Etica/Liberi veramente/Come applicare la libertà che Cristo ci ha donato (1-4)

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Come applicare la libertà che Cristo ci ha donato? L’uomo e la donna liberi in Cristo promuovono uno stile di vita basato su principi biblici che favoriscono la libera iniziativa economica e una società prospera; comportamenti etici e responsabili; la protezione della proprietà privata; un ruolo limitato del governo civile.

2. La libertà applicata - sette premesse

La Bibbia sostiene la condizione ideale di libertà interiore ed esterna. La libertà biblica è definita dalla struttura della moralità nella Scrittura (leggi bibliche e comandamenti). La libertà politica, economica e religiosa è coerente con i valori biblici? In che modo possiamo applicare questa concezione sulla libertà ai vari aspetti della società? Ecco sette premesse che applicano la concezione biblica di libertà a vari aspetti della vita e dimostrano, da una prospettiva biblica, ulteriori aspetti di una società libera.

A. Le libertà interiore, politica, economica e religiosa sono interconnesse

B. Le libertà biblica è basata su un fondamento morale

C. La libertà biblica sostiene la proprietà privata

D. La libertà biblica limita il potere del governo

E. La libertà biblica e l’innovazione creativa

F. La libertà biblica tiene sempre conto della Caduta

G. La libertà biblica incoraggia il vero progresso

A. Le libertà interiore, politica, economica e religiosa sono interconnesse

Uno dei testi biblici più significativi del concetto biblico di libertà è Michea 4:4. Parla di un futuro escatologico in cui:

 

Siederanno ciascuno sotto la propria vite e sotto il proprio fico, e più nessuno li spaventerà, perché la bocca dell'Eterno degli eserciti ha parlato”(Michea 4:4).

Notate come si potrà godere soddisfatti dei frutti del nostro lavoro (“siederanno”). Si godrà della proprietà privata (la propriavite e il propriofico). Si vivrà in un ambiente protetto e sicuro dove “più nessuno ci spaventerà”. Questo implica libertà da:

  • indebite intrusioni nella nostra vita
  • indebite intrusioni nella nostra proprietà privata
  • libertà dalla paura

Si tratta di una libertàgarantita e protettadal Patto che Egli ha stabilito fra Lui e noi, Suo popolo, e che costituisce la nostra “carta costituzionale” che sancisce i nostri diritti e i nostri doveri. Questa libertà non può, infatti, essere per noi considerata assoluta. Solo Dio, infatti, è sommamente libero e sovrano. Noi siamo e rimaniamo creature di Dio che, pur godendo di grandi privilegi, non possiamo che muoverci nell’ambito dei limiti della natura che creazionalmente ci caratterizza. Si tratta, però, diampi spazi di libertà, come illustrato dal racconto di Genesi 3, dove troviamo Eva che, sfidata dalle menzogne del tentatore, dice:Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: ‘Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete’” (Genesi 3:2-3). “Mangiare” di quell’unico frutto è il nostro limite, trasgredendo il quale pregiudichemmo la nostra natura e la nostra stessa libertà - difatti non potremmo mai essere “come Dio”. Quello implicherebbe, come di fatto è avvenuto, la nostra stessa morte.

La Caduta nel peccato ci ha esposto ad ogni tipo di “aggressori” che ci hanno asserviti e questo è ampiamente illustrato dalla storia di Israele. Ogni qual volta si allontanavano da quanto Dio per loro aveva disposto diventavano preda di aggressori stranieri che li asservivano da ogni punto di vista e perdevano la loro libertà e privilegi. La condizione escatologica preannunciata dai profeti è infatti quella in cui un soggetto ha la possibilità di agire o non agire senza essere impedito da terzi, da indebite intrusioni.

Il popolo di Dio, quindi, vive e promuove la libertà che è conseguenza della pace e dell’armonia con Dio nell’ambito del Suo ordinamento creazionale e che viene magnificamente espressa dal termine ebraico SHALOM.

Questa libertà è nel contempo religiosa, politica, ed economica. E’ religiosa perché non costretta da strutture istituzionali religiose che ne pretendano il monopolio. Politica perché Dio non stabilisce quale forma debba prendere le gestione della società umana - nell’ambito dei principi stabiliti dalla Sua Parola. Economica perché Dio ci lascia liberi di esplicitare la nostra vocazione e doni come riteniamo più opportuno, vale a dire,l’individuo e le famiglie sono libere di assicurarsi cibo, alloggio e vestiario sufficiente, possedere cose proprie e determinare, in base ai propri doni e meriti, la propria condizione di vita. Gli istituti giuridici della proprietà privata e della libertà di commercio e d’impresa sono la base di questa libertà. Similmente a quanto avviene alla libertà politica, anche per quella economica si può tracciare una definizione negativa di libertà,consistente nella libertà di godere e di disporre dei frutti del proprio lavoro senza vincoli e costrizioni da parte di altri, e una positiva volta a garantire a tutti la possibilità di soddisfare i propri fondamentali bisogni economici.

Per prevenire intrusioni ed attentati alla libertà è necessario evidenziare tre principi validi nella sfera umana: autodeterminazione, soddisfazione, e fioritura.Se vogliamo invertire la direzione del declino contemporaneo, dobbiamo insistere su questi tre principi. Tutt’e tre sono radicati nel messaggio biblico e moralmente giusti, corretti.

 

Ciò che è morale

Ciò che è immorale

Autodeterminazione

Catene e asservimento

Soddisfacimento

Frustrazione

Fioritura (prosperità)

Povertà

  • Quando siamo privi delle libertà politica, economica e religiosa, siamo soggetti del tutto o in parte ad incatenamento e asservimento.
  • Quando non siamo liberi di adempiere alla nostra vocazione, ne risulta frustrazione.
  • Quando non siamo liberi (in tutto o in parte) di adempiere alla nostra vocazione, ne risulta la povertà.

La concezione biblica di libertà, così, si sviluppa dall’interno verso l’esterno. La libertà interiore anela a manifestarsi all’esterno per perseguire la vita senza indebite ostruzioni. Le libertà politiche, economiche e religiose non sono contrarie alla prospettiva biblica. Di fatto, la libertà interiore conduce irresistibilmente a quella politica, economica e religiosa. Tutt’e tre sono necessarie per una società fiorente.

Il rapporto intercorrente fra queste tre libertà potrebbe essere descritto come uno sgabello a tre gambe. Se danneggiate o eliminate una delle tre gambe dello sgabello, la società diventa instabile, cade, non fiorisce. Senza libertà politica, la libertà economica è precaria. Può essere mantenuta solo per un po’, ma corre sempre il pericolo di essere controllata dai capricci dell’élite al potere. Senza libertà economica una società non potrà essere fiorente. Vi è un rapporto dimostrabile fra libertà economica ed aspettativa di vita, mortalità infantile, la qualità dell’assistenza sanitaria, i livelli di povertà, felicità, i livelli di corruzione, un ambiente pulito, libertà civili, livelli di entrate, reddito dei poveri, lavoro minorile e disoccupazione. Più una società è economicamente libera (libera dalle interferenze dello Stato o da gruppi monopolistici) meglio funzionerà in tutte queste aree1. Una società fiorente è quella in cui viene garantita libertà politica ed economica.

Valori religiosamente fondati - in particolare valori biblici, sono essenziali per una società fiorente. La terza gamba dello sgabello - valori religiosi, morali, e culturali - non deve essere trascurata. Una società si sbriciola senza una solida base morale fondata su valori religiosi. Una società libera è una società dove l’Evangelo di Cristo è diffuso e la Legge morale di Dio fatta conoscere ed applicare da coloro che la Scrittura chiama “magistrati”.

La libertà politica potrebbe diventare anarchia, o una maggioranza di persone e i loro rappresentanti potrebbero in qualche modo ed inesplicabilmente votare per qualcosa di male. Una nazione politicamente libera può solo elevarsi in corrispondenza al carattere di coloro che ne sono implicati[da cui la necessità della formazione del carattere cristiano]. Un’economia senza una base morale fondata religiosamente potrebbe pure essere pericolosa se non tenuta a freno dal primato della legge (Rule of Law, dove il sistema giudiziario è imparziale e indipendente2) come pure dalle coscienze informatedi coloro che vi operano. Una carenza di libertà religiosa potrebbe condurre ad una società che rifiuta di sottoporsi all’impulso profetico di valori morali religiosamente fondati3.

La Bibbia non prescrive una particolare forma di governo o un particolare sistema economico, o persino una particolare forma di religione stabilita, ma la prospettiva biblica contiene principi che conducono a libertà politiche, economiche e religiose /morali.

B. La libertà biblica è basata su un fondamento morale

La nostra cultura occidentale (prima della prevalenza del relativismo post-moderno) era fondata su basi morali radicate nella Bibbia. Jurgen Habermas, influente intellettuale marxista della “Scuola di Francoforte”, pur essendo ateo aveva riconosciuto che: “Il Cristianesimo, e nient’altro, è il fondamento ultimo della libertà, della coscienza, dei diritti umani, e della democrazia, i punti di riferimento della civiltà occidentale. A tutt’oggi non abbiamo altra opzione se in il Cristianesimo. Continuiamo a nutrirci da questa fonte. Tutto il resto sono chiacchiere post-moderne”4.

Sono molti, sia tra i credenti che i non-credenti coloro che riconoscono come queste virtù siano radicate in modo peculiare in un contesto biblico. E’ facile criticare la libertà politica ed economica, ma è importante notare come una qualsiasi critica della libertà politica ed economica sarà sempre inadeguata se non tiene in considerazione “la gamba” religiosa, morale e culturale di quello sgabello. I valori morali e spirituali fanno parte dei necessari pesi e contrappesi, controlli ed equilibri, della vita economica e sociale. Queste libertà non sussistono nel vuoto ma sono radicate nel terreno di valori morali di base (vale a dire, valori biblici).

Quando si rilevano i valori di base che sottostanno ad un’economia libera di mercato, si evidenzia: creatività, libera iniziativa iniziativa, cooperazione, civiltà (cortesia) e responsabilità. Si tratta di valori fortemente radicati nell’insegnamento biblico5. Senza queste virtù gli stessi mercati non prosperano. Allo stesso modo onestà e veracitàpermettono il formarsi della fiducia. Se una società è così corrotta tanto da essere priva della fiducia del pubblico e dove quasi ogni contratto finanziario viene violato, essa non potrà sviluppare attività economiche sane.

Altri valori sono necessari per il lavoro e la produttività. Essi includono la parsimonia nell’uso del tempo e del denaro, l’eccellenza dell’impegno personale(“servendo con amore, come a Cristo e non come agli uomini”in Efesini 6:7), il far uso della propria creatività per servire gli altri e sviluppare modi innovativi per liberare il potenziale della creazione. Valori biblici sostengono il matrimonio e sono una condizione necessaria per contrastare la povertà6.

La concezione biblica del mondo e della vita insegna che il tempo è lineare, vale a dire, possiamo imparare dal passato ed avere speranza nel futuro. Il tempo è una risorsa importante e non deve essere sprecato. “Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi”(Efesini 5:15-16).

La concezione biblica del mondo e della vita mette in rilievo la necessità di diligenza, impegno. “Chi rubava non rubi più, ma piuttosto si affatichi facendo qualche buona opera con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a chi è nel bisogno”(Efesini 4:28); [la donna fedele a Dio] “Si procura lana e lino e lavora con piacere con le proprie mani. Ella è simile alle navi dei mercanti: fa venire il suo cibo da lontano. Si alza quando è ancora notte per distribuire il cibo alla sua famiglia e dare ordini alle sue domestiche. Ella guarda un campo e l'acquista; col frutto delle sue mani pianta una vigna”(Proverbi 31:13-16); “Or questo dico: Chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina generosamente mieterà altresì abbondantemente”(2 Corinzi 9:6); “la vita eterna a coloro che cercano gloria, onore e immortalità, perseverando nelle opere di bene; a coloro invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all'ingiustizia, spetta indignazione ed ira. Tribolazione e angoscia spetta ad ogni anima d'uomo che fa il male, del Giudeo prima e poi del Greco; ma gloria, onore e pace a chiunque fa il bene”(Romani 2:7-10).

La concezione biblica del mondo e della vita mette in rilievo la necessità del risparmio,vale a dire, il non sperperare denaro e risorse. “Nella casa del saggio c'è un tesoro prezioso e olio, ma l'uomo stolto sperpera tutto questo”(Proverbi 21:20); “Va' dalla formica, o pigro, considera le sue abitudini e diventa saggio. Essa non ha né capo né sorvegliante né padrone; si procura il cibo nell'estate e raduna le sue provviste durante la mietitura”(Proverbi 6:6-8); “Il pigro non arrostisce la sua selvaggina, ma la solerzia è per l'uomo un bene prezioso”(Proverbi 12:27); “non sono i figli che devono accumulare per i genitori, ma i genitori per i figli”(2 Corinzi 12:14).

La concezione biblica del mondo e della vita mette in evidenza tali valoritanto chela Bibbia fornisce un essenziale fondamento per la libertà di impresa.Mercati considerati da questa angolatura non sono imprigionati da ceppi e tenuti sotto controllo da briglie dei regolamenti e della burocrazia dello Stato.

Fintanto che valori come questi non sono radicati nella coscienza e nel carattere delle persone, la libertà di impresa si muove lentamente o si inceppa del tutto.

Si potrebbe aggiungere anche un altro valore, il fine ultimo o finalità: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun'altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio”(1 Corinzi 10:31).

C. La libertà biblica sostiene la proprietà privata

La Bibbia sostiene l’importanza di possedere e di essere in grado di fare liberamente uso della proprietà privata. In particolare, dichiara sbagliato il rubare e il concupire ciò che appartiene ad un altro.

Strettamente parlando, tutto appartiene a Dio. Esodo 19:5 dichiara: “''tutta la terra è mia”, Esodo 9:29“la terra appartiene all'Eterno”e Levitico 25:23:“la terra è mia; poiché voi siete forestieri e affittuari con me”.Dio è il proprietario ultimo, ma ha delegato la gestionedel creato ai portatori della Sua immagine. Egli li ha chiamati a soggiogare e dominare la natura:“Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e''dominatesui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra”(Genesi 1:26-28).

Dio accuratamente preserva il diritto degli individui a conservare e far uso della loro terra e proprietà. Per esempio, due dei Dieci Comandamenti: “Non ruberai”e “Non desidererai”(ciò che appartiene al nostro prossimo) presuppongono la proprietà privata(Esodo 20:15,17). Rubare implica sottrarre ciò che appartiene ad un altro e desiderare [o concupire (desiderare con passione, bramare)] implica volere ciò che è d’altri. Il meno che si possa dire è che rubare significa appropriarsi di ciò che è di un altro senza il suo permesso. Questa proibizione è sottolineata per tutto l’Antico e il Nuovo Testamento.

Le proibizioni divine di spostare le pietre che delimitano una proprietà ricorrono cinque volte nell’Antico Testamento: “Non sposterai i confini del tuo vicino, posti dagli antenati nell'eredità che otterrai nel paese che l'Eterno, il tuo DIO, ti dà in possesso”(Deuteronomio 19:14); “Maledetto chi sposta i confini del vicino!”(Deuteronomio 27:17); “Non spostare il confine antico, posto dai tuoi padri”(Proverbi 22:28); “Non spostare il confine antico e non entrare nei campi degli orfani”(Proverbi 23:10). Nell’elenco di coloro che fanno il male, Giobbe 24:2 include: “Alcuni spostano i confini, prendono a forza le greggi e le portano al pascolo”.

Il racconto che parla della denuncia che fa il profeta Elia contro Achab e Jezebel per l’assassinio di Naboth e della loro acquisizione della sua vigna è un’illustrazione biblica classica di furto ad opera di un regnante che, in forza della sua autorità crede di poter disporre di ciò che possiede un cittadino, benché lo mercanteggi: “Naboth rispose ad Achab: «Mi guardi l'Eterno dal cederti l'eredità dei miei padri!»”(1 Re 21:3). Questi tenterà poi di giustificarlo con false accuse.

Il Nuovo Testamento conferma questa proibizione:

  • Gesù lo fa di fronte al giovane ricco che lo interpella su ciò che significhi “ereditare la vita eterna”: “Tu conosci i comandamenti: "Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, onora tuo padre e tua madre"(Luca 18:20).
  • Il ravvedimento di Zaccheo implica la restituzione (fino a quattro volte!) di ciò che ha defraudato: “Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri e, se ho defraudato qualcuno di qualcosa, gli restituirò quattro volte tanto”(Luca 19:8).
  • In Romani 13:9 Paolo include il non rubare nell’espressione dell’amore: “Infatti questi comandamenti: «Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dir falsa testimonianza, non desiderare», e se vi è qualche altro comandamento, si riassumono tutti in questo: «Ama il tuo prossimo come te stesso»”.
  • In 1 Corinzi 6:9-10, Paolo menziona i ladri abituali fra coloro che non erediteranno il regno di Dio. Paolo afferma chiaramente “Chi rubava non rubi più, ma piuttosto si affatichi facendo qualche buona opera con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a chi è nel bisogno”(Efesini 4:28).

I cristiani hanno accolto la proibizione biblica del furto e hanno continuato a derivarne le implicazioni. Giovanni Calvino considerava lo spostare gli altrui confini come una doppia trasgressione, essendo sia un furto che falsa testimonianza.

Note

2in ossequio alla Rule of law, gli organi amministrativi sono sottoposti alla legge, così da evitare gli eccessi di discrezionalità, e ai giudici ordinari, per parificare il loro trattamento a quello della generalità dei privati cittadini, nel rispetto del principio della separazione dei poteri

3Vedi Richard Neuhaus,The Naked Public Square,www.shorturl.at/oMU05

5Austin Hill, Scott Rae, The Virtues of Capitalism,www.shorturl.at/azDN8

6The Poverty of Nations: A Sustainable Solution, di Wayne Grudem, Barry Asmus e Rick Warren,www.shorturl.at/bijHM