Teologia/Il nostro sovrano Iddio

Da Tempo di Riforma Wiki.

Ritorno


Il nostro sovrano Iddio

di J. M. Boyce

Vi sono qualità in Dio che noi non comprenderemo mai appieno. Possiamo parlare di Dio come di Colui che riceve la Sua esistenza da Sé stesso soltanto, che è sufficiente a Sé stesso, che è eterno e che ha una triplice natura. Dobbiamo però riconoscere che non comprenderemo mai appieno tutto questo, perché nessuno di noi porta in sé stesso simili qualità né potrà mai sperare di averle. Dobbiamo semplicemente confessare che Egli è Dio e che noi siamo Sue creature. L'infinito va oltre alla nostra capacità di comprenderlo. D'altro canto in Dio vi sono qualità che noi possiamo comprendere, perché le possiamo condividere almeno su scala limitata. Questo è vero per la maggior parte degli attributi di Dio: sapienza, veracità, misericordia, grazia, giustizia, ira, bontà, fedeltà ed altri. E' di questa categoria di attributi che ora ci occuperemo.

Incominciamo con la sovranità di Dio

Un attributo onnicomprensivo. Egli esercita autorità e dominio assoluto sul Suo creato. Per poter essere sovrano, Dio deve pure essere onnisciente, onnipotente ed assolutamente libero. Se Egli fosse limitato in queste aree, Egli non sarebbe interamente sovrano. La sovranità di Dio, però, è più grande di ciascuno degli attributi che essa comprende. Altri potrebbero sembrarci più importanti -l'amore, per esempio. Se ci pensiamo però bene, vedremo subito che l'esercizio di ciascuno di questi attributi viene reso possibile solo dalla sovranità di Dio. Dio, per esempio, potrebbe amare, ma se non fosse sovrano, le circostanze potrebbero pregiudicare il Suo amore, rendendocelo inutile. E' lo stesso con la Sua giustizia. Dio potrebbe anche desiderare di stabilire la giustizia fra gli esseri umani, ma se non fosse sovrano, la giustizia potrebbe essere frustrata e l'ingiustizia prevalere.

Il fondamento della teologia. Vedete dunque come la sovranità di Dio non sia un semplice dogma filosofico privo di valore pratico. Al contrario questa dottrina dà significato e sostanza a tutte le altre dottrine. Come disse Arthur Pink, la sovranità di Dio "è il fondamento della teologia cristiana... il centro di gravità del sistema della verità cristiana -il sole intorno al quale orbita ogni altro satellite".

Questioni intellettuali

Un mondo che va per conto suo? Vi sono ovviamente dei problemi nell'asserire il governo di Dio in rapporto ad un mondo che ovviamente sta andando per i fatti suoi. Potremmo anche ammettere che Dio governi il cielo. La terra è però un luogo empio. L'autorità di Dio viene rifiutata e spesso è il peccato a prevalere. Possiamo veramente dire che Dio sia sovrano in un mondo come questo? La risposta è che se noi guardiamo al mondo soltanto, ovviamente no.

Guardare dalla prospettiva delle Scritture. Se però cominciamo con le Scritture, come dovremmo fare se conosciamo Dio, allora possiamo affermarla, perché la Bibbia afferma in ogni sua parte che Dio è sovrano. Possiamo anche non comprendere questa dottrina. Possiamo anche chiederci come possa Dio tollerare il peccato. Ciononostante noi non metteremo in dubbio questa dottrina, né ci ritireremo dalle sue conseguenze.

Nella Scrittura la sovranità di Dio è un concetto così diffuso ed importante che è impossibile trattarlo sommariamente. Alcuni testi, però, potranno meglio chiarirci questa dottrina. "Tua, oh Eterno, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, perché tutto ciò che è in cielo e sulla terra è tuo. Tuo, oh Eterno, è il regno, e tu ti innalzi sovrano sopra ogni cosa. Da te vengono la ricchezza e la gloria; tu domini su tutto; nella tua mano sono la forza e la potenza, e tu hai il potere di rendere grande e di dare forza a tutti" (1 Cr. 29:11,12). I salmi contengono lo stesso insegnamento: "All'Eterno appartiene la terra e tutto ciò che è in essa, il mondo e i suoi abitanti" (Sl. 24:1). "Fermatevi e riconoscete che io sono Dio; io sarò esaltato fra le nazioni, sarò esaltato sulla terra" (Sl. 46:10). "Poiché Dio è re di tutta la terra" (Sl. 47:7). La dottrina della sovranità di Dio sta alla radice stessa di tutte le esortazioni bibliche ad avere fiducia in Dio, a lodarlo e ad affidare la nostra vita a Lui.

Dio è al di sopra delle stesse leggi che Egli ha stabilito. Oltre a questi testi e a molti altri simili, vi sono pure esempi del governo di Dio sull'ordine materiale. Il mondo degli oggetti e della materia ubbidisce a quelle regole che Dio gli ha preposto. Sono leggi della natura e della scienza. Non dobbiamo però pensare che queste cosiddette leggi siano assolute e che Dio stesso ne sia controllato o limitato, perché in alcune occasioni Dio agisce in modo imprevedibile in modi che noi chiameremmo miracolo.

Dio mostrò la Sua sovranità sulla natura dividendo il Mar Rosso affinché gli israeliti potessero passare dall'Egitto al deserto e poi facendovi ritornare l'acqua per distruggere i soldati egiziani che li inseguivano. Egli mostrò la Sua sovranità inviando la manna per nutrire il popolo che camminava nel deserto. In un'altra occasione Egli aveva mandato le quaglie nel campo come carne commestibile. Dio aveva diviso le acque del fiume Giordano affinché il popolo potesse entrare in Canaan. Aveva fatto crollare le mura di Gerico. Aveva fermato il sole nei giorni di Giosuè a Gibeon affinché gli israeliti potessero riportare la vittoria sui loro nemici. Al tempo di Gesù, la sovranità di Dio si era manifestata quando, da pochi pani e pochi pesci 4000 e 5000 persone poterono essere nutrite, come pure quando vennero guariti malati e risuscitati dei morti. Essa si era manifestata pure negli avvenimenti riguardanti la crocifissione e la risurrezione di Gesù.

Controllo sulla volontà umana Altri testi mostrano come la sovranità di Dio si estenda alla volontà umana e quindi anche alle azioni dell'uomo. Dio aveva così indurito il cuore di Faraone affinché rifiutasse di far partire il popolo di Dio dall'Egitto. D'altra parte Egli ammorbidisce il cuore di determinati individui affinché rispondano al Suo amore e Gli ubbidiscano.

Si può obiettare che, ciononostante, come abbiamo già notato più sopra, alcuni uomini e donne sfidino Dio e Gli disubbidiscano. Questa osservazione però non può sovvertire ciò che la Bibbia insegna sul governo di Dio sul creato, a meno che non si pensi che la Bibbia possa essere contraddittoria. La spiegazione delle apparenti contraddizioni è che la ribellione umana, sebbene sia in opposizione all'espresso comando di Dio, è comunque compresa nei Suoi eterni propositi nascosti. Cioè, Dio permette il peccato per le Sue proprie ragioni, sapendo in anticipo che Dio giudicherà e condannerà il peccato nel giorno dell'ira e che, allo stesso tempo, esso non andrà oltre i limiti che Egli stesso ha fissato.

Dalla Sua prospettiva. Molte cose si oppongono alla sovranità di Dio -dalla nostra prospettiva. Dalla prospettiva di Dio, però, i Suoi decreti vengono sempre portati a compimento. Essi sono, di fatto, come il Catechismo Minore di Westminster li descrive: "il Suo eterno proposito, secondo il consiglio della Sua volontà, per cui, per la Sua propria gloria, Egli ha preordinato tutto ciò che accade".

Questioni umane

La natura umana si ribella naturalmente contro questa dottrina. Il vero problema con la sovranità di Dio, dalla prospettiva umana, però, non è che questa dottrina sembri falsa, sebbene essa comporti problemi intellettuali da superare, ma piuttosto che agli uomini ed alle donne non piace questo aspetto imbarazzante ed umiliante del carattere di Dio. Potremmo pensare, se dovessimo considerare la questione superficialmente, che uomini e donne, vivendo nel mezzo di una cultura caotica, dovrebbero accogliere con riconoscenza la sovranità di Dio. "Che cosa ci potrebbe essere di meglio", potremmo sostenere, "che in realtà Dio sia in controllo di ogni cosa, nonostante le apparenze, e che Dio sia capace di far cooperare alla fine ogni cosa per il bene?". Quest'opinione, però, non fa i conti con la basilare ribellione dell'umanità contro Dio, evidenziata dalla nostra pretesa di autonomia.

La ribellione è stata caratteristica umana fin dagli albori della razza umana, ma è particolarmente visibile nella cultura contemporanea, come rileva R. C. Sproul in La psicologia dell'ateismo. Il nostro sistema democratico, per esempio, respinge ogni autorità di tipo monarchico. Lo slogan delle guerre americane d'indipendenza era: "Qui noi non serviamo alcun sovrano". Oggi, sebbene siano passati più di duecento anni, il motivo ci è ancora famigliare. Il "governo del popolo" in realtà significa: "mi governo da solo", o almeno mi faccio governare da coloro che sono fondamentalmente come me e con i quali sono d'accordo. Iddio, il legittimo sovrano su tutte le nazioni come pure su ogni individuo, viene escluso con cura dalle istituzioni della nostra vita nazionale che devono prendere decisioni vitali.

...e pure nella Chiesa. La chiesa stessa non si comporta in modo diverso, come indica lo stesso Sproul. Udiamo spesso quanto si sottolinei la caratteristica di Dio come "Salvatore", il Suo amore, misericordia, bontà, e così via -ma la faccenda della signoria è assente. Questa stortura è particolarmente visibile nell'evangelizzazione. Nella pratica moderna l'appello al ravvedimento è di solito chiamato un "invito", qualcosa che ovviamente è possibile accettare oppure rifiutare. Lo si offre con gentilezza. Raramente udiamo che Dio sovranamente esige che noi ci ravvediamo o che noi si debba -e senza discussione- totale sottomissione al nostro legittimo Re.

Oggi, persino nella teologia, l'enfasi nella proclamazione della chiesa è sulla liberazione. Spesso però al tempo stesso in cui si fa appello ad una liberazione dalle "strutture sociali oppressive", come si esprimono i sostenitori della "teologia della liberazione", si intende anche una liberazione "da Dio". "In una parola," dice lo Sproul, "la liberazione moderna implica pure una rivolta contro l'autorità sovrana di Dio quando membri della Chiesa e dello Stato uniscono le loro forze in un comune atto di tradimento cosmico".

Vogliamo essere autonomi. Il motivo di base per cui uomini e donne non amano la dottrina della sovranità di Dio è che essi non vogliono un Dio sovrano. Essi vogliono essere autonomi. Così o negano del tutto l'esistenza di Dio, o negano questo attributo dell'Essere di Dio, o semplicemente lo ignorano in pratica a tutti gli effetti.

Il fattore immediato della caduta contemporanea di ogni rispetto per l'autorità è l'impatto dell'esistenzialismo europeo attraverso le opere di Friedrich Nietzsche, Jean-Paul Sartre, Albert Camus e Martin Heidegger. L'ideale filosofico dominante nelle loro opere è l'autonomia dell'individuo, e questo prima di ogni altro concetto; anche l'esistenza di Dio, in questa prospettiva, deve essere eliminata. Noi troviamo noi stessi solo quando respingiamo ogni costrizione a noi esterna. Possiamo essere davvero umani solo quando Dio viene eliminato. Tutto questo, però, funziona davvero? Nell'opera di Nietzsche la figura ideale è quella del "superuomo" o Uebermensch, colui che si crea i propri valori e che per le sue scelte risponde soltanto a sé stesso. Nietzsche, però, l'inventore di questa filosofia, non morì come persona libera, ma nella follia, come prigioniero della sua propria mente. La filosofia dell'autonomia esistenziale è un vicolo cieco -e persino peggio, un disastro. Ciononostante essa è la filosofia dominante della nostra epoca. Dio è un fattore limitante, e quindi deve essere rigettato -questo è il punto di vista comune. Si può così rispondere alle nostre domande non sulla base di un principio di giusto e di sbagliato che sia divinamente rivelato, ma sulla base di ciò che un individuo, o una maggioranza di individui, desidera. A volte la maggioranza in un particolare segmento della società si pone in opposizione a quella di altri segmenti.

Origini antiche. Il problema, però, non è cominciato con l'esistenzialismo, ma molto prima, quando Satana si era rivolto alla prima donna nel giardino dell'Eden, rivolgendole la diabolica domanda: "Davvero Dio ha detto..." e suggerendole che, se avesse disubbidito a Dio, lei e suo marito sarebbero divenuti "come Dio, conoscendo il bene ed il male". L'espressione cruciale qui è come Dio, perché essa significa diventare autonomi. Era la tentazione di cercare di spodestare Dio dalla Sua sovranità, allo stesso modo in cui Satana aveva cercato di fare in precedenza.

La promessa del serpente si era però realizzata? Niente affatto. E' vero che l'uomo e la donna avevano conosciuto la differenza fra il bene ed il male, in modo perverso. Lo avevano imparato facendo il male. Essi però non avevano guadagnato la libertà che avrebbero voluto.

Il paradosso della libertà nella sottomissione a Dio. Al contrario, divennero schiavi del peccato, da cui soltanto il Signore Gesù Cristo, attraverso l'obbedienza al Padre sarebbe stato in grado di liberare loro e noi. L'autonomia umana aveva portato alla crocifissione di Cristo. "I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno e contro il suo Unto, dicendo: 'Rompiamo i loro legami e sbarazziamoci delle loro funi ' (Sl. 2:2-3). La vera libertà la si consegue attraverso la crocifissione con Cristo, come indica l'apostolo Paolo: "Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato sé stesso per me" (Ga. 2:20). Si tratta ovviamente di un paradosso, come bene avevano rilevato Agostino, Lutero, Edwards, Pascal e altri. Quando gli individui si ribellano contro Dio, essi non conseguono la libertà, ma cadono in schiavitù, perché la ribellione è peccato e il peccato è un tiranno. D'altro canto, quando uomini e donne si sottomettono a Dio divenendo Suoi schiavi, essi diventano veramente liberi. Essi conseguono pienamente la capacità di divenire gli esseri speciali ed unici che Dio li ha destinati ad essere fin dall'inizio.

Le benedizioni della sovranità

Noi troveremo vera libertà quando saremo disposti ad accettare la realtà come essa è (inclusa la legittima ed effettiva sovranità di Dio su tutta la creazione) e quando lasceremo che Egli faccia di noi tutto ciò che Egli ha previsto che noi fossimo. La questione della sovranità di Dio, lungi dall'essere un affronto alla nostra dignità, può divenire una dottrina meravigliosa da cui possiamo trarre molte benedizioni. Quali sono queste benedizioni?

Un rinnovato apprezzamento per Dio. In primo luogo rendersi conto della sovranità di Dio inevitabilmente approfondisce la nostra venerazione per il Dio vero e vivente. Se manchiamo di comprendere e di apprezzare queste verità, è da mettere in questione se noi si conosca veramente il Dio dell'Antico e del Nuovo Testamento. Che Dio sarebbe mai quello se il Suo potere potesse essere frustrato dalle decisioni umane e da quelle di Satana? Che Dio sarebbe mai quello la cui sovranità dovesse essere continuamente limitata per pericolo di invadere la santa cittadella del "libero arbitrio"? Chi mai potrebbe rendere culto ad una tale divinità monca e da compiangersi? Pink dice: "Un 'Dio' la cui volontà si potesse resistere, i cui disegni potessero essere frustrati, il cui proposito potesse essere messo in scacco, non possiede alcun titolo alla deità, né sarebbe un degno oggetto di culto, e non meriterebbe altro che disprezzo". D'altro canto, un Dio che veramente regni sull'universo è un Dio che merita veramente di essere cercato, adorato e ubbidito.

Questo è il Dio che vide Isaia: "Io vidi il Signore, assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. L'uno gridava all'altro e diceva: 'Santo, santo, santo è l'Eterno degli eserciti. Tutta la terra è ripiena della sua gloria" (Is. 6:3). Questo è il Dio della Scrittura. Era una visione di Lui, non di un dio minore, quella che aveva trasformato il ministero di Isaia.

Motivo di conforto. In secondo luogo la conoscenza di Dio nella Sua sovranità ispira conforto nel mezzo di tentazioni e afflizioni. Tentazioni ed afflizioni vengono in sorte sia a non cristiani che a cristiani. La questione è: come le dobbiamo affrontare? Chiaramente se noi dobbiamo affrontarle con nessuna chiara certezza che esse vengono controllate da Dio e permesse per i Suoi buoni propositi, esse sono prive di significato e la vita è solo una tragedia. Questo è esattamente ciò che dicono gli esistenzialisti. Se però Dio rimane in controllo anche in tali circostanze, allora esse Gli sono palesi ed esse hanno il loro scopo.

Naturalmente noi non possiamo conoscere tutti i propositi di Dio. Se li conoscessimo, saremmo Dio noi stessi, ma alcuni li possiamo conoscere perché Dio ce li rivela. Pietro scrive ad alcuni che avevano dovuto sopportare dure prove, e ricorda loro che la fine non è ancora giunta -Gesù ritornerà- nel frattempo Dio attraverso la lotta li sta purificando e rafforzando. "A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po' di tempo, dovete essere afflitti da varie prove, affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell'oro che perisce anche se viene provato con il fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo" (1 Pi. 1:6,7). Allo stesso modo Paolo scrive a quelli di Tessalonica che avevano perduto dei propri cari attraverso la morte. Egli rammenta loro che il Signore Gesù Cristo ritornerà e che riunirà tutti i viventi con i propri cari. Egli conclude: "Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole" (1 Ts. 4:18). .

Incoraggiamento all'evangelizzazione. In terzo luogo la comprensione della sovranità di Dio fornisce incoraggiamento e gioia nell'evangelizzare. Come si potrebbe mai evangelizzare senza una tale fiducia? Come si potrebbe mai proporre di portare un messaggio che è ovviamente sgradevole all'uomo ed alla donna naturale ed avere una qualsiasi speranza di vederselo accettare, se Dio non fosse in grado di prendere peccatori ribelli e volgerli a Cristo nonostante le loro inclinazioni? Allora o si dovrebbe ignorare il problema od essere ridicolmente fiduciosi nelle nostre risorse persuasive. Se Dio però è sovrano in questa come in altre materie, se Egli chiama chi Lui desidera e lo chiama "efficacemente", allora possiamo essere arditi nell'evangelizzare, sapendo che Dio, per grazia ci può usare come canali delle Sue benedizioni. Infatti è attraverso la testimonianza umana che Egli ha fatto la determinazione di portare altri a Lui.

Un profondo senso di sicurezza. Infine, la conoscenza della sovranità di Dio ci darà un senso profondo di sicurezza. Se guardiamo a noi stessi, noi non troveremo motivi per la nostra sicurezza. La concupiscenza della carne e degli occhi, l'orgoglio della vita, è più forte di noi. Ciononostante, quando guardiamo alla forza del nostro Dio, possiamo avere fiducia. Paolo scrisse: "Che diremo dunque circa queste cose? Se dio è per noi, chi sarà contro di noi?... Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? ...Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Io infatti sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze, né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Ro. 8:31,35,37-39).

Dio è capace

La Bibbia è piena in tutte le sue parti di affermazioni al riguardo di ciò che Dio può fare e farà per coloro che appartengono al Suo popolo. Ecco sette versetti che, quando vengono messi insieme, coprono tutte le dottrine fondamentali del cristianesimo.

1. Ebrei 7:25. Questo versetto, in un certo senso, include tutto il resto. Ci dice che Gesù Cristo "può salvare appieno coloro che per mezzo suo si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro". Mel Trotter, un evangelista di una passata generazione che Dio aveva chiamato da una vita di alcoolismo, diceva che questo era il suo versetto. Infatti egli credeva che Dio è capace di salvare appieno, completamente, al massimo grado. Questa è pure la nostra storia. Esso copre il passato, il presente ed il futuro della nostra salvezza.

2. 2 Timoteo 1:12. In questo versetto Paolo scrive: "Io so in chi ho creduto, e sono persuaso che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno". Si tratta di una metafora presa dal mondo delle banche, ed il versetto dice letteralmente: "Dio ha il potere di conservare i miei depositi spirituali". Egli non ci deluderà.

3. 2 Corinzi 9:8. Questo versetto dice: "Ora Dio è potente di fare abbondare in voi ogni grazia, affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera". Alcuni credono che quando Dio salva qualcuno, questo sia soltanto per il futuro, qualcosa di simile a un premio che un giorno riceveremo nel cielo, e solo questo. No, la Bibbia ci dice che la grazia di Dio è disponibile per aiutarci in ogni opera buona oggi. E' in questa vita che dobbiamo abbondare nella Sua sufficienza.

4. Ebrei 2:18. Ci viene pure detto che Dio è in grado di aiutarci in periodo di tentazione. La Bibbia ci dice di Gesù: "Infatti, poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati". Il migliore commentario a questo versetto si trova nella Bibbia stessa. Altrove ci vien detto che seppure la tentazione sia la sorte della razza umana, Dio non permette che veniamo tentati oltre le nostre capacità di resistenza. Anzi, che Dio ci ha provveduto un mezzo per sfuggirvi prima che la tentazione abbia la meglio su di noi (1 Co. 10:13).

5. Efesini 3:20. Questo versetto ci dice che Dio è in grado di aiutarci a crescere spiritualmente. E' in forma di benedizione: "Ora a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo".

6. Fl. 3:21. La capacità di Dio di salvare si estende ad oltre il nostro corpo attuale. Il Signore Gesù, infatti, "trasformerà il nostro umile corpo, affinché sia reso conforme al Suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in grado di sottoporre a sé tutte le cose".

7. Giuda 24,25. Infine, in un altro versetto troviamo un'altra benedizione. Giuda dice: "Ora a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia, all'unico Dio sapiente, il nostro Salvatore, sia gloria, grandezza, dominio e podestà, da ora e per tutte le età. Amen".

Presi nel loro insieme, questi versetti dichiarano che Dio è capace a salvarci per questa vita e per l'eternità, di preservarci dal cadere in peccato ed in tentazione, a condurci per il meglio nelle umane esperienze e a soddisfarci completamente. Queste cose sono vere? Si... ma per una ragione soltanto: perché sono il consiglio eterno ed immutabile del Dio che è sovrano.

(James Montgomery Boyce, Foundations of the Christian Faith, A comprehensive and readable Theology, Leicester, England: InterVarsity Press, 1986, p. 116ss).