Teologia/Consultare Dio e cercare la sua guida

Da Tempo di Riforma Wiki.

Ritorno


Consultare Dio e cercare la Sua guida

"Se vi si dice: «Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano», rispondete: «Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?  Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!" (Isaia 8:19-20).

La lezione principale che Dio insegna a quei credenti che, ravvedendosi dai loro peccati, li hanno lasciati alla Croce ed hanno chiesto a Cristo di essere il Signore ed il Salvatore della loro vita, è la totale dipendenza e sottomissione alla Sua perfetta volontà. Quanti cuori di credenti sono stati infranti e la loro vita quasi sopraffatta per non essersi prima "consultati con il loro Dio" su tutte le questioni piccole e grandi che li riguardavano! Sono andati avanti dove i propri desideri li portavano, mancando di dimostrare uno spirito d'ubbidienza alla volontà di Dio, nonostante la loro professione esteriore di fede e così "si sono procurati molti dolori" (1 Timoteo 6:10).

Durante il periodo in cui soffrivo di sindrome da fatica cronica, ho veduto infermiere, medici e teologi che, pur professando la fede cristiana, come pazienti disperati, non consultavano Dio per essere da Lui guidati. Ho veduto pastori che su certe cose non pregavano perché ritenevano che Dio non si occupasse delle loro "piccole cose". La Scrittura, però, insegna chiaramente che Dio si interessa di tutto, e ci comanda: "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù" (Filippesi 4:6-7). Fatto questo, essi dovrebbero ringraziarlo per la Sua risposta che sicuramente verrà (che potrebbe essere sì, no, oppure "aspetta"). Noi dovremmo sempre cercare la Sua guida. Chi dovrei sposare? A quale trattamento medico dovrei sottopormi? Dove dovrei vivere? In che cosa dovrei investire i miei risparmi? Che lavoro dovrei fare? Dovrei continuare l'università? Che medico dovrei consultare? Quale aiuto dovrei cercare per la mia situazione? In ogni circostanza, dobbiamo tenere fisso il nostro sguardo su di Lui e sul proposito comprensivo che Egli ha per la nostra vita. Per comprendere tutto questo, dobbiamo investigare le Scritture per trovare in che modo Dio si occupa di noi, e che cosa Egli stia sviluppando nella nostra vita.
 
In ogni circostanza della nostra vita noi veniamo "afflitti da svariate prove" (1). In un certo qual senso, le circostanze in cui ci troviamo non importano. Ciò che importa è che noi "superiamo la prova" e ci muoviamo verso prove più difficili! Che cosa sono queste "prove" e perché ne siamo afflitti? E' per sviluppare ciò che Dio sviluppava in Abraamo, cioè "l'ubbidienza cieca", altrimenti descrivibile come "una fede che non contratta con Dio". Essa "è ben più preziosa dell'oro" ed è motivo di lode, gloria ed onore, per il nostro eterno beneficio. Nelle nostre preghiere non dobbiamo "contrattare" con Dio con preghiere come: "Se fai questo per me, io ti darò quello in cambio". Dobbiamo rispettare la volontà di Dio, perché Egli è sovrano, e se noi affermiamo di essere veri credenti, dobbiamo dimostrargli completa sottomissione.

Certamente vi rammenterete come Dio aveva comandato ad Abraamo il sacrificio del suo unico figlio Isacco (Genesi 22). Che terribile comando questo da un Dio d'amore! Come però il racconto dimostra chiaramente, Dio aveva messo Abraamo alla prova "per mostrare ciò che c'era nel suo cuore", se avrebbe fatto ciò che il Signore gli comandava o no. Abraamo procede con sottomissione ed ubbidienza, confidando completamente in Dio. Dio così lo retribuisce facendogli trovare da sacrificare un montone al posto di suo figlio. Noi dobbiamo fare lo stesso. Se Dio ci chiede di fare qualcosa (che comunque deve essere in armonia con l'insegnamento complessivo della Bibbia e non contraddirla), dobbiamo farlo. Se Egli ci dice: "Aspetta!" dobbiamo aspettare. Dio ci premierà con un giusto risultato, ora o nell'eternità, ma solo se Gli ubbidiamo. Se però noi corriamo "precedendo" la volontà di Dio, non pregando, non cercando quale sia la Sua volontà o, peggio di tutte, disubbidendogli attivamente, aspettiamoci, presto o tardi, tragici fallimenti. Credetemi: l'ho visto capitare nella vita sia di autentici credenti come di increduli. Persone incredule che si erano prese gioco in pubblico di Dio, hanno sofferto poi gravi tracolli finanziari e persino conseguenze fatali. Vi sono però anche molti credenti che "non consultano Dio". Una credente si era trasferita per abitare in campagna senza pregare Dio per sapere se questa fosse la scelta giusta da fare, era caduta in depressione e più tardi era tornata a vivere in città, perdendo una grande somma di denaro. Dei credenti che avevano sposato persone incredule inadatte a loro senza consultarsi in preghiera con il Signore, più tardi sono state costrette ad un costoso divorzio. Dei credenti che non avevano prestato attenzione a degli ammonimenti dati loro da cristiani più saggi di loro, sono finiti invalidi su una sedia a rotelle. Persone che dopo una conversione (apparente) al Signore, Gli avevano poi voltato le spalle, sono finite dopo 20 anni, finanziariamente in rovina. La lista può continuare ancora e non si tratta di esempi teorici, ma di casi concreti che ho conosciuto. Ecco perché DOBBIAMO pregare sempre prima di iniziare un lavoro, un rapporto, delle decisioni vitali, dei corsi di studio ecc. Dio onora quelli che Lo onorano.

Perché? Beh, ci vuole una grande umiltà per esprimergli il senso d'essere senza di Lui completamente privi di speranza ed inadeguati nella nostra sapienza umana. Questo è ciò che Egli realmente vuole da noi: abbassare l'orgoglio umano. E' l'orgoglio che ci fa smettere di pregare per chiedere il Suo aiuto. Così, per il nostro bene, è il nostro orgoglio (forza umana) che deve essere da Lui abbattuto, in qualunque forma Egli scelga, anche "crudele". Si tratta però di una "crudeltà" per un fine superiore - reprimere la nostra ribellione disubbidiente. Se non apprendiamo questa lezione, la Scrittura ci ammonisce, Dio continuerà ad umiliarci fintanto che non impareremo che ciò che Egli vuole da noi è la completa nostra sottomissione alla Sua volontà. Noi dobbiamo volere solo ciò che Egli vuole e che la Bibbia ci insegna come Suo e nostro maggiore bene.

Se non abbiamo pregato per sapere se il posto dove ora ci troviamo è veramente quello che Dio vuole per noi, potremmo sentirci d'essere "nel luogo sbagliato" (sebbene questo non sia sempre necessariamente vero). Questo non vuol dire che Dio, nella Sua misericordia, non "riaggiusti" poi le cose, ma noi dovremo sopportare per questo degli inevitabili dolori (che Egli ci aiuterà a sopportare). Dobbiamo sottometterci a Lui, ora. Siamo così chiamati a seguire l'esempio di Abraamo. Dobbiamo dire a Dio: "Tutte le cose che mi appartengono sono nelle Tue mani", e questo può essere il nostro lavoro, i nostri rapporti, il denaro, il cibo, la casa, i vestiti... "Io so, Signore, che Tu puoi provvedere ai miei bisogni di base, ma so che su queste cose Tu mi potresti anche mettere alla prova".

Uno dei modi attraverso i quali Dio ci mette alla prova è quello di renderci difficile determinare quale sia la Sua volontà. Egli è "un Dio che si nasconde" (Isaia 45:15). Trovare che la volontà di Dio sia difficile da interpretare non è segno che Dio ci voglia castigare (sebbene possa essere segno che non siamo veramente ancora riconciliati con Lui per fede nel valore della morte di Cristo sulla croce). Può essere anche che "i tempi non siano ancora maturi". Potrebbe anche essere per sviluppare la nostra fede - nell'invisibile. Camminare per fede e non per visione (2 Corinzi 5:7).

E' difficile, ma dobbiamo esercitare "i quattro test della guida divina".

1. Pregare intensamente affinché Dio ci guidi nelle questioni che portiamo a Lui. Dite, per esempio, "Io desidero fare il lavoro che tu vuoi per me, e nessun altro". E' cosa parecchio difficile da fare. Perché? Forse potremmo pensare che Egli voglia farci andare come missionari in un paese lontano o, comunque, fare la cosa che non vorremmo fare! Questa idea proviene dalla nostra propria incredulità o dall'Avversario. La verità, di fatto, è che fintanto che non seguiremo la Sua volontà, ci priviamo delle cose eccitanti che Dio ha progettato per noi perché la Sua volontà è sempre quella di sviluppare pienamente il nostro potenziale umano e spirituale alla Sua gloria. Dobbiamo così arrendere completamente la nostra volontà alla Sua.

2. Prendere poi la Bibbia e chiedergli "un versetto della Scrittura". Questo non ha nulla a che fare con le pratiche (ai limiti della superstizione) di coloro che aprono a caso la Bibbia per vedere su quale testo o parola, anche solo minimamente rilevante, cada l'occhio - cosa che in questo caso non proviene da Dio. Non dobbiamo mai farlo! Continuamo solo nelle nostre letture e meditazioni quotidiane nella Bibbia, ma preghiamo affinché, attraverso di esse, lo Spirito Santo ci dia qualcosa che parli direttamente al nostro cuore. Potrà farlo o anche non farlo, ma Egli si ricorderà che Glielo abbiamo chiesto!

3. Quando abbiamo di tutto cuore fatto queste cose, ed atteso, allora potremo "mettere il vello di lana sull'aia" (2). Questa espressione biblica proviene dal racconto in cui troviamo Gedeone che consulta il Signore in una questione sulla quale doveva decidere (Giudici 6:36-40). Gedeone aveva dato a Dio due opzioni e in questo egli voleva che Egli gli indicasse la via migliore da seguire. Personalmente preferisco non raccomandare questa pratica, perché non ho mai udito di credenti che l'avessero usata nel modo fatto da Gedeone. Non mi piace "costringere" Dio in decisioni che spettano soltanto a Lui.

Se fate delle domande di lavoro, inviatene per quei lavori che vi sembrano più a voi compatibili, ma, al tempo stesso, pregate che vi venga offerto quello che Dio ritenga per voi il più adatto. Se ve ne offrono due, pregate ancora più intensamente per sapere quale accettare. Se Dio vi dice: "Attendete che io operi", aspettate, ad ogni costo, per un poco, anche a rischio della disoccupazione. Se siete in dubbio se proseguire oppure no con un corso universitario, pregate che vi venga definitamente data una Parola di conferma che questo sia la Sua volontà per il vostro ministero secolare, facendo uso dei vostri doni, per una certa data. Se giunge quella data ed ancora avete dubbi al riguardo, cominciate ad ascoltare il "suono dolce e sommesso" (1 Re 19:12) del Signore mentre pregate e leggete la Bibbia. Se "Egli vi esorta a fermarvi", allora fermatevi e aspettate più a lungo per una conferma.

E' difficile spiegare che cosa voglia dire esattamente essere guidati dallo Spirito Santo. Nel 2006, nell'ambito del mio lavoro per il governo inglese, sono stata improvvisamente coinvolta in questioni che riguardano l'attuale cambiamento climatico, non sapendo esattamente in che modo avrei dovuto operare, ma sentendo nel mio cuore che la cura per l'ambiente è parte importante del servizio cristiano, cosa che io stavo trascurando. Dopo anni di ricerca della Sua volontà, io conoscevo che questa "forza propellente" mi stava spingendo avanti e non ho potuto cessare di occuparmi di questi temi. Questo mi ha condotto ad una promozione, cosa che in termini finanziari per me è stata d'importanza cruciale. Dopo 27 anni di vita cristiana dal momento della mia conversione, probabilmente io sentivo di poter avvertire che lo Spirito "mi faceva muovere". Nel passato, se non sentivo venire questa "energia" dall'esterno della mia propria volontà, se questa "non mi spingeva avanti", mi sarei fermata.

4. La quarta cosa che dobbiamo specificatamente fare è chiedere consiglio, faccia a faccia, a cristiani maturi. Dovremmo consultarci con coloro che conosciamo molto bene, che conoscono la nostra situazione e capacità e che ascoltino la volontà di Dio. Con loro dovremmo tenere "una mini riunione di preghiera", oppure potremmo chiedere ad una comunità cristiana di pregare con noi e per noi - ad un pastore o ad un gruppo di persone con le quali ci sentiamo a nostro agio. Più persone sono coinvolte nella preghiera per un particolare soggetto, maggiore sembra essere la sua potenza!

Se abbiamo fatto tutte queste cose ed ancora siamo nell'incertezza, in questo caso dovremmo solo aspettare e ripetere i quattro "test" menzionati prima e questo per cercare di discernere "il suono dolce e sommesso" di Dio.

La mia esperienza nel cercare "i prossimi passi" da fare, è che essi spesso ci vengono suggeriti in modi insoliti - ad esempio, qualcuno ci telefona per proporci all'improvviso un lavoro quando non sentivo in alcun modo d'essere guidata da Signore, perduta, senza speranza e depressa, magari proprio quando qualcuno mi stava scoraggiando, o minacciando di licenziarmi - come prova segreta del mio impegno - per poi affidarmelo! Per esempio, mi è stato offerto un lavoro di cruciale importanza, una volta, via e-mail, tre settimane dopo che avevo perduto ogni speranza di averne uno. Spesso, durante il periodo della mia malattia debilitante, mi rendevo conto che il Signore stava operando per me attraverso delle persone che mi telefonavano proprio quando avevo esaurito il denaro a mia disposizione, offrendomi qualcosa che non avevo visto pubblicizzato e che, a suo tempo, mi avrebbe condotto a qualcosa che i veramente volevo fare.

Dovremmo moltiplicare le nostre domande di lavoro, oppure attendere che il Signore ci indichi un'opportunità specifica di lavoro? In primo luogo, Dio vuole che facciamo domande di lavoro per tenerci occupati con senso di responsabilità per noi stessi. In Marco 8:14 i discepoli di Gesù dimenticano di portare con sé nella barca con Gesù il cibo loro necessario, pensando che magari Gesù l'avrebbe loro provveduto in modo miracoloso. Poi, ripresi per questo da Gesù, cadono nel panico. Gesù, così, li ammonisce contro il rischio del "lievito dei Farisei" (chiedergli dei segni miracolosi) e poi parla loro del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che Egli aveva compiuto per ben due volte. Che cosa voleva dire Gesù con questo? Beh, qui Gesù ci insegna due cose:

1) Non dobbiamo "prendere per scontato", aspettarci come "dovuti" dei segni miracolosi da parte di Dio. Noi rimaniamo responsabili di fare i necessari passi per provvederci ciò di cui abbiamo bisogno (se possibile). Dobbiamo fare in modo di garantirci un'entrata, una pensione, pane, un mutuo per la casa ecc. Non dobbiamo pretendere dei miracoli.

2) La stupidità della mancanza di fiducia in Lui. Gesù rimprovera i Suoi discepoli per l'essere caduti nel panico (mancanza di fede) perché non avevano portato con sé del cibo. Di fatto Egli dice: Non dovreste avere fiducia in Colui che aveva provveduto cibo per novemila persone usando 19 pagnotte? Così, se non possiamo provvedere a noi stessi (o anche se possiamo fare poco) e non sembra che ci sia abbastanza per vivere, Dio ci porterà "sopra ali d'aquila". "Voi avete visto quello che ho fatto agli Egiziani e come vi ho portato sopra ali d'aquila e vi ho condotti a me" (Esodo 19:4).  quando dimostreremo una fede di base in Lui. Quanto più Egli ci porterà se dimostriamo la fede di Abraamo, o quella di Gesù nel Getsemani!

Quando impareremo queste difficili lezioni, che diventano sempre più difficili nel procedere nella nostra vita, non importerà tanto quel che facciamo in termini di carriera, sebbene le qualità che sviluppiamo in una carriera ci preparino per una vocazione futura o per un ministero spirituale. In ogni caso, la maggior parte delle carriere sono comunque un "diaconato". Ciò che Dio vuole fare in noi è più importante persino della nostra carriera. E' "ubbidienza cieca al 100%" più il frutto della pazienza d'aspettarlo pazientemente, senza mormorare o autocommiserarci. Questo è ciò che i figli di Israele non avevano imparato nel deserto - ed erano stati puniti per questo. Quella generazione non avrebbe mai più raggiunto la Terra promessa. Essi non avevano prestato ascolto all'insegnamento di Dio sulla potenza della fede. La fede è ciò che pure devono sviluppare i credenti nel Nuovo Testamento - e Dio non mancherà di onorarla.

Alison Bailey Castellina, 8 febbraio 2009.

Note

(1) "Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo" (1 Pietro 1:6-7).

(2) "Gedeone disse a Dio: «Se vuoi salvare Israele per mano mia, come hai detto, ecco, io metterò un vello di lana sull'aia: se c'è della rugiada sul vello soltanto e tutto il terreno resta asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia mano come hai detto». Così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si alzò presto, strizzò il vello e ne spremette la rugiada: una coppa piena d'acqua. Gedeone disse a Dio: «Non si accenda l'ira tua contro di me. Io non parlerò che questa volta soltanto. Permetti che io faccia un'altra prova con il vello: resti asciutto soltanto il vello e ci sia della rugiada su tutto il terreno». Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu della rugiada su tutto il terreno".

(3) "Voi avete visto quello che ho fatto agli Egiziani e come vi ho portato sopra ali d'aquila e vi ho condotti a me" (Esodo 19:4).