Preghiera/Meditazioni quotidiane basate sul Catechismo Minore di Westminster/Quarantaseiesima

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🔥 Conoscere il Dio vivente

📖 «Riconoscete che l'Eterno è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo il suo popolo e il gregge che egli pasce» (Salmo 100:3).

📘 D. 46. Che cosa si esige nel primo comandamento?

R. Nel primo comandamento si esige di conoscere e riconoscere Jahvè come l'unico e vero Dio e il nostro Dio, e come tale di rendergli culto e glorificarlo.


Quarantaseiesima D-R del Catechismo Minore di Westminster

🔥 Il primo comandamento è la porta d’ingresso di tutta la Legge morale. Qui il Signore ci chiama a un rapporto esclusivo con Lui.

Tre verbi sono fondamentali:

  • Conoscere Dio: non solo sapere che esiste, ma riconoscerne il carattere, la santità, la gloria, la grazia, così come Egli ha rivelato Sé stesso nelle Sacre Scritture e in modo particolare in Gesù Cristo.
  • Riconoscerlo come nostro Dio: affermare la Sua signoria su di noi, accettare con gratitudine il patto che ci lega a Lui.
  • Rendergli culto e glorificarlo: orientare l’intera vita a Lui, adorarlo interiormente e visibilmente, cercare la Sua gloria in tutto.

In breve: il primo comandamento ci chiede di accordare a Dio il posto che Gli è dovuto, un posto che nessun altro potrà mai occupare senza diventare un idolo.

A parte coloro che si definiscono atei o agnostici ("quelli che dicono che non si possa conoscere Dio con certezza e comunque non vogliono saperne"), molte filosofie e religioni speculano sull'identità di Dio affermando di conoscerlo. Si tratta di "opinioni" soggettive. Molti di Dio pure si fanno "la loro idea" di Dio e la considerano "altrettanto buona come altre". Vi sono poi "teologi" che conoscono la verità su Dio. Sono come i demòni che certo credono che il Dio vero e vivente esista, ma... questo non li salva. L'apostolo Giacomo scrive: "Tu credi che c'è un solo Dio e fai bene, anche i demòni lo credono e tremano" (Giacomo 2:19). Conoscere e riconoscere Dio significa sottomettersi con fiducia a Lui ed ubbidirgli. Non basta, infatti, dire “credo in Dio”; il testo afferma che dobbiamo riconoscerlo come nostro. Questo implica fiducia, sottomissione, amore. È una relazione viva, come quella di un popolo col suo Signore, di figli con il loro Padre celeste.

Dobbiamo consapevolmente far sì che Egli determini la nostra vita. E quando Dio è al posto di comando della nostra vita, tutto per noi "torna a posto", così come dev'essere: le ansie diminuiscono, gli affetti si ordinano, le priorità si chiariscono. Adorare Dio non è limitante: è liberante.


🙏 Preghiamo: Signore, unico e vero Dio, purifica il nostro cuore da ogni idolo che cerca di prendere il Tuo posto. Donaci di conoscerti sempre più, di riconoscerti come nostro Dio e di glorificarti con tutta la nostra vita. Fa’ che il nostro culto non sia solo un gesto esteriore, ma la risposta dell’anima alla Tua grazia. Amen.

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