Differenze tra le versioni di "Etica/Matrimonio/Teologia matrimonio"

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L'insegnamento biblico sul matrimonio è riassunto nell'affermazione: "Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne" (Genesi 2:24). Questo versetto è pure citato dal Signore Gesù (Matteo 19:5) e dall'apostolo Paolo (Efesini 5:31) come autorevole insegnamento di base sul matrimonio.
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In questo versetto la parola chiave è una sola carne. Essa sottolinea l'intima comunione ed integrazione umana che avviene fra un uomo ed una donna e di cui l'aspetto fisico è espressione tangibile. Essa stabilisce così che il matrimonio sia la più profonda unità fisica e spirituale che avvenga fra un uomo ed una donna. In occasione della creazione di Eva, Iddio osserva: "Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui" (Genesi 2:18). Egli indica così l'incompletezza dell'uomo o della donna privi l'uno dell'altra e stabilisce il matrimonio come mezzo per raggiungere questa completezza.
 
In questo versetto la parola chiave è una sola carne. Essa sottolinea l'intima comunione ed integrazione umana che avviene fra un uomo ed una donna e di cui l'aspetto fisico è espressione tangibile. Essa stabilisce così che il matrimonio sia la più profonda unità fisica e spirituale che avvenga fra un uomo ed una donna. In occasione della creazione di Eva, Iddio osserva: "Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui" (Genesi 2:18). Egli indica così l'incompletezza dell'uomo o della donna privi l'uno dell'altra e stabilisce il matrimonio come mezzo per raggiungere questa completezza.

Versione attuale delle 11:05, 11 mag 2020

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Teologia del matrimonio

L'insegnamento biblico sul matrimonio è riassunto nell'affermazione: "Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne" (Genesi 2:24). Questo versetto è pure citato dal Signore Gesù (Matteo 19:5) e dall'apostolo Paolo (Efesini 5:31) come autorevole insegnamento di base sul matrimonio.

In questo versetto la parola chiave è una sola carne. Essa sottolinea l'intima comunione ed integrazione umana che avviene fra un uomo ed una donna e di cui l'aspetto fisico è espressione tangibile. Essa stabilisce così che il matrimonio sia la più profonda unità fisica e spirituale che avvenga fra un uomo ed una donna. In occasione della creazione di Eva, Iddio osserva: "Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui" (Genesi 2:18). Egli indica così l'incompletezza dell'uomo o della donna privi l'uno dell'altra e stabilisce il matrimonio come mezzo per raggiungere questa completezza.

Un rapporto esclusivo

Il matrimonio è un rapporto esclusivo. L'unità totale delle persone - fisica, emozionale, intellettuale, e spirituale - compresa nel concetto di una sola carne elimina l'opzione della poligamia. Non è infatti possibile rapportarsi in questo modo totalizzante con più di una persona nello stesso tempo.

E' pure chiaro dalle parole del Signore Gesù: "E così non sono più due, ma una sola carne, quello dunque che Dio ha unito insieme, l'uomo non lo separi" (Matteo 19:6), che il matrimonio è inteso che perduri per tutta la vita dei due partner. Solo in certe speciali condizioni il principio dell'indissolubilità potrebbe essere accantonato.

Allo stesso modo è esclusa dalla prospettiva biblica la promiscuità, cioè i rapporti sessuali saltuari e casuali con persone diverse dal proprio partner. Tali unioni non sono né esclusive né durevoli e non sono espressione di quella profonda unità interpersonale a cui il rapporto sessuale è destinato. Esse inoltre violano la santità che contraddistingue il matrimonio biblico. Dio istituì il matrimonio affinché uomini e donne potessero completarsi reciprocamente e partecipare alla Sua opera creativa attraverso la procreazione. Il celibato, nella Bibbia, non è affatto una condizione più alta e più santa, punto di vista questo che affonda le sue radici nel dualismo greco e non nella Bibbia.

L'unione fisica nel matrimonio ha un significato spirituale nel fatto che rimanda all'unità totale fra marito e moglie, il che è essenzialmente un'unità spirituale. Questo fatto è sottolineato dall'uso che fa l'apostolo Paolo dell'unione coniugale per rappresentare l'unità di Cristo con la Sua Chiesa (Efesini 5:22-33). Per conservare la sua santità, quest'unione deve aver luogo nel contesto di un rapporto impegnato ad essere esclusivo e duraturo. Unioni sessuali illecite sono considerate da condannarsi nel fatto che stabiliscono temporaneamente e superficialmente un rapporto di una sola carne (1 Corinzi 6:16)1 senza che esso sia accompagnato da intenzioni appropriate ed impegno. In questo modo un atto di significato spirituale viene fatto servire a fini impropri. Un'altra persona viene così sfruttata egoisticamente. Quello che dovrebbe essere un rapporto costruttivo per servire come mezzo per una profonda comunione spirituale, diventa, nel rapporto promiscuo, distruttivo sia della propria capacità di unità personale con un membro del sesso opposto e del rapporto coniugale esistente, se è presente. E' per questa ragione che il Signore Gesù rese l'adulterio ragione per la dissoluzione di un matrimonio (Matteo 5:32)2.

Una definizione

Quand'è che una coppia è sposata? In che cosa consiste in senso ultimo un matrimonio? Alcuni, sulla base di 1 Corinzi 6:161, sostengono che il matrimonio si realizzi attraverso il rapporto sessuale. Una persona viene considerata sposata agli occhi di Dio con il membro del sesso opposto quando ha avuto con esso per la prima volta un rapporto sessuale. L'atto sessuale viene considerato l'agente attraverso cui Dio realizza il matrimonio in modo apparentemente analogo al modo in cui gli aderenti della dottrina della rigenerazione battesimale Lo vedono rendere il sacramento del battesimo come l'agente che realizza la rigenerazione.

Altri considerano il matrimonio realizzato come il risultato della dichiarazione del desiderio di diventare marito e moglie accompagnato dall'espressione di mutue intenzioni di sola e durevole fedeltà e responsabilità verso l'altro, sostanziato dal dono di sé stessi, in presenza di testimoni accreditati. Questa concezione non elimina la validità di matrimoni in cui la coppia non sia in grado di realizzare - per qualche motivo - la comunione fisica. Il matrimonio, poi, non è un fatto esclusivamente privato, ma di rilevanza sociale, per questo è regolamentato e deve essere sancito dalla società. Dato che la famiglia è il mezzo appropriato per la procreazione e la cura dei bambini, la chiesa e la società sono particolarmente interessate a garantire la stabilità ed il successo dei matrimoni che avvengono fra i loro membri.

Il matrimonio relega altri legami umani in secondo piano. La soddisfazione fisica e spirituale che prima si traeva dai propri genitori, si realizza ora nel rapporto matrimoniale. Staccarsi dal rapporto organico con i propri genitori ed unirsi in un'intima unione che duri tutta la vita con una persona che fino ad allora era stata straniera, richiede un considerevole livello di maturità - espresso nella capacità di donare amore sacrificale, stabilità emotiva, come pure la capacità di comprendere ciò che implica l'impegnarsi completamente verso un altro nel contesto del matrimonio. Il matrimonio concerne persone adulte. Questo fatto porta ad escluderne i minori, coloro che sono mentalmente handicappati, e coloro che al momento di accedere al matrimonio soffrano di psicopatie.

Il matrimonio nel Nuovo Testamento

Il contributo principale che il Nuovo Testamento offre alla concezione biblica del matrimonio è quello di sottolineare i principi originali dell'indissolubilità del matrimonio e dell'uguale dignità delle donne (Galati 3:38; 1 Corinzi 7:4; 11:11-12)3. Elevando la donna ad un'uguale posizione di dignità personale con l'uomo, il matrimonio davvero può essere una sola carne, perché l'unità che implica quest'espressione presuppone necessariamente che a ciascuna persona sia data l'opportunità di sviluppare appieno le proprie potenzialità. Questo non è possibile in un sistema in cui non venga accordata o alla donna o all'uomo piena dignità umana.

Forse che questo solleva difficoltà con la dottrina biblica della subordinazione delle donne sposate (Efesini 5:22,23)4? Niente affatto, perché questa dottrina si riferisce ad una gerarchia di funzioni non ad una di dignità o di valore. Implicita in questa dottrina non vi è alcuna inferiorità di persone. Dio ha stabilito una gerarchia di responsabilità, da cui l'autorità, all'interno della famiglia, e lo ha fatto secondo l'ordine della creazione. La dignità della donna, però, viene preservata non solo nel fatto che ha uguale posizione in Cristo, ma nel comando stesso che le viene dato di sottomettersi alla direzione del marito. Essa deve farlo come atto volontario di devozione spirituale (Efesini 5:22) e non per coercizione esterna4. Lo deve fare perché Iddio dà la responsabilità principale per il benessere del rapporto matrimoniale ed alla famiglia nel suo complesso a suo marito. Di fatto, l'uomo viene qualificato per la conduzione della Chiesa in parte anche per la capacità che dimostra nell'essere "pastore" della propria famiglia (1 Timoteo 3:4,5)5.

Note

  1. "Non sapete voi che chi si unisce ad una prostituta forma uno stesso corpo con lei? "I due infatti", dice il Signore, "diventeranno una stessa carne"" (1 Co. 6:16).
  2. "Ma io vi dico: Chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, la fa essere adultera e chiunque sposa una donna ripudiata commette adulterio" (Mt. 5:32).
  3. "Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abrahamo ed eredi secondo la promessa" (Ga. 3:29). "La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; nello stesso modo anche il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie" (1 Co. 7:4). "Nondimeno, né l'uomo è senza la donna, né la donna senza l'uomo, nel Signore, perché come la donna proviene dall'uomo, così anche l'uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio" (1 Co. 11:11,12).
  4. "Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore, poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo" (Ef. 5:22,23).
  5. "uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?)" (1 Ti. 3:4,5).