Letteratura/Il Regno del Signore/18

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Indice generale

Il regno del Signore: Gesù Cristo su tutte le cose

Introduzione - Prefazione - 01 - 02 - 03 - 04 - 05 - 06 - 07 - 08 - 09 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 [

B. Valutazione confessionale

Uno degli argomenti storici principali per la teologia 2K è che si tratta di un “recupero” del Calvinismo storico di Calvino e dell'ortodossia riformata. Se è Calvinismo storico, allora ci aspetteremmo che questo si rifletta nelle Confessioni Riformate del XVI e XVII secolo. È interessante notare che la maggior parte dei riferimenti confessionali nella presentazione di VanDrunen provengono dalla Confessione di fede di Westminster del 1647, con scarso riferimento alla teologia riformata continentale [europea] degli anni precedenti. È significativo che le teorie della legge naturale e dei due regni non siano mai state incorporate in alcun documento confessionale riformato.

Secondo VanDrunen, i precedenti credo dei riformatori non sono citati come prove a causa della sua ipotesi che la Confessione di fede di Westminster sia un documento adulto, a differenza delle formulazioni di credo immature delle confessioni del XVI secolo. Questa interpretazione è altamente problematica. In effetti, potremmo sostenere che gran parte della teologia 2K contraddice i precedenti credi riformati, se non parte della stessa WCF.

È quindi necessario considerare le parti pertinenti delle confessioni riformate per verificare le tesi storiche di VanDrunen rispetto a dottrine chiave. La nostra presentazione sarà breve; ci interessa solo l'accuratezza storica dell'affermazione di VanDrunen secondo cui il neo-calvinismo è uno sviluppo recente del pensiero riformato. Va anche affermato che per quanto riguarda la storia dei credo e confessioni, gli storici di 2K si impegnano in una non piccola attività di selezione, anche esponendosi all'accusa di buttare la parte più cospicua dei credi riformati nel proverbiale e conveniente “buco nero della memoria”.

L’unità della Persona di Cristo

La cristologia 2K è o non è in sintonia con Heidelberg e altri credi riformati? Non siamo a conoscenza di alcun credo riformato che enunci la cristologia 2K così come è delineata oggi. Ad esempio, la Confessione Belga e la Confessione di Fede di Westminster non ci incoraggiano in alcun modo a pensare in termini 2K. Dichiarano semplicemente che Cristo ascende al cielo e siede alla destra di Dio per governare la sua chiesa e tutte le cose. Non c'è dualità nella persona interiore di Cristo o nel modo in cui governa, ma piuttosto un accordo con le chiare affermazioni di credo basate su quelle enunciate nei credi niceno e atanasiano. Sono d'accordo con Calcedonia (451 d.C.) riguardo alle due nature di Cristo, che dovremmo evitare l’errore: “senza dividerle in due categorie separate (adiairetos), senza metterle in contrasto secondo l'area o la funzione (achoristos)”[1]. Il La dottrina 2K presenta una cristologia confusa e difettosa e quindi rivela un errore di fondo.

Il Catechismo di Heidelberg chiede nella domanda 50: "Perché s’aggiunge che ‘siede alla destra di Dio’?” Risposta: “Perché Cristo è appunto asceso al cielo per mostrarvisi come capo della sua chiesa cristiana, a mezzo del quale il Padre governa tutte le cose” (corsivo aggiunto). Chiede anche: “Ma in questo modo non si vengono a separare l'una dall’altra le due nature di Cristo, se non c’è la sua umanità dovunque ci sia la divinità?” Risposta: “In nessun modo. Poiché, infatti, la sua divinità è incomprensibilmente e dovunque presente, ne deve conseguire che essa sussista indipendentemente dall’umanità che ha assunta; e che si trova pur nondimeno anche in questa, e le rimane personalmente unita” (HC D.48). Con questo la Confessione di Westminster concorda: “Cristo, nella sua opera di mediatore, agisce secondo entrambe le sue nature, ognuna delle quali opera ciò che le è proprio …" (cap. 8. 7).

Allo stesso modo la Confessione Belga riguardo a “L'unione e la distinzione delle due nature nella persona di Cristo” insegna così:

Noi crediamo che mediante questa concezione la persona del Figlio è stata unita e congiunta inseparabilmente con la natura umana, in un modo tale che non vi sono affatto due Figli di Dio né due persone, ma due nature unite in una sola persona, ciascuna delle due nature ritenendo le sue proprietà distinte. …Ma queste due nature sono a tal punto unite insieme in una persona, che esse non sono state separate neppure dalla sua morte. … ma tuttavia la natura divina rimase sempre unita a quella umana ... (Art. 19).

  1. John H. Leith, Creeds of the Churches (Richmond: John Knox Press, 1973), 36.