Corsi/Sommario/12

Da Tempo di Riforma Wiki.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Indice generale

Sommario della Dottrina cristiana (L. Berkhof)

01 - 02 - 03 - 04 - 05 - 06 - 07 - 08 - 09 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30

  XII.

L'uomo in condizione di peccato

1. L'origine del peccato. La Bibbia ci insegna che il peccato entrò nel mondo come risultato della trasgressione di Adamo ed Eva nel paradiso. Il primo peccato avvenne su tentazione di Satana il quale, sotto forma di serpente, seminò nel cuore umano i semi della sfiducia e dell'incredulità. La Scrittura indica chiaramente come il serpente, il quale appare come tentatore nel racconto della Caduta, non fosse che uno strumento di Satana (Gv. 8:44; Ro. 16:20; 2 Co. 11:3; Ap. 12:9). Il primo peccato consistette nell'aver l'uomo mangiato il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male. Quest'atto era peccaminoso per il solo fatto che Dio l'avesse proibito. Esso mostrò chiaramente come l'uomo non fosse disposto a piegare incondizionatamente il proprio dovere alla volontà di Dio, e comprese diversi elementi. Per quanto riguarda l'intelletto esso si rivelò come incredulità e presunzione; per quanto riguarda la volontà come il desiderio d'essere uguali a Dio, per quanto riguarda i sentimenti come l'empia soddisfazione di mangiare del frutto proibito. Tutto questo ebbe per risultato la perdita dell'immagine di Dio in senso stretto, il diventare colpevole e corrotto in senso assoluto, e l'essere diventato preda della morte (Ge. 3:19; Ro. 5:12; 6:23).

2. La natura essenziale del peccato. Attualmente molti sostituiscono al termine "peccato" quello di "male", ma si tratta di una sostituzione inadeguata, perché la parola "peccato" è molto più specifica. Essa denota una sorta ben definita di male, un male morale del quale l'uomo è responsabile e che gli comporta una sentenza di condanna. La tendenza moderna di considerare "peccato" solo il male che si compie contro il prossimo, non coglie del tutto nel segno, perché un tale male può essere chiamato peccato solo in quanto esso è contrario alla volontà di Dio. Il peccato può essere meglio definito come "violazione della legge" (1 Gv. 3:4). Significa mancanza di conformità con la legge di Dio, e come tale, l'opposto di quell'amore richiesto dalla legge di Dio. La Bibbia contempla sempre il peccato in riferimento alla legge divina (Ro. 1:32; 2:12-14; 4:15; 5:13; Gm. 2:9,10; 1 Gv. 3:4). Esso è prima di tutto colpevolezza, cioè rende gli uomini passibili di castigo (Ro. 3:19; 5:18; Ef. 2:3), e pure come inerente corruzione o contaminazione morale. Tutti gli uomini sono colpevoli in Adamo, e quindi nascono con una natura corrotta (Gb. 14:4; Gr. 17:9; Is. 6:5; Ro. 8:5-8; Ef. 4:17-19). Il peccato trova la sua sede nel cuore dell'uomo, e da questo centro influenza l'intelletto, la volontà, e i sentimenti, di fatto l'intero uomo, e trova espressione nel corpo (Ro. 4:23; Gr. 17:9; Mt. 15:19,20; Lu. 6:45; Eb. 3:12). A differenza dei cattolici-romani noi sosteniamo che il peccato non consista solo di azioni esterne, ma che includa pure pensieri cattivi, sentimenti, e intenzioni del cuore (Mt. 5:22,28; Ro. 7:7; Ga. 5:17-24).

3. Il peccato nella vita della razza umana. Meritano di essere considerati, a questo riguardo, tre punti:

a. La connessione fra il peccato di Adamo ed i suoi discendenti. Questa è stata spiegata in tre modi differenti. (1) La teoria realistica, la più antica. Dio originalmente creò un'unica natura umana generale, che, nel corso del tempo, si divise in molte parti, tante quanti vi sono individui umani. Adamo possedeva tutta questa natura generale; ed attraverso il suo peccato essa divenne colpevole e contaminata. Ogni singola parte, in questo modo, ne condivide la colpa e la contaminazione. (2) Ai giorni della Riforma fu prominente la teoria della rappresentazione. Secondo questa concezione Adamo, in rapporto ai suoi discendenti, si rapporta secondo una duplice relazione: egli era il loro capo naturale, e, nel contesto del patto, era loro comune rappresentante. Quando peccò, Adamo peccò come loro rappresentante, e questo peccato venne imputato a tutti, tanto da far nascere ognuno in uno stato di corruzione. Questa è la nostra teoria riformata. (3) Una terza teoria, non così ben conosciuta, è quella dell'imputazione mediata. Essa sostiene che la colpa del peccato di Adamo non venga direttamente caricata sul nostro conto. Ai suoi discendenti viene trasmessa la corruzione, e questo li rende personalmente colpevoli. Essi non sono corrotti perché siano colpevoli in Adamo, ma sono colpevoli perché sono corrotti.

b. Il peccato originale e il peccato attuale. Noi facciamo una distinzione fra peccato originale e peccato attuale (=che si manifesta in atti). Tutti gli uomini nascono in condizione e stato di peccato, il che è chiamato peccato originale ed è la radice di tutti i peccati attuali o fattivi che si commettono. (1) Il peccato originale. Esso comprende sia la colpa che la contaminazione. La colpa del peccato di Adamo ci viene imputata. Perché egli peccò come nostro rappresentante, noi siamo colpevoli in lui. Noi, inoltre, ereditiamo la sua contaminazione, ed ora noi abbiamo una disposizione favorevole al peccato. L'uomo, per sua natura, è totalmente depravato. Questo non significa che tutti siano tanto cattivi quanto lo possano essere, ma che il peccato ha corrotto ogni parte della sua natura, rendendolo incapace a compiere qualsiasi bene morale. Essi potranno ancora fare molte cose lodevoli in relazione al loro prossimo, ma anche le loro opere migliori sarannoradicalmente difettose, perché esse non sono sollecitate dall'amore verso Dio né compiute in ubbidienza a Dio. Questa depravazione ed incapacità viene negata dai Pelagiani, dagli Arminiani, e dai Modernisti, ma essa è chiaramente insegnata dalle Scritture (Gr. 17:9; Gv. 5:42; 6:44; 15:4; 5; Ro. 7:18,23,24; 8:7; 8; 1 Co. 2:14; 2 Co. 7:1; Ef. 2:1-3; 4:18; 2 Ti. 3:2-4; Tt. 1:15; Eb. 11:6). (2) Il peccato attuale. Il termine "peccato attuale" denota non solo quei peccati che consistono in atti esteriori, ma pure quei pensieri consapevoli, desideri e decisioni, che procedono dal peccato originale. Essi sono i peccati che l'individuo compie in distinzione dalla sua natura ereditata ed inclinazione. Se il peccato originale è uno, i peccati attuali sono molteplici. Essi possono essere peccati della vita interiore, come orgoglio, invidia, odio, concupiscenza, e desideri malvagi; o peccati della vita esteriore, come l'inganno, il furto, l'omicidio, l'adulterio, e così via. Fra questi vi è pure un peccato imperdonabile, cioè il peccato di bestemmia contro lo Spirito Santo, dopo il quale un cambiamento interiore è impossibile, e per il quale non è necessario pregare (Mt. 12:31,32; Mr. 3:28-30; Lu. 12:10; Eb. 6:4-6; 10:26,27; 1 Gv. 5:16).

c. L'universalità del peccato. Sia la Scrittura che l'esperienza ci insegnano che il peccato è universale. Anche i Pelagiani non lo negano, sebbene essi lo addebitino a condizioni esteriori, come un tipo sbagliato di educazione. Vi sono testi biblici in cui si fa riferimento diretto all'universalità del peccato, come 1 Re 8:46; Sl. 143:2; Pr. 20:9; Ec. 7:20; Ro. 3:1-12; 19;23; Gm. 3:2; 1 Gv. 1:8,10. Inoltre, essa insegna che l'uomo è peccatore sin dalla nascita, escludendo così la causalità dell'imitazione (Gb. 14:4; Sl. 51:5; Gv. 3:6). Anche i bambini vengono considerati peccatori, perché essi sono soggetti alla morte, la quale è conseguenza del peccati (Ro. 5:12-14). Tutti gli uomini per natura sono sottoposti alla condanna di Dio, e quindi hanno bisogno della redenzione fornita da Cristo Gesù. I bambini non ne vengono mai considerati eccezione (Gv. 3:3,5; Ef. 2:3; 1 Gv. 5:12).

Da imparare a memoria. Testi che provano:

a. Che il peccato è colpevolezza

Ro. 5:18 "Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, cosí pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita".

1 Gv. 3:4 "Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge".

Ef. 2:3 "...fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d'ira, come anche gli altri".

b. Che il peccato è contaminazione

Gr. 17:9 "Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?".

Ro. 7:18 "Infatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene, poiché ben si trova in me la volontà di fare il bene, ma io non trovo il modo di compierlo".

Ro. 8:5 "Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito".

c. Che il peccato trova la sua sede nel cuore

Gr. 17:9, vedi più sopra.

Mt. 15:19 "Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze".

Eb. 3:12 "State attenti, fratelli, che talora non vi sia in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che si allontani dal Dio vivente".

d. Che la colpa di Adamo ci viene imputata

Ro. 5:12 "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato", e v. 19 "Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l'ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti".

1 Co. 15:21,22 "Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, cosí anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Perché, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo".

e. Che l'uomo è totalmente depravato.

Gr. 17:9; Ro. 7:18; 8;5. Cfr. sotto b. più sopra.

f. Che il peccato è universale

I Re 8:46: "Quando peccheranno contro di te (perché non c'è alcun uomo che non pecchi) e tu, adirato contro di loro, li abbandonerai in balìa del nemico e saranno deportati nel paese del nemico lontano o vicino...".

Sl. 143:2 "E non entrare in giudizio col tuo servo, perché nessun vivente sarà trovato giusto davanti a te".

Ro. 3:12 "Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c'è alcuno che faccia il bene, neppure uno".

1 Gv. 1:8 "Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi".

Per lo studio ulteriore

a. Puoi fornire altri termini per "peccato"? Gb. 15:5; 33:9; Sl. 32:1,2; 55:15; Ro. 1:18; 5:15; 1 Gv. 3:4.

b. Il termine "male" significa qualcos'altro oltre a "peccato" nelle Scritture? Se si, che cosa? Cfr. Es. 5:19; 2 Re. 6:33; 22:16; Sl. 41:8; 91:10; Pr. 16:4.

c. La Bibbia esplicitamente insegna che l'uomo è peccatore sin dalla nascita? Sl. 51:5; Is. 48:8.

Domande di revisione

1. Qual è la concezione biblica sull'origine del peccato?

2. Quale fu il primo peccato, e quali elementi in esso vi si possono distinguere?

3. Come proveresti che il vero tentatore fosse Satana?

4. Quale fu il risultato del primo peccato?

5. Forse che "peccato" e "male" significano la stessa cosa?

6. Dove si colloca nell'uomo il peccato?

7. Il peccato consiste solo di atti esteriori?

8. Quali sono le diverse teorie che spiegano il rapporto fra il peccato di Adamo e quello dei suoi discendenti?

9. Che cos'è il peccato originale, e in che modo differisce da esso quello attuale?

10. Come concepiresti la depravazione totale?

11. Quale prova vi può essere dell'universalità del peccato?

(12, continua).