Teopedia/Counselling biblico

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Counselling biblico

L'evangelicalismo ha dato recentemente un significativo contibuto alla pratica della cura pastorale con l'emergere del counselling biblico o "nouthetic counselling" che si è posto in alternativa alla cosiddetta "psicologia cristiana" ed a quella secolare. Le carenze della psicologia cristiana sono state messe in rilievo da Jay E. Adams negli anni 1960-70 e a riscoprire il ruolo della Bibbia nel counselling, pregiudicato, a suo dire, da concezioni non cristiane.

L'origine del termine "nouthetic counselling"

Il termine nouthetic counselling così definito dal dott. Jay E. Adams, non è, secondo la sua concezione, un nuovo tipo di counselling. Esso risalirebbe ai tempi della Bibbia. L'aggettivo inglese nouthetic (difficilmente traducibile come tale in italiano) è, di fatto, biblico. Deriva dalla parola greca nouthesia (verbo: νουθετειν). Questo termine, usato nel Nuovo Testamento soprattutto da Paolo, viene tradotto: "istruire, insegnare, ammonire, esortare, avvertire, mettere in guardia, correggere, guidare e consigliare". È un concetto molto ricco che non trova un corrispettivo nella nostra lingua.

Tradotto normalmente, con "ammonire, esortare", il termine greco è composto da "nous" e dalla radice "tithemi". Con l'esortazione, l'ammonimento, a correzione, il ricordo, l'istruzione, l'incitamento , l'essere umano viene distolto da una strada errata e corretto nel suo comportamento. Mentre "didasko" riguarda il tentativo di influire e guidare l'intelletto, "noutetheo" indica piuttosto una pressione sulla volontà ed il sentimento. Il suo significato è più ristretto di quello di "paideo" e "paideia" (educare - educazione) che si riferiscono all'educazione del fanciullo con tutti i mezzi della pedagogia per introdurlo progressivamente nel mondo degli adulti. "Paideo" ha quindi sempre a che fare con soggetti immaturi, che talvolta devono essere trattati con durezza e severità. In "noutetheo", però, il significato di disciplinare è del tutto secondario e nel Nuovo Testamento non compare mai.

Esso descrive forse nel modo migliore il counselling biblico, e ricorre in brani come Romani 15:14: "Ora, fratelli miei, io pure sono persuaso, a vostro riguardo, che anche voi siete pieni di bontà, ricolmi di ogni conoscenza, capaci anche di ammonirvi a vicenda". In questo brano l'apostolo incoraggia i membri della chiesa di Roma a praticare un "counselling" informale reciproco, sicuramente da apprendere.

D'altro canto, i responsabili della comunità cristiana locale dovrebbero pure fare "nouthetic counselling" in modo formale come parte del loro ministero: "Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono" (1 Te 5:12). Esso fa parte dell'opera del ministro di Dio.

Testi biblici con nouthesia/nouthetein

Il counselling cristiano ha caratteristiche sue proprie che lo distinguono dalla pratica dei counsellor, psicologi e psicoterapeuti secolari. Jay E. Adams ha quindi ritenuto necessario utilizzare il termine neotestamentario "nouthesia" come pure l'aggettivo "nouthetic" non essendovi nulla nella nostra lingua che possa adeguatamente comunicarne la ricchezza del significato originale (le stesse traduzioni bibliche dei testi relativi utilizzano termini molto diversi e spesso discutibili. ll nouthetic counselling è caratterizzato da tre idee di fondo: confronto , sollecitudine, e cambiamento. In breve, il "nouthetic counselling" consiste nel dialogare amorevolmente con delle persone spinti da sincera sollecitudine per loro, al fine di aiutarle ad operare nella loro vita quei cambiamenti che Dio richiede da loro.

1. Confronto

Per confronto Jay E. Adams intende il cristiano che stabilisce un dialogo con un altro per aiutarlo a rapportare l'insegnamento della Bibbia alla vita di quest'ultimo. Egli lo mette a confronto con quanto la Bibbia afferma a proposito della situazione che questi sta vivendo, non con le proprie idee o le idee d'altri. Egli limita i suoi consigli strettamente a quanto insegna la Bibbia, credendo che: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona" (2 Ti. 3:16,17). Il "nouthetic counsellor" crede che tutto ciò che è necessario ad aiutare una persona ad amare Dio ed il suo prossimo come dovrebbe, può essere trovato nella Bibbia.

2. Sollecitudine

Con il termine sollecitudine Jay E. Adams intende che il counselling è sempre fatto per il beneficio di chi lo riceve. Il couselling biblico è sempre finalizzato per il suo bene. L'apostolo Paolo lo esprime così: "Vi scrivo queste cose non per farvi vergognare, ma per ammonirvi come miei cari figli" (1 Co. 4:14). L'apostolo dunque, li ammonisce, li esorta, li corregge "perché siete per me come figli che amo" (TILC). La natura familiare del termine noutetheo appare qui chiaramente. Nel counselling biblico vi è sempre un accento amorevole, cordiale, familiare perché i cristiani, come fratelli e sorelle, cercano di aiutarsi l'un l'altro a diventare come Cristo, loro "fratello maggiore". I cristiani considerano il counselling come parte del loro processo di santificazione per il quale un cristiano aiuta l'altro a superare una qualche difficoltà che gli impedisce di procedere nella sua crescita spirituale.

3. Cambiamento

Per cambiamento Jay E. Adams che il counselling è fatto perché c'è qualcosa nella vita di un altro cristiano che non corrisponde a ciò che la Bibbia si attende da lui e che quindi, gli impedisce di onorare Dio. Ogni counselling - sia quello biblico che ogni altro - è finalizzato al cambiamento. Solo un counsellor biblico sa quel che dovrebbe diventare la persona di cui si prende cura: dovrebbe essere sempre più simile a Cristo. Cristo è il modello. Il counselling biblico è fatto da cristiani che sono persuasi che Dio è in grado di operare i cambiamenti necessari allorché la Sua Parola viene comunicata alla persona nella potenza dello Spirito Santo. Essi sperano di aiutare ogni comunità cristiana interessata a sviluppare un programma di counselling nutetico affinché diventi una benedizione per tutti i suoi membri. L'importanza di questo counselling nelle chiese è sottolineato dall'apostolo Paolo quando descrive il suo ministero in Efeso: "Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime" (At. 20:31). Queste parole mettono in rilievo quanto fosse intensa e regolare la sua azione nutetica durante i tre anni di ministero in quella città. Se Paolo aveva ritenuto necessario svolgere un counselling nutetico per quell'intero periodo, certamente ne hanno bisogno pure le nostre chiese.

Un counselling direttivo

Il "nouthetic counselling" è centrato su Cristo ed è "direttivo", cioè si differenzia dalla metodologia "non-direttiva" secolare. Esso si avvale dell'autorità di Dio. Non è però né arbitrario né oppressivo. Non opera semplicemente come cassa di risonanza ma è un confronto diretto e usa il discernimento. Esso identifica dove vi possa essere un peccato o un errore, ammonisce, mette a confronto con la Parola di Dio; motiva al cambiamento, identifica dove la Parola di Dio fornisca indicazioni per risolvere un determinato problema, insegna la Parola di Dio; conduce alla confessione, al ravvedimento, alla riconciliazione ed alla riabilitazione; appoggia ed incoraggia a camminare con Dio.
Ogni qual volta il counselling biblico è applicato nell'autorità di Dio, arriverà sempre al punto e sarà diretto. Non si nasconde dietro parole vaghe. Il nouthetic counselling è attivo, non passivo. È volto a far operare un cambiamento, è radicale, presenta una chiara scelta: seguire la via di Dio o la via del peccato. "Predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza" (2 Ti. 4:2).
Il "nouthetic counselling" tende a risultati rapidi perché Jay E. Adams lo intende basato sulla Parola di Dio. "Santificali nella verità: la tua parola è verità ... conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv. 17:17; 8:32).

Un counselling fatto in spirito di preghiera

Intenzione del "nouthetic counselling" è di affidare la persona nelle mani di Dio e non di tenerla dipendente dal counsellor. Per questo, oltre a dare indicazioni sul come essere ubbidienti alla Parola di Dio, è appropriato e necessario che il counsellor preghi con il counsellee e porti ogni cosa davanti al Signore chiedendogli la Sua guida e rivelazione.
Il dono del discernimento assisterà il counsellor a identificare questioni come catene spirituali, dipendenza o peccati nascosti. Se il counsellee è disposto a seguire la via di Dio, ma ne è impedito interiormente da cause spirituali, dovrà prima esserne liberato.

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