Teopedia/Consiglio di Dio

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Consiglio di Dio

Il significato biblico di “consiglio di Dio”

Nel linguaggio italiano contemporaneo, il termine “consiglio” è comunemente inteso come suggerimento, parere, raccomandazione — qualcosa che può essere accettato o rifiutato, e che presuppone incertezza o dialogo tra pari. Questo uso, fortemente influenzato dall’inglese moderno (advice, suggestion), non corrisponde al significato biblico dell’espressione “consiglio di Dio”.

Nella Scrittura, e nella tradizione teologica che ne deriva, “consiglio” non indica mai un’opinione offerta, ma una deliberazione sovrana, ferma ed efficace.


1. Il termine nell’Antico Testamento

Nell’Antico Testamento, l’italiano “consiglio” traduce prevalentemente l’ebraico:

עֵצָה (ʿēṣāh)

Questo termine indica:

  • un piano deliberato,
  • una decisione ponderata,
  • un disegno stabilito.

Quando riferito a Dio, ʿēṣāh non ha mai il senso di suggerimento, ma quello di intento sovrano e irrevocabile.

Esempi chiave:

  • «Il consiglio del SIGNORE sussiste per sempre» (Salmi 33:11)
  • «Il mio consiglio sussisterà, e farò tutto ciò che mi piace» (Isaia 46:10)

Qui “consiglio” equivale a volontà decretante, non a orientamento opzionale.


2. Il termine nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento, l’espressione “consiglio di Dio” traduce soprattutto il greco:

βουλή (boulḗ)

e, in combinazione, βουλήματος (boulḗmatos)

Questi termini indicano:

  • una deliberazione interna,
  • una decisione presa dopo valutazione,
  • un disegno stabilito con autorità.

Nei passi citati da Ambrose, il senso è inequivocabile:

  • «Gesù fu consegnato secondo il determinato consiglio (βουλῇ) e la prescienza di Dio» (Atti degli Apostoli 2:23)
  • «per fare tutto ciò che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito» (Atti degli Apostoli 4:28)
  • «secondo il consiglio della propria volontà» (Lettera agli Efesini 1:11)

Qui il “consiglio” non è qualcosa che Dio propone, ma qualcosa che Dio stabilisce e realizza.


3. “Consiglio” e “volontà”: una distinzione importante

Nella Scrittura — e in Ambrose — è significativa la distinzione tra:

  • volontà di Dio,
  • consiglio della volontà di Dio.

La volontà può indicare ciò che Dio comanda o rivela;

il consiglio della volontà indica invece il disegno interno, eterno e nascosto, secondo il quale Dio ordina e governa tutte le cose.

Quando Ambrose scrive che:

«ora conosciamo la volontà di Dio, ma allora conosceremo il consiglio della Sua volontà»,

egli sta distinguendo tra:

  • ciò che Dio comunica ora per la fede,
  • e ciò che Dio renderà pienamente intelligibile nella gloria, quando il credente vedrà come ogni evento è stato parte di un unico disegno sapiente.

5. Indicazione al lettore moderno

Pertanto, ogni volta che in quest’opera si legge l’espressione “consiglio di Dio” o “consigli”, essa va intesa non come:

un consiglio dato,

ma come:

un disegno deliberato, eterno e sovrano, stabilito nella volontà di Dio e infallibilmente realizzato nel tempo.

Solo in questo senso l’espressione conserva la sua forza biblica, teologica e pastorale.