Corsi/Essere cristiani/18

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Indice generale

Essere cristiani (J. I. Packer)

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Il Credo, o Simbolo apostolico. Credo in Dio padre onnipotente, creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo figlio unigenito, Signor nostro, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto. Discese nel soggiorno dei morti, il terzo giorno risuscitò, salì al cielo, siede alla destra di Dio, padre onnipotente.  Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito santo, la santa chiesa universale, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione dei corpi e la vita eterna. Amen.

18. La vita eterna

Gli scettici ci dicono che il solo pensiero di una futura vita eterna fa loro orrore: "sarebbe così noiosa!" dicono. Evidentemente essi hanno trovato noiosa questa vita, e non possono immaginare un’esistenza che potrebbe essere resa eternamente interessante e degna di essere vissuta! Poveretti! Vediamo proprio qui come sia possibile essere accecati dalle conseguenze di una vita senza Dio, e dal nero pessimismo a cui conduce!

Non tutti i nostri contemporanei, però, pensano così. Altri credono che sopravvivranno alla morte. Per questo si interessano di fenomeni spiritistici che darebbero la prova della sopravvivenza. Dobbiamo però notare tre fatti:

  • i cosiddetti "messaggi" dall’oltretomba sono disperatamente futili, banali, egocentrici.
  • Questi messaggi "stranamente" non provengono mai da coloro che in questa vita hanno vissuto come credenti impegnati.
  • I medium e i loro "spiriti guida" sono sempre molto imbarazzati al solo udire il nome di Gesù. Questi tre elementi ci mettono in guardia sul fatto che questi fenomeni spiritistici, comunque possano essere spiegati, sono un vicolo cieco per investigare "la beata speranza della vita eterna".

Il paradiso è segnato dalla presenza di Gesù

Quando il Credo parla de "la vita eterna" intende significare non esistenza-senza-fine (anche i demoni e le anime perdute ce l’hanno). Vita eterna, nel linguaggio biblico è la gioia finale in cui Gesù stesso è entrato [ Ebrei 12:2 ]. Si tratta di quello stesso che Egli ha promesso e pregato che i Suoi discepoli potessero un giorno pure condividere con Lui. "Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, là sarà anche il mio servo; se uno mi serve, il Padre l'onorerà.... Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche coloro che tu mi hai dato, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo" (Giovanni 12:26 e 17:24).

L’essenza stessa del paradiso è essere per sempre con Gesù, in comunione con Lui: ecco ciò di cui si tratta quando si parla di "vita eterna". "Un tempo vivevo solo per sentito dire e per fede", scrive il personaggio di John Bunyan di nome Perseverante, "ma ora vado dove vivrò per visione, dove sarò con Lui, nella cui compagnia io mi sono sempre rallegrato!". Che faremo in paradiso? Non è come talvolta è illustrato da vignette umoristiche come ...stare per sempre a suonare l'arpa su una nuvoletta! Non sarà un ozio eterno, ma renderemo culto a Dio, lavoreremo, penseremo, e comunicheremo, godendo dell’attività, della bellezza, dei redenti e di Dio. La cosa prima e fondamentale, però, è che vedremo ed ameremo Gesù, il nostro Salvatore, Maestro ed Amico. Colui che avevamo iniziato a conoscere ed amare sulla terra.

Una gioia senza fine

Il carattere eterno di quella vita è stato descritto nel modo più vivido possibile dall’anonimo benefattore che al canto di John Newton "Amazing Grace", ha aggiunto questo verso supplementare: "Ma quando saremo stati là diecimila anni / luminosi e brillanti come il sole / avremo non meno giorni per cantare la lode di Dio / di quanti ne avevamo all’inizio".

Dice: "Ho scritto con entusiasmo, perché questa vita eterna è qualcosa al quale non vedo l’ora di giungere! Perché? Non perché in questa vita io abbia terminato le mie risorse d’amore – proprio l’opposto! La mia vita è piena di gioia, e quattro sono le fonti della mia gioia: conoscere Dio e la gente, e le buone e piacevoli cose che contano per Dio e per gli altri, o per me, come uomo di Dio. Non riuscirò, però, quaggiù ad avere la pienezza di queste benedizioni. Il mio rapporto con Dio e con gli altri non è mai così ricco e pieno come vorrei che fosse, e trovo sempre più di quello che pensavo nella grande musica, nella grande poesia, nei grandi libri, nelle grandi vite, e nel grande caleidoscopio dell’ordine del mondo naturale".

Un famoso jazzista scrisse: "Pare che più ho, e più vorrei avere", e ci sono mille ed una cosa (incluso il jazz) per le quali mi sento proprio così".

Più vado avanti negli anni e più riconosco di apprezzare Dio, e la gente, e le cose buone ed amabili, le cose nobili, sempre più intensamente; è così pura gioia pensare che tutto questo continuerà ed aumenterà in qualche forma (Dio sa che forma questo avrà, e sono contento di aspettare e di poi vedere), letteralmente per sempre. Di fatto i cristiani ereditano il destino che le favole immaginano: noi (si, voi ed io, questi "sciocchi peccatori salvati") vivremo, e vivremo felicemente, e per l’infinita misericordia di Dio noi vivremo felicemente da allora per sempre.

Noi non possiamo immaginare come possa essere la vita in paradiso, e la persona saggia cerca di non specularci sopra. Al contrario, essa troverà la sua pace contemplando la dottrina sul paradiso come la Bibbia sobriamente la insegna. Esso è il luogo dove i redenti troveranno tutto ciò che il loro cuore desidera: gioia con il loro Signore, gioia con il Suo popolo, e gioia nel vedere la fine di tutte le frustrazioni e distretta, la provvigione per tutti i nostri autentici bisogni.

Ciò che si dice ai bambini: "Se vuoi caramelle e animaletti domestici con cui giocare, in paradiso ce li avrai", non è un modo per evadere dal problema, ma la testimonianza alla verità che in paradiso non vi saranno più desideri legittimi insoddisfatti. Quali però saranno questi desideri, non possiamo saperlo con certezza, salvo il primo ed il principale, cioè il desiderio di essere per sempre con il Signore [ 1Tessalonicesi 4:17 ].

Spesso, in momenti di grande piacere, diciamo "Vorrei che questo non finisse mai", ma di fatto finisce. Nel paradiso, però, le cose saranno diverse. Possiate voi (ed io) godere di tutte le gioie del paradiso.

Per lo studio biblico ulteriore

Domande per la riflessione e l’approfondimento

  • Perché Packer è molto sospettoso dei fenomeni spiritistici?
  • Perché il paradiso sarà pieno di gioia?
  • Voi personalmente non vedete l’ora di arrivarvi? Perché si, o perché no?
  • Che faranno i residenti del paradiso?

Scrivete i vostri commenti, risposte, e domande all'indirizzo di EMail: paolocastellina@tempodiriforma.it  Vi risponderò volentieri! (fine prima parte)