Letteratura/Midollo Sacra Teologia/26 La chiamata/Introduzione al Capitolo 26 – La chiamata
Introduzione al Capitolo 26 – Della chiamata (vocazione)
In questo capitolo William Ames si sofferma sulla chiamata (o vocazione) come momento centrale nel processo applicativo della salvezza. Dopo aver trattato nei capitoli precedenti della predestinazione e della redenzione operata da Cristo, egli si concentra ora sull'opera per mezzo della quale Dio rende effettiva nei singoli eletti la grazia della salvezza: la chiamata, mediante cui la persona è condotta a partecipare realmente ai benefici acquistati da Cristo.
In primo luogo, Ames distingue tra chiamata esteriore e chiamata interiore. La prima consiste nella proclamazione pubblica della Parola di Dio, che può giungere a molti; la seconda è l'opera efficace dello Spirito Santo, che rende la Parola penetrante, trasformante e salvifica. Questa distinzione è fondamentale nella teologia riformata per spiegare perché non tutti coloro che ascoltano l’Evangelo ne ricevono anche i frutti spirituali: solo la chiamata interiore è efficace, cioè capace di produrre la conversione.
In secondo luogo, Ames mostra che la chiamata è un atto di Dio, che non dipende dal merito umano ma dalla sola grazia. Essa si attua per mezzo della Parola e dello Spirito: la Parola proclama Cristo, lo Spirito apre il cuore per riceverlo. Così, la chiamata efficace non è una mera proposta, ma una vera opera di trasformazione interiore, mediante cui Dio suscita la fede nel cuore dell’eletto.
In terzo luogo, il contenuto della chiamata è specificamente evangelico: non è un generico invito al miglioramento morale, ma un pressante appello a ricevere Cristo come unico Salvatore e Signore. In questo senso, la chiamata efficace è strettamente legata alla conversione (che comprende fede e ravvedimento) e costituisce l’inizio reale della comunione salvifica con Cristo.
Infine, Ames chiarisce che la chiamata non è solo un momento isolato, ma il principio di una vita nuova: essa introduce la persona nel Regno di Dio, ne cambia lo stato spirituale, e la mette sul cammino della santificazione. Perciò, anche se molti possono essere “chiamati” esteriormente e non rispondere, coloro che sono chiamati efficacemente vengono infallibilmente condotti alla fede e alla vita eterna.
Con chiarezza e profondità, Ames mostra dunque che la chiamata non è solo un evento nel tempo, ma un atto divino radicato nell’eternità, coerente con l’elezione, fondato sull’opera redentrice di Cristo, e reso efficace dallo Spirito. È attraverso questa chiamata che il peccatore, morto nei suoi falli, viene reso vivo in Cristo: un tema centrale della soteriologia riformata, qui esposto con sobria precisione dottrinale e ricco spessore pastorale.