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Capitolo terzo

LA BIBBIA: ISPIRATA DA DIO

Quando qualcuno dichiara di essere stato "ispirato" a scrivere una grande opera, capiamo bene ciò che vuol dire. Lo stesso vale anche per i capolavori degli artisti.

Quando però la Bibbia afferma di essere "ispirata da Dio", che cosa intende? In questo capitolo considereremo questa verità tanto importante e spesso malintesa.

1. CHE COSA SIGNIFICA ISPIRAZIONE?

La parola "ispirazione" deriva da 2 Timoteo 3:16: "Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è ispirato da Dio". La frase "ispirata da Dio" traduce una sola parola greca che significa letteralmente "soffiata da Dio". Questo versetto insegna che la Bibbia è opera di Dio, ma non spiega il modo in cui essa è stata ispirata.

Uno specialista in questo campo ha affermato: "Paolo non vuole dire che le Scritture siano un insieme di scritti umani in cui sia stato 'soffiato' qualcosa di divino, è precisamente questo che non vuol dire... Le Scritture, afferma tenacemente Paolo, si sono avute perché Dio 'le ha soffiate'... Quando leggiamo una bella poesia, ci sentiamo emozionati e siamo entusiasti di ciò che abbiamo letto. La poesia, diciamo, 'ci ha ispirati'. Non è questo l'uso della parola che l'apostolo ha in mente quando scrive a Timoteo che la Bibbia è ispirata da Dio, perché allora essa dipenderebbe solo dal fatto che il lettore si senta o meno ispirato dopo averla letta. Il lettore, invece, potrebbe considerare la Bibbia noiosa, potrebbe essere in disaccordo con essa nel modo più assoluto, potrebbe non capirla e non gradirla, ma nonostante tutto questo esse continuano ad essere 'soffiate' da Dio".

Nell'uso teologico il termine "ispirazione" significa non solo che Dio ha comunicato o "soffiato" allo scrittore ciò che voleva trasmettere, ma anche che Egli ha vigilato perché quello scrittore registrasse accuratamente quella registrazione.

Si chiama rivelazione ciò che Dio ha fatto sapere all'umanità. Talvolta la rivelazione ha direttamente svelato ciò che altrimenti sarebbe stato nascosto.

E' stata necessaria, per esempio, una rivelazione diretta per scrivere il racconto della Creazione nella Genesi. In altri casi, come nella composizione delle liste di famiglia (alberi genealogici) di vari personaggi, lo scrittore è stato divinamente guidato a scegliere con cura il suo materiale, a seguire accuratamente delle fonti orali o scritte.

In altri casi lo scrittore non aveva bisogno della rivelazione diretta, ma invece della guida dello Spirito Santo nella scelta di cosa scrivere (p. es. Luca 1:1-4).

In Giovanni 21:5 leggiamo: "Gesù fece molte altre opere: se si scrivessero tutte, una per una, riempirebbero tanti libri. Io penso che neanche il mondo intero potrebbe contenerli". La rivelazione di Dio all'uomo venne accuratamente registrata.

L'ispirazione è dunque la guida sovrannaturale che Dio ha prestato agli scrittori per far loro trasmettere il Suo messaggio, proprio con le parole che Egli desiderava, senza però intaccare la loro personalità, la loro educazione o i loro sentimenti. Sono però da notare due particolari in relazione a questa definizione:

a) L'ispirazione è un'opera soprannaturale. Chi nega la possibilità dell'intervento soprannaturale di Dio sull'uomo, troverà incredibile l'insegnamento biblico sull'ispirazione. Rifiutare il soprannaturale significa, naturalmente, rifiutare interamente la fede cristiana.

Pietro scrisse: "Gli antichi profeti non parlavano mai di loro iniziativa, ma furono uomini guidati dallo Spirito Santo, e parlavano in nome di Dio" (1 Pietro 1:21).

E' perciò chiaro che la volontà dell'uomo non aveva parte alcuna nell'originare la Bibbia, e tantomeno l'umana sapienza (1 Corinzi 2:13). Dio solo è la sua sorgente divina e per questo il prodotto finale, nei manoscritti originali, è inerrante.

b) L'ispirazione non ha eliminato l'elemento umano. Gli scrittori della Bibbia non sono state delle penne in mano di Dio. Alcune parti della Bibbia possono sì essere state dettate direttamente, ma l'ispirazione non equivale alla semplice dettatura.

Le varie e ricche diversità di stile suggeriscono che Dio ha invece utilizzato le personalità degli scrittori. Per esempio: le affermazioni che esprimono sentimenti profondi non dimostravano una dettatura meccanica. Il grido di Davide: "Pietà di me, o Dio, nel tuo grande amore" (Salmo 51:1) è scaturito da un cuore oppresso, tuttavia, non appena completato il suo lavoro, le parole di Davide sono risultate essere esattamente quelle che Dio voleva.

Uno specialista in questo campo dice: "Questi libri (della Bibbia) sono passati attraverso menti umane, sono stati scritti in linguaggio umano, con mani umane, e il loro stile porta caratteristiche umane... Il pensiero di Dio è stato incorporato nel linguaggio umano e i modi umani di scrivere sono sempre in evidenza... Quando Dio però ha dato la Sua rivelazione agli uomini, Egli non ha fatto violenza sulla personalità umana, ma l'ha utilizzata".

La Bibbia afferma di essere stata "soffiata da Dio". Dio, il quale è verace, soffiò la verità (Romani 3:24).

2. Com'è che Dio ha scritto?

La chiesa non definisce in modo dogmatico la maniera precisa in cui Dio ha ispirato la Bibbia, benché creda che essa sia stata scritta con parole scelte da Dio.

2 Pietro 1:21 dice: "Gli antichi profeti non parlavano mai di loro iniziativa, ma furono uomini guidati dallo Spirito Santo, e parlavano in nome di Dio". La parola qui tradotta con "guidati" è la stessa di "sospinti" (in altre traduzioni), e significa "condotti, mossi", cioè queste persone sono state così controllate dallo Spirito Santo che erano "guidati" come una nave è guidata, spinta dal vento. Quindi lo Spirito di Dio è stato co-autore con ogni scrittore biblico.

E' da notare come nel Nuovo Testamento gli scritti dell'Antico Testamento siano attribuiti allo Spirito Santo (vedi Marco 12:36 dove lo Spirito è dichiarato essere l'autore di ciò che Davide ha scritto nel Salmo 110. Atti 1:16 e 4:24,25 attribuiscono allo Spirito i Salmi 41 e 2. Vedi anche Ebrei 3:7 e 10:15,16).

Secondo Paolo, ci sono tre passi nella comunicazione di Dio agli uomini:

1. rivelazione: mostrare per mezzo dello Spirito Santo ciò che era prima sconosciuto (1 Corinzi 2:10-12);

2. ispirazione: il metodo per cui Dio ha fatto scrivere la Sua rivelazione senza errori e con le parole esatte volute da Lui (1 Corinzi 2:13);

3. illuminazione: l'abilità che Dio dà ai credenti di comprendere la Sua rivelazione ispirata (1 Corinzi 2:9-3:2; Giovanni 16:12-15).

L'ispirazione è un miracolo divino: una spiegazione esauriente di questo è impossibile e neanche necessaria, perché non si può interamente spiegare alcun miracolo.

Come ha fatto Gesù ha trasformare l'acqua in vino (Giovanni 2:9). L'uomo è limitato e deve ammettere di non saperne dare risposta. Allo stesso modo non si può conoscere precisamente il metodo con cui è avvenuta l'ispirazione.

DOMANDE DI CONTROLLO

Metti una X sulla lettera V se l'affermazione è esatta, sulla lettera F se è falsa. Correggila se è falsa.

V F 1. I termini "ispirazione" e "rivelazione" significano la stessa cosa.

V F 2. Talvolta la rivelazione di Dio ha preso la forma di una guida per selezionare le fonti da utilizzare.

V F 3. L'ispirazione significa che Dio ha messo da parte le personalità degli scrittori ed ha direttamente dettato le Scritture.

V F 4. Il metodo dell'ispirazione divina è miracoloso e non può essere definito con esattezza.

5. Scrivere la definizione di: ispirazione, rivelazione, illuminazione.