Teopedia/Linguaggio sacramentale

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Il linguaggio sacramentale

Quando parliamo di “linguaggio sacramentale” non intendiamo un gioco di parole né una metafora poetica, ma un modo specifico di parlare che la Scrittura stessa usa quando tratta dei sacramenti.

Nei sacramenti Dio unisce strettamente un segno visibile a una realtà invisibile. Per questa unione istituita da Lui, la Bibbia attribuisce al segno il nome della cosa significata. Così il pane è chiamato “corpo” e il calice “sangue”: non perché la sostanza del pane si trasformi materialmente nel corpo, né perché il corpo venga localizzato dentro l’elemento, ma perché quel pane è il mezzo vero attraverso cui Cristo comunica realmente se stesso ai credenti.

Il punto decisivo è questo: nel linguaggio sacramentale il segno non è un simbolo vuoto, ma uno strumento efficace; tuttavia non è nemmeno la realtà in senso materiale. La natura del segno resta ciò che è (pane e vino), e la realtà significata resta ciò che è (il corpo glorificato di Cristo). L’unione è reale, ma è unione di comunicazione, non di trasformazione.

Il cosiddetto “rozzo letteralismo” invece prende le parole “questo è il mio corpo” come se implicassero un’identità fisica o ontologica. Così finisce per confondere il segno con la cosa, e spesso per attribuire al corpo di Cristo caratteristiche incompatibili con la sua vera umanità, come l’ubiquità o la presenza materiale in più luoghi contemporaneamente. In questo modo si perde anche il significato dell’ascensione: Cristo, secondo la sua natura umana, è glorificato presso il Padre, non diffuso fisicamente negli elementi.

Il linguaggio sacramentale, al contrario, custodisce tre verità insieme: la realtà della comunione con Cristo, la distinzione tra segno e cosa significata, e la fedeltà alla vera umanità del Signore. Quando il segno è chiamato con il nome della realtà, non si tratta di confusione, ma di una maniera di parlare fondata sull’azione e sulla promessa di Dio. È Dio che collega il segno alla grazia; per questo il segno può portarne il nome.

In sintesi, il linguaggio sacramentale è un modo di esprimersi in cui il segno visibile riceve il nome della realtà che comunica, perché Dio ha stabilito tra i due un legame efficace. Non è trasformazione materiale, non è simbolismo vuoto, ma comunicazione reale attraverso mezzi ordinati da Dio.


Riferimenti