Filosofia/Introduzione alla filosofia cristiana riformazionale/Sommario
5. Conclusione
La filosofia e la scienza sorgono nel VI secolo a.C. come un approfondimento teorico della comprensione della realtà propria degli antichi Greci. La scienza comporta un approfondimento teorico non perché produca un tipo di conoscenza intrinsecamente superiore, ma perché comincia a seguire una nuova modalità del conoscere, che si aggiunge a quella della conoscenza quotidiana (non scientifica).
Con la scoperta di questo nuovo dominio della conoscenza, la filosofia e la scienza iniziarono come un campo di indagine sostanzialmente indifferenziato. Le aree di ricerca che in seguito si sarebbero sviluppate in discipline autonome — per esempio matematica, fisica, chimica, cinetica, zoologia, botanica, psicologia, logica, sociologia, scienze politiche ecc. — facevano allora ancora parte della filosofia in modo non differenziato. Questi ambiti di ricerca, che gradualmente sarebbero diventati indipendenti dalla loro «madre», vengono chiamati scienze specialistiche.
A parte alcune eccezioni, alla fine si è sviluppata una scienza specialistica di base per ciascuno dei quindici aspetti unici della realtà. Le scienze specialistiche di base si distinguono le une dalle altre perché ciascuna possiede una propria prospettiva modale dalla quale esamina la realtà creata. Oltre alle scienze specialistiche di base, esistono anche scienze specialistiche applicate e scienze specialistiche intermedie. Sebbene tutte le scienze specialistiche siano delimitate principalmente sulla base degli aspetti, anche la delimitazione entitaria svolge un ruolo, soprattutto nel caso delle scienze applicate.
Man mano che il processo di differenziazione è progredito nel corso dei secoli, è rimasto un dominio di ricerca sempre più ristretto che appartiene specificamente alla filosofia. Questo dominio residuo lascia aperte tre possibilità per il compito della filosofia: un compito soteriologico, un compito analitico oppure un compito categoriale. Attribuire alla filosofia un compito soteriologico significa però confondere struttura e direzione, mentre lo studio dell'analisi è già il campo specialistico della logica. Rimane dunque la categorizzazione come compito specifico della filosofia. La categorizzazione consiste nello studio delle distinzioni più fondamentali che si possono operare nella realtà. Vi rientrano anche la conoscenza e le categorie epistemologiche, poiché la conoscenza fa parte della realtà.
Dal punto di vista riformazionale, la filosofia comprende le tre discipline fondamentali di i) storia della filosofia, ii) ontologia e iii) epistemologia, nonché tre discipline specialistiche, vale a dire i) antropologia filosofica, ii) filosofia della scienza e iii) filosofia della società. È stato spiegato che cosa significa ciascuno di questi termini e sono stati presentati esempi dei tipi di questioni con cui tali discipline si confrontano. Altre classificazioni della filosofia, non riformazionali, possono includere anche metafisica, etica, estetica o logica. Tuttavia, etica, estetica e logica si sono già sviluppate abbastanza da poter essere considerate scienze specialistiche autonome. La metafisica, invece, è problematica dal punto di vista riformazionale a causa delle connotazioni associate a questo termine, a meno che con «metafisica» non si intenda semplicemente l'ontologia.
Oltre a queste sottodiscipline filosofiche, esiste anche una filosofia specifica per ciascuna scienza specialistica, come la filosofia dell'educazione, la filosofia del linguaggio, la filosofia dell'arte e la filosofia della fisica. Queste filosofie delle singole discipline sono sorte a motivo del legame indissolubile tra filosofia e scienze specialistiche. L'esistenza di tale legame è evidente i) dalla natura filosofica dei problemi fondamentali con cui devono confrontarsi gli specialisti delle varie scienze e ii) dall'inevitabilità del fatto che essi pensino in termini di determinate categorie filosofiche.
Tenendo conto del compito categoriale della filosofia e del legame indissolubile che essa ha con le scienze specialistiche, si può formulare la seguente definizione completa della filosofia:
- La filosofia è una disciplina scientifica che ha il compito specifico di sviluppare un quadro categoriale di distinzioni fondamentali, tenendo conto della ricerca empirica contemporanea, affinché tale quadro possa fungere da orientamento e da schema interdisciplinare.
La filosofia cristiana-riformazionale, dal punto di vista strutturale, occupa lo stesso campo di ricerca delle altre filosofie (come platonismo, aristotelismo, tomismo, kantismo, marxismo, fenomenologia, esistenzialismo ecc.). Ciò che rende diversa la filosofia riformazionale sono due questioni relative alla sua direzione. La prima è che una filosofia integralmente cristiana si distingue per il fatto di rifiutare sia l'ideale della neutralità sia l'idea di una ragione umana autonoma. La seconda è che essa assume determinati temi biblici come punti di partenza orientativi.
Sono stati esaminati nove di questi temi: i) soltanto il Dio Trino è divino; ii) la creazione è distinta da Dio; iii) l'ordine della creazione; iv) la creazione possiede un lato della legge e un lato del soggetto; v) la radicale diversità della creazione; vi) il motivo fondamentale di creazione, caduta e redenzione; vii) il mandato culturale; viii) il cuore come centro religioso della persona; e ix) l'antitesi religiosa. Questi temi non costituiscono ancora il contenuto della filosofia riformazionale, ma sono soltanto le sue precomprensioni orientative.
Abbiamo visto che una filosofia cristiana deve inoltre soddisfare i seguenti requisiti: una filosofia cristiana deve i) essere sottomessa alla Parola di Dio, ii) praticare la scienza in modo credibile, iii) essere modesta e iv) adattabile, v) essere orientata alla nostra esperienza della realtà e vi) costituire un approfondimento teorico della nostra esperienza del mondo e della vita.
Infine, sono stati chiariti tre comuni fraintendimenti riguardo a ciò che è la filosofia cristiana. Tra le concezioni errate più diffuse vi è l'idea che la filosofia cristiana sia la stessa cosa di i) una visione cristiana del mondo, ii) la teologia naturale oppure iii) l'apologetica cristiana. Ricordando che la filosofia cristiana è un campo di ricerca teoretico-astratto e che il suo compito consiste nello sviluppare un quadro categoriale di distinzioni fondamentali, si possono evitare tali concezioni errate. A questo proposito è inoltre importante mantenere la distinzione tra struttura e direzione.