Costantinopoli (IV sec.), avversava il dogma della Trinità.