Confessioni di fede/cfv1662/Articolo 23

Indice generale

Confessione di fede valdese 1662

Intro - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - Errori condannati -Atto 1894 -

23. I santi

Che quelli che possegono la vita eterna in conseguenza della fede e delle buone opere loro deono esser considerati come santi e glorificati, lodati per le loro virtù, imitati in tutte le belle attioni della loro vita, ma non adorati né invocati, poi che non si deve pregar se non un solo Iddio per Jesu Christo.

Prove

Salmi 116:15 - Apocalisse 14:13 - Isaia 57:1,2 - Ebrei 13:7 - 1 Corinzi 11:1 - Giovanni 8:39 - Matteo 4:10 - Isaia 42:8 - Isaia 48:11 - Romani 10:13,14. L'oggetto sopra il quale s'appoggia la fede è Dio solo. Geremia 17:5. Dio solo dunque deve essere invocato. - Salmi 50:15. In tutta la S. Scrittura non si trova né precetto d'invocare gli Angeli o i Santi raccolti in cielo, né promessa di grazia a chi lo facesse, ne esempio d'alcun fedele che gli abbia pregati - Matteo 11:28. Cristo non gli rimanda né ai santi né alle sante. E gli Apostoli nelle loro epistole e prediche mai non hanno raccomandato sé stessi a altri, né alla Beata Vergine, né ad alcuno de santi defunti: ma al solo Dio per Gesù Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini. Luca 11:1 Essendo egli richiesto in generale d'insegnare loro a pregare, non diede loro varie forme d'orazioni, una a Dio, altre agli angeli, e ai santi, anzi, per far loro veder chiaro che si deve invocare Dio solo, prescrive loro questo divino modello d'orazione, che non si può indirizzare ad alcuna creatura. Giuda 13:16. Non fu mai ordinata alcuna offerta religiosa da presentare ai santi, o agli angeli molto manco dobbiamo offrire loro il sacrificio spirituale della preghiera. 1 Re 8:39. Dunque gli angeli e i santi non essendo scrutatori del cuore, non possono intendere le vere orazioni, che sono i pensieri e desideri dei cuori fedeli, e non la favela fallace delle labbra. - Ecclesiaste 9:5,6 - cfr. Giobbe 14:21 - 2 Re 22:20. Se i santi raccolti nel riposo di Dio in cielo vedessero i peccati e le calamità nelle quali cadono le persone a loro care, e soprattutto quelle della Chiesa, sarebbe turbata la loro felicità. Ora se, come qui viene accennato, il Santo Re Giosia dopo la morte non vedeva le pubbliche miserie del popolo di Dio, molto meno possono i santi conoscere le necessità di tutte le persone particolari che sono in tutto il mondo, o intendere le preghiere loro Isaia 63:16. Poi che questi Santi Patriarchi, Abramo amico di Dio, padre de credenti, e Israele che aveva veduto Iddio faccia a faccia, non conoscevano i loro posteri del tempo d'Isaia, come si può credere che gli altri santi intendano le orazioni di tutti gli uomini?