Teologia/L'Evangelo: che cos'è e che cosa non è

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L'Evangelo: che cos'è e che cosa non è

di John W. Robbins

Ci sono alcune domande che sembrano impertinenti, e infatti chiedere "Cos'è l'Evangelo?" è come chiedere "Chi è Gesú Cristo?" o "Ma la Bibbia di cosa parla realmente?". E praticamente tutti nelle chiese danno per scontato di sapere cosa sia l'Evangelo, e il formulare una domanda così elementare può suonare tanto seccante quanto chiedere se si sappia recitare l'alfabeto. Eppure praticamente tutte le chiese esistenti - da quella Romana, a quella Ortodossa e alle principali denominazioni Protestanti - pervertono l'Evangelo, e altrettanto fanno le chiese evangelicali Arminiane e IpoCalviniste. Se una chiesa erra riguardo all'Evangelo tutto il suo insegnamento ne risentirà e tenderà a essere altrettanto distorto. E se non ha l'Evangelo, va da sè che non sia una chiesa Cristiana.

1. Il vangelo è informazione riguardo a un evento storico nel passato

Ciascuna di queste tre parole - evento, storico, passato, è di vitale rilevanza per comprendere cosa sia l'Evangelo. L'Evangelo degli apostoli era un qualcosa che era accaduto. Tutti loro riguardavano indietro nel tempo ad esso. Essi non parlavano di qualcosa di presente come l'Evangelo, nè ne parlavano di come qualcosa di futuro. Si noti che non stiamo dicendo che essi non abbiano parlato di cose presenti o future. Stiamo semplicemente dicendo che essi non annunciavano cose presenti o future come l'Evangelo. Se non stiamo riguardando indietro nel tempo e parlando di qualcosa che è successo nel passato noi non stiamo annunciando l'Evangelo. Questa 'passat-ezza' dell'Evangelo è uno dei suoi aspetti essenziali. L'Evangelo non era una visione, non era un sogno. L'Evangelo è la buona notizia di un evento che è successo nella storia.

La natura storica dell'Evangelo - la sua natura storica, passata - ha alcune importanti conseguenze.

  • 1. Primo, l'Evangelo non è un esortazione. Questo è logicamente impossibile. Non si può usare come esortazione un evento storico nel passato. Lo si può solo dichiarare, proclamarlo e annunciarlo in giro. L'esortazione è senz'altro cosa buona (perché è biblica) e necessaria, ma non è l'Evangelo nè ne fa parte. Si noti ancora che non stiamo dicendo che essa non possa essere inclusa in un sermone dove si stia predicando l'Evangelo, stiamo solo dicendo che se viene inclusa, essa non deve essere parte dell'Evangelo.
  • 2. Secondo, l'Evangelo non solo non è un esortazione, ma non è neanche un'esperienza. L'Evangelo non si può sperimentare. L'Evangelo è l'informazione riguardo a una unica esperienza e a dei fatti unici. Una esperienza unica è quella che, per definizione, non può essere ripetuta. Se il credente potesse esperimentare l'Evangelo allora egli ripeterebbe l'esperienza, e l'Evangelo non riguarderebbe piú solamente una esperienza unica. L'Evangelo è perfetto. Dal tempo della Caduta non c'è più stato un essere umano perfetto sulla Terra, sia prima che dopo l'Evangelo. Se gli uomini potessero essere perfetti non avrebbero bisogno dell'Evangelo. L'Evangelo riguarda l'opera sostitutiva di Cristo. Se il credente potesse sperimentare l'Evangelo, essa cesserebbe di essere sostitutiva. L'Evangelo è quello che Dio ha fatto in Cristo al posto mio. Se io potessi esperimentare questo, non sarebbe più al posto mio. L'Evangelo non può essere sperimentato. Certamente noi sperimentiamo alcuni dei suoi benefici ma, come abbiamo visto, i frutti e i benefici non sono l'Evangelo. Lo Spirito Santo dato al credente è l'effetto dell'opera completata di Cristo al posto del Suo popolo, così come lo sono la fede, la speranza, la gioia, la pace e la santità (come posizione). Questi sono tutti effetti dell'Evangelo. Noi non dobbiamo confondere la radice -l'Evangelo - con il frutto (vedi Colossesi 1:5,6). L'Evangelo è informazione riguardo a un evento storico nel passato.

2. Non c'è alcuna imperfezione nell'Evangelo

Esso è la perfetta opera di Dio in Gesú Cristo per il suo popolo. Ci sono due importanti aspetti di questo:

  • 1. L'Evangelo riguarda la perfetta opera di Dio in Gesú Cristo. Se non stiamo predicando un opera di perfezione in Gesú Cristo noi non stiamo predicando il'Evangelo. L'Evangelo non ha margini dimiglioramento. Qualunque cosa che ammetta un miglioramento (la vita Cristiana di santificazione per esempio) non può essere l'Evangelo. Ad esempio la fede è cosa buona, ma non è perfetta. Il ravvedimento è anch'esso cosa buona, ma nessuno di noi si ravvede come dovrebbe. Vivere santamente è buono e nessun uomo vedrà il Signore senza di esso, ma il nostro vivere piú santo è ben lungi dall'essere santo come si converrebbe. Nessuna di queste cose può qualificarsi come Evangelo.
  • 2. Il secondo aspetto importante è che l'Evangelo è informazione riguardo la perfetta opera di Dio in Gesú Cristo. E quand'anche il credente fosse perfetto, questo non c'entrerebbe niente con l'Evangelo. Esso riguarda Gesú Cristo come luogo dell'opera perfetta di Dio. Nulla che stia accadendo nel credente può essere chiamato Evangelo. Può essere chiamato il frutto dell'Evangelo, ma non è l'Evangelo. Siccome l'Evangelo è informazione riguardo l'opera perfetta di Dio in Gesú Cristo non c'è perciò altro nome sotto il Cielo per il quale noi dobbiamo essere salvati. L'Evangelo è informazione riguardo al solo Salvatore, solo mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Gesú Cristo.. L'Evangelo è esclusivo. Tutti gli altri mezzi di salvezza insegnati dalle chiese sono falsi. "Io sono la Via, la Verità e la Via, nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me".
  • 3. Il terzo importante aspetto è che l'Evangelo è informazione riguardo l'opera perfetta di Dio in Gesú Cristo per il Suo popolo. L'Evangelo è buone notizie per coloro che sono scelti in Cristo per la salvezza. Per loro è aroma di vita, ma per coloro che periscono è tanfo di morte. L'Evangelo NON è il messaggio "Dio ama ogni uomo", perché Dio NON ama ogni uomo.

3. L'Evangelo è potenza di Dio per la salvezza

Paolo ci dice che l'Evangelo è la potenza di Dio per la salvezza. Quelli che Dio intende salvare sono salvati dal messaggio predicato. Ci sono molti aspetti di questo punto che potremmo ulteriormente sviscerare, ma ci concentreremo su un punto che richiede un chiarimento, a giudicare dalla notevole quantità di letteratura religiosa sull'argomento.

Paolo dice che l'Evangelo è la potenza di Dio per la salvezza di tutti quelli che credono. Di solito intendiamo tale affermazione nel senso che se l'Evangelo viene creduto inizialmente, la salvezza ne seguirà. In altre parole noi pensiamo che una tale affermazione (l'Evangelo potenza di Dio) sia riferita quasi esclusivamente, se non esclusivamente, alla salvezza dell'incredulo.

L'Evangelo salva l'incredulo quando crede, ma Esso salva anche il credente mentre egli crede. Esso è la continua potenza di Dio per la salvezza del credente. L'Evangelo è ciò per il quale il credente è salvato all'inizio, durante e alla fine della vita Cristiana. Non c'è momento nella vita Cristiana nel quale l'Evangelo non lo salvi. Egli deve perciò guardare all'Evangelo in ogni momento della sua vita.

4. L'Evangelo e la santificazione sono due concetti ben distinti

L'Evangelo non equivale, nè include la santificazione. E siccome l'Evangelo e la santificazione non coincidono, non possiamo affermare che la santificazione sia ciò mediante il quale Dio ci salva. L'Evangelo è la potenza di Dio per la salvezza. Gli eletti sono rigenerati e in piú santificati dalla verità dell'Evangelo, ma l'Evangelo non è santificazione. Ancora una volta, non stiamo suggerendo neanche per un momento che la santificazione non sia importante. Anzi, non abbiamo proprio nessun problema a dire che nessun uomo sarà trovato compiacevole alla presenza di Dio senza di essa, ma quello che stiamo dicendo è che la santificazione sarà sempre un prodotto dell'Evangelo (Colossesi 1:5,6). Solo quello che è prodotto nelle nostre vite come diretto risultato dell'Evangelo è la vera santificazione. La santificazione necessita dell'Evangelo come sua sorgente e sua potenza. L'errore satanico del Cattolicesimo, dell'Ortodossia e dell'Arminianesimo è di aver mutato l'Evangelo in Santificazione. Quando questo succede la potenza della testimonianza Cristiana viene vista come l'emanazione di una vita santa. Ma noi dobbiamo realizzare che la santificazione è essa stessa il risultato e l'effetto della potenza di Dio nell'Evangelo.

Non solo la santificazione necessita dell'Evangelo come sua sorgente di potenza, ma necessita dell'Evangelo come sua costante protezione. Un vangelo senza alcuna santificazione è piuttosto facile da riconoscere ma una santificazione svuotata dell'Evangelo può essere molto piú difficile da identificare, specialmente in un epoca come questa nella quale si pensa che Evangelo e santificazione siano la stessa cosa. Se si permette alla santificazione, in tutto o in parte, di diventare vangelo otteniamo una santificazione avulsa dall'Evangelo. Rendere la santificazione equivalente all'Evangelo, o includere la santificazione nell'Evangelo vuol dire postulare una santificazione priva dell'Evangelo.

La santificazione necessita dell'Evangelo come sua protezione finale. Tutti quelli che sono salvati alla fine saranno salvati dagli stessi mezzi che in principio. La nostra santificazione non sarà capace di salvarci alla fine piú di quanto non fosse stata capace di farlo all'inizio. Quelli che pensano che la salvezza finale sia basata sulla nostra santificazione sono serviti.

"Quello di cui la chiesa ha bisogno oggi è piú santificazione!" - Questo è uno slogan udito di frequente oggigiorno. Peccato che piú spesso che no con questo si intenda voler elevare la santificazione allo status dell'Evangelo. Se l'Evangelo è quello che produce la genuina santificazione e la chiesa necessita di una piú genuina santificazione, allora la chiesa ha bisogno di piú dell'Evangelo. L'Evangelo è la potenza di Dio per produrre santificazione.

L'Evangelo è informazione riguardo a Gesú Cristo e nessun'altra persona. L'Evangelo è informazione riguardo a un evento storico nel passato. L'evento è passato, non presente o futuro. È un evento storico e non una esperienza esistenziale, un incontro o una relazione. Se non stiamo predicando a proposito di un evento storico nel passato, noi non stiamo predicando l'Evangelo. L'Evangelo è informazione riguardo la perfetta opera di Dio nel solo Gesú Cristo al posto del Suo popolo. Solo l'Evangelo è la potenza diDio per la salvezza, finanche la salvezza del cred ente. La  nostra santificazione dipende dall'Evangelo come sua sorgente, protezione e copertura finale davanti al trono del grande giudizio di Dio. Noi dobbiamo continuamente resistere alla tentazione di isolare la santificazione dall'Evangelo in ogni passo del cammino Cristiano. Coloro che identificano Evangelo e santificazione e coloro che desiderano includere la santificazione come parte dell'Evangelo finiscono col far divorziare la santificazione dall'Evangelo. Troppo spesso lo slogan "Santificazione, piú santificazione" va inteso come "Basta con l'Evangelo! Piú buone opere!" Questo Evangelo respinge gli altri vangeli, che non sono l'Evangelo.

5. La "Nuova Nascita" non è l'Evangelo

Quelli che predicano "Tu devi nascere di nuovo" come l'Evangelo predicano un falso vangelo. Tanto per cominiciare, la nuova nascita (che è Biblica) è l'opera dello Spirito Santo. È un evento che avviene nel peccatore. La nuova nascita non è l'opera perfetta di Dio in Gesú Cristo e non viene detto che sia la potenza di Dio per la salvezza. Eppure, molte prediche mettono la nuova nascita al posto di Gesú Cristo. Presentare la nuova nascita come l'Evangelo è un grave errore.

Infatti, è stato un errore del Cattolicesimo trattare la rigenerazione come se fosse l'Evangelo. E pure gli pseudo-evangelicali sono finiti nella stessa trappola. Quante volte abbiamo sentito presentare l'Evangelo come "Gesú verrà nel tuo cuore" o un sermone culminare con "Invita Gesú nel tuo cuore"? L'Evangelo non è la venuta di Gesú nel cuore del peccatore, ma è la venuta di Gesú nel mondo e il suo morire al posto del Suo popolo. Focalizzarsi sul cuore umano non è focalizzarsi su Gesú Cristo, non è predicare un evento storico nel passato, non è la potenza di Dio per la salvezza. Coloro che si focalizzano sul cuore non predicano la potente sorgente della santificazione, ma al contrario proprio quello che è ostile alla salvezza.

6. La Seconda Venuta non è l'Evangelo

Proprio come la nuova nascita è Biblica, anche la Seconda Venuta di Gesú Cristo è Biblica. Tuttavia, proprio come la nuova nascita non è l'Evangelo cosí anche la Seconda Venuta non è l'Evangelo. L'Evangelo è informazione intorno a un evento storico nel passato, laddove la Seconda Venuta è il futuro avvento del Figlio. E proprio come ci sono molti che sono cuore-centrici, qui-e-adesso-centrici cosí ci sono anche quelli il cui vangelo non è altro che il messaggio dell'eschaton. Ci sono molti che credono che quello di cui la chiesa necessita, se si vuole un risveglio, è una nuova esperienza del cuore. Ci sono anche quelli che credono che il segreto del risveglio sia predicarel'escatologia ma in questo modo sono il cuore e il futuro a diventare i perni della predicazione. Quel che Dio ha fatto in Cristo è subordinato a quello che Dio farà nel cuore del credente e quel che Dio ha fatto nel passato è subordinato a quello che Dio farà nel futuro. Quando questo avviene un falso vangelo viene predicato, e la santificazione el'escatologia vengono derubate della loro natura Biblica.

7. Il millennio non è l'Evangelo

Nelle ultime decadi c'è stato un crescente interesse nel post-millenialismo che insegna che saranno gli uomini - senza la presenza di Cristo - a innescare l'avvento del millennio. Come evento futuro, il  millennio, proprio come il rapimento o la Seconda Venuta, non può essere l'Evangelo. Coloro che propugnano questa teoria tendono a focalizzarsi sul millennio e le buone opere che sono richieste per il suo avverarsi. Essi svalutano, e in alcuni casi rinnegano la dottrina della giustificazione per sola fede. Ma il loro millennio, essendo futuro, non può essere l'Evangelo.

8. Il battesimo dello Spirito non è l'Evangelo

La preoccupazione del movimento carismatico non è l'Evangelo, e tantomeno il 'Pieno Evangelo' o 'Tutto l'Evangelo'. La preoccupazione dei carismatici è per lo Spirito e non per Gesú Cristo, con una esperienza presente o possibilmente futura e non con un evento storico nel passato, per i loro cuori e le loro vite e non per la vita e il cuore di Gesú Cristo. La preoccupazione dei carismatici non è per la perfetta opera di Dio in Gesú Cristo, ma per l'eccitante opera di Dio nel cuore del credente. Inoltre, quello che i carismatici considerano come dimostrazione della potenza di Dio non è altro che un diabolico sostituto di quello che Paolo chiama la 'potenza di Dio', e cioè l'Evangelo.

9. L'esortazione e una esperienza non possono essere il Vangelo

Poiché il Vangelo è informazione riguardo a un evento storico nel passato, esso non può essere sperimentato e non può essere una mera esortazione. Una esortazione o qualunque cosa che possa essere sperimentata non può essere l'Evangelo. Non stiamo affatto dicendo che non si debba esortare, ma piuttosto che quando esortiamo, ebbene, questo non è l'Evangelo. Come abbiamo visto, ci sono molti che credono che il risveglio della chiesa può essere ottenuto con una maggiore santificazione e con una esperienza piú profonda con Dio. Costoro dimenticano che la potenza di Dio è l'Evangelo (Romani 1:16). Il metodo per rendere il popolo di Dio piú santo è la predicazione dell'Evangelo. Quando esortiamo, noi dobbiamo impedire alla nostra santificazione dal mai diventare la nostra giustificazione. Le chiese oggi sono tese alla proclamazione di una 'maggior santificazione', di una maggior sforzo umano, di piú buone opere, prevalentemente perché i falsi vangeli che predicano sono completamente inefficaci. Se costoro predicassero - se costoro CREDESSERO - all'Evangelo di Gesú Cristo, ne seguirebbe una genuina santificazione come l'effetto segue la causa.

L'Evangelo, e nient'altro è la potenza di Dio per la salvezza.


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