Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw078

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Indice generale

Catechismo minore di Westminster

Domande:1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107-  

78. D. Che cosa si proibisce nel nono comandamento?

R. Nel nono comandamento si proibisce di compiere qualunque cosa sia pregiudizievole alla verità, oppure arrechi ingiuria al buon nome [stima] nostro o altrui.

Riferimento biblico

  • "Eliab, suo fratello maggiore, avendo udito Davide parlare a quella gente, si accese d'ira contro di lui e disse: «Perché sei sceso qua? A chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore; tu sei sceso qua per vedere la battaglia»" (1 Samuele 17:28);
  • "Non andrai qua e là facendo il diffamatore in mezzo al tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo. Io sono il SIGNORE" (Levitico 19:16);
  • "...che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo vicino, né insulta il suo prossimo" (Salmi 15:3).

Commento

La domanda 78 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Che cosa si proibisce nel nono comandamento?". Ad essa risponde: "Nel nono comandamento si proibisce di compiere qualunque cosa sia pregiudizievole alla verità, oppure arrechi ingiuria al buon nome [stima] nostro o altrui".

La persona giusta è definita nella Scrittura, fra le altre cose, così: "...che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo vicino, né insulta il suo prossimo" (Salmi 15:3).

l nono comandamento non si limita a vietare la falsa testimonianza in senso stretto, come se riguardasse solo i tribunali o le dichiarazioni ufficiali. Esso va molto più a fondo: proibisce tutto ciò che danneggia la verità e tutto ciò che ferisce il buon nome del prossimo. La menzogna, l’esagerazione, la maldicenza, il sospetto ingiustificato, la distorsione dei fatti, il silenzio colpevole che lascia prosperare l’errore: tutte queste cose rientrano sotto il divieto di questo comandamento. Nella prospettiva biblica, la verità non è solo un principio astratto, ma un bene morale che regge la convivenza umana e riflette il carattere stesso di Dio, che è verace. Attentare alla verità significa, in ultima analisi, attentare alla giustizia e all’amore verso il prossimo.

Viviamo in un tempo in cui la reputazione può essere distrutta in poche parole, spesso pronunciate con leggerezza o diffuse senza verifica. Il nono comandamento ci richiama a una disciplina spirituale della lingua e del cuore. Chiede che ci fermiamo prima di parlare, prima di condividere, prima di giudicare. Custodire il buon nome del prossimo non significa giustificare il male, ma rifiutare il piacere sottile di sentirci superiori screditando altri. È un atto di amore concreto, che nasce dal riconoscere che anche noi viviamo della grazia di Dio e non della nostra impeccabilità. Chi ama la verità impara anche a parlare con sobrietà, con equità e con misericordia.

🙏 Preghiera. Signore Dio verace, purifica il nostro cuore dalla menzogna e la nostra lingua da ogni parola ingiusta. Insegnaci ad amare la verità, a custodire il buon nome del nostro prossimo e a parlare sempre come persone che vivono alla tua presenza. Fa’ che le nostre parole riflettano la grazia che abbiamo ricevuto in Cristo. Amen.

Ulteriore commento

Il Dio della Bibbia è Dio di verità (Salmi 31:5; Tito 1:2), mentre il padre di tutte le menzogne è Satana (Giovanni 8:44). Fintanto che l'uomo accettava la Parola di Dio e vi ubbidiva, egli conosceva e diceva solo verità. Non aveva più detto però la verità quando, ingannato da Satana, aveva assunto sé stesso e la ragione come metro ultimo per giudicare la verità. La verità è dunque ciò che è in accordo con la mente di Dio, ed è solo la persona rigenerata - la persona che si è ravveduta e crede - che può di nuovo imparare a dire la verità. Certo il credente sbaglierà ancora, ma verità deve essere il suo proposito ed obbiettivo. Due cose allora sono essenziali (1) E' necessario dire ciò che noi sinceramente crediamo essere verità, (2) ma è pure necessario dire ciò che è conforme alla realtà (Confronta: Levitico 19:16; Salmi 15:3).

La menzogna talora può essere giustificata? (1) Le piccole menzogne di cortesia sono condannate dalla Bibbia (1 Giovanni 2:21; Salmi 12:3); (2) le menzogne di convenienza, ma non ci è lecito avocare il male affinché ne venga un bene (Romani 3:8); (3) le menzogne di necessità? A noi però è concesso in particolari circostanze di trattenere parte della verità, ma non mentire. In 1Samuele 16:1-5 Dio in effetti dice che gli uomini malvagi possono non avere il diritto di conoscere tutta la verità che potremmo loro dire, ma non dice che abbiamo il diritto di mentire! Come imparare l'obbedienza della verità? (1) Pensare prima di parlare (Proverbi 10:19; Giacomo 3:5); (2) Talora il silenzio può essere peggio della menzogna, perché può essere interpretato come un tacito consenso al male (Levitico 5:1); (3) Bisogna pensare a compiacere prima Dio che l'uomo: è l'unica cosa che conti più di tutti.