Letteratura/Midollo Sacra Teologia/24 L'applicazione dei benefici di Cristo/Nota al punto 24:8
Nota al punto 24:8
Il punto 8 afferma con chiarezza una delle tesi centrali della dottrina riformata dell'espiazione definita:
1. Identità tra redenzione ed applicazione
Ames insiste sul fatto che l'applicazione della redenzione coincide perfettamente con la sua estensione intenzionale:
- Non esiste una redenzione "potenziale" per tutti e un'applicazione "reale" solo per alcuni.
- Cristo ha redento efficacemente solo gli eletti, e a quegli stessi (e solo a loro) la redenzione viene applicata.
Questo esclude due errori:
- Il universalismo, secondo cui tutti saranno salvati perché Cristo è morto per tutti.
- L'arminianesimo, secondo cui Cristo è morto per tutti, ma la redenzione è resa efficace solo per chi crede (ossia condizionata dalla volontà umana).
Per Ames, l'intenzione trinitaria è determinante: il Padre ha dato degli eletti a Cristo, e Cristo ha soddisfatto per loro, non genericamente per tutta l'umanità.
2. Benefici temporali per gli altri
Tuttavia, Ames riconosce una verità spesso dimenticata: l'opera di Cristo produce effetti benefici anche per i non eletti, sebbene solo temporanei. Tra questi benefici ci sono:
- la predicazione del Vangelo che giunge anche agli increduli,
- benedizioni civili e culturali (pace, giustizia, progresso, ecc.) che scaturiscono dalla presenza del Regno,
- una forma di luce morale e freno al peccato nella società,
- e in certi casi, persino benedizioni materiali e grazia comune.
Questo evita una visione eccessivamente esclusiva o "fredda" della dottrina dell'elezione. La salvezza è per gli eletti, ma il mondo intero beneficia (indirettamente) della presenza e dell’opera di Cristo nel mondo, per amore del suo popolo (cfr. Genesi 18:26; Matteo 5:45).