Preghiera/Afferrati da Cristo per afferrare Cristo: la tensione santa della fede

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Afferrati da Cristo per afferrare Cristo: la tensione santa della fede

Audio di "Afferrati per afferrare".

La vita cristiana è un misterioso intreccio di passività e attività, di dono ricevuto e di risposta consapevole, di grazia sovrana e di obbedienza personale. Questo paradosso, lungi dall’essere una contraddizione, è al cuore stesso della fede biblica. Nessun versetto esprime meglio tale dinamica di Filippesi 3:12, dove l’apostolo Paolo scrive: “Non che io abbia già ottenuto il premio o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrarlo, perché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù”.

In questa singola frase troviamo una profonda verità teologica e pastorale. Paolo non dice semplicemente che desidera seguire Cristo. Egli riconosce che ogni suo desiderio, ogni suo sforzo, ogni suo tendere in avanti è reso possibile solo perché Cristo lo ha afferrato per primo. Questo è il fondamento di tutta la nostra esperienza cristiana: l’iniziativa è di Dio, la risposta è nostra. La grazia precede ogni nostra azione, e nondimeno, la grazia non annulla la nostra responsabilità, ma la suscita e la sostiene.

1. Afferrati dalla grazia

Quando l’evangelo è predicato con potenza, non si tratta semplicemente di un’offerta posta sul banco delle possibilità umane. È Dio stesso che, mediante la sua chiamata efficace, interviene nelle profondità dell’anima, illumina la mente, piega la volontà ribelle e attira irresistibilmente il peccatore a Cristo. In questo senso, la nostra conversione è un atto divino: siamo “rigenerati” (1 Pietro 1:3), “trasferiti dal regno delle tenebre nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13), “fatti vivi insieme a Cristo” (Efesini 2:5).

2. Chiamati a rispondere

E tuttavia, proprio perché Dio ci ha risvegliati, ora possiamo rispondere. E dobbiamo rispondere. La vita cristiana non è una semplice contemplazione estatica del dono ricevuto, ma una corsa perseverante verso la meta. Paolo “prosegue il cammino”, “cerca di afferrare”, si sforza, combatte, soffre, veglia, prega. Egli non si illude che la grazia implichi passività; al contrario, sa che la grazia autentica suscita movimento. Non è il nostro sforzo a produrre la salvezza; ma è la salvezza ad attivare lo sforzo.

3. Una tensione feconda

Questa tensione – tra essere afferrati e afferrare – è la normale esperienza del credente. È feconda, perché ci preserva da due errori mortali: l’orgoglio dell’autosufficienza e l’inerzia della falsa umiltà. Il cristiano sa che non può vantarsi del proprio progresso spirituale, perché tutto è grazia. Ma sa anche che non può sedersi in attesa che Dio faccia tutto, come se la vita cristiana fosse una spirale mistica. In Cristo siamo resi attivi riceventi, partecipi responsabili di un’opera che ci supera e ci coinvolge.

Conclusione pastorale

Chi si trova scoraggiato, bloccato, in un momento di stanchezza spirituale, non dimentichi questa verità: Cristo ti ha afferrato. Il tuo desiderio di seguirlo, anche se debole, è già segno che sei nelle sue mani. Ma proprio per questo, non accontentarti. Corri, sforzati, chiedi, persegui. Non si tratta di conquistare Dio, ma di lasciarti condurre sempre più in profondità nella comunione con lui. Sei stato afferrato per afferrare: non per rimanere fermo, ma per avanzare.


Preghiera conclusiva

Signore Gesù, tu mi hai cercato quando io ancora mi allontanavo, mi hai afferrato con forza e dolcezza, e mi hai fatto tuo. Donami di non dimenticare mai che tutto comincia da Te, e che senza di Te non posso nulla. Ma proprio perché sei Tu il mio fondamento, fa’ che io corra con perseveranza, che io desideri ardentemente conoscerti, e che io non mi arresti finché non ti avrò pienamente afferrato. Sostieni la mia debolezza, perdona la mia lentezza, accendi in me un nuovo fervore. Afferrami ancora, oggi, e guidami nel cammino che conduce alla gloria. Amen.

Immagine e audio