Letteratura/Sovranitadidio/00-1


Indice generale

La sovranità di Dio, di A. W. Pink

Capitoli:: 0-1 - 0-2 - 0-3 - 0-4 - 0-5- 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13-1 - 13-2 - 13-3 - 13-4 - 14

 

Prefazione alla prima edizione

Nelle seguenti pagine, è stato fatto un tentativo per riesaminare, alla luce della Parola di Dio, alcune fra le questioni più profonde che la mente umana possa concepire. Nei tempi passati, altri hanno cercato di affrontare queste questioni, e del loro lavoro noi tutti abbiamo tratto vantaggio. Sebbene lo scrittore non pretendesse di essere stato originale, egli si è sforzato di esaminare e di trattare quest'argomento da un punto di vista totalmente nuovo. Abbiamo studiato diligentemente gli scritti d’autori come Agostino, Tommaso D’Aquino, Calvino e Melantone, Jonathan Edwards e Ralph Erskine, Andrew Fuller e Robert Haldane1

E’ triste pensare come questi nomi eminenti ed onorati siano quasi interamente sconosciuti all’attuale generazione. Noi non condividiamo necessariamente tutte le conclusioni alle quali essi giungono, ma riconosciamo volentieri il profondo debito che abbiamo verso le loro opere. Abbiamo scelto d’astenerci dal citare ampiamente da questi teologi profondamente eruditi, perché desideriamo che la fede dei nostri lettori si fondi non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. Per questa ragione, invece, abbiamo citato largamente dalle Sacre Scritture, come pure abbiamo cercato di fornire testi probanti a supporto d'ogni nostra affermazione.

Sarebbe sciocco, da parte nostra, attenderci che quest’opera incontri l’approvazione di tutti. La tendenza della teologia moderna, infatti, – se teologia può essere chiamata – è quella, di glorificare la creatura piuttosto che il Creatore, e il lievito del razionalismo contemporaneo sta rapidamente permeando l’intera cristianità. Gli effetti malefici del Darwinismo sono più vasti di quanto i più si rendano conto. Molti fra quelli che, fra i leader religiosi, sono ancora considerati teologicamente ortodossi, temiamo che non sarebbero trovati poi così ortodossi se soppesati con le bilance del Santuario. Persino coloro che, intellettualmente, hanno idee chiare su altre verità, sono raramente sani, per quanto riguarda la dottrina. Pochi, molto pochi, oggi, credono nella completa rovina e totale depravazione dell’uomo. Coloro che parlano del “libero arbitrio” dell’uomo, ed insistono sulla sua capacità intrinseca o di accettare, o di respingere il Salvatore, manifestano solo la loro ignoranza sulla reale condizione dei figli decaduti di Adamo. Se poi ve ne sono pochi che credono che, per quanto li riguarda, la condizione del peccatore sia del tutto disperata, ve ne sono ancora di meno che credono realmente nella sovranità assoluta di Dio.

In aggiunta ai diffusi effetti d'insegnamenti non biblici, dobbiamo pure fare i conti con la deplorevole superficialità dell’attuale generazione. E’ sufficiente annunciare che un certo libro è un trattato dottrinale per vedere come gran parte dei nostri membri di chiesa, come pure dei nostri predicatori, assumano subito atteggiamenti pregiudizialmente negativi. Oggi si ha fame e sete di ciò che è leggero e stuzzicante, e pochi hanno la pazienza, ed ancor meno il desiderio, di esaminare attentamente ciò che richiederebbe impegno al loro cuore ed alle loro capacità mentali. Rammentiamo, inoltre, come sia sempre più difficile, in tempi come i nostri, per coloro che desiderano investigare le profondità di Dio, trovare il tempo che tale studio richiede. Eppure rimane vero, come dice il proverbio, che “volere è potere” e, nonostante la situazione scoraggiante alla quale abbiamo alluso, crediamo che ancora ci sia un residuo pio e fedele di credenti che avrà piacere nel dare, a questa piccola opera, attenta considerazione, e confidiamo che essi potranno trovarvi il cibo di cui hanno bisogno.

Non dimentichiamo le parole di uno che, ormai scomparso, diceva che “La denuncia è l’ultima risorsa dell’avversario sconfitto”. Discreditare questo libro con l’epiteto sprezzante di “Ipercalvinismo” non sarà, da parte nostra, degno della benché minima considerazione. Non abbiamo alcun piacere nella controversia, e non accetteremo alcuna sfida di dibattere pubblicamente le verità discusse in queste pagine. Per quanto riguarda la nostra reputazione, lasciamo che sia il nostro Signore ad occuparsene, e a Lui solo affidiamo questo volume, qualunque frutto possa portare, pregandolo che Egli lo usi per illuminare il Suo caro popolo (nella misura in cui esso è in accordo con la Sua santa Parola), e di perdonare lo scrittore e preservare il lettore dagli effetti dannosi di qualsiasi insegnamento falso che avesse potuto insinuarsi in esso.

Se la gioia ed il conforto che l’autore stesso ha avuto nel comporre queste pagine potrà essere condivisa da coloro che le sfoglieranno, allora saremo devotamente riconoscenti a Colui che, per sola grazia, ci pone in grado di discernere cose spirituali.

Giugno 1918

Arthur W. Pink

1Fra quelli che hanno trattato in modo più profiquo dell tema della sovranità di Dio negli ultimi anni, si possono citare il dott. Rice, J. B. Moody, e Bishop. Dai loro scritti abbiamo ricevuto pure molto insegnamento.