Teopedia/Quattro doti del corpo glorioso
Le quattro doti del corpo glorioso: origine, significato e ricezione nella teologia riformata
1. Origine della dottrina
La dottrina delle quattro doti del corpo glorioso nasce nella teologia cristiana antica e viene sistematizzata nella scolastica medievale, soprattutto da Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiae (Supplementum, q. 82). Essa si fonda sull'idea che il corpo risorto dei credenti sarà trasformato in conformità al corpo risorto di Cristo, secondo Filippesi 3:21.
Anche i Padri della Chiesa – in particolare Agostino, Ambrogio e Gregorio Magno – avevano già posto le basi per questa dottrina, interpretando i testi biblici alla luce della resurrezione gloriosa e definitiva dei santi.
2. Le quattro doti
Secondo la formulazione classica, il corpo glorificato sarà dotato di quattro perfezioni soprannaturali, che ne trasformeranno la condizione pur mantenendone la natura umana:
a) Impassibilità (impassibilitas)
Il corpo non potrà più soffrire, corrompersi, ammalarsi o morire.
1 Corinzi 15:42: «…si semina corruttibile e risorge incorruttibile».
b) Chiarezza (claritas) Il corpo risplenderà visibilmente, manifestando la gloria dell’anima.
Matteo 13:43: «Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro».
c) Agilità (agilitas) Il corpo sarà pienamente sottomesso alla volontà dello spirito, capace di muoversi senza impedimenti fisici.
Deducibile, ad esempio, dalla libertà dei movimenti del Cristo risorto (Giovanni 20:19).
d) Sottigliezza (subtilitas) Il corpo sarà spiritualizzato, capace di penetrare la materia senza ostacoli.
Anch’essa dedotta dal fatto che Cristo entra a porte chiuse (Giovanni 20:26).
3. Ricezione nella teologia riformata
I teologi riformati accettano in parte il linguaggio delle doti del corpo glorioso, soprattutto per descrivere il corpo risorto di Cristo come modello della risurrezione dei credenti. Tuttavia, reinterpretano o rifiutano certe implicazioni della scolastica, in particolare la dottrina della sottigliezza penetrativa, che viene vista come contraria alla realtà fisica e spaziale del corpo umano.
- William Ames, ad esempio, in The Marrow of Theology (23.7–8), riconosce qualità come purezza, splendore, forza e agilità nel corpo di Cristo glorificato, ma afferma con forza che Cristo risorto ha conservato la vera essenza e i limiti spaziali di un corpo umano.
- Questa posizione si oppone anche alla dottrina luterana dell’ubiquità del corpo di Cristo, negando che il corpo glorificato possa essere in più luoghi contemporaneamente o occupare lo stesso spazio di altri corpi.
4. Conclusione
La dottrina delle quattro doti del corpo glorioso è una sintesi dottrinale nata dalla riflessione cristiana sul destino finale del credente e sulla gloria del Cristo risorto.
Pur non appartenendo in forma sistematica al patrimonio della Riforma, alcuni suoi elementi vengono assunti nella teologia riformata in quanto coerenti con l’insegnamento biblico. Tuttavia, ogni concetto viene sottoposto al criterio della Scrittura e alla distinzione tra ciò che appartiene alla rivelazione e ciò che è frutto di elaborazione teologica posteriore.