Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw099
Catechismo minore di Westminster |
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99. D. Quale regola Dio ci ha dato per guidarci nella preghiera?
R. Per guidarci nella preghiera dobbiamo farci guidare dall'intera Parola di Dio, ma la norma che ci indirizza particolarmente al riguardo è quella formula di preghiera che Cristo ha insegnato ai Suoi discepoli, chiamata comunemente: la Preghiera del Signore.
Riferimenti biblici
- "Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno" (Matteo 6:9-13);
- "Egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano; e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione" (Luca 11:2-4).
Commento
La domanda numero 99 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Quale regola Dio ci ha dato per guidarci nella preghiera?". Ad essa risponde: "Per guidarci nella preghiera dobbiamo farci guidare dall'intera Parola di Dio, ma la norma che ci indirizza particolarmente al riguardo è quella formula di preghiera che Cristo ha insegnato ai Suoi discepoli, chiamata comunemente: la Preghiera del Signore"."La preghiera imparata alla scuola di Cristo" è ciò al quale veniamo introdotti oggi. Essa, cioè il "Padre Nostro", risponde ad un'espressa richiesta dei discepoli di Gesù: “Signore, insegnaci a pregare” (Luca 11:1).
La risposta del Catechismo ci ricorda anzitutto che la preghiera non nasce dall’iniziativa spontanea della persona, ma dall’ascolto della Parola di Dio. È l’intera Scrittura che forma, corregge e orienta i nostri desideri, insegnandoci che cosa chiedere, come chiederlo e con quale spirito presentarci davanti a Dio.
All’interno di questa guida generale, il Catechismo individua una regola particolare e privilegiata: la Preghiera del Signore. Non si tratta soltanto di una formula da recitare, ma di un modello normativo, una sintesi perfetta di ciò che la preghiera cristiana è chiamata a essere. In essa troviamo l’ordine giusto: prima la gloria di Dio, poi la sottomissione alla Sua volontà, quindi le necessità quotidiane, il perdono, la liberazione dal male. Nulla è superfluo, nulla è disordinato.
In questo senso, Gesù non solo ci invita a pregare, ma ci educa a farlo. La preghiera cristiana resta sempre una preghiera imparata, ricevuta, trasmessa, custodita nella Chiesa.
Viviamo in un’epoca che esalta l’improvvisazione e diffida delle forme ricevute. Anche nella vita spirituale si pensa spesso che pregare “liberamente” significhi pregare meglio. Il Catechismo, con sobria sapienza, ci riporta invece a una verità antica e sempre attuale: la libertà autentica nasce da una buona scuola.
La Preghiera del Signore non soffoca la spontaneità, ma la purifica. Non limita l’espressione personale, ma la radica nella volontà di Dio. Quando le nostre parole si esauriscono, quando i desideri diventano confusi, quando la preghiera rischia di ridursi a un monologo su noi stessi, il Padre nostro ci riporta all’essenziale.
Pregare secondo questa regola significa lasciarsi formare interiormente, imparare poco a poco a desiderare ciò che Dio desidera, e trovare la nostra gioia nel fatto che Cristo stesso mette sulle nostre labbra le parole giuste.
Preghiamo. Signore nostro Dio, Ti ringraziamo perché non ci hai lasciati soli neppure nella preghiera. Donaci un cuore docile alla Tua Parola e insegnaci a pregare secondo la mente di Cristo. Fa’ che, guidati dalla Preghiera del Signore, i nostri desideri siano purificati, la nostra fede rafforzata e la nostra vita sempre più conforme alla Tua volontà. Amen.
Ulteriore commento
L'intera Parola di Dio ci è utile per guidarci nella preghiera, ma la regola speciale atta a guidarci è quella forma di preghiera che Cristo ha insegnato ai suoi discepoli, comunemente chiamata 'il Padre nostro'. Gesù intendeva che questa preghiera fosse una traccia per il discepolo, non qualcosa da ripetersi meccanicamente (per altro la vana ripetizione è condannata da Matteo 6:7). Essa ci insegna che la vera preghiera è incentrata su Dio, ed essa richiede impegno e concentrazione. Alcune caratteristiche: (1) E' semplice; (2) è breve, (3) è completa.