Teologia/Difendere la risurrezione

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Difendere la Risurrezione

Alcuni oggi persistono a credere che Elvis Presley sia ancora vivo. Non per molto tempo ancora, però, vista l’età che egli avrebbe. Eppure insistono a crederlo nonostante i certificati di morte, il suo funerale ben documentato e filmato, e nessuna apparizione verificata. Per loro Elvis è vivo. Vi sono coloro che affermano che la risurrezione di Cristo sia equiparabile alle teorie cospirative su Elvis Presley. Esistono evidenze convincenti che Cristo sia davvero risorto dai morti? Oppure la storia viene ripetuta semplicemente perché vi sono coloro che vorrebbero che non fosse morto? La posta delle scommesse è alta. Senza la risurrezione di Gesù la predicazione cristiana sarebbe del tutto vana e noi saremmo gente da commiserare, da compiangere più di chiunque altra (1 Corinzi 15:14,19). C’è indubbiamente chi lo afferma, ma tant’è.   Ecco sette ragioni per credere alla risurrezione, non come un pio desiderio, ma come un avvenimento storico.

1. L’argomentazione del soprannaturale

Coloro che respingono l’esistenza del soprannaturale, “naturalmente” si oppongono alla plausibilità della risurrezione del Cristo. L’onestà esige, però, che, in molti punti, le spiegazioni razionaliste non possano rendere ragione di tutti i fenomeni di questo mondo. Escludere “per principio” la possibilità di fenomeni soprannaturali non è un esercizio scientifico, ma un atto di fede. Credono, infatti, che un giorno la scienza riuscirà a spiegare ogni cosa smentendo “le pretese della religione”. Avere la mente chiusa “per principio”, pregiudizialmente respingere il soprannaturale e opporre strenua resistenza alla forza delle evidenze, condurrà inevitabilmente a dubitare irragionevolmente della risurrezione di Cristo. Vale la pena di riflettere sulla domanda che aveva posto l’apostolo Paolo allo scettico Agrippa: “Perché mai ritenete incredibile che Dio risusciti i morti?” (Atti 26:8).

2. L’accuratezza della Bibbia

Se la Bibbia fosse un libro di favole intese a persuadere i lettori nell’esistenza di un Dio fatto ad arte con le argomentazioni più seducenti, perché mai vi sono inclusi certi avvenimenti (indubbiamente molti) che potrebbero essere considerati persino controproducenti a quel fine? Perché la Bibbia vorrebbe includere il racconto di atti spregevoli come quello del figlio di Giacobbe Giuda con sua nipote Tamar (Genesi 38)? Perché Mosè (Numeri 20), Giona (Giona 1:3) e Giovanni (Giovanni 20:9) vorrebbero descrivervi i loro stessi fallimenti morali? Dio ha voluto includere nella Bibbia questi avvenimenti perché di fatto sono successi ed hanno assunto un valore significativo nella storia della redenzione. La Bibbia è stata scritta da testimoni oculari, storici, e ricettori di tradizioni orali affidabili (cfr. Luca 1:1-4) e tutti ispirati dallo Spirito Santo, per registrarvi il sommario accurato dell’opera di recupero morale e spirituale di persone autentiche, con tutti i loro limiti e difetti, così come non si vergogna di registrare l’iniziale incredulità dei discepoli di Gesù all’annunzio della sua risurrezione.

3. Le vite trasformate degli apostoli

La potente trasformazione avvenuta nella vita dei più stretti primi collaboratori di Gesù, sarebbe totalmente inesplicabile senza la risurrezione. Dopo la morte di Cristo, tutti i sogni e speranze dei suoi discepoli erano state miseramente infrante. Quando le donne, testimoni della risurrezione avevano detto loro di aver visto Gesù vivo, dopo la crocifissione, la loro storia era parsa a quegli uomini il frutto di un'allucinazione, e nessuno aveva prestato loro fede (Luca 24:11). Prima della morte di Cristo i suoi discepoli erano fuggiti e si erano dispersi. Eppure, dopo aver riconosciuto le piaghe delle ferite sul corpo vivo di Gesù, quelle che lo avevano condotto alla morte, essi sono disposti a suggellare nel loro stesso sangue come martiri la verità della loro esperienza del Cristo risorto. Prima della morte e risurrezione di Gesù, Pietro non aveva il coraggio di parlare di lui, persino con una ragazzina (Giovanni 18:15-18). Dopo la risurrezione ritroviamo Pietro che predica Cristo di fronte ad un uditorio critico di migliaia di persone (cfr. Atti 2; 1 Corinzi 15:9-10). Durante il ministero terreno di Gesù, i suoi stessi fratelli “non credevano in lui” (Giovanni 7:5). Due di essi - Giacomo e Giuda - più tardi diventano autori di libri della Bibbia che promuovono la gloria del Cristo risorto. Solo la risurrezione può spiegare un tale cambiamento.

4. Una tomba abbandonata

I critici non sono mai riusciti a risolvere il mistero della tomba vuota di Gesù. Perforando il suo fianco con un colpo di lancia, i soldati romani avevano garantito che Gesù fosse realmente morto, quando è stato deposto nella tomba. Più tardi, dopo le voci che erano cominciate a circolare che Gesù era vivo e in salute, sarebbero state molto facili da smentire. Pilato avrebbe potuto ordinare la riesumazione di Gesù e mostrarlo ai testimoni. Il cristianesimo sarebbe così diventato una postilla della storia. Ma il corpo di Gesù era letteralmente sparito e reso irreperibile. Forse che l’avevano rubato gli stessi discepoli (come suggerivano i suoi avversari ebrei)? Cioè, un gruppo di pescatori tremanti, pieni di dubbi e persino sleali sarebbero riusciti ad avere la meglio di soldati romani armati posti a guardia della tomba e senza lasciare evidenza alcuna del furto? Anche se fosse stato, non sarebbe servito. Gesù aveva promesso di risorgere dai morti come Giona era emerso dalla balena, visibilmente e corporeamente. Egli non aveva promesso di fuggire da quella tomba e restare per sempre in incognito.

5. Le apparizioni post-risurrezione

Le apparizioni post-risurrezione di Gesù smontano e sfatano del tutto la teoria del cadavere rubato. La Bibbia registra di sette diverse apparizioni del Risorto in diverse località nel corso di quaranta giorni. Gesù appare a più di 500 testimoni oculari in una sola volta. Durante i giorni di Paolo, quasi la metà di questi testimoni era ancora in vita (1 Corinzi 15:6). Paolo ci rammenta che ciò che riguarda Gesù non è avvenuto di nascosto, in segreto, in un cantone “Il re Agrippa conosce molto bene queste cose e gliene posso parlare francamente, perché sono sicuro che non è all'oscuro di questi fatti, che non sono avvenuti di nascosto!” (Atti 26:26). Negare che le testimonianze sulla risurrezione di Gesù siano plausibili, sarebbe lo stesso che negare l’olocausto: puro revisionismo storico motivato da interessi di parte.

6. Il progresso della Chiesa

Gesù aveva promesso che sarebbe risorto dai morti ed asceso al cielo, e che avrebbe inviato lo Spirito Santo per trasformare la vita delle persone. Questa profezia si compie ogni giorno. Ogni giorno, in tutto il mondo, centinaia di persone fanno esperienza della potenza della risurrezione per la prima volta, e “risorgono con Cristo”, cominciano a cercare “le cose di lassù” (Colossesi 3:1), cosa che non avrebbero mai pensato di fare prima. E’ impossibile da spiegare - indipendentemente dalla potenza del Cristo risorto - come la chiesa cristiana sia sopravvissuta e cresca nonostante continue persecuzioni innumerevoli problemi interni che potrebbero da soli destinarla all’estinzione, ma non è mai avvenuto, nemmeno nei tempi più oscuri.

7. L’affermazione dello Spirito Santo

Spiegate ad una persona che sia nata cieca che cosa siano i colori. Si può tentare di farlo, ma questo non renderà mai l’idea né darà loro la capacità di vederli. Alcune persone, praticando la fede, credono alla testimonianza di Dio. altre niente del tutto, per quanto si cerchi di persuaderle. Si potrebbero pure moltiplicare le evidenze della risurrezione ben oltre a quanto abbiamo accennato qui, ma tanti troverebbero sempre il modo di “svicolare”, di “spiegare” e non credere, qualunque cosa diciate loro.


Alla fin fine i credenti non hanno bisogno di mettere alla prova l’affidabilità e la verità delle parole di Dio. Lo Spirito gliene rende testimonianza nel cuore. Come scrisse Giovanni Calvino, “Dio solo può propriamente rendere testimonianza alle sue stesse parole, così queste parole non otterranno pieno credito nel cuore degli uomini fintanto che non siano suggellate dalla testimonianza interiore dello Spirito (...) Illuminati da Dio, noi non crediamo più, o per nostro giudizio o per quello di altri, che le Scritture sono da Dio, ma, in maniera superiore al giudizio umano, ci sentiamo perfettamente sicuri che che le Scritture sono giunte a noi dalla bocca stessa di Dio”.

Noi abbiamo tutte le ragioni per credere che Cristo sia veramente risorto dai morti. Il fatto è che Cristo è davvero risuscitato dai morti, ed è diventato il primo di tutti quelli che un giorno resusciteranno (1 Corinzi 15:20).