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Presa di Posizione Numero 18

18.La chiesa e la società

Adattamento di Giorgio Modolo di un pensiero di Stephen Perks 

125 anni fa, nell’enciclica Immortale Dei, Leone XIII  dichiarò:

"Vi fu un tempo in cui la filosofia del Vangelo governava la società: allora la forza della sapienza cristiana e lo spirito divino erano penetrati nelle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in ogni ordine e settore dello Stato, quando la religione fondata da Gesù Cristo, collocata stabilmente a livello di dignità che le competeva, ovunque prosperava, col favore dei Principi e sotto la legittima tutela dei magistrati; quando sacerdozio e impero procedevano concordi e li univa un fausto vincolo di amichevoli e scambievoli servigi”

Questa potrebbe essere una definizione del regno di Dio, non è perfetta, è tuttavia migliore di quella che può fornire l’evangelicale medio. In sostanza, il regno di Dio è un ordine sociale — il vero ordine sociale. Credo sia chiaro a tutti che da allora le cose per il regno di Gesù sono peggiorate malgrado una crescita delle chiese evangeliche.  Come possiamo inquadrare la nostra situazione?

Nella Bibbia non c’è un comando esplicito di Gesù di fondare chiese, Il comando è: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia” e “Ammaestrate le nazioni insegnando loro di osservare tutto ciò che vi ho comandato” La richiesta di Gesù è che diamo vita ad una società fondata sui suoi comandamenti. In questo compito la chiesa è importante ma non è il tutto. 

Dal 1800 il Vangelo ha smesso sempre più di funzionare come verità pubblica nelle nazioni occidentali. Qualunque cosa una società consideri verità pubblica inevitabilmente funzionerà come la religione di quella società. Ciò che funziona come verità pubblica nelle moderne nazioni occidentali è l'umanesimo secolare. L'umanesimo secolare è oggi la religione dell'Occidente. Il cristianesimo è stato ridotto allo status di mero culto o setta misterica, cioè una setta della salvezza personale.

Ma l'umanesimo secolare è troppo relativistico per funzionare come base stabile per la civiltà e alla fine, nel tempo di qualche generazione dovrà lasciare il posto a qualche altro fondamento religioso. Benché non sia il solo contendente,  solo il cristianesimo può fornire una base vera, stabile e duratura per la civiltà, e l'abbandono del cristianesimo come verità pubblica ha portato il mondo nel caos. La risposta al caos che il mondo moderno deve affrontare è quindi la rinascita del cristianesimo come verità pubblica, vale a dire come fondamento religioso della nostra civiltà, nei cui termini sia le singole persone che le nazioni, con i loro governi civili, devono organizzare la loro intera vita conforme ai precetti e agli insegnamenti della Bibbia. In altre parole, il cristianesimo deve essere la religione consolidata di tutte le nazioni. 

Questo è esattamente ciò che richiede il Grande Mandato.

Ma ciò non sarà possibile senza la manifestazione del Regno di Dio nella vita dei singoli cristiani e delle comunità cristiane di tutte le nazioni come un ordine sociale concreto che esibisca al mondo come dovrebbe essere la vera società, e così facendo chiami il mondo al pentimento e alla fede nel Signore Gesù Cristo. Senza la manifestazione in forma tangibile di questo ordine sociale profetico sulla terra, il mondo non sarà vinto per Cristo. La comunità cristiana deve essere una luce per il mondo. Solo quando quella luce sarà vista, cioè solo quando i cristiani saranno visti vivere come un vero ordine sociale che trasforma l'intera vita dell'uomo, il mondo sarà attratto da esso:

Isaia 2 : 2-4 dice: “Negli ultimi giorni avverrà che il monte della casa dell'Eterno sarà stabilito in cima ai monti e si ergerà al di sopra dei colli, e ad esso affluiranno tutte le nazioni. Molti popoli verranno dicendo: ‘Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri’. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola dell'Eterno. Egli farà giustizia fra le nazioni e sgriderà molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione e non insegneranno più la guerra”.

I cristiani evangelici parlano molto della chiesa e poco del regno di Dio e  non lo definiscono mai. Questo perché la visione del mondo della maggior parte dei cristiani è dualista e la spiritualità che domina la loro comprensione della fede è una specie di gnosticismo cristianizzato. Ma nella visione pietista / dualista del mondo diventa impossibile realizzare il regno di Dio in una forma tangibile, ed è per questo che i cristiani non ne parlano e non possono spiegare di cosa si tratti. Chiedete a un cristiano cosa sia il regno di Dio. Difficilmente otterrete una risposta adeguata, solo un sacco di pio blaterare sui valori e sui principi del regno, e molto probabilmente un sacco di assurdità super-spirituali che non sono altro che un dualismo sottilmente mascherato. La definizione più comune è che sia: “Il regno di Cristo nel cuore del credente”. Il regno di Dio è incompatibile con la visione del mondo dualistica / pietistica, e poiché quella visione del mondo domina la chiesa, la Chiesa non può definire il regno di Dio o tantomeno realizzarlo in modo realistico o coerente. Il meglio che la chiesa riesce a fare è meramente realizzarne qualche aspetto.

Leggo una citazione da uno dei miei autori preferiti:

“Di fronte alle fine di un’epoca, in particolare di una che merita di morire, il cristiano deve ancora una volta riaffermare la cristianità come totale modello di vita. Ciò significa che i cristiani e le chiese sono negligenti nel loro dovere se non ripensano ogni campo di vita, pensiero ed azione nei termini delle Scritture. Non si può permettere che nessuna area di pensiero rimanga fuori dal dominio di Cristo. Nella misura in cui le chiese e i cristiani perseguono un’opera di raccolta delle briciole anziché esercitare il dominio, il mondo continuerà a sprofondare nella propria decadenza e finirà in rovine prima che venga il rinnovamento”.

Ma la chiesa non va mai più in la delle briciole. 

Allora,  cos’è il regno di Dio?

Il regno di Dio è un ordine sociale profetico controrivoluzionario strutturato dal patto di grazia, la vera società che Dio intende per l’umanità. Forse è meglio che definisca rapidamente questi termini per evitare fraintendimenti: profetico perché è un ordine sociale che annuncia la potenza del vangelo con la sua esistenza; controrivoluzionario perché è fondato non sulla coercizione ma sulla convinzione e accettazione del progetto da parte di un numero sempre maggiore di convertiti ed eventualmente di non convertiti che lo accettano volontariamente per i benefici che conferisce a chi vi partecipa, strutturato dal patto di grazia, anche questa un’espressione che non viene mai definita dagli evangelicali. Ci sono 5 punti che Dio rivela nel patto di grazia: 1) la trascendenza e sovranità di Dio; 2) a quali autorità visibili Dio richiede che ci sottomettiamo; 3) le leggi per cui dobbiamo vivere; 4) quali sono le benedizioni per l’obbedienza a queste leggi e quai le maledizioni per la disobbedienza; e 5) chi eredita la terra: i miti, cioè un’escatologia positiva.  Questo ordine sociale è ciò che è comandato a tutti i cristiani di cercare ora sulla terra, prima di ogni altra cosa. Non è qualcosa che meramente aspettiamo con la risurrezione, ma qualcosa che dobbiamo cercare di realizzare ora sulla terra pur sapendo che sarà solo uno dei tanti tentativi imperfetti e non raggiungerà la pienezza fino al ritorno di Gesù. Se questo non è l'obiettivo centrale della nostra vita, le assemblee dei cristiani, cioè la chiesa, diventa semplicemente una setta misterica cristiana - che purtroppo è ciò che è avvenuto. Pertanto, la cosa più importante che come cristiani dobbiamo cercare in questa vita è l'instaurazione di questo ordine sociale come una vera comunità, una vera società. Secondo Gesù nient'altro viene prima di questo nella nostra vita poiché egli ci dice di cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia. Intendiamoci bene, la chiesa ha una parte da fare e una parte importante, ma nelle condizioni attuali più che mai la chiesa non può avere successo nemmeno nella predicazione del vangelo perché non ha una visione del mondo (il pre-evangelismo come lo chiamava Schaeffer). A differenza di Comunismo, Umanesimo e Islam,  che hanno un progetto di trasformazione dell’individuo, della società, dell’economia, e hanno leggi per ottenere questi risultati, l’evangelicalismo oggi presenta solo un vangelo della salvezza individuale post mortem. Come possiamo rovesciare biblicamente questa situazione?

Menzionerò quattro aree (e questo non è un elenco esaustivo, ce ne sono anche altre, ma da qualche parte devo iniziare): 

1. far funzionare un sistema educativo cristiano; 

2. un sistema di welfare cristiano; 

3. un sistema di arbitrato cristiano; 

4. un servizio medico cristiano. 

1. Un sistema educativo cristiano cominciando con la scuola parentale per il periodo dell’obbligo e appoggiandosi al sostegno della chiesa intera per l’istruzione successiva. Il dovere di educare i figli è dato da Dio ai genitori che dovrebbero svolgere questo compito con risorse proprie. Considerati però i tempi speciali in cui viviamo a volte potrà essere necessario l’intervento eccezionale della chiesa per aiutare famiglie che ne abbiano bisogno. La cosa più urgente da fare è la produzione di un curriculum di studi cristiano nelle varie materie che i genitori possano utilizzare come sussidio educativo. Personalmente ho messo gratis on-line alcuni libri interessanti sul soggetto. La Filosofia dell’Istruzione Cristiana spiegata, di Stephen Perks, spiega le ragioni per cui l’istruzione cristiana è necessaria e che è più un’introduzione al tema che un sussidio; un altro è le Istituzioni della legge biblica di Rushdoony che viene invece usato nelle scuole cristiane di Stati Uniti e Sud America nei corsi di scienze sociali per le classi medie o superiori, un altro ancora potrebbe essere utilizzato per insegnare storia. Si tratta de I Fondamenti dell’Ordine Sociale. Cercateli sul sito www.cristoregna.it nella sezione “Libri”. 

2. Un sistema di welfare cristiano, cioè un diaconato che si prende cura di chi è solo e indigente: vedove, orfani, stranieri. Per fare questo è necessario che i cristiani siano convinti che la decima è ancora una richiesta di Dio e che buona parte di essa dovrebbe essere usata per questi scopi anziché per esempio per l’acquisto di edifici. Prima ancora di questo però è necessario che la chiesa insegni l’autogoverno del cristiano sotto Dio anche nella sfera economica. Troppi cristiani direbbero che non ce la fanno a dare la decima o di più perché hanno il mutuo da pagare, il prestito per l’auto, l’asilo dei bimbi, ecc. Qui come per l’istruzione la richiesta è di uno stile di vita completamente diverso da quello del mondo, uno stile di vita che vede i figli prendersi cura dei genitori non autosufficienti.

3. Un sistema di arbitrato cristiano fondato sulla legge di Dio. I tribunali di oggi non forniscono giustizia per il motivo indicato da Leone XIII e cioè che la chiesa non informa più il magistrato, ma non è una novità. Anche Gesù insegnò che è meglio mettersi d’accordo col proprio nemico prima di giungere dal giudice e non intendeva necessariamente il Giudice con la G maiuscola. Paolo insegna la stessa cosa in 1° Corinzi 6. I primi cristiani come facevano e fanno ancora gli ebrei, non si affidavano a tribunali pagani se non ne erano costretti. In genere si sottomettevano all’arbitrato degli anziani. Mentre questo fatto possiede una scarna registrazione scritta, la storia c’insegna che i primi cristiani facevano così. La società del IV secolo, spesso inclusi i non credenti, era abituata a portare le proprie liti davanti al vescovo piuttosto che davanti a un giudice romano perché più certa di ottenere giustizia. Quando Costantino riformò l’impero fu praticamente costretto a fare dei vescovi allora in carica anche dei magistrati civili. La separazione dovuta è tra stato e chiesa, non tra stato e religione. Gli abusi che ne seguirono non furono dovuti al sistema in sé ma al fatto che i vescovi erano già ridiventati pagani da un paio di secoli.

4. Un servizio medico cristiano al momento sembra forse la cosa più difficile per i costi di persone  e strumenti altamente specializzati. Non ho suggerimenti su questo punto importante se non che la chiesa l’ha sempre visto come un proprio ambito d’influenza costruendo ospedali e lazzaretti e altri edifici per il recupero di persone malate e moralmente o fisicamente perdute. Forse si potrebbe iniziare con un’assicurazione privata che possa coprire le spese ospedaliere in ospedali o ambulatori scelti dal contraente. Il cristiano potrebbe a quel punto scegliere realtà che non praticano aborto ed eutanasia premiandole e promuovendole anche dal punto di vista economico e d’immagine.

Queste sono tutte aree in cui la chiesa in passato ha lavorato e ha avuto un effetto di trasformazione della società. Ci sono molti esempi storici su queste aree e su come il cristianesimo abbia cambiato le cose. Quindi mi concentro su queste cose. la medicina è la più difficile al momento, ma l'educazione ha maggiori opportunità e possiamo iniziare subito e otterremo molto.

Quindi un ordine sociale cristiano avrebbe un modo molto diverso di educare, di fornire assistenza, di risolvere le controversie e, in ultima analisi, di procurare guarigione. Ma anche, dobbiamo modellare per il mondo come sono le imprese cristiane e l'etica degli affari cristiana, come è generalmente la cultura cristiana, e qui le arti e i media possono essere un buon modo per trasmettere il messaggio. Nessun ambito della vita dovrebbe essere lasciato fuori, ma dobbiamo iniziare da qualche parte e non possiamo farlo tutto in una volta. Più persone abbiamo insieme, più possiamo fare per mostrare concretamente al mondo cos'è un ordine sociale cristiano, mostrare al mondo cosa dovrebbe essere la vera società.  Dobbiamo essere un ordine sociale profetico controrivoluzionario, che chiama il mondo al pentimento non solo con le parole, ma mostrando come dovremmo vivere.

Mentre lo facciamo, non dovremmo vederlo solo come qualcosa che facciamo per noi stessi. Non si tratta di creare un ghetto, ma piuttosto di sfidare il mondo, chiamandolo al pentimento dimostrando com'è il Regno di Dio in modo che vi entrino. In tutte queste cose dobbiamo sfidare e portare questo messaggio al mondo, chiamandolo a pentirsi. Man mano che la cultura cristiana cresce, non dovrebbe lasciare il mondo e andare nel deserto, ma sfidare il mondo e soppiantare la cultura del mondo con una cultura cristiana, discepolando così la nazione al Signore Gesù Cristo.