Predicazioni/Galati/Le catene del conformismo esteriore e dell'omologazione

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Le catene del conformismo esteriore e dell'omologazione

La necessità di "essere tutti uguali" è un'ossessione delle ideologie, sia politiche che religiose, imposte alla società o ai loro membri. Nessuno deve distinguersi dagli altri, neppure esteriormente. Conformare, omologare, livellare. Nessuno deve avere più degli altri in ogni campo perché, a loro dire, "non sarebbe giusto". Il "di più", se capita, deve essere prontamente "ridistribuito". [I capi, naturalmente, ne sono eccezione, perché loro "devono avere il meglio"!]. La competizione per l'eccellenza deve comunque svolgersi nel quadro dei parametri ben controllati dettati dal partito o dall'organizzazione ecclesiastica. Ne consegue il clima di paura dell'apparire diversi che viene instaurato da quei regimi e il conformismo di chi teme e "non osa" staccarsene perché, in quel contesto, "conviene". Nel testo biblico che esaminiamo oggi, sempre dalla lettera ai Galati, i maestri dell'errore che l'Apostolo attacca, vorrebbero imporre ai cristiani conformità inaccettabili a chi ha conosciuto la libertà donata da Cristo. Esaminiamone i termini e le implicazioni.

"Vedete con che grossi caratteri vi scrivo, di mia mano. Quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo. Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la Legge, ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne" (Galati 6:11-13).

Come si usava al tempo dell'Apostolo Paolo, le lettere di una certa importanza erano dettate dall'autore ad uno scrivano. L'autore, poi, aggiungeva di sua propria mano, al termine della lettera, alcune righe in cui tornava ad evidenziare ciò che riteneva di particolare importanza. Può anche darsi che l'apostolo avesse problemi di vista (allora non c'erano occhiali) ed allora si faceva assistere. In ogni caso, le cose che qui Paolo desidera mettere in grande evidenza egli le scrive persino con grossi caratteri (noi le scriveremmo magari in grassetto o con doppia sottolineatura) affinché nessuno possa giustificarsi dicendo di essersele lasciate sfuggire. Ecco così come i punti sui quali Paolo vuole particolarmente attirare l'attenzione è il contrasto esistente fra lui e coloro che, insegnando dottrine eversive rispetto all'Evangelo, avevano sviato molti cristiani della Galazia. Per chiarire questi punti di contrasto Paolo prima riassume la posizione di quei maestri d'errore (12-13). Paolo identifica tre motivazioni di base per cui questi falsi maestri sono giunti presso di loro.

In primo luogo afferma che essi sono motivati dall'ossessione con l'uniformità esteriore (12). La loro insistenza a che tutti fossero circoncisi rivelava come essi fossero solo interessati a far sì che tutti apparissero esteriormente ("nella carne") simili (in questo caso agli ebrei). Per loro tutti i cristiano avrebbero dovuto essere "allineati e coperti" compattamente come dei militari in uniforme inquadrati in una caserma e che marciano tutti al passo. Indubbiamente, così, farebbero "bella figura" e potrebbero essere riconoscibili chiaramente, ma... Questa ambizione all'uniformità continua ad essere oggi soprattutto da gruppi religiosi settari e dirigisti che impongono ai loro membri una stretta disciplina, precise regole di comportamento e magari anche uno stesso modo di vestire! Indubbiamente questo fa "una bella impressione" di distinzione, ordine e pulizia, ma si tratta di un bisogno psicologico al quale rispondono in modo illusorio e non sostanziale, interiore. Quella che realizzano, praticamente sempre si rivela un'uniformità del tutto ingannevole ed artificiosa e spesso ipocrita e non raramente disumana. In ogni caso, tutto questo non ha a che fare con la libertà, spontaneità e spiritualità che è frutto dell'Evangelo di Cristo e che i legalisti temono e considerano intollerabile. Il loro è un ricorso "alla carne": imponendo l'uniformità esteriore, dimostrano di non credere all'opera interiore dello Spirito Santo e, di fatto, rinnegano Cristo.

Il secondo motivo che Paolo rileva in questi falsi maestri è garantire la loro sicurezza personale: vogliono non correre il rischio di essere perseguitati (12) apparendo diversi dagli altri. L'Evangelo della croce di Cristo e le sue "idee rivoluzionarie", la libertà che promuove con una vita condotta dallo Spirito è "roba rischiosa" che attirerebbe troppa attenzione per il suo anticonformismo... Queste "novità" sarebbero ritenute pericolose dalle autorità. Tutto, così, deve essere ricondotto nelle forme delle religioni ufficialmente tollerate e protette come, bene o male, era considerato allora il Giudaismo insieme ad altre religioni. L'Evangelo di Cristo, per questi falsi maestri, proponeva idee troppo sovversive che dovevano essere in qualche modo "moderate" o almeno nascoste, non proclamate troppo esplicitamente. Nel corso della storia, quando il cristianesimo (o una sua forma) è stato reso "chiesa di stato" o fatto rientrare nella categoria dei "culti ammessi" equivaleva al tentativo di "addomesticarlo", di "normalizzarlo", di "spuntare i suoi tratti taglienti", di "tenerlo sotto controllo" e, in fondo neutralizzarlo alterandolo. L'Apostolo ne è cosciente e per questo contesta con forza i falsi maestri.

Paolo smaschera l'ipocrisia dei falsi maestri rilevando una terza motivazione della loro campagna in favore della circoncisione: erano motivati dall'orgoglio per la loro identità nazionale (13). Non erano veramente interessati alla trasformazione morale dei cristiani della Galazia e neanche nelle loro conquiste spirituali. Erano interessati a vantarsi con i loro correligionari israeliti che in Galazia sorgessero "belle comunità" che promuovessero l'identità, la cultura, le tradizioni, la politica e l'influenza dell'ebraismo. Avrebbero voluto poter dire, sfruttando il messaggio cristiano: "Guardate, persino di pagani ne abbiamo fatto dei buoni israeliti. La circoncisione alla quale li abbiamo fatto sottoporre ne è testimonianza!". Certamente non era questo lo spirito del Signore Gesù Cristo né il messaggio dei Suoi apostoli. Nel versetto successivo Paolo riassume la sua posizione al riguardo.

Come si caratterizza la libertà che Cristo ci ha donato? In che modo dobbiamo e possiamo distinguerci dagli altri? Come combattere gli omologatori?

Preghiera. Signore Iddio, veglia, te ne prego, sulle motivazioni del mio essere cristiano, affinché non siano pretesti per promuovere valori carnali e mondani, ma che siano fedeli all'Evangelo annunziato dal Nuovo Testamento. Amen.