Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw061
Catechismo minore di Westminster |
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61. D. Che cosa si proibisce nel quarto comandamento?
R. Nel quarto comandamento si proibisce l'omissione o l'esecuzione negligente dei doveri richiesti, come pure la profanazione di questo giorno consumandolo nell'ozio, o facendo ciò che in sé è peccato oppure con pensieri, parole o opere non necessarie al riguardo delle nostre occupazioni o ricreazioni mondane.
Riferimento biblico
- "I suoi sacerdoti violano la mia legge e profanano le mie cose sante; non distinguono fra santo e profano, non fanno conoscere la differenza che passa fra ciò che è impuro e ciò che è puro, chiudono gli occhi sui miei sabati, e io sono disonorato in mezzo a loro" (Ezechiele 22:26);
- "voi che dite: «Quando finirà il novilunio, perché possiamo vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, diminuire l'efa, aumentare il siclo e usare bilance false per frodar" (Amos 8:5);
- "Voi dite anche: "Ah, che fatica!" e mi trattate con disprezzo», dice il SIGNORE degli eserciti. «Offrite animali rubati, zoppi o malati, e queste sono le offerte che fate! Dovrei io gradirle dalle vostre mani?», dice il SIGNORE" (Malachia 1:13);
- "Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte ... un giovane di nome Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra, fu colto da un sonno profondo, poiché Paolo tirava in lungo il suo dire; egli, sopraffatto dal sonno, precipitò giù dal terzo piano, e venne raccolto morto" (Atti 20:7,9);
- "Anche questo mi hanno fatto: in quel medesimo giorno hanno contaminato il mio santuario e hanno profanato i miei sabati" (Ezechiele 23:38);
- "Se voi mi ascoltate attentamente, dice il SIGNORE, se non fate entrare nessun carico per le porte di questa città in giorno di sabato, ma santificate il giorno del sabato e non fate in esso nessun lavoro, i re e i prìncipi che siedono sul trono di Davide entreranno per le porte di questa città su carri e su cavalli: entreranno essi, i loro prìncipi, gli uomini di Giuda, gli abitanti di Gerusalemme; e questa città sarà abitata per sempre. Dalle città di Giuda, dai luoghi circostanti di Gerusalemme, dal paese di Beniamino, dalla pianura, dal monte e dalla regione meridionale, si verrà a portare olocausti, vittime, offerte, incenso, e a offrire sacrifici di ringraziamento nella casa del SIGNORE" (Geremia 17:24-26);
- "Se tu trattieni il piede dal violare il sabato, facendo i tuoi affari nel mio santo giorno; se chiami il sabato una delizia e venerabile ciò che è sacro al SIGNORE; se onori quel giorno anziché seguire le tue vie e fare i tuoi affari e discutere le tue cause" (Isaia 58:13).
Commento
La domanda numero 61 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Che cosa si proibisce nel quarto comandamento?". Ad essa risponde: "Nel quarto comandamento si proibisce l'omissione o l'esecuzione negligente dei doveri richiesti, come pure la profanazione di questo giorno consumandolo nell'ozio, o facendo ciò che in sé è peccato oppure con pensieri, parole o opere non necessarie al riguardo delle nostre occupazioni o ricreazioni mondane".
La profanazione del Giorno del Signore è cosa seria agli occhi di Dio. Benché non si tratti di osservarlo come Gesù accusava i farisei di farlo, esso, quando è visto in giusta prospettiva, è da rispettare. l quarto comandamento non si limita a prescrivere un giorno di riposo, ma ne tutela il carattere santo. Per questo esso proibisce due deviazioni opposte ma ugualmente gravi. Da un lato, la negligenza spirituale: quando il giorno del Signore è osservato solo formalmente, senza cuore, attenzione e partecipazione reale al culto pubblico e privato. Dall’altro lato, la profanazione attiva: usare questo giorno come uno qualsiasi, riempiendolo di ozio sterile, di attività peccaminose o di occupazioni e ricreazioni mondane che distraggono la mente e il cuore da Dio. La santificazione del giorno implica dunque un orientamento intenzionale dell’intera persona verso il culto, la Parola e le opere di necessità e misericordia.
Viviamo in una cultura che teme il silenzio e rifugge dal riposo vero. Il giorno del Signore rischia così di essere svuotato: non più un tempo per Dio, ma solo un tempo senza lavoro. Il Catechismo ci ricorda che l’ozio non è santificazione, e che anche i pensieri e le parole possono profanare ciò che Dio ha consacrato. Custodire il sabato cristiano significa educare il cuore a rallentare, a riorientarsi, a ritrovare gioia nel culto e nella comunione dei santi. Non è una perdita di tempo, ma un atto di fede: confidare che Dio regge il mondo anche mentre noi ci fermiamo davanti a Lui.
Preghiamo. Signore nostro Dio, perdonaci quando trattiamo con leggerezza il giorno che Tu hai santificato. Liberaci dall’ozio vuoto e dalla distrazione mondana, e donaci un cuore attento, desideroso del Tuo culto e della Tua Parola. Insegnaci a trovare nel giorno del Signore non un peso, ma una gioia, un dono e un’anticipazione del riposo eterno in Cristo. Amen.