Teopedia/Religione imperiale

Da Tempo di Riforma Wiki.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Ritorno


Religione imperiale (secondo Ida Glaser)

La "religione imperiale" secondo la docente di teologia comparata Ida Glaser[1] assume il concetto del “triangolo pericoloso”popolo, potere, terra — ed è una chiave interpretativa particolarmente incisiva per comprendere la degenerazione della religione quando essa viene assorbita in un progetto politico-identitario.


1. Il triangolo in sé: buono nella creazione

Glaser non parte da una visione negativa. I tre elementi sono, originariamente, buoni e ordinati da Dio:

  • Popolo → l’umanità come comunità concreta, storica
  • Terra → lo spazio donato da Dio per vivere, coltivare, abitare
  • Potere → l’autorità necessaria per custodire, governare e ordinare la vita

Nella prospettiva biblica, questi tre elementi sono tenuti insieme da Dio al centro.

Il punto decisivo è questo:

il potere non è autonomo, la terra non è possesso assoluto, il popolo non è assoluto — tutto è sotto l’autorità di Dio.

In termini classici della teologia riformata: si tratta di una struttura creazionale ordinata alla signoria divina.


2. La corruzione: quando Dio viene rimosso dal centro

Il “triangolo” diventa pericoloso quando avviene uno slittamento:

👉 Dio viene sostituito da uno dei tre poli, oppure da una loro fusione ideologica.

Nasce così quella che Glaser chiama religione imperiale.

Le dinamiche tipiche:

  • Il popolo diventa assoluto → identità etnica o nazionale sacralizzata
  • La terra diventa assoluta → territorio trasformato in diritto sacro e intoccabile
  • Il potere diventa assoluto → autorità che si auto-legittima religiosamente

Il risultato è una sintesi esplosiva:

un popolo “eletto” + una terra “promessa” + un potere “legittimato da Dio”

Qui la religione non serve più a sottomettere l’essere umano a Dio, ma a giustificare il dominio umano.


3. Il passaggio decisivo: dalla fede all’ideologia

Quando il triangolo si chiude senza Dio al centro:

  • la religione diventa strumento di legittimazione politica
  • la teologia diventa retorica sacralizzante
  • l’etica viene subordinata all’identità collettiva

È ciò che Glaser individua come struttura ricorrente:

la religione viene usata per mantenere il popolo nella terra mediante il potere

Questa è, in sostanza, una forma di idolatria collettiva.


4. Il modello biblico: Babele come paradigma

Glaser legge la Torre di Babele (Genesi 11) come esempio archetipico:

  • “facciamoci un nome” → assolutizzazione del popolo
  • costruzione della città e della torre → controllo della terra
  • progetto unitario centralizzato → concentrazione del potere

La religione (la torre come simbolo cultuale) diventa:

mezzo per consolidare potere politico e territoriale

E proprio per questo Dio interviene in giudizio.


5. Le ricorrenze storiche

Questo schema si ripete nella storia:

  • imperi antichi (Egitto, Babilonia, Roma)
  • monarchie sacralizzate
  • forme di nazionalismo religioso
  • ideologie che fondono identità, territorio e missione storica

Dal punto di vista teologico, il problema non è politico in sé, ma idolatrico:

si attribuisce a realtà create (popolo, terra, potere) un significato ultimo.


6. Valutazione teologica

Dal punto di vista biblico-classico si possono fare alcune osservazioni:

a. Continuità con la Scrittura

  • forte consonanza con la critica profetica all’abuso del potere
  • affinità con la dottrina che la terra appartiene a Dio (Levitico 25:23)
  • parallelismo con la tentazione di Cristo (Matteo 4): potere + regni + dominio

b. Punto sensibile

Glaser tende a leggere questi fenomeni in chiave ampia e contemporanea; ciò richiede discernimento:

  • non ogni legame tra popolo e terra è idolatrico
  • non ogni uso pubblico della religione è “imperiale”

Il criterio decisivo resta:

chi è al centro: Dio oppure l’uomo collettivo?


7. Sintesi

Il “triangolo pericoloso” non è altro che questo:

Quando popolo, terra e potere si saldano tra loro e la religione li legittima, nasce un sistema idolatrico che tende inevitabilmente all’oppressione.


📚 Riferimenti bibliografici essenziali

Opere di Ida Glaser

  • Ida Glaser, The Bible and Other Faiths: Christian Responsibility in a World of Religious Pluralism, IVP Academic, 2005
  • Ida Glaser, Thinking Biblically about Islam: Genesis, Qur’an and the People of God, Langham, 2014

(Il concetto del “triangolo” emerge in forma tematica nei suoi scritti e insegnamenti, anche se non sempre come categoria formalizzata in un unico volume.)


Studi correlati (utili per approfondire il tema)

  • Christopher J. H. Wright, The Mission of God, IVP, 2006 → rapporto tra Dio, terra, popolo e missione
  • Walter Brueggemann, The Land, Fortress Press, 1977 → teologia biblica della terra e sue distorsioni
  • John Howard Yoder, The Politics of Jesus, Eerdmans, 1972 → critica teologica al potere politico sacralizzato
  • Oliver O’Donovan, The Desire of the Nations, Cambridge, 1996 → teologia politica cristiana classica

Note

  1. Ida Glaser è la Coordinatrice Accademica Internazionale e Membro Fondatore dell'Oxford Centre for Muslim Christian Studies, dove supervisiona numerosi progetti internazionali. In precedenza ha insegnato Corano e Bibbia, e storia del dialogo musulmano-cristiano all'Università di Edimburgo, e i suoi interessi di ricerca si concentrano sulla lettura della Bibbia nel contesto dell'Islam. È membro associato dello staff di Wycliffe Hall, a Oxford. Ida ha insegnato fisica in contesti islamici e ha svolto attività di evangelizzazione in ambito ecclesiale nelle aree multietniche delle città britanniche. Ha lavorato a contatto con persone di altre fedi per Crosslinks, l'Agenzia Missionaria Anglicana, ed è stata direttrice di Faith to Faith, una società di consulenza cristiana sulle altre fedi. Il suo dottorato di ricerca ha esaminato Genesi 1-11 nel contesto di materiale coranico parallelo. Ha insegnato relazioni musulmano-cristiane a livello post-laurea in Giamaica, Nigeria, Filippine e Regno Unito.