Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw047
Catechismo minore di Westminster |
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47. D. Che cosa si proibisce nel primo comandamento?
R. Nel primo comandamento si proibisce la negazione o la negligenza nel rendere culto e nel glorificare il vero Dio come Dio e il nostro Dio, come pure rendere a qualsiasi altro il culto e la gloria che sono dovuti a Lui soltanto.
Riferimenti biblici
- "Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c'è nessuno che faccia il bene" (Salmi 14:1);
- "...perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato" (Romani 1:21);
- "Io sono il SIGNORE, il Dio tuo, che ti fece risalire dal paese d'Egitto; apri la tua bocca, e io la riempirò. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, Israele non mi ha ubbidito" (Salmi 81:10-11);
- "...essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura" (Romani 1:25-26).
Commento
La domanda 47 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Che cosa si proibisce nel primo comandamento?". Ad essa risponde con: "Nel primo comandamento si proibisce la negazione o la negligenza nel rendere culto e nel glorificare il vero Dio come Dio e il nostro Dio, come pure rendere a qualsiasi altro il culto e la gloria che sono dovuti a Lui soltanto.
Ogni comandamento del Decalogo (che riassume il complesso della Legge morale rivelata di Dio, comporta sia prescrizioni che proibizioni. Prescrive e proibisce al tempo stesso determinati comportamenti.
Il primo comandamento, così, non richiede solo di riconoscere Dio come l’unico Signore: proibisce tutto ciò che distoglie il cuore da Lui.
Tre aspetti emergono con chiarezza:
- La negazione di Dio: È il rifiuto esplicito della Sua esistenza, del Suo dominio o del Suo diritto ad essere glorificato. È l’ateismo in ogni sua forma: teorico (negare che Dio esiste) o pratico (vivere come se non esistesse).
- La negligenza verso Dio. Non è necessario ribellarsi apertamente per violare il primo comandamento; basta trascurare Dio. È l’indifferenza spirituale, la dimenticanza del culto, la pigrizia nel cercarlo, il lasciare che altro occupi il centro del cuore.
- L’idolatria. Non solo degli dèi pagani, ma di tutto ciò a cui attribuiamo ciò che spetta solo al Signore: fiducia, speranza, timore, gioia, identità. Un idolo è qualunque cosa diciamo, con i fatti: «Se perdo questo, non posso vivere».
Nella visione biblica e riformata, Dio è "geloso" (Esodo 34:14) non perché tema rivali, ma perché l’amore vero esige esclusività. Egli ci ha fatto per Sé e, come un padre, non sopporta che il nostro cuore vada verso ciò che ci distrugge.
Il primo comandamento sembra antico, ma è sorprendentemente attuale. Non adoriamo più idoli di legno o pietra, ma idoli concettuali, psicologici, sociali: successo, carriera, stabilità economica, politica, prestigio, ideologia, perfino il bisogno di approvazione. La domanda da farsi, perciò, non è «Credo in Dio?» ma «Che cosa occupa il trono del mio cuore?». E spesso la risposta è: qualcos’altro.
Viviamo in un tempo in cui è facile confessare Dio con le labbra e negarlo con l’agenda quotidiana. La negligenza spirituale è una tentazione costante, silenziosa. Non ci svegliamo un mattino decidendo di ignorare Dio: semplicemente ci lasciamo afferrare da mille altre cose, fino a quando Dio diventa un optional, una parentesi, un accessorio.
Il primo comandamento è allora un richiamo forte e paterno: Dio non vuole un angolo della nostra vita: vuole tutta la nostra vita. Non per dominarci, ma per liberarci.
Perché quando poni Dio al centro, tutto il resto, anche il peso delle responsabilità e dei desideri, trova finalmente il suo posto.
Preghiera. Signore, Dio unico e vero, tu che solo meriti il mio amore e la mia adorazione, libera il mio cuore da ogni idolo, da tutto ciò che mi distoglie da Te. Risveglia in me il desiderio di cercarti, di riconoscerti come il mio Dio, di servirti con gioia e di confidare unicamente in Te. Rendi il mio cuore integro, la mia vita centrata sulla tua gloria, e fa’ che in tutto io riconosca la tua suprema dignità. Amen.
Ulteriore commento
Che cosa si proibisce nel primo comandamento? Nel primo comandamento si proibisce il negare, oppure il non rendere il debito culto e gloria al vero Dio come Dio, e come nostro Dio; e dare il culto e la gloria che spetta solo a Lui ad altri. Il primo comandamento, nell'affermare chiaramente la persona di Dio, come si è rivelata nella Bibbia, e i suoi legittimi diritti sulle sue creature umane, implica da parte nostra precise responsabilità nell'opporci a certe tendenze (fondamentalmente atee e agnostiche) sempre più prevalenti oggi. Nel contesto di una società 'laica' e 'neutrale' anche i credenti vengono tentati a non manifestare pubblicamente la loro fede ('discrezione', 'pace religiosa', riserbo su questioni considerate 'private'), oppure a considerare la propria come un'opzione religiosa fra tante, da cui il conseguente atteggiamento 'non settario' e relativista, la tendenza a pregiudicare la propria fede mischiandola o 'armonizzandola' con altre. Si cerca così di intimidire chi osa professare apertamente la sua fede chiamandolo 'fanatico', o 'settario'. Chi però rinunzia ad affermare con chiarezza la fede biblica, 'annacquandola' o 'adattandola' al clima prevalente, infrange il primo comandamento. Lo stesso avviene per chi trascura, neglige i doveri verso Dio e la comunità dei credenti, lasciandoli ai margini della sua vita. Dio ha pretese totalizzanti che mal si adattano alla mentalità moderna: il credente però, rifuggendo dal conformarsi a questo mondo, deve saper affermare con coraggio e con intelligenza la fede "una volta per sempre tramandata ai santi", quella fede per la quale i martiri dei secoli passati hanno dato la vita. Se non c'è che un unico Dio vivente e vero, allora bisogna rendere il nostro culto solo a Lui. Se questo Dio si è fatto conoscere a noi tramite la sua Parola ispirata (la Bibbia), dovremmo fare attenzione a non confonderlo con gli idoli.