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== '''II. Per convincere un uomo di giustizia mediante la Legge''' ==
Qui l'Apostolo ci insegna tre cose:
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(1) Che, a causa della nostra peccaminosità naturale, l'impossibilità che chiunque sia giustificato tramite le opere della Legge è così certa che chiunque cerchi di essere giustificato mediante le opere della legge è passibile della maledizione di Dio per aver infranta la legge. Egli dice infatti: ''"Tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione"''.
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(2) Che ai fini del perfetto adempimento della Legge, l'osservanza di uno o due dei suoi precetti o il metterne in pratica alcuno (come se fosse possibile) per un certo tempo, non è sufficiente. La Legge, infatti, esige che ci si attenga: ''"a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica"''.
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(3) Che, proprio perché nessuno può raggiungere questa perfezione, ciascuno, per natura, è sottoposto alla maledizione: ''"Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica"''.
 
Ora, essere sottoposti alla maledizione implica tutto il dispiacere di Dio, insieme al pericolo che sempre di più la Sua ira si scateni sull'anima e sul corpo, sia in questa vita che eternamente dopo la morte, se la grazia non prevenisse la sua piena esecuzione.
E' così che un uomo o una donna può essere convinto di giustizia, che non è possibile ottenerla mediante le proprie opere o mediante la Legge.
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