Teologia/Risposte ad alcune idee erronee sul Calvinismo

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Risposte ad alcune idee erronee sul Calvinismo

Ciò che comunemente viene definito "Calvinismo" per noi è il modo migliore e più coerente di interpretare i dati della rivelazione biblica. Contrapponendosi, però, per molti suoi aspetti, alla comprensione oggi prevalente di questi stessi dati, il Calvinismo suscita reazioni e critiche spesso basate su incomprensione, pregiudizio ed ignoranza. Senza pretendere con questo di essere esaurienti, elenchiamo qui sotto una serie di punti che possano servire per chiarire quelli che spesso sono molti pregiudizi infondati sulla teologia riformata classica, o Calvinismo.

1. Spesso si considera "Calvinismo" ciò che in realtà è una sua versione estrema (denominata Iper-calvinismo) non condivisa dalla maggioranza di coloro che si riconoscono in questa linea.

2. Nell'ambito del Calvinismo stesso, su alcuni argomenti vi è diversità di opinioni e di prassi. Ad esempio, per quanto riguarda la forma di governo della chiesa, alcuni propendono per il presbiterianesimo, altri per il congregazionalismo; nel culto comunitario alcuni ritengono si debbano cantare esclusivamente i Salmi della Bibbia senza accompagnamento musicale, altri che sia legittimo cantare anche inni e far uso di strumenti musicali; al riguardo delle versioni della Bibbia da usare, alcuni ritengono che siano da usare solo le traduzioni basate sul tradizionale Textus Receptus, altri ammettono le versioni basate sul lavoro di ricostruzione del testo originale fatto dalla critica testuale moderna.

3. Il termine libero arbitrio o "libera volontà", per evitare ogni confusione deve essere definito. I calvinisti lo ammettono o lo negano a seconda della definizione che ne danno. Questo talvolta conduce ad accuse di contraddittorietà. Per definire questo termine, si consulti la Confessione di fede di Westminster, capitolo IX.

4. I calvinisti credono che l'essere umano sia responsabile delle proprie azioni e decisioni, ma negano la sua effettiva capacità di ravvedersi e di credere all'Evangelo per la sua salvezza senza che Dio stesso intervenga per rendere questo possibile, in quanto il peccato la pregiudica. L'essere umano nel suo stato naturale non è spiritualmente libero di volgersi con fede a Dio, perché la sua volontà è asservita al peccato e tendenzialmente ostile a Dio.

5. I calvinisti non credono che gli esseri umani siano come dei burattini, blocchi di legno o robot, ma esseri responsabili. Dio li tratta come tali, anche se si trovano in condizione di asservimento al peccato.

6. Non è vero che i calvinisti siano fatalisti. I calvinisti credono che Dio abbia preordinato il fine ma anche i mezzi per giungere a quel fine. E' per questo che essi credono nell'evangelizzazione come il mezzo per eccellenza che Dio usa per mettere in atto il Suo proposito di salvare gli eletti. Non è assolutamente vero che i calvinisti credano che Dio salvi esseri umani senza l'annuncio dell'Evangelo. I calvinisti, inoltre, credono nella preghiera.

7. I calvinisti credono che sia dovere di ogni essere umano quello di ravvedersi dei propri peccati e di credere all'Evangelo. A negarlo sono gli iper-calvinisti.

8. I calvinisti credono che sia da predicare a tutti indiscriminatamente (sia agli eletti che ai reprobi). Così pure afferma Calvino nel suo Commentario ad Isaia 54:13. A negarlo sono gli iper-calvinisti.

9. Non è vero che i calvinisti limitino il valore od il merito del sacrificio di Cristo sulla croce. Essi limitano ciò che Dio si è proposto di fare attraverso il sacrificio di Cristo sulla croce, cioè di concedere la grazia della salvezza solo ai Suoi eletti. Così come dice lo stesso Calvino, il sacrificio di Cristo, in sé stesso, ha una potenzialità illimitata, ma diventa efficace solo per gli eletti.

10. Non è vero che i calvinisti credono che i reprobi siano dannati indipendentemente dai loro peccati. Il fatto che Dio passi oltre ad un certo numero di persone lasciandole nei loro peccati, non è lo stesso che dire che Dio le destini alla dannazione in forza di un semplice Suo decreto.

11. Non è vero che i calvinisti predichino sempre sui loro "cinque punti" più di quanto sia vero che i dispensazionalisti predichino sempre sulle profezie o i pentecostali sempre sui doni dello Spirito Santo.

12. Non è vero che i calvinisti leggano i loro "cinque punti" in ogni testo della Bibbia. La maggior parte dei commentari biblici oggi apprezzati ed amati da cristiani di ogni tipo, come per esempio, quello di Matthew Henry, sono stati scritti da calvinisti.

13. Non è vero che i calvinisti neghino che gli esseri umani non possano opporre resistenza allo Spirito Santo. Essi credono che persino gli eletti possano resistere allo Spirito Santo, e di fatto vi resistono, fintanto che lo Spirito rigeneri il loro cuore e che cessino questa resistenza. I non-eletti Gli resistono con efficacia per tutta la loro vita.

14. Non è vero che i calvinisti credano che Dio salvi gli eletti contro la loro volontà trascinandoli per forza a Cristo come per i capelli, che piaccia loro o meno. Noi crediamo nella grazia irresistibile. La salvezza non prescinde dalla volontà umana. Nessuno è mai andato a Cristo senza volerlo o che si sia pentito di esserci stato portato.

15. Non è vero che i calvinisti credano che vi siano persone che pur volendo essere salvate non lo possono essere perché capita che non siano da contare fra gli eletti. Chiunque desidera essere salvato e per questo va a Cristo, lo sarà, perché solo negli eletti è suscitata questa volontà.

16. Dato che non abbiamo accesso al Libro della Vita e non sappiamo chi siano o non siano gli eletti, consideriamo ogni essere umano potenzialmente eletto e gli predichiamo l'Evangelo non disperando mai che giunga alla salvezza quand'anche fosse solo sul suo letto di morte.

17. I calvinisti credono nell'elezione incondizionata ma non nella salvezza incondizionata. Fra le due cose c'è differenza. Se uno non nasce di nuovo, non entrerà nel regno dei Cieli (Giovanni 3:3). Coloro che non si ravvedono dai loro peccati periranno (Luca 13:3). Se uno non si converte.... Queste sono tutte condizioni della salvezza.

18. I calvinisti credono che la rigenerazione preceda la fede in Cristo. Noi non confondiamo i termini rigenerazione con giustificazione o salvezza. Lo Spirito di Dio rigenera il peccatore eletto ponendolo in grado di abbandonare il suo peccato e d'abbracciare Cristo con fede, e così d'essere giustificato per fede e salvato per l'eternità. La rigenerazione, quindi, non è sinonimo di giustificazione o di salvezza più di quanto la persuasione di essere peccatori sia sinonimo di conversione a Cristo.

19. Perseveranza dei santi non significa che i calvinisti credano che, nel loro cammino di fede, non possano mai inciampare, cadere o tornare indietro. Significa che Dio, nella Sua potenza, indubbiamente li rialzerà, li riporterà sulla buona strada e li farà arrivare a suo tempo a destinazione (vedi 1 Giovanni 5:4-5 ecc.).

20. Alcuni calvinisti, al posto di Redenzione limitata preferiscono usare il termine Redenzione particolare, perché pure coloro che credono che la redenzione sia universale, in qualche modo, diverso, la sostengono.

21. I calvinisti non credono che Giovanni Calvino sia infallibile, più di quanto i metodisti credano che John Wesley sia infallibile, o i dispensazionalisti che Schofield o John Darby abbiano l'ultima parola su ogni cosa.

22. Sebbene i calvinisti credano che la grazia salvifica ed il ravvedimento siano doni di Dio accordati solo ai Suoi eletti, essi non credono che Dio si ravveda per loro o che per loro eserciti la fede. E' il peccatore eletto, abilitato dalla potenza di Dio, che di fatto si ravvede e crede da sé stesso.

23. Sebbene non vi possa essere alcuna via di mezzo fra le posizioni del calvinista e quelle degli altri, molti calvinisti credono che molti altri cristiani, che pure non sono calvinisti, di fatto predichino l'Evangelo. Nonostante le nostre differenze su molti dettagli, chi predica che Cristo sia morto per gli empi e chiunque si ravveda e creda all'Evangelo sarà salvato, di fatto predica l'Evangelo. Ci rallegriamo nella predicazione dell'Evangelo da parte di John Wesley tanto quanto crediamo l'abbia fatto George Whitefield, sebbene, naturalmente, crediamo che Whitefield sia un teologo migliore.

24. C'è differenza fra un paradosso ed una contraddizione. Sappiamo che Dio è sovrano e che l'essere umano sia libero di seguire i dettami della sua volontà. Dove le due linee si incontrino non ci è dato di saperlo. L'ignoranza del calvinista su questa questione è scusata da Deuteronomio 29:29.

25. Sebbene i calvinisti credano che persino gli atti peccaminosi siano preordinati da Dio (Efesini 1:11; Proverbi 16:4), questo rende certo il fatto, ma non necessario. Questo assolve Dio dall'accusa di essere autore del peccato. Questo spiega la Croce (Atti 2:23; 4:27-28; Luca 22:22).

Non crediamo che questo da solo convinca alcuno sulla correttezza della posizione calvinista e non si tratta du una difesa dottrinale del Calvinismo. Abbiamo solo voluto delineare in breve alcuni punti particolarmente incompresi. Per delle affermazioni definitive, si consulti la Confessione di fede di Westminster. E' particolarmente fastidioso vedere presso i nostri avversari ingiuste caricature della nostra fede.