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Capitolo 5

LE DIFFICOLTA' DELLA BIBBIA

"Ma tu credi veramente alla Bibbia? Come mai? Non sai che è piena di contraddizioni? Io non potrei mai credere ad un libro così!" Simili commenti si odono spesso ed è necessario saperli confutare!

I. Esistono veramente simili difficoltà?

Noi affermiamo che la Bibbia era inerrante ed infallibile nella sua forma originaria., proprio ciò che ci si aspetterebbe da un messaggio "soffiato da Dio" o ispirato.

Il carattere di Dio (Giovanni 17:3,17), come pure gli insegnamenti di Cristo (Giovanni 10:35) debbono per forza presupporre un libro infallibile ed inerrante, Molte persone affermano che la Bibbia sua "piena di contraddizioni", ma di solito non riescono a citarne nemmeno una di queste contraddizioni quando le interroghiamo in proposito. Ciononostante, quando si studia la Bibbia seriamente, si incontrano delle difficoltà la cui soluzione, a volte, non si scorge a prima vista.C'è forse da sorprendersi se un libro di origine divina presenti alla mente umana, oscurata dal peccato, certe difficoltà? La Bibbia è il prodotto di una saggezza infinita e la nostra conoscenza, invece, è così limitata ed incompleta che non possiamo presumere di comprendere perfettamente tutto ciò che Dio ha fatto mettere per iscritto nella Sua Parola.

Alcuni problemi sorgono dal fatto che i manoscritti originali delle Scritture non esistono più e le nostre copie imperfette contengono un certo numero (benché piccolo) di brani in cui la dicitura originale ed inerrante non è chiara.

II. Quali difficoltà ci sono?

I credenti dovrebbero senza timore affrontare le difficoltà che trovano nella Bibbia e cercare di risolverle, perché ci saranno sempre delle persone che cercheranno di mettere in dubbio le verità della Bibbia. E' bene, perciò, conoscere le eventuali obiezioni, le quali si possono dividere in due categorie.

A. Difficoltà basate sull'ignoranza dei fatti storici

Dati storici incompleti che avevano omesso Belsatsar dall'elenco dei re babilonesi (vedi capitolo 2 del nostro corso) sono un esempio di questo tipo di difficoltà. Ulteriori scoperte archeologiche non hanno fatto che confermare l'esattezza della Bibbia.

Il popolo degli Hittei è menzionato 46 volte nella Bibbia, ma per lungo tempo gli storici non avevano riconosciuto la sua esistenza, perché di questo popolo non ce n'era alcuna traccia se non nella Bibbia (vedi Esodo 3:8; 2 Re 7:6) finché nel 1906 gli archeologi scoprirono la capitale hittita e le rovine rivelarono che la nazione ittita era una delle tre civiltà più grandi del tempo antico, che si estendeva dal nord e dall'ovest del fiume Eufrate al Mar Nero, in Asia Minore. Molte difficoltà bibliche si risolvono semplicemente con la conoscenza dei veri fatti storici.

B. Difficoltà basate sull'ignoranza dei fatti biblici

Alcuni hanno dichiarato che c'è una certa contraddizione tra 2 Cronache 4:5 in cui è scritto che la conca di rame (un recipiente del tabernacolo in cui i sacerdoti, prima di celebrare i loro riti, si lavavano le mani ed i piedi, Esodo 30:17-22), "poteva contenere tremila bati" e 1 Re 7:26 in cui è scritto che essa "conteneva duemila bati".

La TILC dice "conteneva più di centoventimila litri d'acqua (2 Cr. 4:5); "Conteneva circa ottantamila litri d'acqua" (1 Re 7:26).

Questa contraddizione è solo apparente se si considera che non si riempie sempre un recipiente con tutta la quantità di liquido che potrebbe contenere. La conca aveva una capacità di centoventimila litri, e di fatto ce n'erano solo circa 80.000.

Una contraddizione sembra esistere tra Numeri 25:9 in cui si legge che morirono 24.000 persone col flagello e 1 Corinzi 10:8 che, riferendosi allo stesso fatto, dice che morirono circa 23.000 persone in uno stesso giorno. Un'attenta lettura delle esatte parole dei due testi mostra chiaramente che non c'è affatto alcun contrasto: il versetto in 1. Corinzi riporta il numero di quelli che morirono in un solo giorno, mentre l'altro, nei Numeri, calcola il numero totale dei morti. Il flagello durò più di un giorno prima che venisse arrestato da Fineas (leggi Salmo 106:30 e Numeri 25:7,8).

Così la TILC: "A causa di esso erano già morte ventiquattromila persone" (Num. 25:9); "Non abbandoniamoci all'immoralità come fecero una parte di loro, tanto che in un sol giorno ne morirono ventitrémila" (1 Cor. 10:8).

C. Difficoltà dovute all'accettare pregiudizialmente che Dio non esista.

Un opuscolo pubblicato da un'organizzazione atea alcuni anni fa è un buon esempio per dimostrare che certi nemici del cristianesimo si abbassano a tal punto da fare dichiarazioni assolutamente false nel tentativo di sradicare le convinzioni che i credenti hanno sulla Bibbia.

L'opuscolo affermava che la Bibbia pone Methushelah (Matusalemme), che nacque prima del diluvio, tra i viventi dopo il diluvio. Dal momento che questi non era nell'arca durante il diluvio e secondo l'affermazione biblica che nessuno scampò (eccetto Noè e la sua famiglia), la Bibbia evidentemente si sarebbe contraddetta. Probabilmente molti hanno letto l'opuscolo ed hanno accettato questa accusa senza rendersi conto direttamente se essa fosse vera oppure no.

Basta comunque leggere la Bibbia per rendersi invece conto che la Bibbia afferma Matusalemme essere morto nello stesso anno in cui avvenne il diluvio (egli visse 187 anni prima della nascita di Lame, che visse 182 anni prima della nascita di Noè. Questi aveva 600 anni quando avvenne il diluvio (187+182+600=969). Matusalemme aveva infatti 969 anni quando morì, secondo Genesi 5:25; 27-29; 6:11).

Un ateo di nome David Nelson, sebbene si opponesse al cristianesimo, lesse le opere di altri non-credenti per rafforzare la sua incredulità. A proposito degli scritti di Voltaire, egli scrisse più tardi:

"Queste obiezioni sono state il più delle volte costruite su affermazioni davvero false... Egli (Voltaire) deve essersene reso conto certamente al tempo in cui scriveva... Non c'era un solo articolo che non fosse una specie di scherno e che, del resto, non provava affatto quanto cercasse di affermare. Perché ricorrere a delle bugie come armi se stiamo dalla parte della ragione?"

A proposito del famoso scrittore ateo americano rivoluzionario Thomas Paine, Nelson scrisse:

"Gli scritti di Paine mi hanno allontanato dal suo credo più che mai. Mi aspettavo con certezza di trovare qualcosa di eccellente in un libro che aveva portato decine di migliaia ad allontanarsi dalla fede e milioni ad applaudire. Io l'ho letto e potrei dire di non avervi trovato né dignità, né eccellenza, onestà o verità, ma il loro opposto".

D. Difficoltà risultanti dall'incredulità.

La Bibbia dichiara che l'intelletto di coloro che mai hanno sperimentato personalmente la salvezza tramite Gesù Cristo, è ottenebrata ed ha bisogno di illuminazione soprannaturale dello Spirito Santo per poter ricevere la verità divina (1 Co. 2:14-16).

Per esempio, quando uno dice: "Non riesco a credere nella risurrezione corporea di Cristo", egli dimostra una difficoltà derivata dalla sua incredulità. Essa poi è infondata, dato che l'evidenza è sufficiente per convincere le persone più colte.

Spesso questa incredulità è un problema che riguarda piuttosto la volontà che l'intelletto: cioè non si vuole credere piuttosto che non si può credere. Accettare la Bibbia significa mettersi faccia a faccia con Dio e questa è una responsabilità che molti non vogliono prendere perché dovrebbero così riconoscere che Dio ha parlato direttamente alla condizione peccaminosa dell'uomo e alle relative conseguenze.

E. Difficoltà relative a traduzioni imperfette

Non è possibile che una traduzione renda perfettamente il significato delle parole contenute nei testi biblici originari ebraici e greci nelle loro sfumature.

In questo modo quelle che non erano difficoltà nei testi originali, appaiono tali nelle traduzioni.

Per esempio, leggiamo in 2 Samuele 24:24 che Davide comprò un aia per 50 sicli d'argento, mentre invece 1 Cronache 21:22,25 dice che pagò 600 sicli d'oro.

La TILC dice: "Davide comprò il cortile ed i buoi per cinquanta pezzi d'argento" (2 Sa. 24:24); "Per l'acquisto del terreno Davide pagò ad Onan 600 pezzi d'oro"(1 Cr. 21:25),.

In realtà i due racconti si riferiscono a due transazioni diverse e nella lingua originale si usano due parole completamente diverse: una si riferisce all'aia sola, che costò molto poco, solo 50 sicli. L'altra parola, invece, si riferisce a tutto il luogo su cui si trovava l'aia, e costava, naturalmente, molto di più, 600 sicli.

Un esempio di una traduzione imperfetta ci è data quando confrontiamo due affermazioni che si riferiscono chiaramente allo stesso gruppo di persone che erano con Paolo al momento della sua conversione. Atti 9:7 dice che essi sentirono una voce, ma Atti 22:9 dice che essi non sentirono la voce. La costruzione grammaticale greca in Atti 9:7 sembra indicare che gli ascoltatori sentirono il suono della voce senza poter distinguerne le parole, cioè è come quando una persona seduta in fondo ad una sala si lamenta: "Non riesco a sentire l'oratore"; egli probabilmente riesce a sentire l'oratore che parla, senza però poter distinguere chiaramente ciò che dice (vedi figura).

F. Difficoltà derivanti da interpretazioni erronee

Talvolta si accusa la Bibbia di inesattezze solo perché si è frainteso ciò che essa dice. E' bene quindi, prima di rivolgerle tale accusa, accertarsi che la propria interpretazione sia esatta.

Per esempio, in riferimento alla fine dei tempi ed alla Sua seconda venuta, Gesù dice: "Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute" (Matteo 24:33,34).

Alcuni hanno supposto che "questa generazione" si riferisse alle persone che erano davanti a Gesù in quell'occasione, ma questa interpretazione crea un problema dato che quella generazione non è vissuta tanto da vedere la seconda venuta del Signore.

Ci sono però altre interpretazioni esenti da ogni difficoltà. Il termine "generazione", nel greco si può usare in riferimento ad un gruppo etnico. Se viene accettato tale significato, allora Gesù diceva che gli ebrei, come razza, sarebbero esistiti fino alla sua seconda venuta. D'altra parte, se consideriamo che una generazione dura circa 30-100 anni, non era la generazione alla quale Gesù parlava che avrebbe visto il ritorno del Signore Gesù e la fine dei tempi, ma piuttosto la generazione che avrebbe visto l'inizio dei segni che avrebbero preannunziato la fine dei tempi, e in modo particolare i segni specifici della grande tribolazione (Matteo 25:21-35; Lu. 21:20-33).

G. Difficoltà derivanti dall'incapacità degli uomini a capire Dio

Alcuni dubitano del giudizio e dell'amore di Dio perché permette certe cose. Perché Dio comandò ad Israele di sterminare i cananei (De. 20:12-18)? Come possiamo conciliare questo comandamento divino di uccidere i cananei con l'affermazione di 1 Giovanni 4:16 che "Dio è amore"?

Sir Robert Anderson si pose questo problema per anni finché non divenne capo della polizia di Scotland Yard, e si rese conto che alcuni peccati orribili come quelli che caratterizzavano i Cananei, avrebbero potuto essere eliminati solo con la morte. Egli allora comprese che distruggendo quel popolo ed i loro figli, Dio compiva un atto di misericordia nei confronti del resto dell'umanità. Solo in questo modo il cancro del peccato sarebbe stato eliminato dal "corpo" dell'umanità.

Perché Dio permette il male e rimanda il giudizio sugli empi? Anche il salmista in Salmo 73, si poneva il problema del bene e del male. Perché gli empi prosperano nel mondo, mentre spesso coloro che amano Dio sembrano rimanere senza ricompensa (Salmo 73:12,13)? L'invidia, insieme all'autocommiserazione, lo avevano portato ad una profonda disperazione e ribellione nei confronti di Dio (Salmo 73:16,21,22), ma quando egli entrò nel tempio di Dio capì (Salmo 73:17-21). Là si era reso conto che gli empi erano da compiangersi perché di certo sarebbero stati giudicati, mentre la sua vita ed il suo destino, come quelli di tutti coloro che amano Dio, erano nelle Sue mani. Il credente è sicuro della protezione e della cura di Dio (Romani 8:28,29). 2 Pietro 3:9 ci aiuta a concludere: se Dio non fosse paziente, l'umanità non avrebbe scampo,

H. Difficoltà derivanti dal non sapere distinguere tra Dio, l'uomo e Satana

Molte persone, quando sentono dire che la Bibbia è Parola di Dio e che la sua origine e la sua autorità sono di natura divina, pensano che questo significhi che ogni parola in essa scritta sia proceduta direttamente dalla bocca di Dio, cioè che sia stato Lui a pronunciare ogni frase scritta.

Non è affatto vero: Dio ha ispirato degli uomini perché riportassero per iscritto non solo ciò che Lui stesso ha effettivamente detto, ma anche ciò che altri hanno detto. La Bibbia riporta cioè affermazioni fatte da uomini buoni, da uomini non ispirati, da angeli, da demoni, da Satana stesso. Dio ha guidato gli scrittori ad includere queste affermazioni. E' vero che essi le dissero, questo è stato registrato accuratamente, ma non può essere vero ciò che dissero.

Per esempio, in Genesi 3:4 Satana dice: "No, non morrete affatto". E' vero che Satana ha detto queste parole, ma ciò che egli ha detto non corrisponde alla verità: è un'infame bugia che ha rovinato la razza umana. Ciò che Satana ha detto è incluso nella Parola di Dio, cioè è riportato nella Bibbia, ma non è stato Dio a dirlo, ma Satana. Dio ha permesso che ciò che Satana ha detto venisse riportato nella Bibbia.

Molti lettori, negligenti della Bibbia, non badano a chi parla, se Dio, uomini buoni, uomini cattivi, uomini ispirati, non ispirati, angeli o Satana.. Essi tolgono una frase dal suo contesto senza considerare a chi appartiene, e dicono: "Ecco, Dio l'ha detto!". In effetti, però, Dio non ha detto nulla del genere.

E' una cosa molto comune sentire citare le parole pronunziate dagli amici di Giobbe (Elifaz, Bildad, e Tsofar) come se fossero autentiche parole di Dio solo perché sono riportate nella Bibbia. Esse vengono citate nonostante che Dio abbia rinnegato i loro insegnamenti, dicendo: "...non avete parlato di me secondo verità!" (Giobbe 42:7). Spesso essi hanno distorto la verità ed hanno fatto delle affermazioni inesatte.

Allo stesso modo il libro dell'Ecclesiaste (Qohelet) viene spesso citato per sostenere delle dottrine chiaramente contrarie al resto delle Sacre Scritture, senza considerare il fatto che la maggior parte di questo libro è stato scritto da un punto di vista puramente umano. E' evidente, quindi, che le Scritture contengono le parole esatte o i pensieri veri dello scrittore, ma che esse devono essere controllate, verificate con le verità che si trovano in altre parti della Bibbia. Un gran numero di nostre difficoltà derivano proprio dal fatto che non si stia bene attenti all'interlocutore.

III. COME DOVREI AFFRONTARE LE DIFFICOLTA'?

Ci sono molti altri esempi che potrebbero essere citati per ciascuna delle difficoltà considerate, ma questi che abbiamo studiato mostrano che esistono semplici e ragionevoli spiegazioni: coerenti con ciò che ci si aspetterebbe da un libro "soffiato da Dio", cioè da un libro senza contraddizioni.

Non c'è assolutamente alcun bisogno di turbarsi quando certe persone irresponsabili affermano che nessuna persona intelligente potrebbe accettare l'ispirazione verbale. Tali affermazioni potrebbero intimidire un giovane credente finché non abbia imparato che gli "errori biblici" sono solo difficoltà sotto l'aspetto di errori. E' stato osservato:

Gli "errori" della Bibbia sono veramente sdrucciolevoli: proprio quando sei convinto di averne uno in mano, esso ti sfugge e svanisce. In fondo, essi sono solo delle difficoltà sotto l'aspetto di errori. Un istituto francese, a Parigi, pubblicò un elenco di 82 errori biblici che credevano avrebbero distrutto il cristianesimo. Oggi nemmeno uno di questi "errori" rimane... E' imperativo distinguere fra difficoltà non ancora risolte ed "errori": gli ultimi sono inconciliabili con una Bibbia infallibile, ma non così le prime. Un po' di umiltà da parte del critico e un po' più di collaborazione da parte dell'archeologo e del linguista potrebbero completamente cambiare il quadro..

I credenti non devono abbandonare la dottrina dell'infallibilità biblica solo per via di alcune difficoltà nel testo. Ulteriore riflessione e nuove scoperte hanno chiarito molti "errori" e "contraddizioni" del passato e sicuramente sarà così anche per il futuro; abbiamo la parola di Cristo a proposito (Matteo 5:18).

Se si affronterà ogni critica con una mente aperta e un'onesta decisione di esaminare i fatti in questione, se si leggerà attentamente ciò che la Bibbia dice intorno al soggetto in questione, la fiducia nella Parola di Dio verrà rafforzata anziché smossa o indebolita.

DOMANDE DI CONTROLLO

Metti una X sulla lettera V se l'affermazione è esatta, sulla lettera F se è errata.

V F 1. Talvolta un solo fatto può confutare un supposto errore nella Bibbia.

V F 2. L'ignoranza della Bibbia spesso spiega le accuse di errore rivolte contro di essa.

V F 3. Spesso quelli che dicono di non poter credere nella Bibbia amano davvero il peccato, il che spiega il loro atteggiamento.

V F 4. Le traduzioni della Bibbia nelle lingue moderne rendono perfettamente le sfumature delle parole greche od ebraiche.

V F 5. Prima di giudicare inesatta la Bibbia, si dovrebbe accertare se la propria interpretazione sia giusta.

V F 6. Il fatto che la Bibbia è Parola di Dio significa che sia stato Dio stesso a pronunciare ogni sua parola.

V F 7. Sono sempre degne di fiducia le parole di Elifaz, Bildad e Tsofar nel libro di Giobbe.

V F 8. La limitata conoscenza della Bibbia spesso spiega degli errori che le vengono attribuiti.

V F 9. Il fatto che Dio abbia detto agli Israeliti di uccidere i Cananei, dimostra la misericordia di Dio.


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