Letteratura/Midollo Sacra Teologia/24 L'applicazione dei benefici di Cristo/Nota esplicativa a 24-2
L'applicazione dell'opera di Cristo
Il tema dell'applicazione dell'opera di Cristo è centrale nella teologia riformata. Dopo aver esposto l’opera oggettiva della redenzione (cioè ciò che Cristo ha compiuto), Ames introduce ora la sua efficacia soggettiva, cioè come tale opera viene effettivamente applicata e resa salvifica per i singoli eletti.
1. Applicazione ed efficacia soggettiva
La distinzione tra la redenzione oggettiva (compimento) e la sua applicazione soggettiva (appropriazione) serve a evitare due errori:
- il universalismo, cioè l'idea che l’opera di Cristo si applichi a tutti indistintamente;
- il decisionismo, secondo cui l’applicazione dipenderebbe primariamente dall’atto umano.
Ames, invece, sottolinea che l'applicazione non è automatica, ma governata da un ordine trinitario che parte dal Padre, è centrato nell’opera del Figlio, e giunge a compimento mediante l’opera dello Spirito.
2. L'opera dello Spirito Santo
Sebbene tutta la Trinità sia coinvolta nell'applicazione della salvezza, Ames attribuisce in modo particolare questo aspetto allo Spirito Santo, coerentemente con quanto insegna la Scrittura (1 Corinzi 12:13). È lo Spirito che unisce il credente a Cristo, lo rigenera, gli applica la fede, e lo inserisce nel corpo di Cristo.
3. Triplice fondamento dell'applicazione
Ames struttura in modo chiaro le tre cause su cui si fonda l’applicazione della redenzione:
- a) Il decreto del Padre: l'elezione è la fonte primaria. Dio Padre dona un certo numero di persone a Cristo: non tutti, ma “alcuni certi”. Ames, come Calvino, fa qui un uso coerente della dottrina dell’elezione.
- b) L'intenzione del Figlio: Cristo ha voluto morire e intercedere solo per coloro che il Padre gli ha affidato. Le preghiere di Giovanni 17 sono qui decisive per mostrare la specificità della sua opera redentrice.
- c) L'accettazione del Padre: il sacrificio del Figlio viene ratificato dal Padre. Qui si esprime l’armonia della volontà trinitaria: il Padre non solo manda, ma accoglie ciò che il Figlio ha compiuto.