Modifiche

Letteratura/Legge/01

4 240 byte aggiunti, 13:00, 31 dic 2020
nessun oggetto della modifica
Come il leggendario Empedocle dell’antichità, il nostro mondo oggi sta cercando di farsi dio auto-immolandosi.
 
== 4. Le leggi dell’appartenenza al Patto ==
Coloro i quali obbediscono il primo comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me”, sono membri del patto. I due riti basilari del patto nel Vecchio Testamento furono la circoncisione Circoncisione e la pasquaPasqua, e, nel Nuovo Testamento sono il battesimo Battesimo e la comunione. Genesi 17:9-14 ci da l’istituzione della circoncisione come segno del patto. La condizione del patto è obbedienza alla legge morale (Genesi 17:1; 18:17-18). “Per di più, il carattere etico della religione veterotestamentaria è simboleggiato dalla circoncisione” 36. La circoncisione era largamente prevalente in tutte le culture, e sempre religiosa. È l’atto di tagliare via il prepuzio dell’organo genitale maschileSanta Cena.
Genesi 17:9-14 ci da l’istituzione della Circoncisione come segno del patto. La condizione del patto è obbedienza alla legge morale (Genesi 17:1; 18:17-18). “Per di più, il carattere etico della religione veterotestamentaria è simboleggiato dalla Circoncisione”<ref>Geerardus Vos: Teologia Biblica Antico e Nuovo Testamento, Caltanissetta, Alfa e Omega, 2005, p. 151.</ref>. La Circoncisione era largamente prevalente in tutte le culture, e sempre religiosa. È l’atto di tagliare via il prepuzio dell’organo genitale maschile.<blockquote>Per la comprensione dottrinale sono importanti due fatti: il primo è che essa fu istituita prima della nascita di Isacco e, il secondo è che, nella rivelazione che l’accompagna, si fa riferimento solo alla seconda promessa, relativa alla discendenza numerosa. Questi due fatti, insieme considerati, mostrano che la circoncisione Circoncisione ha qualcosa a che fare con il processo della procreazione, non nel senso che l’atto in sé sia peccaminoso, perché non esiste traccia di questa idea in nessun’altra parte dell’Antico Testamento; non è l’atto, ma il prodotto, cioè la natura umana, ad essere impura e ad aver bisogno di purificazione e di rinnovamento. Quindi la circoncisione Circoncisione non è, come per i pagani, praticata sui giovani divenuti adulti, ma sui neonati di otto giorni di età. La natura umana è impura e inadeguata fin dalla sua origine. Il peccato, di conseguenza, non è solo una questione individuale, ma di razza. Nell’Antico Testamento, il bisogno di una modificazione dovette essere posto in particolare rilievo. A quel tempo, le promesse di Dio avevano un immediato riferimento a cose naturali e temporali, quindi c’era il pericolo di ritenere che la discendenza naturale avesse diritto alla grazia di Dio. La circoncisione Circoncisione insegna che la discendenza fisica di Abraamo non è sufficiente per fare dei veri Israeliti: devono essere rimosse l’impurità e l’inadeguatezza della natura. Dogmaticamente parlando, pertanto, la circoncisione Circoncisione rappresenta la giustificazione e la rigenerazione, più la santificazione (Romani 4:9-12; Colossesi 2:11-13) 37<ref>Ibid. p.153, 154.</ref>.</blockquote> La Circoncisione è richiesta dalla legge in Levitico 12:3, all’ottavo giorno. Chiunque desiderasse partecipare della Pasqua, sia ebreo che forestiero, doveva essere circonciso (Esodo 12:48-49). Sia Gesù, sia Giovanni Battista furono circoncisi (Luca 1:59; 2:21), come pure san Paolo (Filippesi 3:5), il quale insistette che Timoteo, che aveva madre ebrea e padre greco, fosse circonciso (Atti 16:3), ma Paolo non lo ritenne un requisito per Tito (Galati 2:3).
La circoncisione è richiesta dalla legge in Levitico 12Il significato e le conseguenze spirituali della Circoncisione furono comprese fin dal principio:3, all’ottavo giorno. Chiunque desiderasse partecipare della pasqua, sia ebreo che forestiero, doveva essere circonciso <blockquote>Circonciderete perciò il prepuzio del vostro cuore e non indurite più il vostro collo (Esodo 12Deuteronomio 10:48-4916). Sia GesùL'Eterno, il tuo DIO, sia Giovanni Battista furono circoncisi (Luca 1:59; 2:21)circonciderà il tuo cuore e il cuore dei tuoi discendenti, come pure san Paolo (Filippesi 3:5)affinché tu ami l'Eterno, il quale insistette che Timoteotuo DIO, che aveva madre ebrea con tutto il tuo cuore e padre grecocon tutta la tua anima, fosse circonciso e così tu viva (Atti 16Deuteronomio 30:36), ma Paolo non lo ritenne un requisito per Tito (Galati .</blockquote> Simili espressioni si trovano in Levitico 26:41; Geremia 4:4; 6:10; Romani 2:28-29; Colossesi 2:3)11, ecc. Il significato e le conseguenze spirituali della circoncisione furono comprese fin dal principio:
Circonciderete I commentatori moderni non notano una grande distinzione tra la Circoncisione ebraica e quelle pagane<ref>Vedi, ad es. Nathaniel Miklem: “Levitico” in The Interpreter’s Bible, vol II, p.60 s. e J.P. Hyatt: “Circumcision” in The Interpreter’s Dictionary of the Bible, A-D, pp. 629-631.</ref>. Le differenze, invece, sono molto grandi. Per il cristiano, la differenza principale è che il rito biblico fu ordinato da Dio come parte della sua rivelazione. Per quanto concerne il significato del rito, nel paganesimo è un rito d’iniziazione alla mascolinità, e d’ingresso nella tribù o nel clan. Mentre altre religioni riconoscono comunemente un difetto nella natura umana, sostengono anche che il difetto possa essere rimediato dall’uomo; di qui il collegamento della Circoncisione con l’arrivo della virilità. Il giovane uomo assume le proprie responsabilità nella società e anche la sua responsabilità religiosa di conformarsi allo standard religioso con un atto di volontà. Il paganesimo è pelagiano fino al midollo. La Circoncisione nell’ottavo giorno toglie all’uomo il potere del rito e lo dà a Dio: il giovane bambino non è capace di giustificare, rigenerare, santificare sé stesso: nel rito è completamente passivo. È in questo modo esibito il fatto della grazia divina. Proprio come il patto rappresenta interamente l’iniziativa e la grazia di Dio, così anche il segno del patto rappresenta le stesse cose. Il comandamento perciò era chiaro: la Circoncisione doveva avvenire nell’ottavo giorno (o dopo), quando il prepuzio sangue del vostro cuore bambino sarebbe coagulato correttamente e non indurite più quindi permesso l’operazione. Una cerimonia relativa alla Circoncisione è la purificazione delle donne dopo il vostro collo parto (Deuteronomio 10Levitico 12). L’impurità della donna è riferita all’impurità religiosa e sacramentale. Di Levitico 12:16)2 Micklem ha osservato:<blockquote>La traduzione con impura è qui peculiarmente infelice perché suggerisce inevitabilmente disapprovazione o disgusto e anticipa una visione manichea del male come inerente la carne. L'EternoIl passo può essere parafrasato: “Quando una donna ha partorito un figlio, il tuo DIOsentimento appropriato richiede che rimanga seclusa per una settimana, circonciderà poi il tuo cuore figlio deve essere circonciso; anche allora deve rimanere in casa per un mese, e il cuore dei tuoi discendentisuo primo tragitto all’esterno sarà alla chiesa”<ref>Micklem, Interpreter’s Bible, II, 60.</ref>.</blockquote> Il punto riguardo al manicheismo è molto pertinente, ma in ballo c’è molto di più che del “sentimento appropriato”! Né la carne né lo spirito dell’uomo caduto sono puri davanti a Dio. Non c’è nelle cose dello spirito maggior speranza che nelle cose materiali. La Circoncisione testimonia del fatto che la speranza dell’uomo non è nella generazione ma nella rigenerazione, e la testimonianza della cerimonia di purificazione della donna è la stessa. I giorni dell’impurità per un maschietto erano sette: la Circoncisione, con la sua testimonianza alla grazia pattizia, terminava quel periodo. Per una femminuccia i giorni d’impurità erano quattordici, durante i quali la donna non toccava cose santificate e le era proibito l’ingresso al santuario. Questi periodi di tempo erano seguiti dal tempo della purificazione, trentatré dopo la nascita d’un figlio e sessantasei dopo la nascita d’una figlia, dopo i quali la madre veniva al santuario con un’offerta: un agnello d’un anno, o, in caso di povertà, come per Maria (Luca 2:21-24), affinché tu ami l'Eternodue piccioni o colombe. La Circoncisione serviva ad accorciare il tempo riguardo al parto d’un maschio, e il tuo DIOrito di purificazione era la testimonianza dell’appartenenza pattizia per le figlie. Serviva a ricordare che la giustizia pattizia proveniva dalla grazia di Dio, alla madre e al bambino/a, e che la grazia, con tutto e non la razza o il tuo cuore sangue, è la sorgente della salvezza. Il servizio continua nella chiesa, e compare, ad esempio, nel ''Libro di Preghiera Comune'' come “Il rendimento di grazie della donna dopo il parto”. Comincia con tutta la tua animadichiarazione del pastore: “Poiché è piaciuto a Dio Onnipotente, per la sua benignità, darti una sicura liberazione, e così preservarti nel grande pericolo del parto: tu viva (Deuteronomio 30:6)renderai grazie a Dio di tutto cuore,” e conclude con la presentazione da parte della donna di un dono prescritto.
Simili espressioni si trovano in Levitico 26:41; Geremia 4:4; 6:10; Romani 2:28-29; Colossesi 2:11Il rito ha riferimento, ecc. I commentatori moderni non notano una grande distinzione tra la circoncisione ebraica e quelle pagane 38. Le differenzeal peccato attuale, invece, sono molto grandi. Per il cristiano, la differenza principale ma al peccato originale ed è che il rito biblico fu ordinato da Dio come parte un riconoscimento della caduta dell’uomo e della sua rivelazionegrazia del patto. Per quanto concerne il significato del rito, nel paganesimo La vecchia ribellione di Adamo è un rito d’iniziazione alla mascolinità, e d’ingresso reintrodotta per nascita nella tribù o nel clan. Mentre altre religioni riconoscono comunemente un difetto casa pattizia nella natura umana, sostengono anche che il difetto possa essere rimediato dall’uomo; forma di qui il collegamento della circoncisione con l’arrivo della virilità. Il giovane uomo assume le proprie responsabilità nella società e anche un bambino la sua responsabilità religiosa di conformarsi allo standard religioso con un atto di volontàcui natura è ereditata da Adamo. Il paganesimo Questa corruzione ereditaria è pelagiano fino al midollo. La circoncisione nell’ottavo giorno toglie all’uomo il potere del rito riconosciuta e lo dà a Dio: il giovane bambino non la grazia pattizia è capace di giustificare, rigenerare, santificare sé stesso: implorata nel rito è completamente passivodi purificazione delle donne. Non c’è una ragione valida per la sua cessazione. È in questo modo esibito il fatto della grazia divina. Proprio come il patto rappresenta interamente l’iniziativa e la grazia stato ridotto ad un semplice ringraziamento nel Libro di DioPreghiera Comune, così anche il segno che è un’atrofia del patto rappresenta le stesse cose. Il comandamento perciò era chiaro: la circoncisione doveva avvenire nell’ottavo giorno (o dopo)suo significato, quando il sangue del bambino sarebbe coagulato correttamente e quindi permesso l’operazione. Una cerimonia relativa alla circoncisione è ma questo comunque supera di gran lunga la purificazione delle donne dopo il parto (Levitico 12)pratica di altre chiese. L’impurità della donna è riferita all’impurità religiosa e sacramentale. Di Levitico 12:2 Micklem ha osservato:
La traduzione con impura Il Battesimo è qui peculiarmente infelice perché suggerisce inevitabilmente disapprovazione o disgusto e anticipa una visione Manichea il segno del male come inerente patto rinnovato che rimpiazza la carneCirconcisione. Era stato un segno di purificazione religiosa e di consacrazione nel Vecchio Testamento (Esodo 29:4; 30:19, 20; 40:12; Levitico 15; 16:26, 28; 17:15; 22:4, 6; Numeri 19:8). Il passo può essere parafrasatoIn Ezechiele 36: “Quando una donna ha partorito un figlio25, 26 ci è dato il sentimento appropriato richiede che rimanga seclusa Battesimo (“spanderò” per una settimanaaspersione) come segno della rigenerazione del popolo pattizio dopo la cattività, poi il figlio deve essere circonciso; anche allora deve rimanere ed è associato con un “cuore nuovo”. Geremia 31:31-34 associa questo “cuore nuovo” col nuovo patto in casa per un meseCristo. Nei termini di questi testi, e i proseliti che desideravano diventare Israeliti venivano battezzati prima della Circoncisione il suo primo tragitto all’esterno sarà alla chiesa” 39che indica che si pensava al nuovo patto. Giovanni Battista, chiamando al Battesimo tutto Israele, creò un’agitazione, perché ciò indicava che l’epoca del Messia era vicina.
Il punto riguardo In quanto segno dell’appartenenza al manicheismo è molto pertinente, ma in ballo c’è molto di più che del “sentimento appropriato”! Né la carne né lo spirito dell’uomo caduto sono puri davanti a Dio. Non c’è nelle cose dello spirito maggior speranza che nelle cose materiali. La circoncisione testimonia del fatto che la speranza dell’uomo non è nella generazione ma nella rigenerazione, e la testimonianza della cerimonia di purificazione della donna è la stessa. I giorni dell’impurità patto per un maschietto erano sette: la circoncisione, con la sua testimonianza alla grazia pattizia, terminava quel periodo. Per una femminuccia i giorni d’impurità erano quattordiciil Battesimo, durante i quali la donna non toccava cose santificate e le era proibito l’ingresso al santuario. Questi periodi di tempo erano seguiti dal tempo della purificazione, trentatré dopo come la nascita d’un figlio e sessantasei dopo la nascita d’una figlia, dopo i quali la madre veniva al santuario con un’offerta: un agnello d’un anno, o, in caso di povertàCirconcisione, come per Maria (Luca 2:21-24), due piccioni o colombe. La circoncisione serviva ad accorciare il tempo riguardo al parto d’un maschiodev’essere amministrato ai bambini, e il rito di purificazione era la testimonianza dell’appartenenza pattizia per le figlie. Serviva a ricordare meno che la giustizia pattizia proveniva dalla grazia non si tratti di Dio, alla madre e al bambino/a, e un adulto che la grazia, e non la razza o il sangue, è la sorgente della salvezzasia stato convertito. Il servizio continua nella chiesa, e compare, ad esempio, nel Libro di Preghiera Comune come “Il rendimento di grazie della donna dopo il parto”. Comincia con Non sorprende che la dichiarazione del pastore: “Poiché è piaciuto a Dio Onnipotente, per la sua benignità, darti una sicura liberazione, e preservarti nel grande pericolo del parto: tu renderai grazie a Dio di tutto cuore,” e conclude con la presentazione da maggior parte della donna di un dono prescritto. Il rito ha riferimento, non al peccato attuale, ma al peccato originale ed è un riconoscimento della caduta dell’uomo e della grazia degli oppositori del pattoBattesimo degl’infanti siano logicamente pure pelagiani o quantomeno arminiani. La vecchia ribellione di Adamo è reintrodotta per nascita nella casa pattizia nella forma di un bambino la cui natura è ereditata da Adamo. Questa corruzione ereditaria è riconosciuta e la grazia pattizia è implorata Costoro insistono nel rito di purificazione delle donne. Non c’è una ragione valida reclamare per la sua cessazione. È stato ridotto ad un semplice ringraziamento nel Libro di Preghiera Comune, che è un’atrofia del suo significato, ma questo comunque supera di gran lunga la pratica di altre chiesel’uomo le prerogative in salvezza.
Il battesimo è il segno del patto rinnovato che rimpiazza la circoncisione. Era stato un segno di purificazione religiosa e di consacrazione nel Vecchio Testamento (Esodo 29:4; 30:19, 20; 40:12; Levitico 15; 16:26, 28; 17:15; 22:4, 6; Numeri 19:8). In Ezechiele 36:25, 26 ci è dato il battesimo (“spanderò” per aspersione) come segno della rigenerazione del popolo pattizio dopo la cattività, ed è associato con un “cuore nuovo”. Geremia 31:31-34 associa questo “cuore nuovo” col nuovo patto in Cristo. Nei termini di questi testi, i proseliti che desideravano diventare Israeliti venivano battezzati prima della circoncisione il che indica che si pensava al nuovo patto. Giovanni Battista, chiamando al battesimo tutto Israele, creò un’agitazione, perché ciò indicava che l’epoca del Messia era vicina. In quanto segno dell’appartenenza al patto per grazia, il battesimo, come la circoncisione, dev’essere amministrato ai bambini, a meno che non si tratti di un adulto che sia stato convertito. Non sorprende che la maggior parte degli oppositori del battesimo degl’infanti siano logicamente pure pelagiani o quantomeno arminiani. Costoro insistono nel reclamare per l’uomo le prerogative in salvezza. L’altro rito di appartenenza al patto, la pasquaPasqua, fu istituito in Egitto (Esodo 12; 13:3-10; Numeri 9:1-14; Deuteronomio16:3-4; Esodo 23:18) per celebrare l’atto culminante della redenzione da parte di Dio nel suo giudizio sull’Egitto. Tutti i primogeniti d’Egitto furono uccisi da Dio, che passò oltre le case di quegli Israeliti e di altri credenti che avevano spruzzato il sangue di un agnello o di un capretto sugli stipiti e sull’architrave, e i membri di quelle case stettero alzati col bastone nella mano, aspettando di muoversi nei termini della liberazione promessa. L’agnello o il capretto fu arrostito intero e mangiato con pane azzimo (per significare l’incorruttibilità del sacrificio: Levitico 2:11; 1 Corinzi 5:7-8) e con erbe amare per significare l’amarezza della loro schiavitù in Egitto. Centrale, per la pasqua, è il sangue. Nel patto con Abrahamo (Genesi 15:17-21), ad Abrahamo fu richiesto di passare tra gli animali tagliati a metà, a rappresentare la morte dello stipulante il patto, cioè la morte del vero sacrificio che doveva venire, Gesù Cristo, e il giudizio di morte su chi tradisse il suo patto. Mosè, al Sinai, prese il sangue e lo spruzzò sia sull’altare sia sul popolo (Esodo 24:4-8) per indicare sia che il patto fondava su una espiazione provveduta interamente da Dio, e sia che la pena per l’apostasia dal patto è la morte. Stibbs ha abilmente riassunto il significato principale di “sangue” nelle Scritture:
Centrale, per la Pasqua, è il sangue. Nel patto con Abrahamo (Genesi 15:17-21), ad Abrahamo fu richiesto di passare tra gli animali tagliati a metà, a rappresentare la morte dello stipulante il patto, cioè la morte del vero sacrificio che doveva venire, Gesù Cristo, e il giudizio di morte su chi tradisse il suo patto. Mosè, al Sinai, prese il sangue e lo spruzzò sia sull’altare sia sul popolo (Esodo 24:4-8) per indicare sia che il patto fondava su una espiazione provveduta interamente da Dio, e sia che la pena per l’apostasia dal patto è la morte. Stibbs ha abilmente riassunto il significato principale di “sangue” nelle Scritture:
<blockquote>
Il sangue attesta visibilmente di una vita terminata violentemente; è un segno di vita data o presa con la morte. Tale dare o prendere la vita è in questo mondo l’estremo sia del dono o del premio sia del crimine e della pena. L’uomo non ne conosce uno più grande. Perciò, primo, l’offerta o servizio più grande che si possa rendere è dare il proprio sangue ovvero la propria vita. “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici” (Giovanni 15:13). Secondo, il crimine o la malvagità più grande sulla terra è prendere il sangue o la vita, cioè l’omicidio colposo o assassinio. Terzo, la pena, o la perdita più grande che si possa subire è d’avere il proprio sangue sparso o la propria vita presa. Così, sta scritto di chi sparge sangue: “Il suo sangue sarà sparso dall’uomo”; e pertanto Paolo dice del magistrato: “…Non porta la spada invano: poiché egli è un ministro di Dio, un vendicatore con ira contro colui che fa il male” (Romani 13:4). “Il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). Quarto, la sola espiazione possibile o adeguata è vita per vita e sangue per sangue. L’uomo non può fare questa espiazione. (Salmi 49:7, 8; Marco 8: 36, 37). In quanto peccatore, non solo la sua vita è già perduta, ma anche la sua vita appartiene già a Dio (Salmi 50:9, 10). Pertanto l’uomo non ha “sangue” che possa dare. Questo dono, necessario ma non ottenibile in altro modo, l’ha dato Dio. Egli ha dato il sangue per fare espiazione (Levitico 7:11). L’espiazione, perciò, è possibile solamente per mezzo del dono di Dio. O come l’ha espresso P. T. Forsyth: “Il sacrificio è il frutto e non la radice della grazia”. Inoltre, quando nostro Signore dichiarò di essere venuto “per dare la sua vita in riscatto per molti” (Marco 10:45), affermò implicitamente sia la sua divinità sia la sua umanità senza peccato, indicando il compimento di ciò che il sacrificio di animali aveva meramente tipizzato. Qui in Gesù, il Figlio incarnato, c’era Dio venuto in persona per dare come uomo l’unico sangue che può fare espiazione. La chiesa di Dio è pertanto acquistata col suo proprio sangue (Atti 20:28).
</blockquote> <blockquote>
Tutti questi quattro significati di “sangue” in quanto sparso, s’incontrano sulla croce di Cristo. Lì, il Figlio dell’Uomo nei nostri sangue e carne, per noi uomini e per la nostra salvezza, fece l’offerta più grande. Diede la sua vita (vedi Giovanni 10:17, 18). Secondo, egli divenne la vittima del più grande peccato dell’umanità. Fu ignobilmente e ingiustamente messo a morte. Terzo, “Egli fu annoverato tra i trasgressori” (Luca 23: 37 da Isaia 53:12), e soffrì la pena estrema dei malfattori. La mano della Legge (di Dio) e del magistrato romano lo misero a morte. Il suo sangue fu sparso dall’uomo. Quarto, in quanto Dio fatto carne, diede, come solo egli poteva fare, il suo sangue umano per compiere l’espiazione. Il pentimento e la remissione dei peccati possono perciò essere ora predicati nel suo nome. Noi siamo giustificati per il suo sangue<ref>A. M. Stibbs: The Meaning of the Word ‘Blood’ in Scriptures; London, The Tindale Press, 1948, 1962, p. 30 s.</ref>.
</blockquote>
La Pasqua celebrava la redenzione d’Israele, proprio come il sacramento della Santa Cena celebra la redenzione della vera chiesa di Dio per mezzo del sangue di Gesù Cristo. La celebrazione del sacramento significa la ricezione per fede della redenzione e della purificazione dal peccato, e la benedizione della vita pattizia in Cristo per mezzo del suo sacrificio espiatorio.
Tutti questi quattro significati di “sangue” in quanto sparso, s’incontrano sulla croce di CristoLa Pasqua era doppiamente una testimonianza che il sangue fosse il requisito. Il sangue era dovuto, il Figlio dell’Uomo nei nostri sangue e carneprimo, per noi uomini e da tutto l’Egitto per la nostra salvezzaloro incredulità. I primogeniti rappresentavano il tutto, fece l’offerta più grande. Diede e la sua vita (vedi Giovanni 10:17, 18)sentenza di morte loro comminata era una sentenza di morte contro tutti. Secondo, egli divenne la vittima del più grande peccato dell’umanità. Fu ignobilmente e ingiustamente messo a Israele era sotto sentenza di mortenon meno dell’Egitto. TerzoNon c’erano in essi meriti che potessero salvarli, “Egli fu annoverato tra i trasgressori” (Luca 23: 37 da Isaia 53:12), e soffrì né potevano esserci. Ma la pena estrema dei malfattori. La mano della Legge (sentenza di Dio) e del magistrato romano lo misero a morte. Il suo sangue passata contro il popolo pattizio fu sparso dall’uomo. Quarto, in quanto presa su di sé da Dio fatto carne, diede, come solo egli poteva fare, il suo sangue umano per compiere l’espiazione. Il pentimento e la remissione dei peccati possono perciò essere ora predicati Figlio nel suo nome. Noi siamo giustificati per il suo tipo del sangue 40dell’agnello.
La pasqua celebrava la redenzione d’Israele, proprio come il sacramento della cena del Signore celebra la redenzione della vera chiesa di Dio per mezzo del sangue di Gesù Cristo. La celebrazione del sacramento significa la ricezione per fede della redenzione e della purificazione dal peccato, e la benedizione della vita pattizia in Cristo per mezzo del suo sacrificio espiatorio. La pasqua era doppiamente una testimonianza che il sangue fosse il requisito. Il sangue era dovuto, primo, da tutto l’Egitto per la loro incredulità. I primogeniti rappresentavano il tutto, e la sentenza di morte loro comminata era una sentenza di morte contro tutti. Secondo, Israele era sotto sentenza di morte non meno dell’Egitto. Non c’erano in essi meriti che potessero salvarli, né potevano esserci. Ma la sentenza di morte passata contro il popolo pattizio fu presa su di sé da Dio il Figlio nel tipo del sangue dell’agnello. La stessa duplice testimonianza al sangue compare nella croce. Primo, Israele fu sentenziato a morte (Matteo 24) e destinato alla distruzione per il suo tradimento del patto. Secondo, il popolo di Cristo fu redento dai loro peccati per il sangue del patto e furono liberati dal giudizio passato su Gerusalemme e sulla Giudea. Il sacramento della cena del Signore è la pasqua cristiana: “La nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi. Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvagità e di malizia, ma con azzimi di sincerità e di verità” (1 Corinzi 5: 7b, 8). La prima celebrazione della cena del Signore, nella stanza superiore, avvenne alla conclusione e in compimento della pasqua. La stessa duplice testimonianza è fondamentale per la cena del Signore, e non può essere celebrata veramente se quest’aspetto è negato o trascurato. Primo, la pasqua di Israele fu celebrata nell’aspettativa della vittoria. Gli ebrei dovevano mangiare in fretta: Dio li avrebbe liberati quella stessa notte dal loro oppressore e nemico con un potente giudizio contro l’Egitto e la spoliazione degli egiziani (Esodo 12:11, 29-36). La pasqua cristiana esprime la liberazione del credente dal peccato e dalla morte e la sua liberazione dal nemico. È una salvezza sia spirituale sia materiale. Celebrare la morte del primogenito di Dio per la nostra salvezza è celebrare la morte dei nemici di Dio, dei loro primogeniti, la loro totalità, sotto il suo giudizio. Richiede che ci muoviamo nei termini della vittoria (Esodo 12:11) se abbiamo da riceverla. Limitare il sacramento ad una vittoria spirituale è agire da manichei piuttosto che da cristiani, è vedere Dio come Signore solo del reame spirituale e non anche di quello materiale. Perciò, secondo, come è chiaramente evidente, la cena del Signore è vittoria perché è giudizio. San Paolo dichiarò che il sacramento è un giudizio contro i credenti che ne partecipassero “indegnamente … non discernendo il corpo del Signore” (1 Corinzi 11: 27-30). Se è giudizio contro credenti che trasgrediscono, quanto più la cena del Signore proclama dannazione ad un mondo in ribellione contro Dio? Ma, terzo, i bambini nel patto, vale a dire i bimbi maschi circoncisi e le figlie del patto, ne partecipavano. Di fatto, il servizio era disegnato per dichiarare il significato del sacramento al più giovane dei figli maschi capace di parlare al quale era riservato il ruolo rituale di chiedere: “Che significa per voi questo servizio?”. A quel punto il padre dichiarava il suo significato a tutti. Secondo tutte le documentazioni nella chiesa primitiva i bambini partecipavano del sacramento. L’evidenza di san Paolo indica che le famiglie intere attendevano a partecipavano: era il pasto serale (1 Corinzi 11). In Antiquities of the Christian Church, Joseph Bingham cita l’evidenza di una pratica ben consolidata di partecipazione da parte di bambini e infanti. Questa pratica era chiaramente presa dalla pasqua di Israele, e non c’è evidenza scritturale di un suo abbandono. Gli argomenti contro questa inclusione sono più razionalisti e pelagiani che biblici. Allo stesso tempo, si deve notare che la chiesa primitiva escludeva rigorosamente dal sacramento “quelli di fuori”. Il comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me” richiede, primo, che una persona sappia che la sua sola speranza di salvezza è nel sangue del sacrificio di Dio, l’Agnello di Dio, e che viva in grata obbedienza. Secondo, la persona deve riconoscere che tutto il sangue è governato da Dio e dalla sua parola-legge, e che fare qualsiasi cosa senza la sua parola-legge è peccato, “perché tutto ciò che non viene da fede è peccato” (Romani 14: 23). Come ha scritto Stibbs:
Inoltre, la convinzione che permea le scritture del Vecchio Testamento Il sacramento della Santa Cena è che la vita fisica Pasqua cristiana: “La nostra Pasqua infatti, cioè Cristo, è creazione di Diostata immolata per noi. Perciò appartiene a lui e Celebriamo perciò la festa non all’uomo. Inoltrecon vecchio lievito, in modo particolare nel caso dell’uomo creato ad immagine né con lievito di Dio questa vita è preziosa davanti a Dio. Perciò, non solo nessun uomo ha alcun diritto indipendente o libertà malvagità e di spargere sangue e prendere la vitamalizia, ma inoltre, se lo fa, renderà conto a Dio per la sua azione. Dio richiederà il sangue con azzimi di chiunque lo sparga. L’assassino attira sangue su se stesso non solo agli occhi degli uomini ma prima di tutto agli occhi di Dio. E la pena che era dovuta a Dio sincerità e che altri uomini erano stati fatti responsabili di infliggereverità” (1 Corinzi 5: 7b, era che la vita dell’assassino deve essere presa8). Tale uomo non è più degno di godere ulteriormente dell’amministrazione del dono divino La prima celebrazione della vita. Deve pagare la pena terrena estrema e perdere la propria vita Santa Cena, nella carne. Inoltrestanza superiore, il carattere avvenne alla conclusione e in compimento della pena era anche significativamente descritto dall’uso della parola “sangue”. “Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarò sparso per mezzo di un uomo” (Genesi 9: 5-6) 41Pasqua.
Non avere alcun altro DioLa stessa duplice testimonianza è fondamentale per la Santa Cena, significa e non avere legge altra che quella può essere celebrata veramente se quest’aspetto è negato o trascurato. Primo, la Pasqua di Israele fu celebrata nell’aspettativa della vittoria. Gli ebrei dovevano mangiare in fretta: Dioli avrebbe liberati quella stessa notte dal loro oppressore e nemico con un potente giudizio contro l’Egitto e la spoliazione degli egiziani (Esodo 12:11, 29-36). La Pasqua cristiana esprime la liberazione del credente dal peccato e nessuna attività o pensiero separato dalla morte e la sua parola-leggeliberazione dal nemico. Che È una salvezza sia spirituale sia materiale. Celebrare la morte del primogenito di Dio per cibo, per tutelare la legge civilenostra salvezza è celebrare la morte dei nemici di Dio, in guerradei loro primogeniti, o in autodifesala loro totalità, sotto il sangue può essere sparso solo suo giudizio. Richiede che ci muoviamo nei termini della parola di Diovittoria (Esodo 12:11) se abbiamo da riceverla. Dove Limitare il sacramento ad una vittoria spirituale è agire da manichei piuttosto che da cristiani, è vedere Dio lo permetta, l’uomo come Signore solo del reame spirituale e non può contraddire Dio o proporre una via “migliore” o “superiore” senza commettere peccatoanche di quello materiale. PertantoPerciò, considerare il vegetarianismosecondo, il pacifismocome è chiaramente evidente, o la Santa Cena è vittoria perché è giudizio. San Paolo dichiarò che il sacramento è un giudizio contro i credenti che ne partecipassero “indegnamente … nondiscernendo il corpo del Signore” (1 Corinzi 11: 27-resistenza in tutti i casi30). Se è giudizio contro credenti che trasgrediscono, una via “superiore” è trattare quanto più la via di Santa Cena proclama dannazione ad un mondo in ribellione contro Dio come inferiore a quella dell’uomo. Correlata molto strettamente alla dottrina della pasqua è la redenzione dei primogeniti e la loro santificazione.?
LMa, 'Eterno parlò 'terzo'', i bambini nel patto, vale a Mosèdire i bimbi maschi circoncisi e le figlie del patto, dicendone partecipavano. Di fatto, il servizio era disegnato per dichiarare il significato del sacramento al più giovane dei figli maschi capace di parlare al quale era riservato il ruolo rituale di chiedere:&nbsp; “Consacrami ogni primogenito, quello “Che significa per voi questo servizio?”. A quel punto il padre dichiarava il suo significato a tutti. Secondo tutte le documentazioni nella chiesa primitiva i bambini partecipavano del sacramento. L’evidenza di san Paolo indica che apre le famiglie intere attendevano a partecipavano: era il grembo tra i figli d'pasto serale (1 Corinzi 11). In Antiquities of the Christian Church, Joseph Bingham cita l’evidenza di una pratica ben consolidata di partecipazione da parte di bambini e infanti. Questa pratica era chiaramente presa dalla Pasqua di Israele, tanto e non c’è evidenza scritturale di uomini un suo abbandono. Gli argomenti contro questa inclusione sono più razionalisti e pelagiani che biblici. Allo stesso tempo, si deve notare che la chiesa primitiva escludeva rigorosamente dal sacramento “quelli di animali; esso mi appartiene” (Esodo13: 1-2)fuori”.
Quando l'Eterno ti avrà fatto entrare Il comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me” richiede, primo, che una persona sappia che la sua sola speranza di salvezza è nel paese dei Cananeisangue del sacrificio di Dio, come giurò a te e ai tuoi padril’Agnello di Dio, e te lo avrà datoche viva in grata obbedienza. Secondo, consacrerai all'Eterno tutti quelli la persona deve riconoscere che aprono tutto il grembo sangue è governato da Dio e ogni primo parto dalla sua parola-legge, e che fare qualsiasi cosa senza la sua parola-legge è peccato, “perché tutto ciò che non viene da fede è peccato” (Romani 14: 23). Come ha scritto Stibbs:<blockquote>Inoltre, la convinzione che permea le scritture del bestiame Vecchio Testamento è che ti la vita fisica è creazione di Dio. Perciò appartiene: i maschi apparterranno all'Eternoa lui e non all’uomo.&nbsp;Ma riscatterai ogni primo parto dell'asino con un agnello; se però non lo vuoi riscattareInoltre, gli spezzerai il collo; così riscatterai ogni primogenito dell'uomo fra i tuoi figliin modo particolare nel caso dell’uomo creato ad immagine di Dio questa vita è preziosa davanti a Dio. Quando in avvenire tuo figlio ti interrogherà dicendo: "Che significa questo?"Perciò, gli risponderai: "L'Eterno ci fece uscire dall'Egittonon solo nessun uomo ha alcun diritto indipendente o libertà di spargere sangue e prendere la vita, dalla casa di schiavitùma inoltre, con mano potente;&nbsp;e avvenne chese lo fa, quando renderà conto a Dio per la sua azione. Dio richiederà il Faraone si ostinò a sangue di chiunque lo sparga. L’assassino attira sangue su se stesso non lasciarci andare, l'Eterno uccise tutti i primogeniti ne paese d'Egitto tanto i primogeniti solo agli occhi degli uomini ma prima di tutto agli occhi di Dio. E la pena che i primogeniti degli animali. Per questo io sacrifico all'Eterno tutti i maschi era dovuta a Dio e che aprono il gremboaltri uomini erano stati fatti responsabili di infliggere, ma riscatto ogni primogenito dei miei figli"era che la vita dell’assassino deve essere presa. Tale uomo non è più degno di godere ulteriormente dell’amministrazione del dono divino della vita.&nbsp;Ciò sarà come un segno sulla tua mano Deve pagare la pena terrena estrema e come perdere la propria vita nella carne. Inoltre, il carattere della pena era anche significativamente descritto dall’uso della parola “sangue”. “Chiunque spargerà il sangue di un frontale fra i tuoi occhiuomo, poiché l'Eterno ci ha fatto uscire dall'Egitto con mano potente il suo sangue sarò sparso per mezzo di un uomo” (Esodo 13Genesi 9:5-6)<ref> Stibbs, op. cit., p. 11.</ref>.</blockquote> Non avere alcun altro Dio, significa non avere legge altra che quella di Dio, e nessuna attività o pensiero separato dalla sua parola-legge. Che sia per cibo, per tutelare la legge civile, in guerra, o in autodifesa, il sangue può essere sparso solo nei termini della parola di Dio. Dove Dio lo permetta, l’uomo non può contraddire Dio o proporre una via “migliore” o “superiore” senza commettere peccato. Pertanto, considerare il vegetarianismo, il pacifismo, o la non-16)resistenza in tutti i casi, una via “superiore” è trattare la via di Dio come inferiore a quella dell’uomo.
Correlata molto strettamente alla dottrina della Pasqua è la redenzione dei primogeniti e la loro santificazione.
<blockquote>
L'Eterno parlò a Mosè, dicendo:&nbsp; “Consacrami ogni primogenito, quello che apre il grembo tra i figli d'Israele, tanto di uomini che di animali; esso mi appartiene” (Esodo13: 1-2). Quando l'Eterno ti avrà fatto entrare nel paese dei Cananei, come giurò a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato, consacrerai all'Eterno tutti quelli che aprono il grembo e ogni primo parto del bestiame che ti appartiene: i maschi apparterranno all'Eterno.&nbsp;Ma riscatterai ogni primo parto dell'asino con un agnello; se però non lo vuoi riscattare, gli spezzerai il collo; così riscatterai ogni primogenito dell'uomo fra i tuoi figli. Quando in avvenire tuo figlio ti interrogherà dicendo: "Che significa questo?", gli risponderai: "L'Eterno ci fece uscire dall'Egitto, dalla casa di schiavitù, con mano potente;&nbsp;e avvenne che, quando il Faraone si ostinò a non lasciarci andare, l'Eterno uccise tutti i primogeniti ne paese d'Egitto tanto i primogeniti degli uomini che i primogeniti degli animali. Per questo io sacrifico all'Eterno tutti i maschi che aprono il grembo, ma riscatto ogni primogenito dei miei figli".&nbsp;Ciò sarà come un segno sulla tua mano e come un frontale fra i tuoi occhi, poiché l'Eterno ci ha fatto uscire dall'Egitto con mano potente (Esodo 13:11-16).
</blockquote> <blockquote>
Non indugerai a offrirmi il tributo del tuo raccolto e di ciò che cola dai tuoi strettoi. Mi darai il primogenito dei tuoi figli.Lo stesso farai del tuo bue e della tua pecora: il loro primo parto rimarrà sette giorni presso la madre; l'ottavo giorno me lo darai (Esodo 22: 29,30).
Chiunque apre il grembo è mio; e mio è ogni primo parto maschio di tutto il tuo bestiame, sia bovino che ovino.Ma riscatterai con un agnello il primo nato dell'asino; se non lo vuoi riscattare, gli romperai il collo. Riscatterai pure ogni primogenito dei tuoi figli. Nessuno comparirà davanti a me a mani vuote (Esodo 34:19,20).
</blockquote> <blockquote>
Ma nessuno potrà consacrare i primogeniti del bestiame, perché come primogeniti appartengono già all'Eterno; sia esso un bue o un agnello, appartiene all’Eterno (Levitico 27:26).
Ora, se le primizie sono sante, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11: 16).
</blockquote>
La redenzione è qui una questione molto fisica perché la redenzione non deve mai essere separata dal mondo fisico o da quello spirituale. Israele era fisicamente asservito all’Egitto così come in schiavitù al peccato. La caduta dell’uomo lo ha posto, corpo e anima, in schiavitù, e la redenzione di conseguenza è totale, interessa l’essere totale dell’uomo, non meramente un suo aspetto. Limitare la salvezza all’anima dell’uomo e non al suo corpo, alla sua società e a tutti i suoi aspetti e relazioni, è negarne il significato biblico. Di fatto, l’intera creazione è alla fine coinvolta nella redenzione (Romani 8:20-21).
 
Il primo parto a cui si riferisce la legge è il primo nato di una madre piuttosto che d’un padre: è “quello che apre il grembo” (Esodo 13:2)<ref>The Torah, The Five Books of Moses, A New Translation; Philadelphia: Jewish Pubblication Society, 1962.</ref>. L’analisi di Fairbairn della redenzione del primo nato è particolarmente buona:
<blockquote>
Abbiamo una triplice azione di Dio, primo, l’atto di infliggere la morte ai primogeniti di uomini e bestie in Egitto; l’esenzione da questo giudizio da parte di Israele in considerazione del sacrificio Pasquale; e infine, come commemorazione di quell’esenzione, la consacrazione al Signore di tutti i primogeniti a venire. L’elemento fondamentale su cui il tutto procede, è evidentemente il carattere rappresentativo del primogenito; la prima prole dei due genitori rappresenta l’intero frutto del grembo, essendo quello nel quale il tutto prende il proprio inizio; in modo che l’uccisione dei primogeniti d’Egitto fu virtualmente l’uccisione di tutti - implicò che uno e lo stesso destino era sospeso sul capo di tutti e, conseguentemente, che la salvezza dei primogeniti d’Israele e la loro susseguente consacrazione al Signore, fu, per quanto concerne le intenzioni divine e l’efficace virtù, la salvezza e la consacrazione di tutti. Pertanto, Israele nel suo insieme fu chiamato il primogenito di Dio: E tu dirai al Faraone: "Così dice l'Eterno: Israele è il mio figlio, il mio primogenito. Perciò io ti dico: Lascia andare il mio figlio, affinché mi serva; ma se tu rifiuti di lasciarlo andare, ecco io ucciderò il tuo figlio, il tuo primogenito” (Esodo 4: 22, 23)<ref>Patrick Fairbairn: “First Born”, in Fairbairn’s Imperial Standard Bible Encyclopedia; Grand Rapids, Zondervan, [1891], 1957, II. p. 297 s.</ref>.
</blockquote>
L’atto di redenzione fu così il rituale di confermazione dell’appartenenza pattizia. Tutto Israele, uomini e bestie, fu riconosciuto come proprietà di Dio, il suo “primogenito” per grazia e adozione. Israele meritava di morire non meno dell’Egitto: la sua redenzione fu un atto di grazia sovrana. Questo fatto era stato dimostrato ad Abrahamo nella richiesta del sacrificio di Isacco. La Bibbia non condanna il sacrificio umano in principio. “Tutti i sacrifici biblici si fondano sul principio secondo cui il dono della vita a Dio, sia nell’atto della consacrazione che dell’espiazione, sia necessario ai fini del ristabilimento religioso”. Dall’altro lato, “l’uomo, a causa della sua condizione anomala dovuta al peccato, non è idoneo ad offrire questo dono della vita mediante la propria persona, per cui entra in gioco il principio della sostituzione: una vita prende il posto di un’altra vita”<ref>G. Vos. Teologia Biblica, p. 157.</ref>. Ma anche senza peccato, l’uomo non può dare a Dio niente che non abbia già ricevuto da Dio. Il fatto che il riscatto del primogenito fosse normalmente collegato con l’ottavo giorno, il tempo della Circoncisione, dell’ingresso nel patto, ne faceva al contempo una confermazione del patto da parte dei genitori. Gli animali erano spesso dati direttamente al sacerdote. La tribù di Levi divenne una tribù sacerdotale sostitutiva, devota a Dio, come i primogeniti (Numeri 3: 40, 41). La legge si premuniva di proteggere i genitori da un costo esorbitante del riscatto (Levitico 27: 1-8). Altre leggi che concernono i primogeniti, cioè la ri-affermazione della consacrazione, sono Numeri 8:16, 17, che collega il diritto di Dio ai primogeniti d’Israele con l’uccisione dei primogeniti d’Egitto; Numeri 8:18, che stabilisce i Leviti come sostituto, e Numeri 3:11-13, 44-51, che dà dettagli specifici di questa sostituzione. I primi parti di greggi e armenti sono specificati in Esodo 13:11-13 ed Esodo 22:30, come anche in Esodo 34:19, 20; Levitico 27:26, 27; e Numeri 18:15-17. In Numeri 18:15-17, è specificato che il primo parto di una mucca, una pecora o una capra non possono essere riscattati, ma devono, secondo Deuteronomio 14:23; 15:19-22, insieme alla decima del frumento, del mosto e dell’olio, essere mangiati davanti a Dio come seconda decima. Waller ha commentato su Deuteronomio 14: 22, 23, 28, quanto segue:
<blockquote>
(22) Tu darai accuratamente la decima. - Il Talmud e gli interpreti giudaici in genere concordano col parere che la decima menzionata in questo passo, sia qui sia nel verso 28, e anche la decima descritta nel capitolo 26: 12-15, siano una cosa sola: “la seconda decima”; ed interamente distinta dalla decima ordinaria assegnata ai Leviti per la loro sussistenza in Numeri 18: 21, e da cui essi davano a loro volta la decima per i sacerdoti (Numeri 18:26) …
 
(23) Mangerai davanti all’Eterno, il tuo Dio - Cioè tu mangerai la seconda decima: Questo era da farsi per due anni; ma nel terzo e sesto anno c’era una disposizione diversa (cfr. vs. 28). Nel settimo anno, che era sabbatico, probabilmente non c’era decima, perché non c’era raccolto. Il prodotto della terra era per tutti, e ognuno era libero di mangiarne a piacere…
 
(28) Alla fine di ogni tre anni, metterai da parte tutte le decime dei tuoi prodotti - Questo è chiamato dai Giudei Ma’ser ’Ani, “la decima dei poveri” . Essi la considerano identica alla seconda decima, che era ordinariamente mangiata dai proprietari a Gerusalemme; ma che ogni terzo e sesto anno era elargita ai poveri<ref> Waller, in Ellicott, II, p. 44 s.</ref>.
</blockquote>
Si nota che questa seconda decima non era strettamente un decimo, perché un secondo decimo non era messo da parte dal bestiame specificato, “ma i primi nati prendono il posto della seconda decima degli animali”<ref>P. W. Thompson: All the Tithes or Terumah; London: The Covenant Publishing Co., 1946, p. 19.</ref>.&nbsp;
 
In aggiunta al riscatto dei primogeniti, un testatico era richiesto a ogni maschio dai vent’anni in su (Esodo 30:11-16), che originariamente fu usato per la costruzione del tabernacolo (Esodo 38:25-28). Era pagato dai Leviti e da tutti gli altri. Era un memento che tutti erano preservati in vita solo per la grazia di Dio. Dopo che fu costruito il tabernacolo (la stanza del trono e il palazzo di governo di Dio), questo introito fu usato per mantenere l’ordine civile. La messa a ruolo formale al raggiungimento della maturità significava il pagamento di mezzo siclo in riconoscimento della grazia provvidenziale di Dio. Tutti pagavano la stessa somma. “Era un riconoscimento di peccato, che accomunava tutti in modo eguale, e perciò fatto uguale per tutti, e salvava dalla vendetta di Dio quelli che se fossero stati troppo orgogliosi per pagarlo, sarebbero stati puniti da qualche piaga”<ref>Rev. George Rawlingson, in H.D.M. Spence e J. s. Exell, editori: The Pulpit Commentary: Exodous,Vol II; New York: Funk & Wagnalls, p. 305, Si veda anche J. C. Connell: “Exodous”, F. Davidson, A. M. Stibbs, E.F. Kevan, Editori: The New Bible Commentary; Grand Rapids: Eerdamns, 1953, p. 128; Keil & Delitzsch: The Pentateuch, III, p. 210-212.</ref>.
 
Il testatico era un promemoria che essi vivevano per la grazia di Dio, e che avevano perso il diritto alla loro vita e le loro sostanze per tradimento contro Dio. Era perciò una cerimonia il cui significato era associato con la redenzione dei primogeniti, la Pasqua, e col giorno dell’espiazione, piuttosto che con la decima.
 
Ambedue le primizie del gregge e del campo, con le eccezioni descritte, dovevano essere date al Signore per il mantenimento dei Leviti, secondo la legge del patto<ref>U. Z. Rule: Old Testament Institutions: Their Origin and Development London: S.P.C.K., 1910, p. 322.</ref>. La legge delle primizie compare in Levitico 23: 10-17 e Deuteronomio 26:1-11, anche Numeri 15:17-21; Esodo 22: 29; 23: 19. Il Nuovo Testamento fa rifermento alle primizie in Romani 8:13; 11:16; 16:5; 1 Corinzi 15:20-23; 16:15; Giacomo 1:18; Apocalisse 14:4. Gesù Cristo è dichiarato essere, quando risorto dai morti: “il primo covone agitato davanti al Signore nel secondo giorno Pasquale, proprio come Cristo infatti ha fatto saltare i legami della morte proprio in quel periodo liturgico”<ref>A. Edersheim: The Temple, Its Ministry and Services as they were at the time of Chist; New York: Harper, 1894, III, p. 574.</ref>. San Paolo ha dichiarato: “Anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito santo; noi stessi, dico, soffriamo in noi stessi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo” (Romani 8:23).
 
L’offerta dei primi nati e delle primizie era strettamente collegata con la decima, e con essa, costituiva un’offerta simbolica del tutto. La decima, comunque, era in aggiunta all’offerta dei primi nati e delle primizie.
 
La chiesa primitiva vide l’offerta dei primogeniti compiuta in Cristo, essendo l’offerta stata fatta da Dio in compimento dei requisiti per la casa della fede. Si seguitò, però, a fare l’offerta delle primizie, benché fosse stata in egual misura adempiuta da Cristo. La colletta delle primizie avveniva con forme diverse tipo le prebende sul primo raccolto dell’anno richieste dal papa in Inghilterra dalle prebende che erano state destinate agli stranieri. Enrico VIII s’impadronì di queste collette, ma la regina Anna le restituì alla chiesa d’Inghilterra per incrementare piccole parrocchie<ref>John M’Clintock e James Strong: Cyclopedia of Biblical, Theological and Ecclesiatical Literature, New York: Harper, 1894, III. p. 574.</ref>.
 
Rispetto alla decima, secondo Bingham: “Gli antichi credevano che la legge della decima non fosse semplicemente un comando cerimoniale o politico, ma un obbligo morale perpetuo”<ref>Joseph Bingham: The Antiquities of the Christian Church; London, Bohn, 1850, I. p. 189.</ref>. Per molti secoli la decima fu pagata in natura, cioè letteralmente un decimo del raccolto piuttosto che il suo equivalente in moneta. Furono costruiti granai per immagazzinare la decima<ref>Per immagini di granai per la decima nell’Inghilterra medievale, vedi Sacheverell Sitwell, Perks, Monks, Nuns, and Monasteries; New York, Holt, Rinehart e Wisnton, 1965. Illustrazioni a pp. 42 e 43. </ref>. La decima fu comandata dal Concilio di Trento pena la scomunica, ma fu abolita in Francia nel 1789 ed è gradualmente caduta in disuso. Era richiesta nei circoli protestanti una volta, ma anche qui è stata negletta o è semplicemente divenuta una decima alla chiesa<ref>George C. M. Douglas: “Tithe” in Fairbairns Bible Encyclopedia, IV, p. 290.</ref>.
 
La decima compare molto presto, molto prima di Mosè; quando Abrahamo la pagò (Genesi 14:20; Ebrei 7: 4, 6) era apparentemente una pratica in uso, cosicché la sua origine potrebbe risalire alla rivelazione originale ad Adamo. Anche Giacobbe parlò della decima (Genesi 28:20-22). Porzioni appartenenti al Signore collegate alla decima compaiono nella guerra contro Madian, ove Dio fissò la proporzione delle spoglie in una su cinquanta, e una su cinquecento, a seconda del bottino (Numeri 31: 25-54).
 
La legge della decima compare in Levitico 27:30-33; Numeri 18:21-26; Deuteronomio 14:22-27; 26:12, 15. I rabbini e molti studiosi ortodossi distinguono tre decime; alcuni studiosi ortodossi e virtualmente tutti i modernisti ne vedono solo una<ref>Per la decima, vedi Oswald T. Allis: “Leviticus”, in Davidson, Stibbs e Kevan, op. cit., p. 161s.; H.H. Guthrie, Jr. “Tithe” in Interpreter’s Dictionary of the Bible, R-Z, p. 654 vede le tre decime come la pratica del Giudaismo posteriore, cioè prima dell’epoca del NT e inclusivo di essa.</ref>. L’esistenza di tre decime fin dal primo periodo è una questione documentata; vale a dire dal primissimo periodo dei documenti ebraici collegati alle Scritture, cioè dagli Apocrifi. Tobia, datato dal 350 a.C., o dal 250 al 200 a.C. da Davis<ref>Davis: op. cit., p. 44.</ref>, e “verso la fine del terzo secolo a.C.” da Gehman<ref>Revisione di John D. Davis da parte di Henry Snyder Gehman: The Westminster Dictionary of the Bible; Philadelphia, The Westminster Press, 1944, p. 34.</ref>, da evidenze molto chiare di tre decime (Tobia 1: 5-8). Evidenze simili si trovano nelle Antichità di Giuseppe Flavio, Libro IV, e in Girolamo, ad una data posteriore<ref>Henry Lansdell: The Tithe in Scriptures; London, SPCK, 1908, p. 32s.</ref>. L’evidenza storica rivela la pratica; le Scritture fanno riferimento a tre tipi di decima. L’onere della prova è su chi insiste a ridurle a una.
 
Nell’analizzare la decima, perciò, diventa manifesto che, primo, ci sono tre tipi di decima, una prima decima, la decima del Signore (Numeri 18:21-24), che andava ai leviti che ne rendevano un decimo ai sacerdoti (Numeri 18:26-28); una seconda decima, una decima festiva da godere davanti al Signore (Deuteronomio 12: 6-7, 17-18); una terza decima, la decima per i poveri, ogni terzo anno, da condividersi localmente con i leviti del posto, gli stranieri, gli orfani e le vedove (Deuteronomio 14:27-29)<ref>Ibid., pp. 23-36.</ref>.
 
Secondo, il Signore in quanto creatore di tutte le cose, stabilisce i termini della vita dell’uomo e dell’uso delle proprietà dell’uomo. Certe specifiche somme sono sante al Signore. La decima era in natura, cioè dei nuovi nati del gregge o del bestiame, o del prodotto della terra. Se riscattata, cioè pagata in denaro al Signore, doveva essere aggiunto un quinto della somma. Nel dare la decima, un uomo non doveva scegliere il buono o il cattivo per il Signore, ma doveva prendere ogni decimo nato. Se uno avesse contato un incremento di sedici vitelli, ne avrebbe dato solo uno, il decimo. Aggiungendo un quinto alla decima in moneta si tendeva a pareggiare il conto, ma, nel complesso, il requisito favoriva l’uomo (Levitico 27:3-33).
 
Terzo, la seconda decima doveva essere usata per gioire davanti al Signore nelle tre festività annuali. Poteva essere portata al santuario in forma monetizzata, per spenderla per sé durante la Pasqua, la festa dei Tabernacoli, la festa delle Settimane, più di due settimane di vacanze “religiose” (Deuteronomio 12:6-7; 14:22-27; 16:3, 13, 16). Eccetto che per i Leviti, coi quali era condivisa una porzione, questa decima rimaneva al datore ed era usata per il proprio piacere. Non c’era seconda decima degli animali nella seconda decima; i primogeniti del gregge prendevano il loro posto nella seconda decima (Deuteronomio 12:17-18).
 
Quarto, la terza decima era per i poveri, da usarsi in loco con i poveri, le vedove, gli orfani, stranieri senza mezzi, persone incapaci di aiutarsi da sole a motivo di età, malattia o altre condizioni speciali. Anche i Leviti dovevano essere ricordati (Deuteronomio 14:27-29).
 
Quinto, la decima, secondo Thompson, ammontava in questo modo a un decimo per il Signore, un decimo per i poveri, e una piccola somma per i Leviti dalla seconda decima. Thompson la definì “un sesto del reddito di una persona” visto che la seconda decima era dovuta due volte ogni periodo di sei anni<ref>P. W. Thompson: All the Tithes, p. 30.</ref>. In questi termini, Thompson vide la decima complessiva come un giorno di lavoro su sei<ref>ibid., p. 22 s.</ref>. Potrebbe essere un conteggio un po’ alto, ma è vicino alla realtà. Senza calcolare la seconda decima come costo (cioè la porzione dei Leviti), si arriva al 13,33 per cento annualmente, mentre i calcoli di Thompson la portano ad una percentuale più alta.
 
Sesto, non c’era decima del prodotto della campagna il settimo anno o anno sabbatico (Levitico 25:1-7). In quell’anno non doveva esserci mietitura, potatura, vendemmia o raccolta. Gli alberi e le vigne dovevano far cadere a terra i loro frutti, eccetto tutto ciò che i poveri avrebbero raccolto per i propri bisogni, o che bestiame e animali selvatici avrebbero mangiato, o usati sulla tavola del proprietario (Esodo 23:11). Rawlinson ha commentato:
<blockquote>
Sotto il sistema così divinamente imposto agli Israeliti, si compivano tre scopi benefici. 1. Ne beneficiava il proprietario. Non solo era prevenuto dall’esaurire la sua campagna con l’uso intensivo, e quindi finire in povertà, ma era anche obbligato a sviluppare abitudini di accortezza e di previdenza. Necessariamente doveva mettere da parte qualcosa per il settimo anno e in questo modo imparava a calcolare i propri bisogni, a immagazzinare il suo frumento, e a tenere qualcosa da parte per un futuro avverso. In questo modo furono sviluppate la sua ragione e le sue capacità riflessive, ed egli fu fatto avanzare, da mere braccia produttive a coltivatore di buon senso. Ne beneficiavano i poveri. Poiché qualsiasi cosa fosse cresciuta nel settimo anno sarebbe cresciuta spontaneamente, senza spese o problemi da parte del proprietario, non poteva legittimamente essere considerata appartenere esclusivamente a lui. La legge mosaica la collocava alla pari con i frutti selvatici, e a disposizione del primo venuto. (Levitico 25:5, 6) Con questa disposizione i poveri erano abilitati ad approfittare, visto che erano essi in particolare a raccogliere ciò che la generosità della natura aveva provveduto. Nel clima secco della Palestina, dove molti chicchi di frumento andavano sicuramente dispersi durante la mietitura, la crescita spontanea dev’esser stata considerevole e sarebbe stata ampiamente sufficiente al sostentamento di chi non aveva altre risorse. Ne beneficiavano le bestie. Dio si prende “cura del bestiame”. Egli istituisce l’anno sabbatico, in parte, in modo che “gli animali dei campi” possano avere abbondanza da mangiare. Quando l’uomo raziona loro il loro cibo, essi hanno spesso una porzione risicata. Dio desidera che almeno un anno su sette possano mangiare a sazietà<ref>Rawlinson in Pulpit Commentary, Exodous, II, p. 205.</ref>.
</blockquote>
Contrariamente a Rowling su un punto, l’uso sabbatico dei campi e delle vigne era senza dubbio simile alla spigolatura, vale a dire che il proprietario governava l’ammissione concedendola ai poveri meritevoli. Tratteremo ulteriormente del sabato agricolo più avanti.
 
Settimo, dare la decima significava dare proporzionatamente. La decima di un povero è piacevole agli occhi di Dio quanto quella di un ricco. Il principio della decima è dichiarato chiaramente nella legge: “Ognuno da parte sua secondo la benedizione che l’Eterno, il tuo Dio, ti ha dato” (Deuteronomio 16:17). Questo stesso principio è ripetuto da san Paolo in 2 Corinzi 8:12 quale essenza del dare cristiano. San Paolo ha scritto, riguardo alla colletta per i poveri, ed ha citato il principio della decima per raccogliere dai cristiani la decima per i poveri. Mediante l’offerta proporzionata, non era posto peso indebito su nessuno: non ci aspettava che i ricchi facessero tutte le donazioni, né l’onere era lasciato ai solerti.
 
Ottavo, mediante la decima esisteva una realistica relazione con Dio. Secondo Malachia 3:7-12, la maledizione di Dio è contro quelli che negano il comando di Dio di dare la decima, perché questo equivale ad allontanarsi dalla legge di Dio (Malachia 3:7). Similmente, la benedizione di Dio è riversata come un diluvio su quelli che obbediscono la legge della decima. Come scrisse Samuel Rutheford (1600-1661): “Sono persuaso che Cristo è responsorio e ligio alla legge nel ricompensare qualsiasi cosa sia arrischiata o elargita per lui; le perdite per Cristo non sono altro che beni messi in banca nelle mani di Cristo”<ref>P. W. Thompson: All Thine Increase; London: Marshall, Morgan &, 1937, terza edizione, p. 109. Scott</ref>. Non si tratta di salario da Dio, che non deve nulla a nessuno, ma di benedizione. Primariamente, Malachia promette una benedizione nazionale, come vedremo più tardi, ma l’aspetto personale non è assente. G. H. Pember ha scritto, in Earth’s Erliest Ages:
 
Noi sappiamo in senso generale che la grazia di Dio segue ogni azione di diretta obbedienza da parte nostra. Se noi andiamo alla ricerca perfino dei comandi più piccoli della sua legge, e li mettiamo in pratica: se dimostriamo che non permetteremo che una sola parola pronunciata dalla sua bocca cada a terra, noi rendiamo testimonianza a noi stessi e agli altri che proprio con i fatti e non solo con le parole riconosciamo lui come nostro Dio e nostro Re … Nè egli, da parte sua, sarà lento nel riconoscere noi come suoi sudditi, come quelli che vantano un diritto al suo aiuto e alla sua protezione<ref>Citato in: ibid., p. 140.</ref>.
 
E, come ha scritto il Rev. Samuel Chadwick (1860-1912): “Nessun uomo può derubare Dio senza affamare la propria anima”<ref>Ibid., p. 216.</ref>.
 
Nono, La decima del Signore e la decima dei poveri assolvevano le funzioni sociali basilari che, sotto il moderno totalitarismo, sono diventate territorio dello stato: educazione e welfare. L’educazione era una delle funzioni dei Leviti (non del santuario). I Leviti assistevano i sacerdoti nei doveri religiosi collegati al santuario (1 Cronache 23:28-31; 2 Cronache 29:34; 35:11), e come funzionari, giudici, e musicisti (1 Cronache 23:1-5). In un ordinamento civile pio il gruppo meglio istruito nella legge di Dio avrà chiaramente da rendere servizi sociali di ampia portata. Poiché il loro mantenimento è sostenuto dalla decima, il costo basilare del governo civile in una società diventa assai modesto. La decima è un riconoscimento che Dio è Re; in 1 Samuele 8: 14-19, sono citate le conseguenza del rigetto di Dio come Re: sono totalitarismo, oppressione, perdita di libertà, e un aumento del costo del governo civile. Senza la decima, le funzioni sociali basilari cadono dentro a due tipi di trappole: da un lato, lo stato assume queste funzioni e, dall’altro, individui ricchi e fondazioni esercitano un potere preponderante sulla società. Dare la decima libera la società da questa dipendenza dallo stato e da individui ricchi e fondazioni. La decima colloca il controllo basilare della società nelle mani dei datori della stessa. Ad essi è comandato di “portare tutte le decime alla casa del tesoro” (Malachia 3.10). La casa del tesoro che Malachia menziona era letteralmente questo: un magazzino fisico che era del Signore, cioè, apparteneva a quella tradizione religiosa di Leviti i quali, anziché essere apostati o sincretisti, erano fedeli a Dio e alla sua parola-legge. Il donatore della decima non avrebbe dato se la sua decima fosse andata ad una casa del tesoro priva di fede; era suo dovere giudicare dunque tra Leviti pii ed empi. Allo stesso modo, il datore di oggi non dà a meno che la sua decima vada ad opere veramente pie, a chiese, a cause missionarie, e a scuole che insegnano fedelmente la parola-legge. Inoltre, la decima dei poveri è nelle mani del donatore, egli non la può utilizzare, o utilizzare il prodotto dell’anno sabbatico, o la spigolatura dei suoi campi per sussidiare il male, l’ignavia o l’apostasia. La decima per i poveri ha come scopo il rafforzamento di una società pia, non la sua distruzione.
 
Come abbiamo visto, la decima andava ai Leviti, che davano la decima della decima ai sacerdoti. Pertanto, solo una piccola porzione della decima andava ai sacerdoti per il mantenimento del culto. Nel periodo del deserto, i Leviti ebbero doveri importanti nella cura e nel trasporto del tabernacolo, ma più tardi questi doveri scomparvero. I Leviti assunsero una funzione sociale più ampia, e nessun profeta ha mai criticato o messo indubbio queste più ampie funzioni, il che significa che erano chiaramente dentro la dichiarata vocazione di Dio. I Leviti, in quanto tribù dei “primogeniti” per scelta di Dio, erano pertanto la tribù con le funzioni basilari del primogenito, le quali erano governative nel senso più ampio del termine. Mentre lo “scettro” era stato dato a Giuda (Genesi 49.10), per altri aspetti Levi, in quanto tribù dei primogeniti (Numeri 8:18) aveva le basilari funzioni di governo. C’era in questo modo una basilare divisione dei poteri tra lo stato (Giuda ed il trono) e le ampie funzioni governative (Levi). Questa divisione è stata distrutta dalla scomparsa della decima come fattore di governo.
 
Nell’Europa medievale e della Riforma, ampie funzioni di governo appartenevano al mondo della decima. Una ragione per la frequente mancanza di diffidenza nei confronti dello stato era il ruolo generalmente limitato dello stato. Scuole, ospedali, lazzaretti per i lebbrosi, carità verso orfani, vedove, stranieri e i poveri, tutto questo ed altro era ambito della decima. Ammesso che ci sia stata corruzione nella chiesa medievale, pure quella corruzione è stata oscurata dal degenerato e dissoluto stato moderno. Si dovrebbe rammentare anche che la decima andava alla chiesa locale, o diocesi. Le leggi di Edmondo emesse in un’assemblea a Londra, (942-946) capitolo 2, dicono: “Comandiamo ad ogni cristiano nella sua cristianità, di pagare decime, contributi ecclesiali, l’obolo di san Pietro, diritti sulle terre arate. E se alcuno non lo fa, sia egli scomunicato”. Le leggi di Ethereld, (1008) capitolo 11, dichiaravano:
 
E i contributi ecclesiali saranno pagati ogni anno, specificamente, i diritti sulle terre arate due settimane dopo Pasqua, la decima sull’incremento del gregge a Pentecoste, e i frutti della terra alla messa di Ognissanti, e l’obolo di san Pietro alla messa di Pietro, e il canone delle luci tre volte durante l’anno<ref>William E. Lunt: Papal Revenues in the Middle Ages, vol. II, Records of Civilization, Columbia University, n. XIX; New York: Columbia University Press; 1934, p. 56 s.</ref>.
 
La Bibbia provvede, quale legge fondamentale di un pio ordinamento sociale, la legge della decima. Per comprendere la piena implicazione della decima, è importante sapere che la legge biblica non ha tasse sulla proprietà; il diritto di tassare immobili è implicitamente negato allo stato, perché lo stato non possiede terra da tassare. “La terra è del Signore” (Esodo 9:29; Deuteronomio 10:14; Salmi 24:1; 1 Corinzi 10:26, ecc.); pertanto, solo Dio può tassare la terra. Per lo stato, reclamare il diritto di tassare la terra è fare di sé stesso Dio e creatore della terra, mentre lo stato è invece il ministro di Dio per la giustizia (Romani 13:1-8). Per lo stato entrare nell’ambito riservato a Dio è attirare il giudizio.
 
L’immunità della terra dalla tassazione da parte dello stato significa libertà. Un uomo, a quel punto, non può essere spossessato della sua terra, ogni uomo possiede una sicurezza basilare nella sua proprietà. Come ha sottolineato Rand:
<blockquote>
Sotto la legge del Signore era impossibile spossessare gli uomini della loro eredità perché non c’erano tasse esatte per i terreni. Indipendentemente dalle responsabilità personali di un uomo, egli non poteva diseredare la propria famiglia con l’essere spossessato della sua terra per sempre<ref>Howard B. Rand: Digest of the Divine Law; Merrimac, Mass.: Destiny Publisher, [1943] 1959, p. 111.</ref>.
</blockquote>
Poiché la terra non è proprietà dello stato, né il terreno è parte della giurisdizione dello stato, lo stato non ha perciò diritto sotto Dio di esigere tasse per la terra di Dio. In più, secondo 1 Samuele 8:4-19, per lo stato richiedere tanto quanto Dio, cioè un decimo del reddito di un uomo, è un segno d’apostasia e di tirannia. Lo stato moderno, invero, richiede diverse decime in tasse.
 
La decima non è un dono a Dio; è la tassa di Dio per l’uso della terra, che è in ogni punto sotto la legge e la giurisdizione di Dio. Solo quando il pagamento al Signore ecceda il dieci per cento è chiamato un dono e “un’offerta volontaria” (Deuteronomio 16:10, 11; Esodo 36:3-7; Levitico 22:21, ecc.).
 
La decima è stata raccolta legalmente per secoli, vale a dire che lo stato provvedeva i requisiti legali perché la decima fosse pagata alla chiesa. Quando la Virginia abrogò la propria legge che rendeva obbligatorio il pagamento della decima, George Washington espresse la sua disapprovazione in una lettera a George Mason, il 3 Ottobre, 1785. Egli credeva, disse, nel “far pagare alle persone per il sostegno di quelle cose che professano”<ref>Jared Sparks, editore The Writings of George Washington; Boston, Ferdinand Andrews, 1838, IX,p. 137.</ref>. Dal quarto secolo in avanti, i governi civili cominciarono a richiedere la decima, perché si credeva che una nazione potesse negare a Dio la sua tassa solo a proprio rischio e pericolo. Dalla fine del XVIII Secolo, e specialmente in anni recenti, tali leggi sono scomparse sotto l’impatto di movimenti ateistici e rivoluzionari. Anziché liberare gli uomini da una tassa “oppressiva”, l’abolizione della tassa ha aperto la strada ad una tassazione veramente oppressiva da parte dello stato per poter assumere le responsabilità sociali un tempo sostenute dal denaro della decima. Se non sono pagate da un popolo cristiano responsabile nel dare la decima, saranno pagate a uno stato tirannico che userà welfare ed educazione come trampolini di lancio verso il potere totalitario.
La redenzione questione è qui stata abilmente riassunta da Lansdell:<blockquote>Sembra chiaro, pertanto, alla luce della rivelazione, e dalla pratica di probabilmente tutte le nazioni antiche, che l’uomo che nega a Dio il diritto su una questione porzione della ricchezza che passa per le sua mani, è molto fisica perché la redenzione non deve mai essere separata dal mondo fisico o da quello affine ad un anarchico spirituale. Israele era fisicamente asservito all’Egitto ; mentre, chi destini così meno di un decimo del suo reddito o dell’incremento è condannato dalle Scritture come in schiavitù al peccatoladro. La caduta dell’uomo lo ha postoDi fatto, ai giorni di Malachia non versare la decima era considerato furto, può un cristiano che trattenga la decima, essere oggi, corpo e animadiversamente da allora, considerato onesto nei confronti di Dio? Dare in schiavitù, e modo giusto è parte del vivere in modo giusto. Il vivere non è giusto quando il dare è sbagliato. Il vivere è sbagliato quando rubiamo la redenzione porzione di conseguenza è totaleDio per spenderla su noi stessi<ref>Lansdell: Tithe in the Scriptures, p. 148.</ref>.</blockquote> È significativo che in Unione Sovietica, qualsiasi attività caritatevole sia proibita a gruppi religiosi<ref>St. Mary’s School of Religion for Aduts: An Illustrated Digest of the Church and State Under Communism; Port Richmond, interessa l’essere totale dell’uomoStaten Island, non meramente un suo aspettoN.Y. Limitare la salvezza all’anima dell’uomo e non al suo corpo, alla sua società e 1964, p. 15.</ref>. Se un gruppo ecclesiale dovesse raccogliere fondi o beni per amministrare sollievo a tutti i suoi aspetti malati e relazionibisognosi della congregazione o della comunità, è negarne il significato biblicocreerebbe immediatamente un potere indipendente dallo stato come rimedio per i problemi sociali. Di fattoCreerebbe inoltre un potere che giungerebbe alla gente in modo più diretto, l’intera creazione è più efficiente e più potente. La conseguenza sarebbe un diretto affronto alla fine coinvolta nella redenzione (Romani 8:20-21)preminenza dello stato. Il primo parto a cui si riferisce la legge è Per questa ragione, nelle democrazie, gli orfanotrofi sono stati stabilmente il primo nato bersaglio di una madre piuttosto che d’un padre: legislazioni repressive per eliminarli, e la carità è “quello che apre stata prevenuta sempre più dallo stato come passo importante verso il grembo” (Esodo 13:2) 42totalitarismo. L’analisi di Fairbairn della redenzione del primo nato è particolarmente buona:
Abbiamo una triplice azione di Dio, primo, l’atto di infliggere la morte ai primogeniti di uomini e bestie in Egitto; l’esenzione da questo giudizio da parte di Israele in considerazione del sacrificio pasquale; e infine, come commemorazione di quell’esenzione, la consacrazione al Signore di tutti i primogeniti a venireLansdell aveva ragione. L’elemento fondamentale su cui il tutto procede, è evidentemente il carattere rappresentativo del primogenito; la prima prole dei due genitori rappresenta l’intero frutto del grembo, essendo quello nel quale il tutto prende il proprio inizio; in modo che l’uccisione dei primogeniti d’Egitto fu virtualmente l’uccisione di tutti - implicò che uno e lo stesso destino era sospeso sul capo di tutti e, conseguentemente, Quelli che non danno la salvezza dei primogeniti d’Israele e decima sono anarchici spirituali: distruggono sia la loro susseguente consacrazione al Signore, fu, per quanto concerne le intenzioni divine libertà che l’ordinamento della società e l’efficace virtù, la salvezza e la consacrazione di tutti. Pertanto, Israele nel suo insieme fu chiamato il primogenito di Dio: E tu dirai al Faraone: "Così dice l'Eterno: Israele è il mio figlio, il mio primogenito. Perciò io ti dico: Lascia andare il mio figlio, affinché mi serva; ma se tu rifiuti di lasciarlo andare, ecco io ucciderò il tuo figlio, il tuo primogenito” (Esodo 4: 22, 23) 43scatenano i demoni dello statalismo.
L’atto di redenzione fu così il rituale di confermazione dell’appartenenza pattizia. Tutto Israele, uomini e bestie, fu riconosciuto come proprietà di Dio, il suo “primogenito” per grazia e adozione. Israele meritava di morire non meno dell’Egitto: la sua redenzione fu un atto di grazia sovrana. Questo fatto era stato dimostrato ad Abrahamo nella richiesta del sacrificio di Isacco== 5. La Bibbia non condanna il sacrificio umano in principio. “Tutti i sacrifici biblici si fondano sul principio secondo cui il dono della vita a Dio, sia nell’atto della consacrazione che dell’espiazione, sia necessario ai fini del ristabilimento religioso”. Dall’altro lato, “l’uomo, a causa della sua condizione anomala dovuta al peccato, non è idoneo ad offrire questo dono della vita mediante la propria persona, per cui entra in gioco il principio della sostituzione: una vita prende il posto di un’altra vita” 44. Ma anche senza peccato, l’uomo non può dare a Dio niente che non abbia già ricevuto da Dio. Il fatto che il riscatto del primogenito fosse normalmente collegato con l’ottavo giorno, il tempo della circoncisione, dell’ingresso nel patto, ne faceva al contempo una confermazione del patto da parte dei genitori. Gli animali erano spesso dati direttamente al sacerdote. La tribù di Levi divenne una tribù sacerdotale sostitutiva, devota a Dio, Legge come i primogeniti (Numeri 3: 40, 41). La legge si premuniva di proteggere i genitori da un costo esorbitante del riscatto (Levitico 27: 1-8). Altre leggi che concernono i primogeniti, cioè la ri-affermazione della consacrazione, sono Numeri 8:16, 17, che collega il diritto di Dio ai primogeniti d’Israele con l’uccisione dei primogeniti d’Egitto; Numeri 8:18, che stabilisce i Leviti come sostituto, e Numeri 3:11-13, 44-51, che dà dettagli specifici di questa sostituzione. I primi parti di greggi e armenti sono specificati in Esodo 13:11-13 ed Esodo 22:30, come anche in Esodo 34:19, 20; Levitico 27:26, 27; e Numeri 18:15-17. In Numeri 18:15-17, è specificato che il primo parto di una mucca, una pecora o una capra non possono essere riscattati, ma devono, secondo Deuteronomio 14:23; 15:19-22, insieme alla decima del frumento, del mosto Potere e dell’olio, essere mangiati davanti a Dio come seconda decima. Waller ha commentato su Deuteronomio 14: 22, 23, 28, quanto segue:Discriminazione ==
(22) Tu darai accuratamente la decimaIl fatto del potere è inseparabile dalla legge. - Il Talmud e gli interpreti giudaici in genere concordano col parere che la decima menzionata in questo passoLa legge non è legge se manca del potere di vincolare, sia qui sia nel verso 28di costringere, e anche di punire. Mentre è una fallacia definire la decima descritta nel capitolo 26: 12-15legge semplicemente come obbligo o coercizione, siano una cosa sola: “la seconda decima”; ed interamente distinta è un serio errore definire la legge senza riconoscere che la coercizione ne è alla base. Svuotare Dio del potere assoluto è negare che sia Dio. Separare il potere dalla decima ordinaria assegnata ai Leviti per legge è negarle la loro sussistenza in Numeri 18: 21, e da cui essi davano a loro volta la decima per i sacerdoti statura di legge. Il fatto che Dio ripetutamente identifichi se stesso nelle Scritture come “l’Onnipotente” (Numeri 18Genesi 17:26) … (23) Mangerai davanti all’Eterno1, il tuo Dio - Cioè tu mangerai la seconda decima35; Esodo 6: Questo era da farsi per due anni3; ma nel terzo e sesto anno c’era una disposizione diversa (cfrecc. vs. 28). Nel settimo anno, che era sabbatico, probabilmente non c’era decima, perché non c’era raccolto. Il prodotto è una parte della terra era per tutti, sua asserzione di totale sovranità e ognuno era libero di mangiarne a piacere… (28) Alla fine di ogni tre anni, metterai da parte tutte le decime dei tuoi prodotti - Questo è chiamato dai Giudei Ma’ser ’Ani, “la decima dei poveri” . Essi la considerano identica alla seconda decima, che era ordinariamente mangiata dai proprietari a Gerusalemme; ma che ogni terzo e sesto anno era elargita ai poveri 45qui proviene il suo richiamo all’obbedienza.
Si nota che questa seconda decima non era strettamente Il potere è un decimoconcetto religioso, perché un secondo decimo non era messo da parte dal bestiame specificato, “ma i primi nati prendono e il posto della seconda decima degli animali” 46. In aggiunta al riscatto dei primogeniti, un testatico era richiesto a ogni maschio dai vent’anni in su (Esodo 30:11-16), che originariamente fu usato per la costruzione del tabernacolo (Esodo 38:25-28). Era pagato dai Leviti e da tutti dio o gli altri. Era un memento che tutti erano preservati in vita solo per la grazia dèi di qualsiasi sistema di Dio. Dopo che fu costruito il tabernacolo (la stanza pensiero sono state le fonti del trono e il palazzo potere di governo di Dio), questo introito fu usato per mantenere l’ordine civilequel sistema. La messa a ruolo formale al raggiungimento della maturità significava il pagamento di mezzo siclo in riconoscimento della grazia provvidenziale di Dio. Tutti pagavano la stessa somma. “Era un riconoscimento di peccatoIl monarca, che accomunava tutti in modo egualeo governante, e perciò fatto uguale per tutti, e salvava dalla vendetta di Dio quelli che se fossero stati troppo orgogliosi per pagarlo, sarebbero stati puniti da qualche piaga” 47. Il testatico era ha un promemoria che essi vivevano per la grazia di Dio, e che avevano perso il diritto alla loro vita e le loro sostanze per tradimento contro Dio. Era perciò una cerimonia il cui significato era associato con la redenzione dei primogeniti, la pasqua, e col giorno dell’espiazione, piuttosto che con la decimareligioso precisamente a motivo del suo potere. Ambedue le primizie del gregge e del campo, con le eccezioni descritte, dovevano essere date al Signore per Quando lo stato democratico prende il mantenimento dei Levitipotere, secondo la legge del patto 48. La legge delle primizie compare in Levitico 23: 10-17 anch’esso si arroga diritti e Deuteronomio 26:1-11, anche Numeri 15:17-21; Esodo 22: 29; 23: 19. Il Nuovo Testamento fa rifermento alle primizie in Romani 8:13; 11:16; 16:5; 1 Corinzi 15:20-23; 16:15; Giacomo 1:18; Apocalisse 14:4. Gesù Cristo è dichiarato essere, quando risorto dai morti: “il primo covone agitato davanti al Signore nel secondo giorno pasquale, proprio come Cristo infatti ha fatto saltare i legami della morte proprio in quel periodo liturgico” 49prerogative religiose. San Paolo Poiché lo stato marxista ha dichiarato: “Anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito santo; noi stessi, dico, soffriamo in noi stessimaggior potere, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo” (Romani 8:23). L’offerta dei primi nati e delle primizie era strettamente collegata con la decimareclama più potere degli altri stati contemporanei, e con essa, costituiva un’offerta simbolica del tutto. La decima, comunque, era in aggiunta all’offerta dei primi nati e delle primizie. La chiesa primitiva vide l’offerta dei primogeniti compiuta in Cristo, essendo l’offerta stata fatta da Dio in compimento dei requisiti per la casa il suo rigetto della fede. Si seguitò, però, a fare l’offerta delle primizie, benché fosse stata in egual misura adempiuta da Cristo. La colletta delle primizie avveniva con forme diverse tipo le prebende sul primo raccolto dell’anno richieste dal papa in Inghilterra dalle prebende che erano state destinate agli stranieri. Enrico VIII s’impadronì di queste collette, ma la regina Anna le restituì alla chiesa d’Inghilterra per incrementare piccole parrocchie 50. Rispetto alla decima, secondo Binghamcristianità è ancor più radicale: “Gli antichi credevano che la legge della decima non fosse semplicemente un comando cerimoniale o politico, ma un obbligo morale perpetuo” 51. Per molti secoli la decima fu pagata in natura, cioè letteralmente un decimo del raccolto piuttosto può tollerare che il suo equivalente in moneta. Furono costruiti granai per immagazzinare la decima 52. La decima fu comandata dal Concilio di Trento pena la scomunica, ma fu abolita in Francia nel 1789 ed è gradualmente caduta in disuso. Era richiesta nei circoli protestanti una volta, ma anche qui è stata negletta o è semplicemente divenuta una decima alla chiesa 53. La decima compare molto presto, molto prima di Mosè; quando Abrahamo la pagò (Genesi 14:20; Ebrei 7: 4, 6) era apparentemente una pratica in uso, cosicché la sua origine potrebbe risalire alla rivelazione originale potere assoluto sia ascritto ad Adamo. Anche Giacobbe parlò della decima (Genesi 28:20-22). Porzioni appartenenti al Signore collegate alla decima compaiono nella guerra contro Madian, ove Dio fissò la proporzione delle spoglie in una su cinquanta, e una su cinquecento, a seconda del bottino (Numeri 31: 25-54). La legge della decima compare in Levitico 27:30-33; Numeri 18:21-26; Deuteronomio 14:22-27; 26:12, 15. I rabbini e molti studiosi ortodossi distinguono tre decime; alcuni studiosi ortodossi e virtualmente tutti i modernisti ne vedono solo una 54. L’esistenza di tre decime fin dal primo periodo è una questione documentata; vale a dire dal primissimo periodo dei documenti ebraici collegati alle Scritture, cioè dagli Apocrifi. Tobia, datato dal 350 a.C., o dal 250 al 200 a.C. un dio altro da Davis 55, e “verso la fine del terzo secolo ase stesso.C.” da Gehman 56, da evidenze molto chiare di tre decime (Tobia 1: 5-8). Evidenze simili si trovano nelle Antichità di Giuseppe Flavio, Libro IV, e in Girolamo, ad una data posteriore 57. L’evidenza storica rivela la pratica; le Scritture fanno riferimento a tre tipi di decima. L’onere della prova Il potere è su chi insiste a ridurle a una. Nell’analizzare la decima, perciò, diventa manifesto che, primo, ci sono tre tipi di decima, una prima decima, la decima del Signore (Numeri 18:21-24), che andava ai leviti che ne rendevano un decimo ai sacerdoti (Numeri 18:26-28); una seconda decima, una decima festiva da godere davanti al Signore (Deuteronomio 12: 6-7, 17custodito gelosamente nello stato anti-18); una terza decima, la decima per i poveri, ogni terzo anno, da condividersi localmente con i leviti del posto, gli straniericristiano, gli orfani e le vedove (Deuteronomio 14:27-29) 58. Secondo, il Signore in quanto creatore di tutte le cose, stabilisce i termini della vita dell’uomo e dell’uso delle proprietà dell’uomo. Certe specifiche somme sono sante al Signore. La decima era in natura, cioè dei nuovi nati del gregge o del bestiame, o del prodotto della terra. Se riscattata, cioè pagata in denaro al Signore, doveva essere aggiunto un quinto della somma. Nel dare la decima, un uomo non doveva scegliere il buono o il cattivo per il Signore, ma doveva prendere ogni decimo nato. Se uno avesse contato un incremento di sedici vitelli, ne avrebbe dato solo uno, il decimo. Aggiungendo un quinto alla decima in moneta si tendeva a pareggiare il conto, ma, nel complesso, il requisito favoriva l’uomo (Levitico 27:3-33). Terzo, la seconda decima doveva essere usata per gioire davanti al Signore nelle tre festività annuali. Poteva essere portata al santuario in forma monetizzata, per spenderla per sé durante la Pasqua, la festa dei Tabernacoli, la festa delle Settimane, più di due settimane di vacanze “religiose” (Deuteronomio 12:6-7; 14:22-27; 16:3, 13, 16). Eccetto che per i Leviti, coi quali era condivisa una porzione, questa decima rimaneva al datore ed era usata per il proprio piacere. Non c’era seconda decima degli animali nella seconda decima; i primogeniti del gregge prendevano il loro posto nella seconda decima (Deuteronomio 12:17-18). Quarto, la terza decima era per i poveri, da usarsi in loco con i poveri, le vedove, gli orfani, stranieri senza mezzi, persone incapaci di aiutarsi da sole a motivo qualsiasi divisione di età, malattia o altre condizioni speciali. Anche i Leviti dovevano essere ricordati (Deuteronomio 14:27-29). Quinto, la decima, secondo Thompsonpoteri nello stato, ammontava in questo modo designati a un decimo per limitarne il Signore, un decimo per i poveri, potere e una piccola somma per i Leviti dalla seconda decima. Thompson prevenirne la definì “un sesto del reddito di una persona” visto che la seconda decima era dovuta due volte ogni periodo di sei anni 59. In questi termini, Thompson vide la decima complessiva come un giorno di lavoro su sei 60. Potrebbe essere un conteggio un po’ alto, ma è vicino alla realtà. Senza calcolare la seconda decima come costo (cioè la porzione dei Leviti), si arriva al 13,33 per cento annualmente, mentre i calcoli di Thompson la portano ad una percentuale più alta. Sesto, non c’era decima del prodotto della campagna il settimo anno o anno sabbatico (Levitico 25:1-7). In quell’anno non doveva esserci mietitura, potatura, vendemmia o raccoltaconcentrazione sono aspramente contestati. Gli alberi e le vigne dovevano far cadere a terra i loro frutti, eccetto tutto ciò che i poveri avrebbero raccolto per i propri bisogni, o che bestiame e animali selvatici avrebbero mangiato, o usati sulla tavola del proprietario (Esodo 23:11). Rawlinson ha commentato:
Sotto il sistema così divinamente imposto agli IsraelitiLa legge è potere applicato, altrimenti cessa di essere legge. La legge è più che potere, ma, si compivano tre scopi beneficisenza la coercizione non c’è legge. 1Coloro i quali obbiettano l’elemento coercitivo della legge stanno di fatto obbiettando la legge, consapevolmente o inconsapevolmente. Ne beneficiava Lo scopo della legge è in parte quello d’essere un “terrore” per chi fa il proprietario. Non solo era prevenuto dall’esaurire male (Romani 13:4); la sua campagna parola “terrore” viene tradotta più dolcemente con l’uso intensivo, e quindi finire in povertàtimore nelle versioni moderne, ma era anche obbligato l’intero tenore delle Scritture richiede l’elemento di timore quando l’uomo sta di fronte a sviluppare abitudini di accortezza Dio e quando sta di previdenzafronte alla legge come uomo peccatore preda della propria anarchia. Necessariamente doveva mettere San Paolo rende chiaro, comunque, che l’autorità è ordinata da parte qualcosa per Dio: “Poiché non c’è autorità se non da Dio, e le autorità che esistono sono ordinate da Dio” (Romani13:1). Poiché Dio è l’autorità assoluta, tutte le autorità create e subordinate derivano il settimo anno loro ufficio, potere, e in questo modo imparava autorità morale solo da Dio, li devono esercitare solo nei suoi termini e sotto la sua giurisdizione o affronteranno il suo giudizio. Il detto di Lord Acton: “Il potere tende a calcolare i propri bisognicorrompere, a immagazzinare e il suo frumentopotere assoluto corrompe in modo assoluto”, è una mezza verità liberale e riflette illusioni liberali. Primo, non tutto il potere tende a tenere qualcosa da parte corrompere. L’autorità di un pio marito e padre, per un futuro avverso. In questo modo furono sviluppate governare la sua ragione e le sue capacità riflessivepropria famiglia, ed non lo corrompe; egli fu fatto avanzare, da mere braccia produttive a coltivatore la esercita sotto Dio e nei termini della parola-legge di buon sensoDio. Ne beneficiavano i poveri. Poiché qualsiasi cosa fosse cresciuta nel settimo anno sarebbe cresciuta spontaneamenteAnziché essere corrotto dal proprio potere, senza spese o problemi da parte del proprietariol’uomo pio è benedetto per mezzo di esso, non poteva legittimamente e lo fa essere considerata appartenere esclusivamente a lui. La legge mosaica una benedizione per la collocava alla pari con i frutti selvatici, sua famiglia e a disposizione del primo venutoper la società. (Levitico 25:5Un pio governante, 6) Con questa disposizione i poveri erano abilitati ad approfittareche usi il suo potere prontamente per scopi legittimi e morali, visto che erano essi in particolare a raccogliere ciò che fa prosperare la società sotto la generosità della natura aveva provvedutosua autorità. Nel clima secco della PalestinaI due mali che concernono il potere e il suo esercizio sono, dove molti chicchi da un lato il timore di frumento andavano sicuramente dispersi durante la mietiturausare il potere, la crescita spontanea dev’esser stata considerevole e sarebbe stata ampiamente sufficiente al sostentamento , dall’altro lato, l’uso immorale dello stesso. Entrambi questi mali sono largamente prevalenti in tutte le società umanistiche. Gli uomini che sono timorosi di chi non aveva altre risorse. Ne beneficiavano usare il potere legittimamente e moralmente corrompono le loro famiglie e le bestieloro società. Dio si prende “cura Il mancato esercizio del bestiame”potere dovuto riduce la società all’illegalità e all’anarchia. Egli istituisce l’anno sabbaticoL’uso immorale del potere porta alla corruzione della società e alla soppressione della libertà, in partema non è l’uso dell’autorità a causare questa decadenza, in modo che “gli animali dei campi” possano avere abbondanza da mangiare. Quando l’uomo raziona loro ma il loro cibo, essi hanno spesso una porzione risicatasuo uso immorale. Il potere non corrompe quando è usato propriamente sotto Dio desidera che almeno un anno su sette possano mangiare : benedice, fa prosperare, ordina e governa la società a sazietà 61suo vantaggio e benessere.
Contrariamente a Rowling su un puntoSecondo, l’uso sabbatico dei campi e delle vigne era senza dubbio simile alla spigolatura, vale a dire che il proprietario governava l’ammissione concedendola ai poveri meritevoli. Tratteremo ulteriormente del sabato agricolo più avanti. Settimose “il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, dare la decima significava dare proporzionatamente. La decima di un povero è piacevole agli occhi di allora Dio quanto quella di un ricco. Il principio della decima è dichiarato chiaramente nella legge: “Ognuno da parte sua secondo la benedizione che l’Eternodeve essere chiamato corrotto, il tuo Dio, ti ha dato” (Deuteronomio 16:17)perché egli solamente possiede autorità assoluta. Questo stesso principio è ripetuto da san Paolo in 2 Corinzi 8Ma Acton sbaglia:12 quale essenza del dare cristiano. San Paolo ha scritto, riguardo alla colletta per i poveri, ed ha citato il principio della decima per raccogliere dai cristiani la decima per i poveri. Mediante l’offerta proporzionata, l’uomo non era posto peso indebito su nessuno: non ci aspettava che i ricchi facessero tutte le donazioni, né l’onere era lasciato ai solertipuò avere potere assoluto. OttavoPuò sforzarsi d’averlo, mediante la decima esisteva una realistica relazione con Dio. Secondo Malachia 3:7-12, la maledizione di Dio e lo sforzo è contro quelli che negano il comando di Dio di dare corrotto e corrompe la decimasocietà, perché questo equivale ad allontanarsi dalla legge di Dio (Malachia 3:7). Similmentema l’uomo rimane, la benedizione di Dio è riversata come un diluvio su quelli che obbediscono la legge della decima. Come scrisse Samuel Rutheford (1600-1661): “Sono persuaso che Cristo è responsorio e ligio alla legge nel ricompensare qualsiasi cosa sia arrischiata o elargita per lui; con tutte le perdite per Cristo non sono altro che beni messi in banca nelle mani di Cristo” 62. Non si tratta sue pretese, totalmente sotto l’assoluto potere di salario da Dio, che non deve nulla a nessuno, ma di benedizione. Primariamente, Malachia promette una benedizione nazionale, come vedremo più tardi, ma l’aspetto personale non è assente. G. H. Pember ha scritto, in Earth’s Erliest Ages:
Noi sappiamo in senso generale che la grazia di Dio segue Non solo ogni azione di diretta obbedienza autorità è derivata da parte nostra. Se noi andiamo alla ricerca perfino dei comandi più piccoli della sua leggeDio e decretata dal suo potere assoluto, ma è anche determinata e li mettiamo in pratica: se dimostriamo che non permetteremo che una sola parola pronunciata vincolata dalla sua bocca cada a terraassoluta giustizia. La legge, perciò è, quando è vera legge, noi rendiamo testimonianza a noi stessi e agli altri che proprio con non solo potere ma anche giustizia. In questo modo è un “terrore” per i fatti malfattori ma è la sicurezza e non solo con la “lode” dei buoni cittadini. (Romani 13:2-5). Poiché la vera legge ha le parole riconosciamo lui come nostro proprie radici nel Dio sovrano, la stessa natura di ogni essere collabora per sostenerla. Come ha cantato Debora: “Dal cielo le stelle combatterono, dai loro percorsi combatterono contro Sisera” (Giacomo 5:20.) La legge, o è giusta, o è antinomia: anti-legge mascherata da legge. Il moderno positivismo giuridico, il marxismo, e nostro Re … Nè eglialtre filosofie giuridiche sono pertanto esponenti dell’anti-legge, perché negano la legge come approssimazione di un ordine e verità ultimi e riconoscono solamente una dottrina umanistica della giurisprudenza. Se la legge è scollegata da parte suagiustizia e verità, sarà lento nel riconoscere noi come suoi sudditiconduce, come quelli che vantano da un lato all’anarchia e anomia di un diritto mondo privo di significato o, dall’altro, al suo aiuto e alla sua protezione 63totalitarismo di un gruppo elitario che impone la propria relativa “verità” su altri uomini per mezzo della pura, di amorale coercizione.
EMa alla legge è richiesto che sia un ministro di giustizia sotto Dio, come ha scritto e il Rev. Samuel Chadwick magistrato “un ministro di Dio” (1860Romani 13:5-19126): “Nessun uomo può derubare Dio senza affamare la propria anima” 64. NonoQuesto concetto della legge come ministro di giustizia è oggi quasi completamente dimenticato, La decima del Signore e la decima dei poveri assolvevano le funzioni sociali basilari che, sotto dove sia ricordato, è deriso. Ciò nonostante è il moderno totalitarismo, sono diventate territorio dello stato: educazione solo possibile fondamento per un ordine sociale giusto e welfareprospero. L’educazione era una delle funzioni La legge come ministero manca dell’arroganza dei Leviti (teorici giuristi positivisti i quali non vedono alcuna legge o verità al di la di se stessi. Legge ministeriale è legge sotto Dio: le è richiesto d’avere un’umiltà che la legge positiva non del santuario)può avere. I Leviti assistevano sostenitori del positivismo giuridico sono inclini ad accusare i sacerdoti nei doveri religiosi collegati al santuario (1 Cronache 23:28-31; 2 Cronache 29:34; 35:11)cristiani di arroganza, ma il mondo non ha mai visto più spietata arroganza e come funzionariorgoglio di quella manifestata dai relativisti, che siano della Grecia antica, giudicidel Rinascimento, e musicisti (1 Cronache 23:1-5)o del ventesimo secolo.
In un ordinamento civile pio il gruppo meglio istruito Un altro aspetto della legge è implicito nella legge dichiarazione di Dio avrà chiaramente da rendere servizi sociali di ampia portata. Poiché il loro mantenimento è sostenuto dalla decima, il costo basilare del governo civile in una società diventa assai modesto. La decima è un riconoscimento che Dio è Re; san Paolo in Romani 13:1 Samuele 8: 14-19, sono citate le conseguenza del rigetto di Dio come Re: sono totalitarismo, oppressione, perdita di libertà, e un aumento del costo del governo civile. Senza la decima, le funzioni sociali basilari cadono dentro a due tipi di trappole6: da un lato, lo stato assume queste funzioni e, dall’altro, individui ricchi e fondazioni esercitano un potere preponderante sulla società. Dare la decima libera la società da questa dipendenza dallo stato e da individui ricchi e fondazioni. La decima colloca il controllo basilare della società nelle mani dei datori della stessa. Ad essi legge è comandato di “portare tutte le decime alla casa del tesoro” (Malachia 3.10)sempre discriminatoria. La casa del tesoro che Malachia menziona era letteralmente questo: un magazzino fisico che era del Signore, cioè, apparteneva a quella tradizione religiosa di Leviti i quali, anziché essere apostati È impossibile sfuggire o sincretisti, erano fedeli a Dio e alla sua parola-evadere quest’aspetto della legge. Il donatore della decima non avrebbe dato se Se la legge compie la sua decima fosse andata ad una casa del tesoro priva di fede; era suo dovere giudicare dunque tra Leviti funzione: stabilire la giustizia e proteggere gli uomini pii ed empi. Allo stesso modo, il datore di oggi non dà a meno che la sua decima vada ad opere veramente pie, a chiese, a cause missionarieligi alla legge, e a scuole che insegnano fedelmente allora la parola-legge. Inoltre, la decima dei poveri è nelle mani del donatore, egli non la può utilizzare, o utilizzare deve discriminare contro i trasgressori della legge e perseguire rigorosamente il prodotto dell’anno sabbatico, o la spigolatura dei suoi campi per sussidiare il male, l’ignavia o l’apostasialoro giudizio. La decima per i poveri ha come scopo il rafforzamento di una società pia, legge non la sua distruzione. Come abbiamo vistopuò favorire l’eguaglianza senza cessare d’essere legge: in ogni situazione, la decima andava ai Leviti, che davano la decima della decima ai sacerdoti. Pertanto, solo una piccola porzione della decima andava ai sacerdoti per il mantenimento del culto. Nel periodo del deserto, i Leviti ebbero doveri importanti nella cura e nel trasporto del tabernacolo, ma più tardi questi doveri scomparvero. I Leviti assunsero una funzione sociale più ampialegge definisce, in qualsiasi e nessun profeta ha mai criticato o messo indubbio queste più ampie funzioni, il che significa che erano chiaramente dentro la dichiarata vocazione di Dio. I Leviti, in quanto tribù dei “primogeniti” per scelta di Dio, erano pertanto la tribù con tutte le funzioni basilari del primogenitosocietà, le coloro i quali erano governative nel senso più ampio del termine. Mentre lo “scettro” era stato dato a Giuda (Genesi 49.10), per altri aspetti Levi, in quanto tribù dei primogeniti (Numeri 8:18) aveva le basilari funzioni di governo. C’era in questo modo una basilare divisione dei poteri tra lo stato (Giuda ed il trono) costituiscono i membri legittimi e le ampie funzioni governative (Levi). Questa divisione è stata distrutta dalla scomparsa i membri illegittimi della decima come fattore di governosocietà. Nell’Europa medievale e L’abolizione della Riformalegge non eliminerà l’ineguaglianza, ampie funzioni di governo appartenevano al mondo della decima. Una ragione per la frequente mancanza di diffidenza nei confronti dello stato era perché il ruolo generalmente limitato dello stato. Scuole, ospedali, lazzaretti per i lebbrosi, carità verso orfani, vedove, stranieri e i poveri, tutto questo ed altro era ambito vero fatto della decima. Ammesso che ci sia stata corruzione nella chiesa medievale, pure quella corruzione è stata oscurata dal degenerato cruda sopravvivenza creerà una élite e dissoluto stato modernostabilirà una fondamentale ineguaglianza. Si dovrebbe rammentare anche che la decima andava alla chiesa locale, o diocesi. Le leggi di Edmondo emesse in un’assemblea a Londra, (942-946) capitolo 2, dicono: “Comandiamo ad ogni cristiano nella sua cristianità, di pagare decime, contributi ecclesiali, l’obolo di san Pietro, diritti sulle terre arate. E se alcuno non lo fa, sia egli scomunicato”. Le leggi di Ethereld, (1008) capitolo 11, dichiaravano:
E i contributi ecclesiali saranno pagati ogni annoLa legge è stata spesso usata come preteso strumento per ottenere l’eguaglianza, specificamente, i diritti sulle terre arate due settimane dopo Pasqua, la decima sull’incremento ma tali tentativi rappresentano o auto-inganno o un tentativo d’inganno da parte del gregge a Pentecoste, e i frutti della terra alla messa di Ognissanti, e l’obolo di san Pietro alla messa di Pietro, e il canone delle luci tre volte durante l’anno 65gruppo al potere.
La Bibbia provvede, quale legge fondamentale di un pio ordinamento sociale, la legge della decimaI gruppi rivoluzionari dei “diritti civili” ne sono una fattispecie. Il loro obbiettivo non è l’uguaglianza ma il potere. Per comprendere la piena implicazione Il retroterra della decimacultura negra è africano e magico, è importante sapere che la legge biblica non ha tasse sulla proprietà; e gli scopi della magia sono il controllo e il diritto di tassare immobili è implicitamente negato allo statopotere su Dio, l’uomo, perché lo stato non possiede terra da tassarela natura e la società. “La terra è del Signore” (Esodo 9:29; Deuteronomio 10:14; Salmi 24:1; 1 Corinzi 10:26Il voodoo, ecc.); pertantoo magia, solo Dio può tassare era la religione e la terravita dei neri americani. Per lo statoLe canzoni voodoo sono all’origine del Jazz, reclamare e il diritto di tassare vecchio voodoo, con la terra è fare sua ricerca di sé stesso Dio e creatore della terrapotere, mentre lo è stato è invece il ministro meramente rimpiazzato con un voodoo rivoluzionario, una smania di Dio potere modernizzata<ref>Vedi, per la giustizia (Romani 13il voodoo come sottofondo culturale del Jazz, Robert Tallant:1-8). Per lo stato entrare nell’ambito riservato a Dio è attirare il giudizio. L’immunità della terra dalla tassazione da parte dello stato significa libertà. Un uomoVoodoo in New Orleans; New York, a quel puntoCollier Books, non può essere spossessato della sua terra1946, ogni uomo possiede una sicurezza basilare nella sua proprietà1965.</ref>. Come ha sottolineato Rand:
Sotto la legge del Signore era impossibile spossessare La rivoluzione studentesca attacca le ineguaglianze tra studenti e facoltà, tra gli uomini della loro eredità perché non c’erano tasse esatte per i terrenistudenti e le autorità di governo, ma ha regolarmente rifiutato concessioni favorevoli in favore di più ampie richieste di potere. Indipendentemente dalle responsabilità personali di un uomoLo scopo, fin dal principio, egli non poteva diseredare la propria famiglia con l’essere spossessato della sua terra per sempre 66è il potere.
Poiché la terra non L’elenco potrebbe essere esteso senza fine. Lo scopo degli egalitari è proprietà dello sempre stato, né il terreno è parte della giurisdizione dello statopotere, lo stato non ha perciò diritto sotto Dio di esigere tasse per la terra di Dio. In più, secondo 1 Samuele 8:4-19, per lo stato richiedere tanto quanto Dio, cioè un decimo del reddito di un uomo, è un segno d’apostasia e di tirannia. Lo stato moderno, invero, richiede diverse decime in tasse. La decima non l’eguaglianza è stata un dono a Dio; è la tassa di Dio argomento per l’uso della terra, che è in ogni punto sotto la legge e solleticare la giurisdizione coscienza malata di Dio. Solo quando il pagamento al Signore ecceda il dieci per cento è chiamato un dono e “un’offerta volontaria” (Deuteronomio 16:10, 11; Esodo 36:3-7; Levitico 22:21, ecc.). La decima è stata raccolta legalmente per secoli, vale a dire che lo stato provvedeva i requisiti legali perché la decima fosse pagata alla chiesa. Quando la Virginia abrogò la propria legge che rendeva obbligatorio il pagamento della decima, George Washington espresse la sua disapprovazione in una lettera a George Mason, il 3 Ottobre, 1785. Egli credeva, disse, nel “far pagare alle persone per il sostegno elemento di quelle cose che professano” 67. Dal quarto secolo in avanti, i governi civili cominciarono a richiedere la decima, perché si credeva che una nazione potesse negare a Dio la sua tassa solo a proprio rischio e pericolo. Dalla fine del XVIII Secolo, governo senza fede e specialmente in anni recenti, tali leggi sono scomparse sotto l’impatto di movimenti ateistici e rivoluzionarisicuro crollo. Anziché liberare gli uomini da una tassa “oppressiva”, l’abolizione della tassa ha aperto la strada ad una tassazione veramente oppressiva da parte dello stato per poter assumere le responsabilità sociali un tempo sostenute dal denaro della decima. Se non sono pagate da un popolo cristiano responsabile nel dare la decima, saranno pagate a uno stato tirannico che userà welfare ed educazione come trampolini di lancio verso il potere totalitariolegge richiederà sempre l’ineguaglianza. La questione è stata abilmente riassunta da Lansdell:
Sembra chiaro, pertanto, alla luce della rivelazioneLa domanda è semplicemente questa: sarà un’ineguaglianza nei termini di una fondamentale giustizia, cioè il premiare il bene e dalla pratica di probabilmente tutte le nazioni antiche, che l’uomo che nega a Dio il diritto su una porzione della ricchezza che passa per le sua manipunire il male, è molto affine ad un anarchico spirituale; mentre, chi destini così meno di un decimo o sarà l’ineguaglianza del trionfo dell’ingiustizia e del suo reddito o dell’incremento è condannato dalle Scritture come ladro. Di fatto, ai giorni di Malachia non versare la decima era considerato furto, può un cristiano che trattenga la decima, essere oggi, diversamente da allora, considerato onesto nei confronti di Diomale?
Dare Il comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me” richiede che non riconosciamo alcun potere come vero e in modo giusto definiva legittimo se non è parte del vivere fondato in modo giustoDio e nella sua parola-legge. Il vivere non è giusto quando Richiede che vediamo la vera legge come giustizia, la giustizia di Dio, e come un servizio di giustizia, ed essa richiede il dare è sbagliatonostro riconoscimento che le ineguaglianze delle giuste leggi applicate fedelmente sono l’ingrediente basilare di una società libera e sana. Il vivere è sbagliato quando rubiamo corpo politico, non meno del corpo fisico, non può equiparare la malattia con la porzione di Dio per spenderla su noi stessi 68salute senza perire.
È significativo che in Unione SovieticaIl comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me”, qualsiasi attività caritatevole sia proibita significa pure: “Non avrai altre autorità davanti a gruppi religiosi 69me”, indipendenti da me o con priorità su di me. Se un gruppo ecclesiale dovesse raccogliere fondi o beni per amministrare sollievo Il comandamento si potrebbe leggere anche così: “Non avrai altra legge davanti a malati me”. Le potenze che oggi più che mai si presentano come gli altri dèi sono gli stati anti-cristiani. Lo stato anti-cristiano vede se stesso come dio e bisognosi pertanto vede se stesso come la scaturigine sia della congregazione o della comunitàlegge che del potere. Separatamente dalla prospettiva biblica, creerebbe immediatamente lo stato diventa un potere indipendente dallo stato come rimedio altro dio e, al posto della legge prevale la legalità Questa devozione per i problemi socialila legalità ha una lunga storia nel mondo moderno. Creerebbe inoltre un potere che giungerebbe alla gente Louis Gohier, ministro della giustizia in modo più direttoFrancia durante gli anni del Regno del Terrore, più efficiente e più potente. La conseguenza sarebbe un diretto affronto divenne noto come il “casista della ghigliottina” a motivo della sua dedicazione alla preminenza dello statolegalità. Per questa ragionePiù tardi, nelle democraziecome membro del Direttorio, gli orfanotrofi sono stati stabilmente quando confrontato con la minaccia che Napoleone prendesse il bersaglio di legislazioni repressive per eliminarlipotere, dichiarò: “Al peggio, e la carità è stata prevenuta sempre più dallo stato come passo importante verso ci potrà essere una rivoluzione a Saint Cloud? Come Presidente, io ho qui in mio possesso il totalitarismosigillo della Repubblica”<ref>Donald J. Lansdell aveva ragioneGoodspeed: Napoleon’s Eight Days; Boston Houghton Mifflin, 1965; pp. Quelli che non danno la decima sono anarchici spirituali: distruggono sia la libertà che l’ordinamento 53, 124s.</ref>. Stalin operò il suo terrore continuato sotto l’ombrello della società e scatenano i demoni dello statalismolegalità.
5Ma la legalità non è la legge. Uno stato può, mediante una stretta legalità, imbarcarsi in un percorso di radicale illegittimità. La legalità fa riferimento alle regole del gioco come stabilite dallo stato e dalle sue magistrature. La Legge legge fa riferimento ad un ordine fondamentale dato da Dio. Lo stato moderno sostiene la legalità come Potere strumento per contrapporsi alla legge. Il risultato è la legale distruzione della legge e Discriminazionedell’ordine.
Il fatto del potere è inseparabile dalla legge. La legge non è legge se manca del potere di vincolare, di costringere, e di punire. Mentre è una fallacia definire la legge semplicemente come obbligo o coercizione, è un serio errore definire la legge senza riconoscere che la coercizione ne è alla base. Svuotare Dio del potere assoluto è negare che sia Dio. Separare il potere dalla legge è negarle la statura di legge. Il fatto che Dio ripetutamente identifichi se stesso nelle Scritture come “l’Onnipotente” (Genesi 17:1, 35; Esodo 6:3; ecc.) è una parte della sua asserzione di totale sovranità e di qui proviene il suo richiamo all’obbedienza. Il potere è un concetto religioso, e il dio o gli dèi di qualsiasi sistema di pensiero sono state le fonti del potere di quel sistema. Il monarca, o governante, ha un significato religioso precisamente a motivo del suo potere. Quando lo stato democratico prende il potere, anch’esso si arroga diritti e prerogative religiose. Poiché lo stato marxista ha maggior potere, e reclama più potere degli altri stati contemporanei, il suo rigetto della cristianità è ancor più radicale: non può tollerare che il potere assoluto sia ascritto ad un dio altro da se stesso. Il potere è custodito gelosamente nello stato anti-cristiano, e qualsiasi divisione di poteri nello stato, designati a limitarne il potere e prevenirne la concentrazione sono aspramente contestati. La legge è potere applicato, altrimenti cessa di essere legge. La legge è più che potere, ma, senza la coercizione non c’è legge. Coloro i quali obbiettano l’elemento coercitivo della legge stanno di fatto obbiettando la legge, consapevolmente o inconsapevolmente. Lo scopo della legge è in parte quello d’essere un “terrore” per chi fa il male (Romani 13:4); la parola “terrore” viene tradotta più dolcemente con timore nelle versioni moderne, ma l’intero tenore delle Scritture richiede l’elemento di timore quando l’uomo sta di fronte a Dio e quando sta di fronte alla legge come uomo peccatore preda della propria anarchia. San Paolo rende chiaro, comunque, che l’autorità è ordinata da Dio: “Poiché non c’è autorità se non da Dio, e le autorità che esistono sono ordinate da Dio” (Romani13:1). Poiché Dio è l’autorità assoluta, tutte le autorità create e subordinate derivano il loro ufficio, potere, e autorità morale solo da Dio, li devono esercitare solo nei suoi termini e sotto la sua giurisdizione o affronteranno il suo giudizio. Il detto di Lord Acton: “Il potere tende a corrompere, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, è una mezza verità liberale e riflette illusioni liberali. Primo, non tutto il potere tende a corrompere. L’autorità di un pio marito e padre, per governare la propria famiglia, non lo corrompe; egli la esercita sotto Dio e nei termini della parola-legge di Dio. Anziché essere corrotto dal proprio potere, l’uomo pio è benedetto per mezzo di esso, e lo fa essere una benedizione per la sua famiglia e per la società. Un pio governante, che usi il suo potere prontamente per scopi legittimi e morali, fa prosperare la società sotto la sua autorità. I due mali che concernono il potere e il suo esercizio sono, da un lato il timore di usare il potere, e, dall’altro lato, l’uso immorale dello stesso. Entrambi questi mali sono largamente prevalenti in tutte le società umanistiche. Gli uomini che sono timorosi di usare il potere legittimamente e moralmente corrompono le loro famiglie e le loro società. Il mancato esercizio del potere dovuto riduce la società all’illegalità e all’anarchia. L’uso immorale del potere porta alla corruzione della società e alla soppressione della libertà, ma non è l’uso dell’autorità a causare questa decadenza, ma il suo uso immorale. Il potere non corrompe quando è usato propriamente sotto Dio: benedice, fa prosperare, ordina e governa la società a suo vantaggio e benessere. Secondo, se “il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, allora Dio deve essere chiamato corrotto, perché egli solamente possiede autorità assoluta. Ma Acton sbaglia: l’uomo non può avere potere assoluto. Può sforzarsi d’averlo, e lo sforzo è corrotto e corrompe la società, ma l’uomo rimane, con tutte le sue pretese, totalmente sotto l’assoluto potere di Dio. Non solo ogni autorità è derivata da Dio e decretata dal suo potere assoluto, ma è anche determinata e vincolata dalla sua assoluta giustizia. La legge, perciò è, quando è vera legge, non solo potere ma anche giustizia. In questo modo è un “terrore” per i malfattori ma è la sicurezza e la “lode” dei buoni cittadini. (Romani 13:2-5). Poiché la vera legge ha le proprie radici nel Dio sovrano, la stessa natura di ogni essere collabora per sostenerla. Come ha cantato Debora: “Dal cielo le stelle combatterono, dai loro percorsi combatterono contro Sisera” (Giacomo 5:20.) La legge, o è giusta, o è antinomia: anti-legge mascherata da legge. Il moderno positivismo giuridico, il marxismo, e altre filosofie giuridiche sono pertanto esponenti dell’anti-legge, perché negano la legge come approssimazione di un ordine e verità ultimi e riconoscono solamente una dottrina umanistica della giurisprudenza. Se la legge è scollegata da giustizia e verità, conduce, da un lato all’anarchia e anomia di un mondo privo di significato o, dall’altro, al totalitarismo di un gruppo elitario che impone la propria relativa “verità” su altri uomini per mezzo della pura, di amorale coercizione. Ma alla legge è richiesto che sia un ministro di giustizia sotto Dio, e il magistrato “un ministro di Dio” (Romani 13:5-6). Questo concetto della legge come ministro di giustizia è oggi quasi completamente dimenticato, e, dove sia ricordato, è deriso. Ciò nonostante è il solo possibile fondamento per un ordine sociale giusto e prospero. La legge come ministero manca dell’arroganza dei teorici giuristi positivisti i quali non vedono alcuna legge o verità al di la di se stessi. Legge ministeriale è legge sotto Dio: le è richiesto d’avere un’umiltà che la legge positiva non può avere. I sostenitori del positivismo giuridico sono inclini ad accusare i cristiani di arroganza, ma il mondo non ha mai visto più spietata arroganza e orgoglio di quella manifestata dai relativisti, che siano della Grecia antica, del Rinascimento, o del ventesimo secolo. Un altro aspetto della legge è implicito nella dichiarazione di san Paolo in Romani 13:1-6: la legge è sempre discriminatoria. È impossibile sfuggire o evadere quest’aspetto della legge. Se la legge compie la sua funzione: stabilire la giustizia e proteggere gli uomini pii, ligi alla legge, allora la legge deve discriminare contro i trasgressori della legge e perseguire rigorosamente il loro giudizio. La legge non può favorire l’eguaglianza senza cessare d’essere legge: in ogni situazione, la legge definisce, in qualsiasi e in tutte le società, coloro i quali costituiscono i membri legittimi e i membri illegittimi della società. L’abolizione della legge non eliminerà l’ineguaglianza, perché il vero fatto della cruda sopravvivenza creerà una élite e stabilirà una fondamentale ineguaglianza. La legge è stata spesso usata come preteso strumento per ottenere l’eguaglianza, ma tali tentativi rappresentano o auto-inganno o un tentativo d’inganno da parte del gruppo al potere. I gruppi rivoluzionari dei “diritti civili” ne sono una fattispecie. Il loro obbiettivo non è l’uguaglianza ma il potere. Il retroterra della cultura negra è africano e magico, e gli scopi della magia sono il controllo e il potere su Dio, l’uomo, la natura e la società. Il voodoo, o magia, era la religione e la vita dei neri americani. Le canzoni voodoo sono all’origine del Jazz, e il vecchio voodoo, con la sua ricerca di potere, è stato meramente rimpiazzato con un voodoo rivoluzionario, una smania di potere modernizzata 70. La rivoluzione studentesca attacca le ineguaglianze tra studenti e facoltà, tra gli studenti e le autorità di governo, ma ha regolarmente rifiutato concessioni favorevoli in favore di più ampie richieste di potere. Lo scopo, fin dal principio, è il potere. L’elenco potrebbe essere esteso senza fine. Lo scopo degli egalitari è sempre stato il potere, e l’eguaglianza è stata un argomento per solleticare la coscienza malata di un elemento di governo senza fede e di sicuro crollo. la legge richiederà sempre l’ineguaglianza. La domanda è semplicemente questa: sarà un’ineguaglianza nei termini di una fondamentale giustizia, cioè il premiare il bene e il punire il male, o sarà l’ineguaglianza del trionfo dell’ingiustizia e del male? Il comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me” richiede che non riconosciamo alcun potere come vero e in definiva legittimo se non è fondato in Dio e nella sua parola-legge. Richiede che vediamo la vera legge come giustizia, la giustizia di Dio, e come un servizio di giustizia, ed essa richiede il nostro riconoscimento che le ineguaglianze delle giuste leggi applicate fedelmente sono l’ingrediente basilare di una società libera e sana. Il corpo politico, non meno del corpo fisico, non può equiparare la malattia con la salute senza perire. Il comandamento: “Non avrai altri dèi davanti a me”, significa pure: “Non avrai altre autorità davanti a me”, indipendenti da me o con priorità su di me. Il comandamento si potrebbe leggere anche così: “Non avrai altra legge davanti a me”. Le potenze che oggi più che mai si presentano come gli altri dèi sono gli stati anti-cristiani. Lo stato anti-cristiano vede se stesso come dio e pertanto vede se stesso come la scaturigine sia della legge che del potere. Separatamente dalla prospettiva biblica, lo stato diventa un altro dio e, al posto della legge prevale la legalità Questa devozione per la legalità ha una lunga storia nel mondo moderno. Louis Gohier, ministro della giustizia in Francia durante gli anni del Regno del Terrore, divenne noto come il “casista della ghigliottina” a motivo della sua dedicazione alla legalità. Più tardi, come membro del Direttorio, quando confrontato con la minaccia che Napoleone prendesse il potere, dichiarò: “Al peggio, come ci potrà essere una rivoluzione a Saint Cloud? Come Presidente, io ho qui in mio possesso il sigillo della Repubblica” 71. Stalin operò il suo terrore continuato sotto l’ombrello della legalità. Ma la legalità non è la legge. Uno stato può, mediante una stretta legalità, imbarcarsi in un percorso di radicale illegittimità. La legalità fa riferimento alle regole del gioco come stabilite dallo stato e dalle sue magistrature. La legge fa riferimento ad un ordine fondamentale dato da Dio. Lo stato moderno sostiene la legalità come strumento per contrapporsi alla legge. Il risultato è la legale distruzione della legge e dell’ordine. Come conseguenza, lo stato, anziché essere un “terrore” per i malfattori, è un terrore progressivamente per la cittadinanza ligia alle leggi, alle persone giuste e pie. Delinquenti terrorizzano il paese con manifestazioni e violenze, e senza paura. In più, proprio come Roma aveva dichiarato guerra ai cristiani, così socialismo e comunismo, e progressivamente le democrazie sono in guerra contro la fede ortodossa o biblica. La conseguenza di tale diserzione dello stato dalla sua vocazione come ministro di giustizia può infine solamente essere la caduta dello stato. Lo stato che cessa d’essere un terrore ai malfattori e diventa un terrore ai pii sta commettendo suicidio.
[[Category:Etica]] [[Category:Rushdoony]] [[Category:Teonomia]] [[Category:Decalogo]]

Menu di navigazione