Letteratura/Midollo Sacra Teologia/31 La Chiesa considerata misticamente
31. La Chiesa considerata misticamente
- Che cosa si intende per "chiesa mistica".
- Introduzione al Capitolo 31 – La Chiesa considerata misticamente
Con quanto detto, si è concluso l’esame dell’applicazione della Redenzione considerata in sé. Ora seguono: il soggetto al quale questa applicazione è fatta e il modo in cui essa è compiuta..
31:1 Il soggetto della Redenzione è la Chiesa. Efesini 5:2, 25-27: Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla, dopo averla purificata con il lavacro dell’acqua mediante la Parola, per farla comparire davanti a sé gloriosa, senza macchia, né ruga, né alcunché di simile, ma santa e irreprensibile. Pertanto, l’Elezione, la Redenzione, la Chiamata (Vocazione), la Giustificazione, l’Adozione, la Santificazione e la Glorificazione appartengono propriamente al medesimo soggetto, cioè alle stesse persone specifiche che costituiscono la Chiesa[1].
- Giovanni 17:9 - "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dato, perché sono tuoi".
- Romani 8:29-30 - "Perché quelli che egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli, e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati".
31:2 E tuttavia, la Chiesa è considerata soggetto dell'applicazione della Redenzione in un modo tale che essa è anche effetto della medesima applicazione. Infatti, non è prima realmente Chiesa, e poi successivamente resa partecipe dell’unione e comunione con Cristo; al contrario, è proprio perché è unita a Cristo che è la Chiesa di Cristo[2].
31:3 Ed è per questo che non possiamo né spiegare né comprendere la natura della Chiesa, se prima non sono chiarite e comprese le cose che riguardano l’applicazione [dei benefici] di Cristo[3].
31:4 Gli eletti, prima di essere innestati in Cristo, non fanno parte della Chiesa in senso attuale, se non in virtù di quella potenza che a suo tempo certamente si manifesterà, in base al disegno di Dio e al patto da lui stipulato con Cristo; poiché quella potenza remota, che è comune a tutte le persone elette, è stabilita con certezza nel proposito eterno di Dio[4].
31:5 Perciò, quei teologi ortodossi che definiscono la Chiesa come una comunità di persone elette, intendono con ciò o coloro che sono chiamati secondo l’elezione, oppure descrivono la Chiesa non solo per come essa esiste attualmente, ma anche per come sarà in futuro[5].
31:6 Quella che attualmente costituisce una Chiesa, prima di ogni altra cosa, è la chiamata; da essa la Chiesa prende sia il suo nome sia la sua definizione[6].
31:7 La Chiesa è una compagnia di persone chiamate: 1 Corinzi 1:24 con 1 Corinzi 10:32: «ai Giudei, ai Greci, e alla Chiesa di Dio». Sono chiamati sia Giudei sia Greci. Ma poiché il fine della chiamata è la fede, e l’effetto della fede è l’innesto in Cristo, e questa unione con Cristo comporta comunione con lui, la Chiesa è pertanto definita, nel medesimo senso, come una compagnia di credenti, una compagnia di coloro che sono in Cristo, e una compagnia di coloro che hanno comunione con Cristo[7].
31:8 Ma così come la fede si riferisce a Cristo, così per mezzo di Cristo, la fede si riferisce anche a Dio. Perciò questa Chiesa, che esiste per mezzo della fede, è riferita a Cristo come suo capo, e per mezzo di Cristo è riferita a Dio. Per questo la Chiesa è chiamata corpo di Cristo (Colossesi 1:24); ed è anche chiamata Chiesa di Dio (1Corinzi 10:32); Regno di Cristo (Colossesi 1:13); e Regno di Dio (Romani 14:17)[8].
31:9 Essa è chiamata “compagnia” perché consiste propriamente in una moltitudine unita in comunione insieme, o in una comunità di molti — non in un singolo individuo chiamato, come in Efesini 4:16. È chiamata corpo ben connesso e compatto, composto da vari membri[9]; ed è per questo che in Scrittura è spesso chiamata Casa, Famiglia, Città, Regno, Gregge, ecc.
31:10 Questa COMPAGNIA è limitata agli uomini [creature umane], perché gli Angeli buoni, sebbene in qualche modo appartengano alla Chiesa a causa dell’unione che hanno con Cristo, e per la grazia di conservazione che da lui ricevono, tuttavia non sono membri omogenei della Chiesa redenta[10].
31:11 La forma o causa costitutiva di questa Chiesa deve essere qualcosa che si trovi ugualmente in tutti i chiamati; ma questo non può essere altro che una relazione. E nessuna relazione ha tale forza se non quella che consiste in un’affezione principale e intima per Cristo. Ma una tale cosa nell’uomo non c’è se non la Fede. Perciò la Fede è la forma della Chiesa.
31:12 Poiché la Fede, considerata in ogni credente singolarmente (distributivamente), è la forma di coloro che sono chiamati; ma considerata in tutti i credenti collettivamente, è la forma della compagnia di coloro che sono chiamati, cioè della Chiesa.
31:13. Gli stessi credenti, considerati singolarmente o distributivamente, sono i chiamati di Dio; e sono anche la Chiesa di Dio, considerati congiuntamente o collettivamente come una compagnia[11].
31:14 Da ciò deriva che tutte quelle promesse di Dio, che nelle Scritture sono fatte alla Chiesa e che contengono benedizioni essenziali, spettano anche a ogni credente[12].
31:15. Questa relazione è così stretta che, in virtù di essa, non solo Cristo appartiene alla Chiesa e la Chiesa a Cristo (Cantico 2:16), ma anche Cristo è nella Chiesa e la Chiesa in lui (Giovanni 15:4; 1 Giovanni 3:24). Per questo motivo la Chiesa è chiamata in senso mistico Cristo stesso (1 Corinzi 12:12) e anche la pienezza di Cristo (Efesini 1:23).
- 1 Corinzi 12;12 - "Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così è anche di Cristo".
- Efesini1:23 - "... che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti".
31:16 Per questo motivo, con metafore, la Chiesa è chiamata la Sposa, e Cristo lo Sposo; la Chiesa una Città, e Cristo il Re; la Chiesa una Casa, e Cristo il Padrone di casa; la Chiesa i Tralci, e Cristo la Vite; infine, la Chiesa un Corpo, e Cristo il Capo[13].
31:17 Ma queste similitudini significano non solo l’unione e la comunione che esistono tra Cristo e la Chiesa, ma anche l’ordine secondo il quale Cristo è il principio di ogni dignità, vita, potenza e perfezione per la Chiesa[14].
31:18 Questa Chiesa è misticamente una, non in senso generale, ma, per così dire, come una species specialissima o un individuum; perché la Chiesa non ha propriamente un “genere” in senso stretto[15].
31:19 Perciò essa è detta “cattolica”, non perché “cattolica” significhi un genere o una categoria generale, ma in quanto indica qualcosa di universalmente integrale (come quando diciamo “il mondo intero”), poiché comprende i fedeli di tutte le nazioni, di tutti i luoghi e di tutti i tempi[16].
31:20 Perciò, nessuna parte della Chiesa può essere veramente detta cattolica, se non in quanto professa quella Fede che è la Fede della Chiesa cattolica; in questo senso, gli Antichi non chiamavano “la Chiesa” solo quella parte della Chiesa che era a Roma, ma anche altre Chiese. Allo stesso modo, la nostra Chiesa di Franken può essere giustamente detta cattolica in quanto professa quella Fede che appartiene alla Chiesa cattolica[17].
31:21 La Chiesa si divide in membri secondo i gradi di comunione che essa ha con Cristo; sotto questo aspetto, essa è detta o Militante, o Trionfante[18].
31:22 La CHIESA MILITANTE è quella che partecipa soltanto di una comunione reale ma non ancora compiuta; e così combatte ancora con i nemici nel campo di battaglia di questo mondo[19].
- 1 Corinzi 13:9, 12 - "... poiché noi conosciamo in parte e in parte profetizziamo ... Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto".
- 2 Corinzi 10:4 - "... infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze".
- Efesini 6:12-13 - "... poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e, dopo aver compiuto tutto il vostro dovere, restare in piedi".
31:23 La CHIESA TRIONFANTE è quella che ha già raggiunto la pienezza della comunione ed è stata completamente perfezionata.
- Efesini 4:13 - "... finché tutti arriviamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini compiuti, all'altezza della statura perfetta di Cristo".
- 1 Corinzi 13:10 - "... ma, quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte sarà abolito".
31:24. La Chiesa militante è allo stesso tempo invisibile e visibile[20], cioè può essere considerata sia nella sua realtà spirituale e nascosta, sia nella sua espressione esterna e riconoscibile.
31:25. Questa distinzione tra invisibile e visibile non significa che esistano due Chiese separate (una invisibile e una visibile), né che la Chiesa sia divisa in due parti differenti (una visibile e una invisibile). Piuttosto, si tratta di due modi di considerare la stessa Chiesa: l’invisibilità descrive la Chiesa in relazione alla sua forma interna ed essenziale (l’opera di Dio nei cuori); la visibilità descrive la Chiesa in relazione alla sua forma esterna e accidentale, cioè alle manifestazioni esteriori della vita ecclesiale[21].31:26 La forma essenziale della Chiesa è invisibile, perché consiste in una relazione che non cade sotto i sensi; ed è inoltre spirituale, e quindi ancor più sottratta alla percezione sensibile rispetto a molte altre relazioni.
31:27 La forma accidentale è visibile, poiché non è altro che la professione esteriore di una fede interiore, facilmente percepibile dai sensi.
31:28 Questa professione visibile costituisce la comunione visibile dei santi[22], cioè la loro partecipazione manifesta a Cristo e gli uni agli altri.
'31:29. Gli atti di comunione con Cristo sono quelle azioni visibili mediante le quali i credenti si presentano a Dio in Cristo, per ricevere le Sue benedizioni e per renderGli gloria[23].'31:30. Gli atti di comunione reciproca tra i credenti comprendono tutte quelle azioni con cui essi si adoperano per fare del bene gli uni agli altri, in particolare quelle che contribuiscono direttamente ad accrescere la loro comunione con Dio in Cristo[24].
30:31 Molti di questi atti, appartenenti alla comunione reciproca, devono essere compiuti anche verso coloro che non sono ancora membri della Chiesa, poiché, in virtù di una certa disposizione e potenzialità, possono essere considerati come destinati a farne parte[25].
30:32 Questa Chiesa, considerata nella sua visibilità rispetto agli altri e in senso comparativo, si distingue in Chiesa nascosta e Chiesa manifesta[26].
20:33 Quella che è manifesta si ha quando il numero [dei membri] è maggiore e la professione [di fede] è più libera e pubblica[27].
20:34 Quella che è nascosta si ha quando il numero [dei membri] è minore e la professione [di fede] è meno aperta; ciò avviene di solito a causa di eresie, persecuzioni o costumi profani che prevalgono all’esterno[28].
20:35. Nello stesso senso, la Chiesa può essere più pura o meno pura, a seconda che la professione sia più o meno perfetta[29].
25:36 Ma questa professione non dipende solo dalla confessione [verbale] e dalla predicazione della Parola, ma anche dall’accoglienza di essa e dall’obbedienza religiosa ad essa[30].
25:37 Ma sebbene la Chiesa sia soggetta a tali cambiamenti e possa scomparire in una parte del mondo, non è mai venuta meno totalmente, né verrà meno dal principio della sua formazione fino alla fine del mondo[31].
- Matteo 16:18 - "E io altresì ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere".
25:38. Infatti, Cristo deve sempre avere il suo Regno in mezzo ai suoi nemici, fino a quando non avrà fatto dei suoi nemici lo sgabello dei suoi piedi[32].
- Ebrei 10:12-13 - "... questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando soltanto che i suoi nemici siano ridotti a essere lo sgabello dei suoi piedi".
25:39. Anzi, la Chiesa non cessa mai del tutto di essere visibile; poiché, sebbene talvolta difficilmente si trovi una chiesa così pura da potervisi rifugiare in comunione di identico culto in tutte le cose, tuttavia essa in qualche modo permane visibile anche in quella stessa impurità di culto e di professione[33].
Supplementi
- Chiesa visibile o Chiesa mistica? Il confronto tra la concezione cattolico-romana e quella riformata classica
- Contro il mito della "chiesa pura": la visione riformata della Chiesa visibile
- Siamo pienamente cattolici: ma che cosa significa la cattolicità della Chiesa?
- La cattolicità della Chiesa nella Confessione di Fede Elvetica del 1566
- Chi sono i santi? Un confronto tra la visione biblica-riformata e quella cattolica e ortodossa
- Chiesa visibile e invisibile: una distinzione fondamentale nella teologia riformata
- Tabella riassuntiva delle principali distinzioni della Chiesa secondo William Ames
Note esplicative
- ↑ La Chiesa come soggetto mistico della Redenzione. In questo punto iniziale, Ames chiarisce che la Redenzione, con tutti i suoi benefici spirituali, non è applicata in modo astratto o indiscriminato, ma ha un soggetto specifico e identificabile: la Chiesa. Tuttavia, non intende qui la Chiesa nella sua espressione visibile o istituzionale, ma la Chiesa mistica, cioè l’insieme degli eletti redenti, uniti a Cristo per fede e resi partecipi della salvezza. Il riferimento a Efesini 5 mostra che l’opera di Cristo ha come destinatario concreto la Chiesa che egli ha amato, santificato e reso gloriosa. Questo implica che i benefici della redenzione (elezione, chiamata, giustificazione, ecc.) sono uniti e indivisibili, e si applicano sempre alle stesse persone, ovvero a coloro che Dio ha scelto in Cristo. Non esiste, per Ames, un’applicazione parziale o temporanea di questi benefici che non sfoci nella glorificazione finale. La citazione da Giovanni 17 rafforza l’idea della particolarità dell’intercessione di Cristo: non per il mondo, ma per quelli che il Padre gli ha dati. Questo implica una distinzione netta tra il mondo e la Chiesa (mistica). Infine, Romani 8:29-30 è una sintesi perfetta dell’unità del piano salvifico di Dio: coloro che ha preconosciuti sono gli stessi che ha predestinati, chiamati, giustificati e glorificati.
- ↑ Ames introduce qui un principio teologico cruciale: sebbene la Chiesa sia il soggetto cui si applica la redenzione, essa non preesiste a tale applicazione in senso reale. Non esiste prima come comunità redenta, per poi ricevere l’unione con Cristo; al contrario, è l’unione con Cristo che la costituisce Chiesa. Questo sottolinea l’iniziativa divina e il carattere fondativo dell’unione mistica con Cristo: è Cristo che “fa” la Chiesa, non la Chiesa che autonomamente si avvicina a Lui.
- ↑ La natura della Chiesa si comprende solo alla luce dell’opera di Cristo. Ames ribadisce che ogni vera comprensione della Chiesa deve partire dall’applicazione della redenzione: elezione, chiamata, giustificazione, ecc. Parlare di “Chiesa” senza questo fondamento significa parlare di un’entità sociologica o esteriore, non della vera Chiesa spirituale e salvata.
- ↑ Gli eletti non sono Chiesa finché non sono uniti a Cristo. Anche se gli eletti sono tali fin dall’eternità, non fanno parte attualmente della Chiesa fino a quando non vengono effettivamente uniti a Cristo, nel tempo stabilito da Dio. Tuttavia, Ames riconosce che c’è in loro una “potenza remota”, cioè un destino certo che si compirà in base all’elezione divina. È una distinzione tra elezione eterna e appartenenza effettiva alla Chiesa, che avviene mediante la rigenerazione e la fede.
- ↑ Definizioni della Chiesa e il punto di vista temporale. Ames spiega che alcuni teologi definiscono la Chiesa come l’insieme degli eletti, ma ciò può significare due cose: (a) o intendono gli eletti “chiamati secondo il proposito”, cioè coloro in cui l’elezione si è già manifestata; (b) oppure intendono la Chiesa nella sua totalità, attuale e futura, cioè tutti gli eletti, anche quelli che ancora non sono convertiti ma che certamente lo saranno. In entrambi i casi, l’essenza della Chiesa è connessa non all’adesione visibile o istituzionale, ma alla partecipazione alla grazia salvifica secondo l’elezione divina.
- ↑ La chiamata è l’elemento costitutivo essenziale della Chiesa. Secondo Ames, non si è parte della Chiesa in virtù di una condizione naturale o culturale, ma attraverso l'efficace chiamata divina alla salvezza. È da questa realtà che la Chiesa prende il nome: ekklesia, in greco, significa appunto “i chiamati fuori” (dal mondo, dal peccato, dalla perdizione). La definizione stessa di Chiesa è quindi inscindibile da questa chiamata che separa e consacra un popolo a Dio.
- ↑ La vera identità della Chiesa risiede nella sua unione vivente con Cristo. Ames collega la chiamata alla fede, la fede all’innesto (concetto paolino, cf. Romani 11), e l’innesto alla comunione spirituale. Questi passaggi formano una catena indissolubile che culmina nell’essere “una cosa sola con Cristo” (unio mystica). Dunque, ogni definizione mistica della Chiesa deve riferirsi a questo triplice vincolo: la chiamata efficace, la fede salvifica, l’unione mistica e comunionale con Cristo. La Chiesa non è solo un’assemblea religiosa, ma una realtà spirituale formata da persone effettivamente rigenerate.
- ↑ La Chiesa ha un duplice riferimento relazionale: a Cristo e a Dio. Ames mostra qui la struttura teologica della Chiesa nella sua relazione verticale. La fede è il mezzo mediante cui si appartiene alla Chiesa: ma la fede non si ferma a Cristo, bensì, passando per Cristo, conduce a Dio Padre. Questo fondamento trinitario è alla base della visione riformata della Chiesa. Cristo è il capo del corpo, ma questo corpo è di Dio. Le espressioni bibliche "corpo di Cristo" e "Chiesa di Dio" non sono in contrasto, ma si integrano: Cristo è mediatore e capo, e la Chiesa, essendo in lui, appartiene a Dio. Allo stesso modo, si parla sia di "Regno di Cristo" sia di "Regno di Dio": non vi è separazione ma sottomissione ordinata, in quanto il Regno che Cristo governa è il Regno del Padre che gli è stato affidato (cfr. 1Corinzi 15:24-28). Questa affermazione contrasta con ogni visione che voglia isolare la Chiesa come semplice comunità umana, o ridurla a un’organizzazione puramente storica. La sua essenza è spirituale e teologica: essa esiste in virtù della fede che unisce i credenti a Cristo e, attraverso Cristo, a Dio.
- ↑ La Chiesa, secondo Ames, è una realtà collettiva, una comunità di persone unite dalla fede e dalla comunione con Cristo, non semplicemente un individuo isolato. L’immagine della “compagnia” o “assemblea” sottolinea che la Chiesa è un corpo sociale spirituale, che vive nella reciprocità e nell’interdipendenza dei suoi membri.Il riferimento a Efesini 4:16 ribadisce che la Chiesa è un organismo vivente, “che cresce ed è edificato nel suo capo, Cristo”. Non è quindi un insieme casuale o una massa indistinta, ma un corpo armoniosamente unito e ordinato, con diversi membri che svolgono diverse funzioni.La varietà delle metafore bibliche (Casa, Famiglia, Città, Regno, Gregge) esprime diversi aspetti della Chiesa: Casa e Famiglia: intimità e legami di affetto, cura e autorità paterna di Dio; Città e Regno: ordine, governo e testimonianza nel mondo; Gregge: dipendenza dal Pastore, fragilità e necessità di guida. Questo punto ribadisce quindi che la Chiesa è sempre comunità vivente e organizzata, radicata nella comunione con Cristo e nel suo governo.
- ↑ Ames distingue nettamente tra la Chiesa come comunità umana di credenti rigenerati e la presenza degli angeli, che pur essendo creature spirituali al servizio di Dio e in comunione con Cristo, non sono membri propriamente detti della Chiesa. Questa precisazione evita confusioni dottrinali: (a) Gli angeli partecipano all’opera salvifica e sono spesso descritti nella Scrittura come ministri della Chiesa o come partecipanti al suo culto, ma: (b) La Chiesa come comunità redenta è esclusivamente umana, composta da uomini e donne rigenerati dallo Spirito Santo. Il termine "omogenei" qui indica che gli angeli non condividono la stessa natura né lo stesso stato di grazia e rigenerazione dei credenti umani. L’appartenenza alla Chiesa implica un’esperienza concreta di fede e rigenerazione umana, non applicabile agli esseri angelici. Questa distinzione è importante per evitare teologie confusionarie e per mantenere chiaro il concetto di Chiesa come popolo di Dio incarnato nella storia umana.
- ↑ Ames sottolinea che la “forma” costitutiva della Chiesa non è una struttura esteriore o istituzionale, ma la relazione spirituale fondamentale che unisce i chiamati a Cristo: la fede. Questa fede è l’affezione spirituale e viva che lega intimamente il credente a Cristo come suo capo e Signore. Nel punto 11, la fede è definita come relazione spirituale primaria con Cristo, che conferisce all’individuo e al corpo della Chiesa la sua vera identità. Nel punto 12, Ames distingue la fede considerata singolarmente (in ogni membro della Chiesa) e considerata collettivamente (come vincolo comune che costituisce la Chiesa stessa come corpo). Quindi, la Chiesa è la collettività dei credenti uniti dalla fede comune in Cristo. Nel punto 13, Ames riafferma che la Chiesa è la somma dei credenti considerati insieme, e non altro. Ogni credente è chiamato individualmente da Dio, e la Chiesa è l’insieme di questi chiamati. Questa definizione mette in evidenza il carattere spirituale e invisibile della Chiesa mistica, contrapposta alle mere forme esterne o organizzazioni visibili.
- ↑ L'appartenenza alla Chiesa implica la partecipazione personale alle promesse. Ames afferma che le promesse divine indirizzate alla Chiesa non sono da intendersi in senso esclusivamente collettivo o istituzionale, ma riguardano ogni singolo credente unito a Cristo mediante la fede. Questa affermazione rafforza la dottrina protestante secondo cui la relazione personale con Cristo è sufficiente a garantire la piena partecipazione ai beni del patto, senza la necessità di un'intermediazione gerarchica. Le “benedizioni essenziali” sono i benefici salvifici centrali: giustificazione, adozione, santificazione, glorificazione.
- ↑ Le metafore bibliche descrivono la molteplicità e la profondità dell’unione con Cristo. Ames elenca una serie di immagini bibliche che descrivono l’unione tra Cristo e la Chiesa. Ciascuna metafora sottolinea un aspetto specifico: (a) Sposa/Sposo (Efesini 5; Apocalisse 21): amore e fedeltà. (b) Città/Re (Salmi 48; Ebrei 12:22): governo e protezione. (c) Casa/Padrone (Efesini 2:19-22): appartenenza e servizio. (d) Tralci/Vite (Giovanni 15:1-8): dipendenza vitale e fruttificazione. (e) Corpo/Capo (1 Corinzi 12; Efesini 1; Colossesi 1): unità organica, guida e nutrimento spirituale. Queste immagini mostrano che l’essere della Chiesa non si comprende se non in funzione della sua relazione con Cristo. La Chiesa vive in Cristo, e Cristo vive nella Chiesa.
- ↑ Ames richiama qui l’attenzione su un punto spesso trascurato: le immagini bibliche usate per descrivere Cristo e la Chiesa (come il corpo e il capo, la vite e i tralci, lo sposo e la sposa) non si limitano a indicare l’unione vitale e la comunione spirituale tra i due, ma anche un ordine gerarchico e causale. Cristo non è solo “unito” alla Chiesa, ma è la fonte da cui essa riceve: (a) Dignità: il suo onore e posizione davanti a Dio. (b) Vita: la sua esistenza spirituale e il vigore che la sostiene. (c) Potenza: la capacità di agire, servire e testimoniare. (d) Perfezione: il progresso verso la piena maturità in santità. Questo significa che la Chiesa non ha nulla di intrinseco o autonomo in queste aree: tutto proviene da Cristo, in un flusso ordinato in cui Lui è il “principio” e il “capo”. In termini teologici, Ames sta affermando la Cristocentricità dell’ecclesiologia: la Chiesa vive, opera e cresce solo nella misura in cui è costantemente nutrita, guidata e completata dal suo Signore.
- ↑ Ames sta usando la terminologia aristotelico-scolastica per precisare la natura dell’unità della Chiesa. Una species specialissima è la categoria più specifica in una classificazione: non può essere ulteriormente suddivisa in specie più particolari. Un individuum è un’entità unica e irripetibile. Applicando questo alla Chiesa, Ames dice che l’unità della Chiesa non è un concetto astratto o generico (come dire “gli uccelli” o “i mammiferi”), ma è una realtà concreta, unica, indivisibile. Non si può parlare di “generi” di Chiesa in senso proprio: esiste un solo Corpo di Cristo, una sola vera Chiesa, anche se visibilmente appare in molte comunità e luoghi.
- ↑ Qui Ames chiarisce che il termine “cattolica” (dal greco katholikos, “universale”) non va inteso come una categoria generica, ma come una universalità concreta e comprensiva. “Cattolica” non è un’etichetta di classificazione, ma la descrizione del fatto che la vera Chiesa include credenti da ogni popolo, cultura, epoca e località. L’unità della Chiesa non è quindi limitata geograficamente o storicamente: è un’unica realtà che attraversa i secoli e le nazioni, radunata in Cristo. Questo concetto anticipa la distinzione riformata tra la Chiesa visibile (dispersa ma riconoscibile) e la Chiesa invisibile (unita in Cristo al di là di ogni confine).
- ↑ Ames introduce qui un criterio decisivo per la cattolicità: non il luogo, la storia o l’autorità istituzionale, ma la professione della vera Fede apostolica. Una Chiesa locale è cattolica solo se è conforme, nella sua fede e dottrina, a quella dell’unica Chiesa universale fondata da Cristo. I Padri della Chiesa riconoscevano la legittimità e l’appartenenza alla vera Chiesa non solo della comunità di Roma, ma anche di molte altre, a patto che mantenessero la stessa fede. Questo criterio, tipicamente riformato, libera la cattolicità dal monopolio di una sede particolare e la radica nell’ortodossia evangelica.
- ↑ Ames passa ora a una delle più classiche distinzioni ecclesiologiche: (a) La Chiesa militante è quella che ancora vive sulla terra, impegnata nella lotta spirituale contro il peccato, il mondo e il diavolo, perseverando nella fede. (b) La Chiesa trionfante è quella che si trova già in gloria, liberata da ogni peccato e dolore, godendo pienamente della comunione con Dio e con Cristo. Questa distinzione sottolinea che, pur essendo un’unica realtà, la Chiesa si trova in diverse condizioni a seconda dello stadio del suo pellegrinaggio: la lotta attuale e il trionfo eterno fanno parte dello stesso corpo di Cristo.
- ↑ La Chiesa militante è la comunità dei credenti sulla terra, che vive già in comunione con Cristo ma in modo imperfetto e parziale. È militante perché si trova in un conflitto spirituale continuo contro il peccato, il diavolo e il sistema di questo mondo. Le Scritture richiamate da Ames evidenziano la natura provvisoria e combattiva di questa condizione: visione parziale, guerra spirituale, necessità di un’armatura completa. Pastorale: ricordare che la lotta è normale nella vita cristiana e che la vittoria non viene per le nostre forze, ma per le armi spirituali che Dio provvede.
- ↑ Questa distinzione si applica alla Chiesa sulla terra: (a) Invisibile: nel senso della realtà spirituale e interiore dei veri credenti uniti a Cristo. (b) Visibile: come comunità concreta di persone che professano la fede, si radunano per il culto e sono riconoscibili pubblicamente.
- ↑ Ames qui fa un’importante precisazione teologica: (a) Non esistono due chiese distinte, una visibile e una invisibile: si tratta della stessa Chiesa, vista in due prospettive diverse. (b) L’invisibilità si riferisce alla realtà spirituale e salvifica che Dio solo conosce infallibilmente. La visibilità riguarda l’aspetto esterno, riconoscibile dagli uomini, nelle assemblee, nella professione di fede, nelle forme organizzative. Questa distinzione aiuta a comprendere perché, visibilmente, nella Chiesa possano esserci anche ipocriti o credenti nominali, mentre l’invisibile è composta solo dai veri figli di Dio.
- ↑ Quando Ames parla di “comunione visibile dei santi”, usa il termine “santi” in senso biblico e riformato, che differisce sostanzialmente da alcune interpretazioni tradizionali. Nel contesto riformato: tutti i credenti sono chiamati “santi” (dal greco hagioi, “santi”, “sacri”, “set-apart”), in quanto sono stati separati per Cristo e vivono per la Sua causa. La comunione visibile indica, pertanto, la partecipazione pubblica e manifesta dei credenti tra loro e con Cristo, attraverso: il culto comunitario, i sacramenti, l’aiuto fraterno, la condivisione dei doni spirituali.
- ↑ Questi atti includono il culto pubblico (predicazione, preghiera, sacramenti) e la devozione privata (meditazione, lettura della Scrittura). Esempio: Partecipare alla Cena del Signore, cantare inni di lode, pregare pubblicamente.
- ↑ Non si tratta solo di aiuto materiale, ma di edificazione spirituale. Esempio: Pregare insieme per un fratello malato, incoraggiare nella fede, correggere fraternamente chi si smarrisce.
- ↑ Si riconosce che Dio può avere eletti ancora “fuori” visibilmente dalla Chiesa, perciò si agisce verso di loro con amore evangelico. Esempio: Invitare un vicino non credente al culto, aiutare un povero non battezzato, offrire cura pastorale a chi ancora non professa la fede.
- ↑ La “Chiesa nascosta” è quella che, pur esistendo realmente, non appare pubblicamente a causa di persecuzioni o altre circostanze (es. chiesa sotterranea in regime ostile). La “Chiesa manifesta” è quella che può radunarsi e professare pubblicamente la fede. Esempio: La chiesa dei credenti in un regime comunista ateo vs. una comunità evangelica libera (manifesta).
- ↑ La Chiesa manifesta si distingue per visibilità numerica e libertà di culto. Storicamente, ciò avviene in periodi di pace o favore sociale, quando la comunità cristiana può agire apertamente.
- ↑ La Chiesa nascosta si forma in contesti di ostilità, sia per persecuzioni politiche, sia per un ambiente culturale ostile o moralmente corrotto. Il termine non indica assenza di Chiesa, ma invisibilità pubblica. Esempio: Comunità cristiane sotterranee, o piccoli gruppi che si riuniscono in segreto in paesi islamici radicali.
- ↑ La purezza non riguarda solo la dottrina, ma anche il culto e la vita morale. Una chiesa “pura” aderisce più fedelmente alla Parola; una “impura” tollera dottrine errate o pratiche contrarie alla Scrittura. Esempio: Una chiesa che predica fedelmente il Vangelo e pratica la disciplina ecclesiastica sarà più pura di una che si adatta al mondo trascurando la verità biblica.
- ↑ Non basta proclamare la Parola: occorre accoglierla con fede e ubbidienza. La vera professione si misura dal frutto che la predicazione produce nella comunità. Esempio: Una chiesa può avere un’ottima dottrina, ma se i membri non vivono coerentemente, la professione risulta incompleta.
- ↑ È una promessa di preservazione. Cristo garantisce che la Chiesa, pur variando in dimensioni e purezza, non cesserà mai di esistere.
- ↑ La Chiesa vive in una tensione costante: esiste “in mezzo ai nemici” (Salmo 110:1), fino alla piena vittoria di Cristo alla fine dei tempi. Questo implica conflitto spirituale continuo.
- ↑ Anche quando la purezza è gravemente compromessa, rimane un nucleo di visibilità e testimonianza cristiana. Non sempre ci sarà una chiesa ideale, ma Dio mantiene un popolo riconoscibile per la sua fede essenziale. Esempio: Durante il Medioevo, pur con molte corruzioni dottrinali e liturgiche, il nucleo fondamentale della fede cristiana rimase riconoscibile in varie comunità.