Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw030
Catechismo minore di Westminster |
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30. D. In che modo lo Spirito Santo ci applica la Redenzione acquisita da Cristo?
R. Lo Spirito Santo ci applica la Redenzione acquisita da Cristo operando in noi la fede e quindi unendoci a Cristo attraverso una vocazione efficace.
Riferimenti biblici
- "In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria" (Efesini 1:13-14);
- "Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori ... Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell'ultimo giorno" (Giovanni 6:37,39);
- "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio" (Efesini 2:8);
- "... e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore" (Efesini 3:17);
- "Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore" (1 Corinzi 1:9).
Commento
La domanda numero 30 del Catechismo minore di Westminster afferma: "In che modo lo Spirito Santo ci applica la Redenzione acquisita da Cristo?". Ad essa risponde: "Lo Spirito Santo ci applica la Redenzione acquisita da Cristo operando in noi la fede e quindi unendoci a Cristo attraverso una vocazione efficace".
Questa risposta richiama la nostra attenzione al modo in cui efficacemente Dio chiami una persona alla salvezza in Cristo. Fra i molti testi biblici che si potrebbero citare al riguardo, troviamo Giovanni 6:44, che dice: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Giovanni 6:44).
Dopo aver contemplato, così, l’opera del Figlio che ci redime, oggi il Catechismo ci porta al modo in cui quella Redenzione diventa realmente nostra. È lo Spirito Santo che “opera in noi la fede” e ci unisce a Cristo mediante una vocazione efficace. Non siamo noi ad auto-generare la fede: è un dono. È lo Spirito stesso di Dio che apre l’intelligenza, inclina la volontà, muove il cuore. La Redenzione, oggettivamente compiuta da Cristo, viene così soggettivamente applicata alla vita, nel tempo che Dio ritiene appropriato, di coloro che hanno ricevuto la grazia della salvezza.
La “vocazione efficace” non è un semplice invito: è l’appello divino che raggiunge in profondità e non può essere frustrato, perché porta effettivamente a Cristo chi il Padre ha eletto. La salvezza è quindi tutta di Dio, dall’inizio alla fine, ma sempre nella nostra vera libertà rinnovata.
Quante volte pensiamo alla fede come a un nostro sforzo personale? Eppure il Catechismo ci ricorda che la fede nasce da un’opera paziente e misteriosa dello Spirito di Dio. È Lui che ci ha cercati quando eravamo lontani; è Lui che ha fatto risuonare la Parola in modo nuovo; è Lui che ci ha condotti a Cristo, magari attraverso circostanze umili, un versetto ascoltato di sfuggita, una parola detta da qualcuno senza saperlo. Guardando indietro, possiamo riconoscere fili che non avevamo visto: quella “vocazione efficace” che ci ha raggiunti. Questo ci dà sicurezza per il presente e per il futuro. Se lo Spirito ha iniziato un’opera, non la lascerà incompiuta. E ci invita anche alla gratitudine: la nostra fede non è un merito, ma un dono. Una grazia che ci unisce al Redentore e ci riempie di consolazione.
Preghiamo. Signore, grazie perché il Tuo Spirito mi ha chiamato, attirato e condotto a Cristo. Rinnova in me ogni giorno la fede che hai messo nel mio cuore, rendila viva, gioiosa, resistente alle prove. Fa’ che io viva con gratitudine, sapendo che la mia salvezza è un’opera della Tua grazia dall’inizio alla fine. Uniscimi sempre più a Cristo, il mio Redentore. Amen.