Letteratura/Midollo Sacra Teologia/24 L'applicazione dei benefici di Cristo/Commento sui punti 24:3 a 24:7.

Da Tempo di Riforma Wiki.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Ritorno


Commento sui punti da 24:3 a 24:7

Questi punti proseguono la dottrina dell’applicazione della redenzione in modo strettamente trinitario, e rafforzano la posizione riformata contro il sinergismo e l’arminianesimo.

3. Applicazione anticipata e rappresentativa

Ames distingue tra due momenti:

  • L’applicazione “forense” o federale della redenzione a Cristo come “fideiussore” (garante e sostituto): in lui, Dio ha già attribuito legalmente la redenzione agli eletti.
  • L’applicazione “soggettiva” o esperienziale, cioè l’effettiva partecipazione della persona alla salvezza, attraverso fede, rigenerazione, unione mistica.

Cristo ha ricevuto la redenzione per loro e al loro posto, e la loro futura salvezza è già rappresentata in lui. È una visione profondamente federale (Cristo come capo del patto), che si fonda sull’unità degli eletti con Cristo.

4. La salvezza è già comunicata a Cristo per gli eletti

Non solo il decreto del Padre è fermo, ma la redenzione è effettivamente passata a Cristo, e in lui anche agli eletti, prima ancora della loro risposta personale. Il testo di Romani 5:10–11 sottolinea questa dinamica: la riconciliazione è oggettivamente compiuta, anche se viene poi soggettivamente ricevuta nel tempo.

5. Lo Spirito come esecutore dell’applicazione

Ames evidenzia che lo Spirito Santo è donato sia dal Padre che dal Figlio, in coerenza con la dottrina del Filioque e della missione trinitaria. L'applicazione non è un'opera "generica" dello Spirito, ma è il compimento di un disegno trinitario già stabilito.

6. Tutti i beni salvifici ci sono dati in Cristo

Ames riprende qui l’idea paolina dell’unione con Cristo: ogni benedizione è in lui, e ci viene comunicata mediante lui. Non ci sono benedizioni al di fuori della mediazione del Figlio. Questo contrasta con ogni visione che separa la grazia da Cristo, e richiama l’importanza dell’unione spirituale con lui (Efesini 1 è un testo chiave).

7. L’applicazione è il fine certo dell’impetrazione

Questo è un punto di forte polemica anti-arminiana. L’impetrazione (ottenimento) della redenzione da parte di Cristo ha come scopo la salvezza certa degli eletti, non una semplice possibilità.

Ames rifiuta ogni forma di "redenzione universale ma incerta", in cui il sacrificio di Cristo potrebbe anche non salvare nessuno, a meno che l’uomo lo voglia.

Se così fosse, dice Ames, l’efficacia della croce dipenderebbe dalla volontà dell’uomo, rendendo la morte di Cristo condizionata e potenzialmente vana.