Letteratura/Midollo Sacra Teologia/28 L'Adozione
28. L'Adozione
28:1 L’Adozione è la sentenza della grazia di Dio per mezzo della quale egli accoglie i credenti, per amore di Cristo, nella dignità di Figli[1].
- Giovanni 1:12 - "... ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli, cioè, che credono nel suo nome".
28:2 È detta “sentenza della grazia di Dio” perché manifesta la benevola volontà di Dio verso gli uomini[2].
- 1 Giovanni 3:1 - "Vedete quale amore ci ha dato il Padre, quello di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo non ci conosce il mondo: perché non ha conosciuto lui".
28:3 Questa sentenza è pronunciata con lo stesso ordine progressivo della giustificazione: prima nella predestinazione di Dio; poi in Cristo; infine nei credenti stessi.
- Efesini 1.5 - "avendoci predestinati a essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà".
- Galati 4:4-5 - "quando giunse la pienezza dei tempi, Dio mandò suo Figlio, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione di figli.".
- Galati 4:6 - "E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: 'Abbà, Padre'".
28:4. L’Adozione si dice propriamente solo dei credenti che sono stati chiamati e giustificati (Giovanni 1:12). Infatti per mezzo dell’Adozione non siamo resi giusti, il che accadrebbe necessariamente se l’Adozione fosse parte della giustificazione stessa (come alcuni sostengono); né essa consiste nell’essere chiamati a Cristo. Piuttosto, è una dignità eccellente che scaturisce dall’applicazione di Cristo ai credenti[3].
- Romani 8:17 - "... e, se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui".
28:5 Tuttavia, la chiamata e la giustificazione costituiscono il fondamento di questa relazione di Adozione[4]: perché il diritto all’Adozione si ottiene per mezzo della fede, e mediante la giustizia che deriva dalla fede (Giovanni 1:12).
28:6 Ma, sebbene l’Adozione segua la fede, essa non la segue immediatamente: vi è infatti la giustificazione che si interpone. L’Adozione, per sua natura, richiede e presuppone la riconciliazione che si trova nella giustificazione[5].
28:7 Di conseguenza, tutti i credenti attendono il cielo come se avessero un duplice titolo: cioè il titolo della Redenzione, che possiedono per la giustificazione, e il titolo della figliolanza, che possiedono per l’Adozione[6].
28:8 Tuttavia, ciò dev’essere inteso nel senso che il titolo della Redenzione costituisce il fondamento di questo diritto; e l’Adozione vi aggiunge una certa eccellenza e dignità[7].
28:9 Da ciò nasce la PRIMA DIFFERENZA tra l’Adozione divina e quella umana: nell’Adozione umana si tratta di una persona estranea, che non ha alcun diritto all’eredità se non per effetto dell’Adozione. Ma i credenti, che non hanno alcun diritto all’eredità della vita per generazione naturale, ricevono tuttavia questo diritto in virtù della Rigenerazione, della Fede e della Giustificazione[8].
28:10 Da ciò segue anche la SECONDA DIFFERENZA: l’adozione umana è solo una denominazione esteriore, e comunica beni esterni; ma l’Adozione divina è una relazione reale, fondata su un’azione interiore, e comunica una nuova vita interiore[9].
28:11. Questa Adozione avviene per amore di Cristo, perché Cristo non solo l’ha meritata come Redentore ma, essendo già applicato mediante la fede[10], egli è anche il vincolo di questa unione.
- Galati 4:5 - "... per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione di figli".
- Romani 8:17,29 - "e, se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui (...) Perché quelli che egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli".
28:12 Come Cristo, nella Giustificazione, è applicato come una veste che copre i nostri peccati, così nell’Adozione egli è applicato come fratello e come Autore della nostra salvezza[11].
- Ebrei 2:10-13 - "Infatti, per condurre molti figli alla gloria, ben si addiceva a colui a causa del quale sono tutte le cose e per mezzo del quale sono tutte le cose, di rendere perfetto, per via di sofferenze, l'autore della loro salvezza. Poiché colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno, per questa ragione egli non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo all'assemblea canterò la tua lode' E di nuovo: 'Io metterò la mia fiducia in Lui'. E di nuovo: 'Ecco me e i figli che Dio mi ha dato'".
- Romani 8:17,29 - "... e, se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui. (...) Perché quelli che egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli".
28:13 Questa applicazione e unione con Cristo è così stretta, che, sebbene Cristo sia propriamente l’unico Figlio “naturale” di Dio, e tanto più il primogenito di Dio, tuttavia, per questa grazia dell’Adozione e della comunione con Cristo, tutti i credenti sono anche detti primogeniti di Dio[12].
- Ebrei 12:22-23 - "voi siete venuti al monte di Sion e alla città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste, alla festante assemblea delle miriadi degli angeli, 23 alla chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti".
28:14 Da ciò risulta anche che i credenti sono figli di Dio in modo molto diverso da come lo fu Adamo nella prima creazione. Adamo poteva essere chiamato figlio di Dio in senso metaforico, a causa della dipendenza da Dio e della somiglianza e immagine secondo cui era stato creato;ma non era figlio di Dio mediante quella mistica unione e comunione con Cristo, che è il Figlio naturale di Dio[13].
28:15 Da ciò nasce la TERZA DIFFERENZA tra l’adozione umana e quella divina: l’Adozione umana viene introdotta per mancanza di un figlio naturale; ma l’Adozione divina non nasce da alcuna mancanza, bensì da un’abbondante bontà, per la quale si comunica agli adottati una somiglianza con il Figlio naturale e una mistica unione con lui.[14]
28:16 La dignità che questa Adozione porta con sé supera non solo quella relazione comune per cui Dio è detto Padre di ogni creatura, ma anche quella relazione che avevamo prima della caduta, perché quella era debole; mentre, per via del vincolo, questa relazione permane per sempre[15].
28:17 Perciò, il Nome di Dio e di Cristo è pronunciato sui credenti per un diritto e motivo speciale[16]. Così come Giacobbe, accogliendo i figli di Giuseppe in Adozione, volle che fossero chiamati col suo nome.
- 1 Giovanni 3:1 - "Vedete quale amore ci ha dato il Padre, quello di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo non ci conosce il mondo: perché non ha conosciuto lui".
- Genesi 48:5 - "E ora, i tuoi due figli che ti sono nati nel paese d'Egitto prima che io venissi da te in Egitto, sono miei. Efraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone".
28:18. Da ciò deriva anche che i credenti sono accolti, per così dire, nella Famiglia di Dio, e fanno parte della sua casa. Cioè, che possono essere sempre sotto la custodia paterna di Dio, dipendendo da lui per il nutrimento, l’educazione e la conservazione perpetua: proprio come, nei tempi antichi tra gli Ebrei, l’Adozione spesso si manifestava semplicemente nutrendo ed educando i parenti più prossimi[17].
- Galati 6:10 - "Così dunque, finché ne abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente ai fratelli in fede".
- Ester 2:7 - "Egli aveva allevato la figlia di suo zio, Adassa, cioè Ester, perché lei non aveva né padre né madre; la ragazza era avvenente e di bell'aspetto; e alla morte del padre e della madre, Mardocheo l'aveva adottata come figlia".
28:19 Insieme alla dignità di FIGLI, è unita anche la condizione di EREDI. Ma l’eredità a cui i credenti sono adottati è la beatitudine eterna. Per questo motivo, talvolta nella Scrittura, l’Adozione comprende tutta quella gloria che è preparata per i credenti e che essi attendono nei cieli[18].
- Romani 8:17 - ".... e, se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui".
- Romani 8:23 - "... non solo essa, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro noi stessi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo".
28:20 Perciò, la beatitudine eterna appartiene ai credenti; e viene loro comunicata non per giustizia meritata, ma per quella grazia per la quale sono accolti nel numero dei figli[19].
- Galati 3:29 - "E, se siete di Cristo, siete dunque discendenza di Abraamo, eredi secondo la promessa".
28:21 Da ciò sorge una certa QUARTA DIFFERENZA tra l’adozione umana e quella divina: l’adozione umana è ordinata affinché il figlio succeda al padre nell’eredità; ma l’Adozione divina non è ordinata per successione, bensì per partecipazione all’eredità assegnata — perché sia il Padre sia il suo Figlio primogenito vivono in eterno, e dunque non ammette successione[20].
28:22 Un attributo proprio di questa Adozione è la testimonianza dello Spirito, che è data ai fedeli, per mezzo della quale questa dignità è sigillata insieme con l’eredità che da essa deve essere attesa; e lo Spirito è chiamato SPIRITO DI ADOZIONE (Spirito dell’Adozione)[21], Romani 8:15,16,23; Galati 4:5-7.
28:23 Ma si dice che lo Spirito è comunicato ai fedeli, non perché la fede preceda tutte le operazioni dello Spirito (come alcuni con poca competenza concludono), poiché la rigenerazione e la conversione iniziali sono chiaramente attribuite da Cristo allo Spirito Santo (Giovanni 3:5-6, 8: “Nati dallo Spirito”) — ma perché è solo dopo che i credenti hanno creduto, che ricevono quest’opera dello Spirito Santo mediante la quale essi sono sigillati, come con una caparra della loro eredità[22] (Efesini 1:13-14; 4:30; Galati 3:14).
28:24 E da ciò appare anche chiaramente che l’assicurazione della salvezza non è propriamente la fede giustificante, ma piuttosto un frutto di quella fede[23]; poiché l’Apostolo afferma esplicitamente: Dopo che avete creduto, siete stati sigillati (Efesini 1:13).
28:25 Il primo frutto dell’Adozione è quella libertà cristiana per cui tutti i credenti sono liberati[24], come per una manomissione, dalla schiavitù della Legge, del peccato e del mondo (*Giovanni 8:32, 36: “Se il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”; Romani 6:22; Galati 4:26; Ebrei 2:15).
28:26 Il secondo frutto dell’Adozione è che i fedeli, partecipando alla dignità di Cristo, sono anche costituiti da lui, per così dire, profeti, sacerdoti e re[25] (Apocalisse 1:6).
- Apocalisse 1:6 - "...e ci ha fatti essere un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui siano la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen".
28:27. Il terzo frutto dell’Adozione è che tutte le creature, e le cose che esse compiono, sono o soggette al dominio e al puro uso della fede (Tito 1:15; 1Corinzi 3:21-22), oppure svolgono un ministero a favore dei fedeli, come si afferma degli angeli (Ebrei 1:14), o almeno tutto coopera al loro bene[26] (Romani 8:28).
Supplemento
Note esplicative
- ↑ L'Adozione è distinta dalla giustificazione, perché non riguarda primariamente il perdono dei peccati, ma l’ingresso nella famiglia di Dio e il conferimento del privilegio di essere considerati suoi figli. È un atto giuridico e affettivo divino, compiuto per Cristo, e concesso a chi crede in lui.
- ↑ La natura “della grazia” dell'Adozione evidenzia che essa è totalmente immeritata e frutto della sovrana bontà di Dio. Come nella giustificazione, anche qui il favore divino è centrale, ma l’Adozione sottolinea in modo particolare la relazione familiare con Dio.
- ↑ Ames difende la distinzione tra giustificazione e Adozione. Entrambe sono effetti del medesimo atto di grazia, ma non si devono confondere: la giustificazione riguarda il perdono e l’imputazione della giustizia, mentre l’Adozione riguarda il diritto e la relazione filiale. L’Adozione segue logicamente e cronologicamente la giustificazione.
- ↑ La fede è lo strumento mediante il quale il credente riceve l’Adozione. Non è una qualità morale che la meriti, ma il mezzo per riceverla. La giustizia di Cristo, imputata mediante la fede, apre la porta non solo al perdono, ma anche alla piena comunione filiale con Dio.
- ↑ L’Adozione è distinta e successiva alla giustificazione. La fede è la condizione umana per essere giustificati, ma la giustificazione è la base legale su cui si fonda l’Adozione. Solo dopo che la colpa è rimossa e la giustizia imputata, Dio può accogliere il peccatore come figlio.
- ↑ Il credente ha una doppia sicurezza dell’eredità celeste: (a) La Redenzione, che acquista il diritto mediante il sangue di Cristo; (b) L’Adozione, che conferma questo diritto nella forma di un’eredità familiare. Non sono due vie parallele, ma due aspetti complementari dell’unica grazia salvifica.
- ↑ La Redenzione è il fondamento oggettivo e giuridico dell’eredità, ma l’Adozione eleva quel diritto al livello di una relazione personale e amorosa. Non si tratta solo di essere liberati come schiavi, ma di essere accolti come figli.
- ↑ L’Adozione divina si basa su un’opera interiore e trasformatrice di Dio. Mentre l’Adozione umana agisce su un estraneo mediante un atto legale esterno, l’Adozione divina suppone una nuova nascita spirituale, che crea un diritto reale all’eredità celeste. Il credente è “fatto idoneo” per la figliolanza.
- ↑ La figliolanza divina non è solo un titolo legale, ma una vera trasformazione ontologica, perché si riceve una nuova vita per opera dello Spirito Santo. Non si è solo “chiamati” figli, ma si diventa realmente tali, interiormente rinnovati e resi conformi a Cristo.
- ↑ Cristo è sia la causa meritoria che il vincolo vivente dell’Adozione. L’unione con Cristo è ciò che rende possibile la partecipazione alla sua dignità filiale. Egli non solo ci ottiene l’Adozione, ma ci introduce nella relazione stessa che egli ha con il Padre.
- ↑ L'immagine di Cristo cambia secondo l'opera che compie: (a) nella giustificazione, egli è “giustizia nostra”; (b) nell’Adozione, è il nostro fratello maggiore, che guida e presiede la nostra salvezza. La comunione con Cristo non è solo legale, ma familiare: siamo figli accanto a lui, Figlio per eccellenza.
- ↑ L’Adozione crea una tale unione con Cristo da rendere i credenti partecipi della sua primogenitura. Non sono solo accolti come figli, ma come “primogeniti”, cioè eredi privilegiati, con piena dignità. È un titolo che indica onore, precedenza ed eredità spirituale.
- ↑ L’Adozione è superiore alla filiazione creazionale. Adamo fu “figlio” come creatura razionale, fatta a immagine di Dio, ma non era figlio in senso spirituale e redentivo. Il credente è unito a Cristo per fede, e dunque partecipa della vita e della posizione del Figlio eterno, in modo più profondo e stabile di quanto Adamo abbia mai conosciuto.
- ↑ Dio non adotta perché gli manchi qualcosa, ma perché desidera comunicare la ricchezza della sua grazia. L’Adozione non è un ripiego, ma un’espressione dell’eccesso d’amore del Padre, che vuole moltiplicare la gloria del suo Figlio nella moltitudine dei redenti.
- ↑ L’Adozione è eterna e incrollabile. Mentre la relazione di creatura può essere perduta (come nel peccato di Adamo), la relazione di figlio adottivo in Cristo è fondata su un vincolo indissolubile: l’unione con Cristo stesso, che rimane per sempre nella casa del Padre.
- ↑ Assumere il nome di Dio significa ricevere una nuova identità e appartenenza. Nel linguaggio biblico, il “nome” implica autorità, appartenenza e protezione. Come Giacobbe adottò Efraim e Manasse, così i credenti ricevono un nuovo nome familiare, quello del Padre celeste e del Figlio redentore.
- ↑ Essere figli adottivi implica essere educati e custoditi da Dio stesso. L’Adozione non è solo un atto legale ma comporta una vita sotto la cura quotidiana del Padre. Questa immagine domestica e tenera riflette l’opera pedagogica e provvidenziale di Dio verso i suoi.
- ↑ L’Adozione culmina nella partecipazione all’eredità celeste. La redenzione finale, inclusa la risurrezione del corpo, è l’adempimento pieno della figliolanza. L’Adozione non è solo presente ma anche escatologica: la sua pienezza si rivelerà nella gloria futura.
- ↑ L’eredità celeste è frutto della grazia, non del merito. È la promessa fatta ad Abramo, adempiuta in Cristo e applicata ai suoi mediante l’Adozione. Tutti coloro che sono in Cristo sono figli, e in quanto tali, ricevono l’eredità per promessa e non per opere.
- ↑ La differenza fondamentale risiede nella natura eterna di Dio e di Cristo. Nell’adozione umana, il figlio adottato subentra dopo la morte del padre. Nell’Adozione divina, invece, il credente non sostituisce nessuno, ma viene reso partecipe dell’eredità eterna in comunione con il Figlio eterno, senza che vi sia successione, perché il Padre e Cristo vivono per sempre.
- ↑ Lo Spirito Santo attesta interiormente ai credenti la loro condizione di figli di Dio, rendendoli certi della loro appartenenza alla famiglia divina. Questa testimonianza spirituale non è solo un conforto soggettivo, ma anche un sigillo della realtà oggettiva dell’Adozione, e garanzia dell’eredità celeste. Perciò lo Spirito è detto “Spirito dell’Adozione”.
- ↑ La rigenerazione precede la fede: Ames riafferma qui una verità centrale della teologia riformata, cioè che la fede è un frutto della rigenerazione operata dallo Spirito. Tuttavia, l'azione dello Spirito nella adozione (intesa come sigillo, caparra dell'eredità) avviene in un momento successivo alla fede salvifica. È un atto ulteriore che assicura e conferma il credente nella sua condizione di figlio.
- ↑ L’assicurazione non è la fede stessa, ma un suo frutto: Ames distingue la fede che giustifica dall’assicurazione soggettiva della salvezza. Questa sicurezza non è una condizione per essere giustificati, ma una conseguenza successiva, e si sviluppa nel tempo attraverso l’opera del medesimo Spirito che ha donato la fede.
- ↑ La libertà cristiana come frutto della filiazione: l’Adozione rende il credente figlio, non servo della legge. La libertà non è indipendenza da Dio, ma liberazione da tutto ciò che prima lo teneva in schiavitù: il legalismo, il peccato, la paura della morte.
- ↑ Partecipazione alla triplice dignità di Cristo: in quanto figli adottivi, i credenti partecipano al ministero del Figlio unigenito. Come profeti, annunciano la verità; come sacerdoti, si presentano a Dio con sacrifici spirituali; come re, esercitano dominio spirituale sul peccato e sulle passioni, e regneranno con Cristo.
- ↑ Il creato a servizio dei figli di Dio: l’Adozione comporta anche una riconciliazione cosmica. Tutto ciò che esiste, in ultima analisi, concorre al bene dei figli di Dio. Anche ciò che sembra ostile può essere usato da Dio come mezzo di edificazione e di crescita.