Letteratura/Attributi/10

Da Tempo di Riforma Wiki.

Indice generale

Gli attributi di Dio (A. W. Pink)

Prefazione - 01 - 02 - 03 - 04 - 05 - 06 - 07 - 08 - 09 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19

 

10. La fedeltà di Dio


L’infedeltà è uno dei peccati più appariscenti di questi giorni malvagi. Nel mondo degli affari, la parola data è, con rarissi­me eccezioni, non più vincolante. Nella società l’infedeltà coniugale abbonda in ogni dove, e si infrange il sacro vincolo del matrimonio con la stessa facilità con cui si mette da parte un vestito logoro. Nella sfera ecclesiastica, migliaia di persone che avevano solennemente giurato di predicare la verità, non si fanno ora scrupoli nell’attaccarla e nel negarla. Neanch’io che scrivo queste righe, e tanto meno tu che le leggi, possiamo dire di essere completamente immuni da questo temibile peccato: in quanti modi, infatti, siamo stati infedeli a Cristo ed infedeli alla luce ed ai privilegi che Dio ci ha affidato

Alzare perciò lo sguardo da questa scena di rovine, per contemplare Colui che è fedele, fedele in ogni cosa e fedele in ogni tempo, è davvero rinfrescante ed indicibilmente consolan­te. «Riconosci dunque che i ‘Eterno, il tuo Dio, è Dio, il Dio fedele» (Deuteronomio 7:9). Questa qualità è essenziale per il Suo essere, senza di essa non potrebbe essere Dio. Se Dio fosse infedele, Egli agirebbe contrariamente alla Sua natura, il che sarebbe impossibile. « Se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché egli non può rinnegare sé stesso» (2 Timoteo 2:13). La fedeltà è una delle gloriose virtù del Suo essere, come se Egli stesso ne fosse rivestito: «Oh Eterno, Dio degli eserciti, chi è potente come te, o Eterno? La tua fedeltà ti circonda dappertutto» (Salmi 89:8). Così pure, quando Dio si fa uomo, si diceva di Lui: «La giustizia sarà cintura dei suoi lombi, e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi» (Isaia 11:5). Che magnifica espressione è quella del Salmo 36:5: «Oh Eterno, la tua benignità giunge fino al cielo e la tua fedeltà fino alle nuvole» (Salmi 36:5).

Molto al di là di ogni limitata nostra comprensione è l’immutabile fedeltà di Dio. Tutto ciò che riguarda Dio è grande, vasto, incomparabile. Egli mai dimentica, mai fallisce, mai tentenna, mai compromette la Sua parola. Il Signore ha onorato perfettamente ogni Sua dichiara­zione, promessa, profezia, ogni impegno nel contesto di un patto ed ogni minaccia, perché: «Dio non è un uomo, perché possa mentire, né un figlio d ‘uomo, perché possa pentirsi. Quando ha detto una cosa, non la farà? O quando ha dichiara­to una cosa, non la compirà?» (Numeri 23:19). Per questo il credente può esclamare: «le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina: grande è la tua fedeltà» (Lamentazioni 3:22,23).

La Scrittura abbonda di illustrazioni sulla fedeltà di Dio. Più di quattromila anni fa Egli disse: «Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate ed inverno, giorno e notte, non cesseranno mai» (Genesi 8:22). Ogni anno che viene ci fornisce una nuova testimonianza della fedeltà di Dio a questa sua promessa. In Genesi 15, troviamo che Jahweh dichiara ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. Ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi: dopo questo, essi usciranno con grandi ricchezze... Ma alla quarta genera­zione essi torneranno qui, perché l’iniquità degli Amorrei non è ancora giunta al colmo» (Genesi 15:13-16). Secoli passarono stancamente. I discendenti di Abrahamo gemevano fra i forni di mattoni dell’Egitto. Forse Dio si era dimenticato della Sua promessa? Certo che No. Si legga Esodo 12:41: «Alla fine dei quattrocento trent‘anni, proprio in quel giorno, avvenne che tutte le schiere dell‘Eterno uscirono dal paese d ‘Egitto». E poi, attraverso Isaia, il Signore aveva dichiarato: «Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele» (7:14). Ancora i secoli passarono, ma: “...quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge» (Galati 4:4).

Dio è verace. La Sua parola di promessa è sicura. In tutti i Suoi rapporti con il Suo popolo Dio è fedele, ci si può contare. Nessuno che abbia riposto in Lui la sua fiducia è mai stato deluso. Possiamo trovare questa preziosa verità un po’ dovun­que nella Scrittura, perché il Suo popolo deve sapere che la fedeltà è una parte essenziale del Suo carattere. Questa è la base della nostra fiducia in Lui. Una cosa però è accettare la fedeltà di Dio come divina verità, altra cosa è agire sulla base di questa consapevolezza. Iddio ci ha fatto molte grandi e preziose promesse, ma confidiamo veramente che possano realizzarsi? Possiamo trovare la nostra pace nel fatto che: «è fedele colui che ha fatto le promesse» (Ebrei 10:23)?

Vi sono momenti nella vita di ciascuno di noi in cui non è facile, nemmeno per un cristiano, credere che Dio sia fedele. La nostra fede viene provata severamente, i nostri occhi si bagnano di lacrime, e non riusciamo più a distinguere le opere del Suo amore. Le nostre orecchie vengono distratte dai rumori di questo mondo, sconcertate dai sussurri d’ateismo di Satana, e non possiamo più udire i dolci accenti della Sua tenue voce. Progetti che da tempo avevamo coltivato, sono stati frustrati, amici su cui contavamo ci hanno deluso fratelli e sorelle in Cristo ci hanno traditi. Tutto questo ci sconcerta. Abbiamo cercato di essere fedeli a Dio, ed ora una nube oscura ce Lo nasconde dalla vista. Troviamo allora che sia difficile, se non impossibile, per la nostra ragione carnale, armonizzare le espressioni minacciose della Sua opera con le Sue promesse di grazia. Ah, anima vacillante, compagno pellegrino severamente provato, cerca la grazia di prestare attenzione a Isaia 50:10: «Chi tra voi teme i ‘Eterno ed ascolta la voce del Suo servo? Chi cammina nelle tenebre senza alcuna luce, confidi nel nome dell’Eterno e si appoggi sul suo Dio!». Quando sei tentato di dubitare la fedeltà di Dio, grida: “Vattene via, Satana!”. Sebbene ora tu non possa armonizzare il modo in cui Dio stia ora agendo con il pegno del Suo amore, aspetta di ricevere da Lui maggiore luce. A Suo tempo tutto ti sarà più chiaro. «Quello che io faccio, ora non lo comprendi, ma lo comprenderai dopo» (Giovanni 13:7). Quello che accadrà dopo ti dimostrerà cheDio non ha né abbandonato né ingannato il Suo figliolo. «Perciò i ‘Eterno asp~~terà per farvi grazia, poi egli sarà esaltato per aver compassione di voi, perché I ‘Eterno è un Dio di giustizia. Beati tutti quelli che sperano in lui» (Isaia 30:18).

“Non giudicare il Signore con il tuo debole sentire, / ma confida nella Sua grazia / dietro al Suo sguardo severo / ben presto vedrai apparire un viso sorridente. / Voi Suoi pavidi santi, prendete coraggio: / Le nuvole che tanto voi temete / sono cariche di misericordia / e riverseranno sul vostro capo / abbondanti benedizioni”.

Tu hai stabilito i suoi precetti con giustizia e con grande fedeltà” (Salmi 119:138). Dio non solo ci ha detto il meglio, ma non ci ha celato il peggio. Egli aveva fedelmente descritto la rovina che la Caduta avrebbe causato. egli ha fedelmente diagnosticato la terribile condizione prodotta dal peccato. Egli ci ha fatto conoscere fedelmente il Suo inveterato odio per il male, come pure il fatto che Egli voglia punirlo. Egli fedel­mente ci ha ammonito che Egli è “un fuoco consumante” (Ebrei 12:29). La Sua parola non abbonda soltanto di illustrazioni della Sua fedeltà nell’adempiere alle Sue promesse, ma Egli vi ha pure registrato numerosi esempi di come Egli mantenga fede alle Sue minacce. Ogni fase della storia di Israele esemplifica questo importante fatto. Lo stesso valeva per singoli individui: Faraone, Korah, Achan e innumerevoli altri. Lo stesso sarà per te, mio lettore: se non trovi rifugio in Cristo, l’ardore eterno del Lago di Fuoco sarà la tua sicura ed certa porzione. Dio è fedele.

Dio è fedele nel preservare il Suo popolo. «Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del Suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore» (1 Corinzi 1:9). In questo versetto viene fatta la promessa che Dio preserverà fino alla fine il Suo popolo. La fiducia dell’Apostolo nell’assoluta sicurezza dei credenti si fonda non sulla fermezza della loro risoluzione a credere o nella loro capacità di perseverare nella fede, ma sulla veracità di Colui che non può mentire. Dato che Dio ha promesso a Suo Figlio un certo popolo come Sua eredità, di liberarlo dal peccato e dalla condanna, e di renderli partecipi della vita eterna nella gloria, è certo che Egli non permetterà ad alcuni di loro di perdersi.

Dio è fedele nel disciplinare il Suo popolo. Egli è tanto fedele in ciò che nega che in ciò che dona. Egli è fedele tanto nel mandare l’afflizione come nel mandare la gioia. La fedeltà di Dio è una verità che noi dobbiamo proclamare non solo quando tutto ci va bene, ma anche quando siamo sottoposti ai rimproveri più severi di Dio. Questa, poi, non deve essere solo una proclamazione a parole, ma una proclamazione fatta con tutto il nostro cuore. Quando Dio ci colpisce con la verga del Suo castigo, è la fedeltà che lo rende possibile. Riconoscere questo significa che noi dobbiamo umiliarci di fronte a Lui, essere pienamente convinti di meritare questa correzione e, invece di mormorare, ringraziarLo per questo. dio non ci affligge mai senza una buona ragione. «Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono» (1 Corinzi 11:30), dice Paolo per illustrare questo principio. Quando il Suo bastone cade su di noi, diciamo con Daniele: «Oh Signore, a te appartiene la giustizia, ma a noi la confusione della faccia» (Daniele 9:7).

«Io so, oh Eterno che i tuoi decreti sono giusti, e che tu mi hai afflitto nella tua fedeltà» (Salmi 119:75). Guai ed afflizioni non solo sono coerenti con l’amore suggellato da Dio nel Suo patto eterno, ma sono componente stessa della sua dispensazio­ne. Non solo Dio è fedele nonostante le afflizioni, ma fedele nel mandarle. «io punirò la trasgressione con la verga e la loro iniquità con battiture; ma non ritirerò la mia benignità da lui e non lascerò che la mia fedeltà venga meno» (Salmi 89:32,33). Non solo il castigo è compatibile con la longanimità di Dio, ma ne è effetto e sua stessa dispensazione. Le menti del popolo di Dio sarebbero molto più serene se essi si ricordassero che l’amore che Egli ha suggellato nel patto esige che Egli a suo tempo sia anche pronto a correggere. Le afflizioni sono necessarie per noi: «nella loro avversità mi cercheranno con diligenza» (Osea 5:15).

Dio è fedele nel glorificare il Suo popolo. «Fedele è colui che vi chiama, e farà anche questo» (1 Tessalonicesi 5:24). Questo testo si riferisce ai santi che verranno «conservati irreprensibili fino alla venuta del nostro Signore Gesù Cristo». Dio si rapporta a noi non sulla base dei nostri meriti (perché non ne abbiamo alcuno), ma per il Suo grande nome. Dio è coerente con Sé stesso ed al Suo proposito di grazia: «…e quelli che ha chiamati… li ha pure glorificati» (Romani 8:30). Dio dà piena dimostrazione della costanza della Sua eterna bontà verso i Suoi eletti, chiamandoli efficacemente dalle tenebre alla Sua meravigliosa luce, e già solo questo dovrebbe pienamente assicurarli della loro certa perseveranza. «li saldo fondamento di Dio rimane fermo» (2 Timoteo 2:19). Paolo si appoggiava sulla fedeltà di Dio quando diceva: «Io so in chi ho creduto, e sono persuaso che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno» (2 Timoteo 1:12).

Comprendere questa benedetta verità ci proteggerà dall’ansia e dalla preoccupazione. Essere ansiosi, considerare la nostra situazione come se comportasse oscuri presagi, contemplare il futuro triste ansia, significa aver ben poco riflettuto sul significato della fedeltà di Dio. Colui che si è preso cura del Suo figliolo per tutti questi anni, non ceto lo abbandonerà nel futuro. Colui che ha esaudito le tue preghiere nel passato, certo non rifiuterà di provvedere ai tuoi bisogni nell’emergenza del presente. Appoggiati su Giobbe 5:19: «In sei sventure egli ti libererà, si, in sette il male non ti toccherà».

Comprendere questa benedetta verità terrà a freno le nostre lamentele. Il Signore sa che cosa sia meglio per ciascuno di noi, ed un effetto dell’appoggiarci su questa verità sarà quello di mettere a tacere le nostre petulanti lamentele. Dio viene grandemente onorato quando, sottoposti a prove e riprensioni, pure coltiviamo buoni pensieri di Lui, rendiamo giustizia alla Sua sapienza e giustizia, e riconosciamo il Suo amore quando Egli ci rimprovera.

Comprendere questa benedetta verità genererà in noi sempre maggiore fiducia in Dio. «Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino a lui le, proprie anime, come al fedele Creatore,facendo il bene» (1 Pietro 4:19). Prima ci abbandoneremo con fiducia nelle mani di Dio con tutte le nostre preoccupazioni, pienamente persuasi del Suo amore e della Sua fedeltà, prima saremo soddisfatti con ciò che la Sua provvidenza ci elargisce, rendendoci conto che «Egli fa bene ogni cosa».