Letteratura/Midollo Sacra Teologia/24 L'applicazione dei benefici di Cristo/Commento al punto 24:9
Commento al punto 24:9
Questo punto introduce una distinzione classica nella teologia riformata: la distinzione tra sufficienza ed efficienza dell’opera di Cristo.
1. Cristo ha soddisfatto per tutti? Dipende dal senso.
Ames spiega che:
- In termini di intenzione salvifica, cioè dell’effettiva applicazione della redenzione, Cristo ha soddisfatto solo per coloro che sono salvati, cioè gli eletti. Questo corrisponde all’efficacia della sua morte.
- Tuttavia, in termini di sufficienza, la mediazione di Cristo è in sé stessa abbastanza potente da salvare tutti gli uomini. Il suo valore è infinito.
Questa affermazione riprende il celebre principio:
“Christ’s death is sufficient for all, but efficient only for the elect” (La morte di Cristo è sufficiente per tutti, ma efficace solo per gli eletti).
È importante notare che per Ames, questa sufficienza universale non implica un'intenzione redentiva universale: essa non nega né relativizza l'intento particolare di Dio verso gli eletti.
2. Il giudizio della carità
Poiché i decreti di Dio sono nascosti, e noi non conosciamo gli eletti, è conforme alla carità cristiana sospendere il giudizio e pensare bene di ciascuno individualmente, senza però universalizzare:
- Non possiamo dire che Cristo abbia interceduto allo stesso modo per tutti.
- Ma possiamo evitare giudizi affrettati e riconoscere la possibilità che Dio stia operando in cuori che noi non vediamo.
Questo equilibra il rigore dottrinale con una disposizione pastorale di speranza e prudenza.