Letteratura/Midollo Sacra Teologia/9 Della Provvidenza
9. La Provvidenza
(Vedasi qui un riassunto delle argomentazioni di Ames sulla Provvidenza).
1. La provvidenza di Dio è quella operatività divina mediante la quale egli provvede a tutte le sue creature, già create, in ogni cosa, secondo il consiglio della propria volontà.
- Efesini 2:11 - "il proposito di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà".
2. Questa provvidenza si estende a tutte le cose[1], non solo a quelle comuni, ma anche a quelle più particolari[2].
- Salmo 145:15-16 - "Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro il loro cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano e soddisfi il desiderio di tutto ciò che vive".
- Proverbi 16:9 - "Il cuore dell'uomo medita la sua via, ma l'Eterno dirige i suoi passi".
- Proverbi 16:33 - "Si getta la sorte nel grembo, ma ogni decisione viene dall'Eterno".
- Esodo 21:13 - "Se non gli ha teso un agguato, ma Dio glielo ha fatto cadere in mano, io stabilirò un luogo dove egli si possa rifugiare".
3. La Provvidenza di Dio può essere sia immediata, vale a dire quando Dio provvede alle cose direttamente, come la causa unica e assoluta; oppure indirettamente, in modo mediato, quando egli provvede ad esse attraverso l'uso di mezzi.
4. Quando Dio opera in maniera immediata in tutto ciò che accade, questo avviene per la sua capacità di agire in ogni essere e di realizzarvi l'effetto inteso, ma anche in relazione al soggetto, cioè al fatto che ogni cosa viene effettivamente all'esistenza e permane[3]. Dio, che è presente sempre e ovunque, opera in maniera immediata e interiore questo loro essere in tutte le cose[4].
- Deuteronomio 8:3 – "Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che la bocca dell'Eterno avrà ordinato".
- Isaia 28:26 – "Il suo Dio gli insegna la regola da seguire e lo ammaestra".
5. Tuttavia, rispetto a quelle cose su cui le cause seconde esercitano la loro influenza in virtù della loro forma propria, si dice che Dio operi immediatamente, in modo mediato; perché agisce servendosi di soggetti e della forza di cause seconde.
6. Dio dunque si avvale di mezzi, non per mancanza di potenza, ma per la ricchezza della sua bontà; affinché, cioè, possa comunicare anche alle sue creature una certa dignità di agire, e far sì che la sua efficacia sia più facilmente riconoscibile in esse.
- 1 Samuele 14:6 – "Gionatan disse al suo giovane scudiero: 'Vieni, andiamo verso la guarnigione di questi incirconcisi; forse l'Eterno agirà per noi, poiché nulla può impedire all'Eterno di salvare con molta o con poca gente'”.
Per questo Dio spesso usa mezzi che, di per sé, non avrebbero alcuna idoneità a produrre effetti tanto nobili:
- 1 Corinzi 1:27-28 – "Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti, Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose sprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono".
- Amos 5:9 – "Egli fa sorgere all'improvviso la rovina sui potenti, così la rovina piomba sulle fortezze".
- 2 Cronache 24:24 – "Benché l'esercito dei Siri fosse venuto con un piccolo numero di uomini, l'Eterno diede loro nelle mani un esercito grandissimo, perché quelli avevano abbandonato l'Eterno, l'Iddio dei loro padri. Così i Siri fecero giustizia di Ioas".
E spesso, invece, rende inefficaci i mezzi che sarebbero più adatti, per mostrare che l'efficacia dipende solo da lui:
- Salmo 33:16 – "Il re non è salvato per grandezza d'esercito; il prode non scampa per la sua gran forza".
- Salmo 127:1-2 – "Se l'Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori; se l'Eterno non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto ai suoi diletti, mentre essi dormono".
- Osea 4:10 – "Mangeranno, ma non saranno saziati; si prostituiranno, ma non moltiplicheranno, perché hanno abbandonato il servizio dell'Eterno".
7. Per questo motivo la nostra fede non si fonda propriamente sui mezzi che Dio usa, né dipende da essi, ma si fonda solo su Dio, il quale può provvedere a tutte le nostre necessità sia con i mezzi, sia senza i mezzi, secondo ciò che a lui piace.
- Daniele 3:17 - "Ecco, il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di liberarci e ci libererà dalla fornace del fuoco ardente e dalla tua mano, o re".
8. La provvidenza di Dio è o ordinaria e abituale, oppure straordinaria e inusuale.
9. La provvidenza ordinaria è quella in cui Dio rispetta l’ordine delle cose stabilito fin dal principio. La logica di questo ordine vuole che una certa cosa preceda e che, una volta avvenuta, da essa ne consegua in maniera determinata un’altra.
- Osea 2:21-22 – "'In quel giorno avverrà che io ti risponderò', dice l'Eterno, 'risponderò al cielo, ed esso risponderà alla terra; e la terra risponderà al grano, al vino, all'olio, e questi risponderanno a Izreel'".
10. Questo ordine nelle cose naturali è la legge di natura[5], comune a tutte le cose, o inerente alla natura stessa delle cose, così come essa è stata costituita in un certo ordine. Questo ordine deriva dalla forza e dall’efficacia di quella Parola di Dio che, fin dal principio, non è mai stata revocata: “Sia fatto”, “sia”, “così sia”. Queste espressioni, indicando il riferimento a una cosa futura, esprimono perennità e stabilità; e per virtù di tale Parola, si compiono tutte le cose che avvengono abitualmente in base allo stesso ordine.
- Geremia 31:35-36 – "Così parla l'Eterno, che ha dato il sole come luce del giorno e le leggi alla luna e alle stelle perché siano luce alla notte; che solleva il mare in modo che ne muggiscano le onde; colui che si chiama: l'Eterno degli eserciti. 'Se quelle leggi vengono a mancare davanti a me', dice l'Eterno, 'allora anche la discendenza d'Israele cesserà di essere per sempre una nazione in mia presenza'”.
- Geremia 33:20 "Così parla l'Eterno: 'Se voi potete annullare il mio patto con il giorno e il mio patto con la notte, in modo che il giorno e la notte non vengano al loro tempo...»
11. La provvidenza straordinaria è quella per cui Dio provvede oltre l’ordine usuale e stabilito delle cose; ciò che viene compiuto in questo modo è detto, per metonimia dell’effetto, miracolo.
12. Un miracolo è un'operazione al di sopra dell'ordine stabilito; per questo motivo i veri miracoli danno sempre prova dell’onnipotenza di colui che li compie. Solo Dio, quindi, è l’Autore dei veri miracoli.
- Esodo 15:11 – "Chi è pari a te fra gli dèi, o Eterno? Chi è pari a te, meraviglioso nella tua santità, tremendo anche a chi ti loda, operatore di prodigi?".
13. Gli esseri umani possono essere cause morali[6] dei miracoli, in quanto ottengono da Dio che egli li compia, oppure in quanto Dio si serve del loro intervento come segno o indicazione del miracolo che egli sta per compiere; tuttavia non possono essere cause realmente efficienti, né strumentali, tanto meno cause principali.
- Atti 3:12 – "Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: 'Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate gli occhi su noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo?'"
14. La provvidenza di Dio si distingue in conservazione e governo.
- Salmo 103:19 – "L'Eterno ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo regno signoreggia su tutto".
15. La conservazione è quell’opera mediante la quale Dio fa sì che tutte le cose, sia universali che particolari, tanto nella loro essenza che nella loro esistenza e forza, persistano e continuino. I teologi scolastici non a torto hanno chiamato questa conservazione Manutenentia Dei "manutenzione" di Dio, poiché Dio con essa sostiene tutte le cose come con la sua mano.
- Salmo 104:19–20 – "Egli ha fatto la luna per le stagioni; il sole conosce il suo tramonto. Tu mandi le tenebre e viene la notte, nella quale si muovono tutte le bestie delle foreste".
- Atti 17:28 – "Difatti, in lui viviamo, ci muoviamo e siamo...".
- Ebrei 1:3 – "[Cristo] il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi".
16. Questa conservazione si colloca necessariamente tra la creazione e il governo delle cose create; poiché tutto ciò che è creato è creato per un fine e per un uso, verso il quale deve essere diretto e governato. Ma nulla può essere indirizzato verso quel fine se non viene prima mantenuto nel suo essere.
17. La conservazione divina è necessaria per la creatura, perché la creatura dipende in tutto e per tutto dal Creatore, non solo riguardo al suo fieri (cioè all’essere fatto), ma anche al suo esse, existere, permanere e operari, cioè all’essere, all’esistere, al permanere e all’agire. Ogni creatura infatti ritornerebbe immediatamente al nulla da cui è stata tratta, se Dio non la sostenesse; e la sola cessazione della conservazione divina, senza alcun altro atto, basterebbe a ridurla al nulla.
- Salmo 104:29 – "Tu nascondi il tuo volto, essi sono smarriti; tu ritiri il loro fiato ed essi muoiono e tornano nella loro polvere".
18. Alcune cose sono conservate immediatamente, cioè quelle che dipendono solo da Dio. Questa conservazione è in realtà la stessa creazione, con una differenza solo logica: la creazione implica una certa novità che la conservazione esclude, e la creazione esclude un’esistenza precedente che la conservazione invece presuppone. La conservazione non è quindi altro che una creazione continua[7], ed è perciò strettamente legata alla creazione.
- Neemia 9:6 – "Tu, tu solo sei l'Eterno! tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ciò che sta su di essa, i mari e tutto ciò che è in essi, tu fai vivere tutte queste cose, e l'esercito dei cieli ti adora".
19. Il governo (gubernatio) è l’opera mediante la quale Dio dirige e guida tutte le sue creature verso i fini stabiliti per ciascuna.
- Salmo 29:10 – "L'Eterno sedeva sovrano sul diluvio, anzi l'Eterno siede re per sempre".
20. Il governo di tutte le cose deve spettare a Dio. Infatti, le cose non giungerebbero mai con certezza al fine per cui sono state create, se non fossero governate dalla stessa potenza che le ha create. È segno d’imperfezione abbandonare un’opera già compiuta perché venga poi diretta da altri[8].
21. Questo governo comprende in sé, in modo intrinseco, non solo i mezzi idonei e proporzionati al fine, ma anche la loro efficacia, ovvero il raggiungimento stesso del fine. L’ordine di questo governo, pertanto, è certo, immutabile e indissolubile; perciò la creatura non può sottrarsi del tutto all’ordine del governo divino, anche se può deviare dal proprio ordine particolare.
- Genesi 50:20 – "Voi avevate pensato del male contro di me; ma Dio ha pensato di convertirlo in bene, per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso".
22. Questo governo è o comune o speciale (vedi capitolo 10).
23. Il governo comune è quello con cui Dio governa tutte le cose secondo un unico principio. Esso comprende: (1) La legge di natura comune a tutte le cose, che è una certa partecipazione della Legge e della Volontà di Dio impressa nella creazione fin dall'inizio.(2) L’inclinazione naturale, cioè il principio che muove all’azione conforme a tale legge. (3) L’istinto naturale, cioè uno stimolo peculiare che spinge le creature viventi ad azioni nobili, con un'apparenza e un'impronta di razionalità. (4) Una certa potenza obbedienziale, cioè la disposizione di tutte le creature a obbedire al comando di Dio.
- Giobbe 38:12 – "Hai tu mai, in vita tua, comandato al mattino? o insegnato il suo luogo all'aurora".
- Giobbe 5:7 – "L'uomo nasce per soffrire, come la scintilla per volare in alto".
- Proverbi 6:6 – "Va', pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio!".
- Proverbi 30:24-28 – "Ci sono quattro animali fra i più piccoli della terra, e tuttavia pieni di saggezza: le formiche, popolo senza forze, che si preparano il cibo durante l'estate; gli iraci, popolo non potente, che fissano la loro dimora nelle rocce; le locuste, che non hanno re, e procedono tutte divise per schiere; la lucertola, che puoi prendere con le mani, eppure si trova nei palazzi dei re".
- Geremia 8:7 – "Anche la cicogna conosce nel cielo le sue stagioni; la tortora, la rondine e la gru osservano il tempo quando devono venire, ma il mio popolo non conosce quello che l'Eterno ha ordinato".
- Salmo 103:21 – "Benedite l'Eterno, voi tutti gli eserciti suoi, che siete suoi ministri, e fate ciò che gli piace!"
- Salmo 148:8 – "fuoco e grandine, neve e vapori, vento impetuoso che esegui la sua parola".
24. Questo governo si manifesta nelle operazioni di tutte le cose: (1) Perché tutto tende a un certo fine determinato, e dunque è necessario che vi sia un’intelligenza onnipresente e onnipotente che governi e operi: Dio stesso. (2) Perché le opere della natura sono ordinate con tale precisione e razionalità che non possono avere altra origine se non dalla suprema ragione. (3) Perché oltre al proprio perfezionamento individuale, tutte le cose tendono anche alla conservazione del tutto, come si vede, ad esempio, negli oggetti pesanti che si muovono verso l’alto per evitare il vuoto.
- Giobbe 38:27 - "e disseti le solitudini desolate, in modo che vi germogli e cresca l'erba?".
- Isaia 55:10 - "E come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare così da dare seme al seminatore e pane da mangiare".
- Proverbi 30:25-28 - "le formiche, popolo senza forze, che si preparano il cibo durante l'estate; gli iraci, popolo non potente, che fissano la loro dimora nelle rocce; le locuste, che non hanno re, e procedono tutte divise per schiere; la lucertola, che puoi prendere con le mani, eppure si trova nei palazzi dei re".
25. In virtù di questo governo, tutte le cause seconde[9] sono in certo modo preordinate: (1) Sono mosse all’azione tramite un’influenza o un movimento precedente. Oltre alla comunicazione della forza e del sostegno, è necessario anche qualcosa che porti all’atto ciò che era solo in potenza nella creatura. (2) Sono applicate a un oggetto determinato, sul quale devono esercitare la loro attività. (3) Sono ordinate: (a). Sono fissati limiti e confini alle loro azioni. (b) Da ogni loro azione viene tratto un bene.
- Ezechiele 21:21-22 – "Spada! raccogliti! volgiti a destra, attenta! volgiti a sinistra, dovunque è diretto il tuo filo! Anche io batterò le mani e sfogherò il mio furore! Io, l'Eterno, ho parlato”.
- 2Samuele 16:10 – "Ma il re rispose: “Che ho io in comune con voi, figli di Seruia? Se egli maledice, è perché l'Eterno gli ha detto: 'Maledici Davide!'. E chi oserà dire: 'Perché fai così?".
- Giobbe 1:12 – "L'Eterno disse a Satana: “Ecco, tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stendere la mano sulla sua persona”. E Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno".
- Giobbe 2:6 – "L'Eterno disse a Satana: “Ecco, egli è in tuo potere; soltanto, rispetta la sua vita".
- Giobbe 38:10 – "Quando gli tracciai dei confini, gli misi sbarre e porte?".
- Genesi 50:20 – "Voi avevate pensato del male contro di me; ma Dio ha pensato di convertirlo in bene, per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso".
26. Poiché l’esercizio della forza che è nelle creature dipende dalla volontà di Dio, ne consegue che noi dobbiamo confidare in Dio solo, e non nelle creature tramite le quali la sua benevolenza ci viene comunicata.
Note
- ↑ Prese nelloro insieme, in generale, indistintamente.
- ↑ In maniera particolare, considerate singolarmente.
- ↑ Dio provvede sia l'essere di qualcosa che il suo sussistere. Fa sì che una cosa ci sia e che permanga per il tempo che ha determinato.
- ↑ In questo contesto, per “soggetto” Ames intende l’essere stesso della cosa, il suo esistere concreto. Dio non solo causa gli eventi esteriori, ma è anche colui che, in ogni momento, conferisce e sostiene l’essere stesso delle creature. La distinzione di Ames mira a mostrare che Dio è la causa prima tanto degli effetti prodotti (azioni, mutamenti, ecc.) quanto dell’essenza o esistenza continua di ogni ente creato. La sua azione è dunque “immediata” sia sul piano dinamico (ciò che accade), sia sul piano ontologico (ciò che è).
- ↑ Nel pensiero teologico e filosofico di William Ames (1576–1633), la legge di natura non va intesa nel senso moderno e spesso soggettivista con cui oggi si interpreta il termine. Per Ames, essa non è una costruzione razionale autonoma o culturale, ma esprime l’ordine intrinseco della creazione, stabilito da Dio stesso nella sua provvidenza. Essa è parte dell’ordo rerum, l’ordine stesso del mondo, che deriva dalla Parola efficace di Dio (“Sia fatto”, “Così sia”), mai revocata. Questa legge naturale, secondo Ames, non è qualcosa che gli esseri umani deducono arbitrariamente dalla ragione o dall’esperienza, ma qualcosa che è inscritto nelle cose stesse come conseguenza della creazione divina. È dunque oggettiva, immutabile e universalmente vincolante, anche se, a causa del peccato, la sua comprensione può essere offuscata nella coscienza umana. In questo senso, Ames si colloca nella linea del pensiero classico cristiano che unisce il diritto naturale con la legge morale rivelata. Egli vede nella legge di natura un’anticipazione o un'eco della legge di Dio, e non una fonte autonoma di etica. Tale visione contrasta con l’approccio contemporaneo, che tende a ritenere la “legge di natura” una categoria ideologica, soggetta a interpretazioni culturali e storiche mutevoli. Per questo motivo, oggi l’espressione può generare ambiguità e richiede contestualizzazione storica e teologica.
- ↑ Nel linguaggio teologico-filosofico classico, una causa morale non è una causa nel senso fisico (come una causa efficiente o materiale), ma una causa per via di volontà, persuasione o relazione intenzionale. È una causa che muove indirettamente l’agente principale ad agire, come quando una preghiera muove Dio a compiere un miracolo. In altre parole: le "cause morali" sono cause non efficienti, che agiscono influenzando la volontà di un altro agente (in questo caso, Dio), senza produrre esse stesse l’effetto. Si tratta di cause che non producono direttamente un effetto, ma che muovono o motivano un altro agente (in questo caso, Dio) ad agire, come nel caso della preghiera o della fede. Cause intenzionali o motivanti.
- ↑ Creazione continua: espressione tradizionale della teologia scolastica e riformata per indicare che la conservazione delle creature da parte di Dio non è un’azione distinta dalla creazione, ma è come una creazione incessante. Dio non crea solo all’inizio, ma mantiene costantemente l’essere delle creature, come se le ricreasse ad ogni istante. Vedi Ebrei 1:3: «sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza».
- ↑ Dio non abbandonaad un certo punto la Sua opera per affidarla ad altri.
- ↑ Nella teologia cristiana, Dio è detto ''causa prima'' (''prima causa'') perché è l’origine ultima, assoluta e indipendente di tutto ciò che esiste e accade. Le ''cause seconde'' sono invece le creature, gli agenti naturali e gli strumenti attraverso i quali Dio opera nel mondo. Queste cause seconde non agiscono in autonomia assoluta, ma sempre secondo il decreto e la provvidenza del Creatore, che le rende efficaci o le limita secondo il proprio volere sovrano. La dottrina distingue quindi tra la responsabilità divina nella conduzione della storia e l’agire reale delle creature, senza confonderne i livelli.