Teopedia/Quod licet Iovi, non licet bovi

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Quod licet Iovi, non licet bovi

Significato Letterale e Figurato

  • Traduzione letterale: "Ciò che è lecito a Giove, non è lecito al bue".
  • Significato figurato: Ciò che è permesso o considerato accettabile per una persona potente, importante o di alto rango, non è consentito a una persona comune, umile o di bassa condizione. In sintesi, le regole non sono uguali per tutti.

L'antitesi è molto forte:

  • Iovi (Giove): È il re degli dèi nella mitologia romana, la divinità suprema, onnipotente. Rappresenta il potere assoluto, l'autorità, l'eccellenza.
  • Bovi (al bue): È un animale da lavoro, simbolo di fatica, semplicità e sottomissione. Rappresenta la gente comune, i sudditi, chi non ha potere.

Il messaggio è che chi sta in alto (Giove) può permettersi azioni, libertà o comportamenti che sono severamente proibiti o socialmente inaccettabili per chi sta in basso (il bue).

Contesti d'Uso

Questa espressione è estremamente versatile e può essere utilizzata in molti contesti, sia seri che informali:

  1. Per Denunciare un'Ingiustizia o un Privilegio È l'uso più comune. Si utilizza per sottolineare una disparità di trattamento percepita come ingiusta.
    • Esempio: "Il dirigente è arrivato a mezzogiorno, ma il suo assistente è stato rimproverato per un ritardo di cinque minuti. Proprio quod licet Iovi, non licet bovi."
  2. In Ambito Lavorativo Per evidenziare le diverse regole che si applicano ai capi rispetto ai dipendenti.
    • Esempio: "Ai manager è consentito lavorare da casa quando vogliono, ma a noi impiegati no. La solita storia: quod licet Iovi, non licet bovi."
  3. In Ambito Familiare o Scolastico Per riferirsi a diverse libertà concesse in base all'età o al ruolo.
    • Esempio: "Mio fratello maggiore può uscire la sera, ma io no perché sono più piccolo. Quod licet Iovi, non licet bovi!" (detto in tono di lamentela).
  4. In Politica e nella Cronaca Spesso usato dai giornalisti o dai commentatori per criticare il fatto che personaggi pubblici o politici sembrino al di sopra della legge.
    • Esempio: "L'onorevole non sarà indagato per lo stesso reato per cui un cittadino comune sarebbe già in carcere. Quod licet Iovi, non licet bovi."
  5. In Tonio Scherzoso o Ironico Può essere usato tra amici in modo leggero per sottolineare una piccola disparità.
    • Esempio: "Tu puoi fare commenti su tutto il menu, ma quando io critico il dolce, mi dai del pignolo? Eh, quod licet Iovi..."

Una Curiosità: le Origini

L'espressione non proviene direttamente da un autore classico come Cicerone o Ovidio, ma si ritiene sia la versione latina di un detto popolare più antico. La sua forma più nota e consolidata appare nel dramma Andria (1666) del commediografo francese Jean de Santeul, ma il concetto è sicuramente molto più antico e riflette una verità sociale universale.

In sintesi, "Quod licet Iovi, non licet bovi" è un modo colto ed efficace per esprimere un concetto che purtroppo (o per fortuna, a seconda di quale sia il ruolo di "Giove" in quella situazione) tutti abbiamo sperimentato: il doppio standard.

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