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Un tavolo con una sola gamba: l’Evangelicalismo alla luce del Catechismo di Heidelberg

Ho usato questa analogia perché vorrei stimolare uno studio sul ruolo (mancato) della legge di Dio nella maggior parte se non in tutto il mondo evangelicale come avremo modo di vedere. A Dio piacendo in futuri incontri proveremo a guardare alla teonomia anche da prospettive diverse. Ho scelto di partire da qui. Un tavolo con una sola gamba non può reggersi in piedi. Ci vogliono almeno tre gambe per avere un tavolo utilizzabile come tale. Ho scelto di usare questa figura del tavolo perché, come è noto, il Catechismo di Heidelbergh è diviso in tre parti, le tre gambe della figura che useremo oggi. La mia tesi è che il moderno evangelicalismo ha solo la seconda gamba, la sua bellissima, perfettissima, insegnatissima, soteriologia. Le altre due gambe: la legge per conoscere la nostra miseria che ci volge alla salvezza in Cristo e la legge per essere grati della salvezza ricevuta, vale a dire la legge come guida alla santificazione, sono completamente mancanti. Qualcuno obbietterà che non sia completamente vero. Se si da per buona l’interpretazione pietista della legge che la spiritualizza, non è completamente vero. Ma se stiamo parlando dell’applicazione pratica della legge, dei 613 esempi di casuistica contenuto nel pentateuco che spiegano la legge più l’interpretazione dei profeti, la mia asserzione è verace. Qualcuno obbietterà che questa affermazione è iperbolica. Non lo è, io includo nella lista dei molti antinomisti anche tutti coloro i quali chiamano la legge di Dio: la legge morale ammettendo che sia ancora valida. Valida sì, ma in modo pietista, spiritualizzandola, separandola da tutte le sue applicazioni giuridiche e societarie, trasformandola da legge per un popolo, per la costruzione di una civiltà, a legge spirituale per individui. Lasciatemi fare la mia tesi e vedremo. Ovviamente non farò un’esegesi anacronistica del catechismo. A quei tempi lo stato era uno stato cristiano e limitato, limitato specialmente dalla chiesa. Noi viviamo in tempi totalmente diversi, sotto uno stato pagano e totalitario. Obiezione: cosa c’interessa dello stato, noi siamo la chiesa. Ci interessa perché nel regno di Dio troviamo di nuovo questo numero 3, tre colonne portanti, la famiglia, la chiesa e lo stato —Lo stato cristiano perché I Timoteo 1: 8-10 parla dell’uso uso legittimo della legge contro i criminali e Romani 13 chiama il magistrato vendicatore di Dio con ira. Porta la spada per punire chi fa il male. Assumo che per essere vendicatore di Dio con ira il criterio che il magistrato usa per discernere il bene dal male sia quello della legge di Dio, non quello della legge delle nazioni.

Ma cominciamo col catechismo.

D. 1 In che consiste la tua unica consolazione In vita e in morte?

R. Nel fatto che col corpo e con lanima, in vita e in morte, non sono più mio, ma appartengo ai mio fedele Salvatore Gesù Cristo, il quale col suo prezioso sangue ha pienamente pagato il prezzo di tutti i miei peccati e mi ha redento da ogni potere del diavolo; e mi preserva così che neppure un capello può cadermi dal capo senza la volontà del Padre mio che è ne! cielo; ed anzi ogni cosa deve cooperare alla mia salvezza. Pertanto, per mezzo del suo santo Spirito egli mi assicura anche la vita eterna e mi rende di tutto cuore volenteroso e prontoa vivere dora innanzi per lui.

D. 2 Quante cose ti è necessario conoscere per poter vivere e morire nella beatitudine di questa consolazione? (Cioè perché tu possa essere sicuro della tua salvezza)

R. Tre cose: in primo luogo, la grandezza del mio peccato e della mia miseria; secondariamente, come sono redento da tutti i miei peccati e dalla mia miseria; ed infine, come debbo essere grato a Dio di questa redenzione.

Ci sono tre gambe al tavolo della fede salvifica. Due sono costituite dalla legge, la legge come pedagogo per portarci a Cristo e la legge come criterio per la santificazione. Togliete la legge e il tavolo non starà in piedi. La mia tesi è che l’evangelicalismo è un tavolo con una sola gamba, la sua soteriologia.

D. 3. Che cos'è che ti fa prendere coscienza della tua miseria?

R. La Legge di Dio, espressa in modo chiaro ed autorevole dalla Bibbia.

D. 4 ...e che cosa esige da noi la legge divina?

R. Ce lo insegna Cristo con un sommario: "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la forza tua. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti” (Mt. 22:34-40; Mr. 12:28-34).

La prima cosa da conoscere, dunque è la propria miseria e questa conoscenza proviene dalla legge di Dio che il catechismo menziona nel suo sommario più conciso che compendia tutta la legge e i profeti.

Quindi la prima parte della mia tesi dice che se non sono predicati la Legge e i Profeti non ci può essere conoscenza della propria miseria, di conseguenza non ci può essere genuino pentimento.

Proviamo ora a fare un breve esame della legge di Dio che ci accusa di peccato e per questioni di tempo questa breve panoramica della legge come accusa vale pure per la terza gamba mancante, la legge come espressione della nostra gratitudine, come guida alla nostra santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore (R. 115 per essere sempre più rinnovati a sua immagine). Facciamo parlare il Catechismo:

D. 86. Poiché siamo liberati dalla nostra miseria dalla grazia di Cristo, senza alcun merito da parte nostra, perché dobbiamo compiereancora delle opere buone?

R. Perché, dopo averci riscattati con il suo sangue, Cristo ci rinnova con il suo Santo Spirito a sua immagine, affinché ci mostriamo riconoscenti verso Dio per i suoi benefici con tutta la nostra vita e lo glorifichiamo (lo lodiamo): Inoltre, affinché anche noi siamo assicurati della nostra fede mediante i frutti che essa porta e affinché con la santitàdella nostra condotta(non con la nostra soteriologia)conquistiamo il nostro prossimo a Cristo.

D. 87. Non possono essere quindi salvati coloro che non si convertono a Dio ma persistono nella loro condotta ingrata e impenitente?

R. In nessun modo. La Scrittura dice, infatti: né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.

Quest’ultimo riferimento acclara che si tratta di tutta la legge di Dio, Romani 13 e I Timoteo 1 acclarano che il cristiano non solo si è pentito di questi peccati ma anche promuove uno stato che punisce questi reati. [Gesù fu chiamato un “ubriacone” dai farisei (Mt. 11:19; Lc. 7:14), questa parola fa riferimento a De. 21 e descrive un figlio “caparbio e ribelle” che doveva essere consegnato alle autorità dalla famiglia.]

D. 91. Quali sono dunque le opere buone?

R. Solo quelle che procedono da una vera fede, che sono fatte secondo la legge di Dio e per la sua gloriae non quelle che facciamo di testa nostra (sulla nostra propria opinione) o che si basano su leggi umane (precetti inventati dalluomo)

Facciamo ora una panoramica dei dieci comandamenti con l’aiuto del catechismo al quale aggiungerò alcuni commenti che tengono conto della mutata situazione religiosa e politica in cui viviamo. Calvino nella dedicazione delle sue Istituzioni si rivolge al re di Francia come al cristianissimo. Non è certo la nostra situazione.

D. 94. Che cosa esige Dio nel primo comandamento?

R. Per amore della mia stessa salvezza, devo evitare e fuggire ogni sorta di idolatria, stregoneria, superstizione, invocazione (preghiere) dei santi o di altre creature. Devo invece giungere a conoscere il solo vero Dio, porre la mia fiducia in lui solo, sottomettermi a Lui con ogni umiltà e pazienza, aspettarmi da Lui solo ogni bene e amarlo, onorarlo e temerlo di tutto cuore, al punto da rinunciare a tutte le creature piuttosto che fare la minima cosa contro la sua volontà.

D. 95. Che cos'è l'idolatria?

R. È inventare o avere, al posto del solo vero Dio che si è rivelato nella sua Parola, o accanto a lui, qualche altra cosa in cui si ripone la propria fiducia.

La legge è religiosa in origine. Poiché la legge governa l’uomo e la società perché stabilisce e dichiara il significato di giustizia e di rettitudine, la legge è inevitabilmente religiosa nel fatto che stabilisce in forma pratica gli interessi ultimi di una cultura. In qualsiasi cultura, la fonte della legge è il dio di quella società. Non ho il tempo qui di trattare con la teologia dei due regni. Ho tradotto un ottimo ed esaurientedocumentoa questo riguardo che si può trovare sul mio sito. In poche parole, (1) Un Dio una legge. Avere due leggi è avere due dii. Chi definisce la giustizia, le nazioni o Dio? (2) Non ci può essere arbitraria separazione della legge dal vangelo: un Dio significa una Parola. Dividere la parola è negare Dio.

Il Catechismo dice che devo “Aspettarmi da lui solo ogni bene”. Questo uccide sul nascere il mio desiderio peccaminoso di avere uno stato che postula diritti positivi. Lo stato è voluto da Dio solo per punire i reati contro la sua legge.

Il primo comandamento proibisce l’idolatria in senso ampio. Non può esserci nessun altro Dio che l’Eterno. Gli altri dèi sono sostituti per il vero Dio creati dall’uomo. Come ha notato Ingram (World under God’Law, p. 33): “Gli altri dèi di cui ci dobbiamo preoccupare sono, come sono sempre stati, da ricercarsi negli scranni del governo temporale o umano”. Che tipo di testimonianza pensate possano avere all’esterno dei cristiani che credono che ci siano due leggi, una per la vita spirituale della chiesa e un’altra per la vita nella società? Gli aderenti alla teologia dei due regni, che, sappiatelo, è insegnata in tutte le chiese che si dicono presbiteriane in Italia, e in molte altre cosiddette “riformate” sono in grado di fornire una testimonianza univoca? Perché sarebbero idolatri i cattolici romani che chiedono a Maria o ai santi “ogni bene” ma non lo sono i protestanti che lo chiedono allo stato?

D. 96. Qual è la volontà di Dio nel secondo comandamento? Che noi non raffiguriamo Dio in alcun modo e che non gli rendiamo altro culto se non quello che egli ha comandato nella sua Parola.

Ovunque l’uomo cominci stabilendo il proprio approccio a Dio, finisce con lo stabilire la propria volontà, la propria concupiscenza, ed infine se stesso come Dio. La religione, la vera religione, non è una questione di scelta volontaria che è senza ripercussioni. È comandata da Dio e mancare di soddisfare i suoi requisiti porta al suo giudizio. … La vita di una società è la sua religione, e se quella religione è falsa, quella società è diretta verso la morte. L’ambito della religione è la vita intera, non solo la vita ecclesiale. La grande vittoria del Concilio di Calcedonia fu che siccome Cristo è perfettamente Dio e perfettamente uomo, nessun uomo può diventare pantocratore— detenere tutta l’autorità e fare leggi creative— può solo essere ministeriale (o ribelle) nel suo servizio. Lo stato non è Dio.

Limitare la successiva lotta iconoclastica alla religione è travisare la storia. Le icone erano rappresentazioni politiche di Cristo, Maria e santi, spesso seguite in processione anche da icone dei governanti. Questa pratica, unita alla dottrina della confusione delle due nature e della subordinazione di Cristo nella Trinitàapriva la porta alla deificazione delluomo e alla tolleranza del totalitarismo di uomini. Non è a caso che lOriente sia dapprima caduto in mano allIslam e poi al comunismo, due forme di totalitarismo umanista. (Per un ulteriore studio diCalcedoniae delleIconesegui i link)

D. 99. Che cosa vuole il terzo comandamento? Che non bestemmiamo né profaniamo il nome di Dio, imprecando o prestando falsi giuramenti o giurando senza alcuna necessità e che non ci rendiamo neppure complici di un così orribile peccato con il nostro silenzio e la nostra connivenza (assistendo in silenzio alla bestemmia). In una parola, che non abbiamo in bocca il santo nome di Dio se non con timore e venerazione, affinché esso sia veramente confessato, invocato e glorificato in ogni nostra parola ed opera.

Lo scopo principale di questo comandamento è la giustizia e il giuramento nella corte di giustizia.

che non abbiamo in bocca il santo nome di Dio se non con timore e venerazione, affinchéesso sia veramente confessato, invocato e glorificato in ogni nostra parola ed opera”.Ha a che vedere col tutto della vita, la nostra testimonianza all’esterno senza dualismi. Tollerare la bestemmia è tollerare la sovversione dell’ordine sociale cristiano in favore di uno pagano umanista. Asserire che lo stato può e deve essere “laico” è una bestemmia. Se Dio esiste non esiste nessuna possibilità di laicità. La relazione che tutte le creature sono obbligate ad avere con Dio è o di obbedienza o di disobbedienza. Non c’è terza via.

D. 103. Che cosa esige Dio nel quarto comandamento?

R. Dio vuole anzitutto che si conservino il ministero della Parola ele scuole, e che io frequenti assiduamente la Chiesa di Dio, soprattutto il giorno festivo, per ricevervi la parola di Dio e per partecipare ai santi sacramenti, per invocare pubblicamente il Signore e per dare offerte cristiane ai poveri. Dio vuole, in secondo luogo, che tutti i giorni della mia vita io cessi di compiere le mie cattive azioni, per lasciare che il Signore operi in me mediante il suo Spirito e io cominci così in questa vita a vivere il sabato eterno.

Che io cominci a vivere in questa vita il sabato eterno” Il sabato presenta la restaurazione e restituzione di tutte le cose in Cristo e questa deve essere l’attività sabbatica:il godimento della redenzione (Mt. 12:5) La confusione dei riformati riguardo al sabato, centrandolo sulle attività della chiesa è evidenza che riformarono le dottrine della salvezza ma non riformarono la chiesa. Il sabato significa riposo dal lavoro per cominciare a partecipare e godere il lavoro di Dio: la restituzione a lui di tutto il mondo e al nostro prossimo e alla creazione della libertà e le prerogative che Dio gli ha dato (liberandolo e rimettendo il debito, facendo riposare anche lo straniero, la terra, gli animali.) Rimanendo col Catechismo di Heidelberg, mi chiedo quanti oggi si adoperino veramente alla conservazione del ministero della parola, in quante chiese si riceva veramente la parola di Dio se questa è purgata dalla legge di Dio. Ricordo ancora un’espressione divertente se non fosse tragica con cui un mio anziano Canadese appellava molti sermoni: a sermonette by a preacherette. Essere sotto autorità e riconoscere sovranità richiede conoscenza. La crescita nella conoscenza di Dio e nella sua parola-legge è perciò importante per la celebrazione del sabato; il sabato cristiano è perciò orientato alla conoscenza delle applicazioni della Parola di Dio e questa conoscenza è associata alla gioia espressa in canto e lodi. Ma andiamo avanti, la maggior parte delle traduzioni del Catechismo dopo il ministero della parola indicano l’istruzione, ma Paolo Castellina ha tradotto le scuole. In ogni caso i riformati intendevano le scuole cristiane ma commisero presto un tragico errore e lo completarono con Kuyper affidandole allo stato. Lo stato è entrato con gioia nelle scuole cristiane, vi ha progressivamente sostituito gli insegnanti cristiani con insegnanti umanisti e il risultato ce l’avete sotto gli occhi: apriteli a guardate lo stato spirituale del Belgio e dell’Olanda oggi. Tratterò questo argomento più tardi in congiunzione con la famiglia ma sia chiaro, l’innamoramento degli evangelicali con la scuola pubblica è peccato. La scuola è dovere dei genitori e la chiesa può collaborare, ma lo stato, specialmente lo stato sedicente “laico” ne è escluso. Terzo, anche il dare offerte cristiane ai poveri è un aspetto completamente negletto dalle chiese e dal loro insegnamento e affidato invece allo stato. La legge biblica opera per eliminare il male e per abolire la povertà e il debito mediante la benedizione che procede dall’obbedienza alla legge di Dio e il Vecchio Testamento ne parla come di una benedizione realmente ottenibile (De. 28:2; Sl. 1; Le. 26). Non come il progetto Michea di evangelicale memoria che voleva collaborare con l’ONU per eliminare la povertà entro il 2015 ed è riuscito a impoverire tutto il mondo. La povertà si elimina insegnando ad obbedire la legge di Dio aspettandosi la relativa benedizione e con la compassione individuale per i poveri e collettiva nella chiesa mediante parte della decima.

D. 104. Che cosa esige Dio nel quinto comandamento? Che renda a mio padre e a mia madre, e a tutti i miei superiori, onore, amore e fedeltà e mi sottometta con la dovuta obbedienza a tutte le loro buone istruzioni e correzioni, sopportando anche pazientemente i loro difetti dal momento che Dio vuole governarci attraverso di loro.

Nel periodo in cui la mia famiglia frequentò una chiesa di Padova a 100 chilometri da casa una signora che fungeva neanche tanto occultamente da anziano, rimproverò mia moglie perché due sabato al mese non collaborava al buon funzionamento della chiesa con le mansioni che le volevano attribuire. Alla giustificazione di mia moglie che ogni secondo sabato accudiva il padre e puliva a fondo la sua casa, l’anziana consigliò che prendesse una badante. Questo esempio potrà sembrare anche una triste aberrazione locale, ma io chiedo, quante chiese insegnano che la chiesa viene prima della famiglia? Quante chiese insegnano che provvedere ai genitori è dovere dei figli che precede la decima? Quanti pastori preferiscono che ciò con cui uno può provvedere ai genitori in tempo o denaro sia invece “corban” devoluto ai progetti ecclesiali? Ai tempi di Gesù la chiesa insegnava a dare alla chiesa, apparentemente a Dio, piuttosto che provvedere per i genitori. Il peccato veniva dunque insegnato come virtù! E oggi? Quanti pastori predicano che la famiglia è sotto attacco e che lo stato la vuole distruggere insieme alla proprietà privata che l’accompagna? Quanti cristiani lasciati in ignoranza biblica su queste questioni vanno a farsi formare le proprie convinzioni dal mondo? A chi ha Dio affidato la proprietà privata e i figli? Alla famiglia! Perché? Forse perché esercitino il dominio sotto Dio?(Ge. 1:26) Qual é il ruolo della donna nella famiglia biblica? La visione classica patriarcale è corretta? Perché così tante mogli dicono di andare a lavorare “per avere una pensione”? Nella bibbia non è questo un dovere del marito? Le vedove e gli orfani, a chi li mandiamo? Alla chiesa o allo stato? I Timoteo 5:3-16 è insegnato e applicato? Quanti pastori insegnano che l’istruzione dei figli è responsabilità della famiglia? Quanti pastori insegnano che solo un decimo della decima andava al culto, i nove decimi mantenevano l’istruzione e la giustizia?iL’educazione biblica, essendo centrata sulla famiglia ed enfatizzando la responsabilità di genitori e figli produceva un popolo responsabile. Nell’educazione moderna lo stato è l’educatore e lo stato e non l’uomo è ritenuto l’agente responsabile. Tale prospettiva lavora per la distruzione dello studente la cui lezione principale diventa imparare a dipendere dallo stato. Lo stato, piuttosto che la famiglia diventa il riferimento per le decisioni morali e le azioni, e il ruolo morale dell’individuo è dare il proprio assenso e inchinarsi allo stato. L’educazione statalista è anti-biblica. Ne avete sentito parlare dai pulpiti?

D. 105. Che cosa esige Dio nel sesto comandamento?

R. Che non ingiuri, odi, offenda o uccida il mio prossimo in pensieri, parole o gesti e tanto meno in atti, sia io stesso, sia per interposta persona ma che rinunci ad ogni desiderio di vendetta; così pure, che io non faccia del male a me stesso né m'esponga al pericolo È questa la ragione per cui il magistrato porta la spada, per impedire qualsiasi omicidio.

Nel suo commento Calvino aggiunge … ma che anche aiutiamo, per quanto possiamo, i miserabili che sono oppressi ingiustamente, e dovremmo adoperarci per resistere i malvagi, affinché non possano affliggere persone a loro piacimento. Avete sentito sermoni contro l’aborto, l’eutanasia, la sottrazione di minori dalle famiglie, l’imprigionamento di miserabili, contro il sistema carcerario che impedisce la restituzione e quindi la giustizia, contro una tassazione iniqua, contro l’indebitamento coatto delle generazioni future? Che il magistrato porti la spada per impedire qualsiasi omicidio non è corretto, il magistrato non è in grado di fare opera di deterrenza, questa può semmai essere fatta dalla conoscenza di tutti della legge di Dio. Il magistrato porta la spada per punire con la morte l’omicida e il criminale di professione, liberando in questo modo la società dal male. Avete sentito predicazioni a favore della pena di morte per reati capitali e per i delinquenti di professione?

D. 106. Questo comandamento parla solo dell'omicidio?

R. Proibendo l'omicidio, Dio vuole insegnarci che egli ne odia la radice, come l'invidia, l'odio, la collera e il desiderio di vendetta e che tutto ciò non è ai suoi occhi che un omicidio mascherato.

D. È sufficiente allora non uccidere il nostro prossimo, come si è appena detto?

R. No, poiché condannando l'invidia, l'odio e la collera, Dio vuole ottenere da noi che amiamo il nostro prossimo come noi stessi e gli testimoniamo pazienza, pace, dolcezza misericordia e benevolenza , che lo preserviamo, per quanto c'è possibile, da ogni male e che facciamo del bene anche ai nostri nemici.

Uno dei testi centrali sulla colpevolezza di sangue è Ezechiele 22, che nei primi sedici versi, è una chiamata in giudizio dellacittàsanguinaria, cioè della cittàcolpevole di sangue versato, la parola sangue compare sette volte. È importante considerare le accuse di Ezechiele nel capitolo 22 per poter vedere cosa sia implicato nella colpevolezza di sangue. I reati sono espressi schiettamente:

  1.  

Il primo è la perdita di una vera concezione di Dio. Idolatria econtaminazionecaratterizzano la nazione nella sua apostasia (22:3).(Le istituzioni statali sono idoli?) Idols for Distruction

  1.  

La vita di uomini è stata presa illegittimamente (22: 3, 4, 5).(La schiavitù per cui si lavora per lo stato fino ad agosto, lock down, guerre di aggressione, protocolli di contrasto al covid sbagliati. Faccio inoltre notare che nella legge di Dio il furto della libertà è punito con la morte Es. 21:16, una tassazione oppressiva si configura con questo reato?)

  1.  

L’autoritàdei genitori era presa alla leggera, vedove e orfani venivano sfruttati, e lo erano pure gli stranieri (22:7).(La scuola pubblica ha fortemente indebolito l’autorità dei genitori. Con le tasse di successione lo stato deruba orfani e vedove. Gli stranieri invece non possono lavorare per tre anni, lo coop comuniste li sfrutteranno poi a un salario loro conveniente).

  1.  

Le cose santee i sabati erano profanati (22:8)(penso si riferisca a più che le aperture domenicali dei centri commerciali ma lo includa, oso dire che molti culti evangelicali sono profanazioni di cose sante)

  1.  

Testimonianze spergiure prevalevano perfino in processi penali con pene capitali (22:9).(È corretto eliminare in questo modo i propri avversari politici o religiosi?)

  1.  

Le pratiche dei culti sessuali di fertilitàerano tollerate (22:9).(Gravidanze assistite? Favori sessuali per fare carriera? La depenalizzazione dell’adulterio, le pratiche contraccettive, la rivoluzione sessuale hanno ripristinato gli alti luoghi)

  1.  

Le concubine di un padre venivano prese dagli eredi, i suoi figli, ed era praticati rapporti sessuali durante le mestruazioni (22:10; cfr. Le. 18:19). L’adulterio e lincesto venivano praticati in aperto disprezzo della legge di Dio (22:11).(Nessuno può darsi o prendere altri al di fuori della legge di Dio, nemmeno nel matrimonio, anche il talamo coniugale deve glorificare Dio)

  1.  

I giudici prendevano mazzette; gli uomini esigevanointeressi ad usuradal loro prossimo e dai fratelli credenti, ed erano colpevoli di estorsione (22: 12).(Devo commentare sullo stato della nostra magistratura e dei nostri politici?)

  1.  

I sacerdoti violavano la legge di Dio con noncuranza (22:26).

  1.  

I capi o principi del popolo erano come lupi rapaci piuttosto che guide del popolo (22: 27).

  1.  

I profeti o predicatori snaturavano la parola di Dio ascrivendo a Dio una parola che non aveva parlato (22:28).

  1.  

Insomma: La cosa peggiore riguardo a Gerusalemme era che mancava questa condizione indispensabile per il recupero. Nessuna voce si levava dal lato della giustizia, nessun uomo osava contrastare londata di malvagitàche inondava le strade. Non semplicemente che essa dava riparo dentro le proprie mura a uomini colpevoli di incesto e ladrocinio e assassinio, ma il fatto che la sua classe dirigente fosse demoralizzata, lo spirito pubblico fosse marcito nei suoi cittadini, la segnavano come incapace di riforma, essa era unaterra non lavata” “non bagnata dalla pioggia in un giorno di indignazione(ver. 24). Le fonti della sua virtù civica erano prosciugate e un avvizzimento (un influsso malefico) si era sparso attraverso tutte le sezioni della sua popolazione .[2]

  1.  

Tutto questo, inoltre, veniva commessonel nome del Signore”.La forma di idolatria a cui Israele era più portata era una riduzione di Jehovah al livello di un dio della natura.[3] La loro idolatria era praticata nel nome di Dio.

Secondo la legge di Dio questi reati erano “di sangue” pertanto meritevoli di morte. Se una civiltà non ottempera a questo requisito di Dio, Dio porta la morte su quella civiltà. Il problema principale qui con l’avangelicalismo è che crede che questi reati saranno puniti individualmente da Dio il giorno del giudizio, ma la bibbia è esplicita: Dio giudica individui, popoli e nazioni anche nella storia, e non solo il suo popolo ma anche città (Sodoma e Gomorra, Ninive) e nazioni (Egitto, Assiria, Babilonia, l’impero romano, ecc.)

D. 108. Che cosa dice il settimo comandamento?

R. Che l'impurità è maledetta da Dio e che dobbiamo quindi detestarla dal profondo del cuore e vivere in modo casto e ordinato, sia nel santo stato del matrimonio, sia al di fuori di esso.

D. 109. In questo comandamento Dio proibisce solo l'adulterio e simili infamie?

R. Poiché sia il nostro corpo che la nostra anima sono tempio dello Spirito Santo, Dio esige che noi li conserviamo puri e santi. Egli vieta perciò ogni impurità nelle nostre azioni, nei nostri gesti e nelle nostre parole, pensieri, desideri e tutto ciò che può portarci ad essi.

Lo scopo di questo comandamento è proteggere il matrimonio. Perché il matrimonio è così importante nel progetto di Dio? Quali sono i ruoli di uomo e donna nel matrimonio. Che relazione hanno col mandato culturale? Sono nei termini della chiesa o del regno di Dio? La chiesa parla della condizione femminile nella società moderna, del suo falso ruolo di utile collaboratrice nella ricerca edonistica? Sì. Parla della donna come aiuto convenevole del marito nel mandato di dominio? Avete sentito sermoni sulle relazioni sessuali prematrimoniali? Sulla pornografia? Sull’omosessualità? Sul travestito? Sulla lotta alle differenze tra maschio e femmina? I predicatori hanno annunciato allo stato che per la bibbia la vedova è il primo creditore del marito e che la somma che ha portato in dote è intoccabile da parte dello stato? Lo stato è stato avvertito che l’adulterio impunito è distruttivo della vita della famiglie e dell’ordine sociale? Lo stato è stato avvertito che una società sana è quella che protegge la famiglia perché riconosce che è in gioco la sua sopravvivenza? È stato predicato o è stato predicato solo dai cattolici romani? Perché la chiesa evangelicale sembra avere timore della famiglia? Forse perché nel farsi eguale, corrispondente al regno di Dio l’ha estromessa dal progetto per prenderne il posto?

D. 110. Che cosa proibisce Dio nell'ottavo comandamento?

R. Dio proibisce non solo il furto e le estorsioni che sono punite dal magistrato, ma elenca anche tutte le azioni disoneste e le macchinazioni con cui cerchiamo di impadronirci dei beni del nostro prossimo, sia con la forza, sia con la parvenza del diritto, come anche con falsi pesi, misure, misurazioni, mercanzie e monete, attraverso l'usura o qualche altro mezzo proibito da Dio. Allo stesso modo, egli proibisce sia l'avarizia che lo spreco dei suoi doni.

Come indica il catechismo, il furto può essere commesso con mezzi indiretti e legali, per esempio facendo passare una legge che rubi dai ricchi, dal ceto medio o dai poveri a favore di un particolare gruppo. In Italia si è rubato talmente tanto in cabina elettorale che l’offerta politica che non preveda il furto non esiste neanche più. Un popolo corrotto genera uno stato corrotto. Levitico 19:35-37 richiede giusti pesi e giuste misure. Tra queste c’è la moneta, che nel Vecchio Testamento era sempre un peso in oro o argento. Il sistema del denaro a corso forzoso e della riserva frazionaria sono peccaminosi perché basati sul furto. Anche linflazione che generano è decisamente una forma di furto da parte dello stato.Ma c’è stato un tempo, tra gli anni 70 e fino all’avvento dell’Euro in cui molti di noi hanno amato l’inflazione perché abbiamo comperato casa o altro prendendo a prestito denaro buono nella speranza di restituirlo con denaro di minor valore a causa della sua svalutazione. Isaia, nell’elencare le accuse contro Gerusalemme dichiarò: “Il tuo argento è diventato scorie , il tuo vino è stato diluito con acqua” chiaramente un vivere di frode (1:22). Il carcere per chi ha rubato è una forma di furto, deruba il colpevole della possibilità di fare restituzione e deruba doppiamente la vittima che lo deve mantenere in carcere. Ammetto che sul tema del sistema carcerario c’è una chiesa che è attiva per cambiarlo, la chiesa Valdese, ma lo fa non per amore della legge di Dio o della vittima ma per amore del criminale. Non è più sicura che lo stato sia in grado di redimere l’essere umano e vorrebbe che si cercassero altri metodi di redenzione mediante opere dell’uomo, in particolare crede che l’amore, come definito dall’umanismo abbia il potere di salvare, aforza di ripetere Dio è amore si è arrivati a l’amore è Dio. Infine, la bibbia proibisce che sia rubata la libertà dell’uomo. Alcuni studiosi, commentando su Esodo 20:15 e specialmente Deuteronomio 5:19 hanno suggerito che la proibizione del furto si riferisse al rapimento di una persona libera per usarla ai propri scopi o venderla che è comunque proibito espressamente nella bibbia e punito con la morte.Una tassazione al 60/70 % si configurerebbe in questa categoria? Si configurerebbe come estorsione? Rubare libertà è proibito nella Bibbia e la coercizione ultima è appannaggio di Dio. L’uso del Covid per rinchiuderci rientra in questa categoria come vi rientra il furto di pace e sicurezza operato dallo stato (lo stato siamo noi) col suo sconsiderato trattamento dei criminali di professione che sono sempre liberi. Infine ci sono le leggi che regolano il lavoro. Mentre la bibbia obbliga il datore di lavoro a mantenere con solerzia i patti di lavoro, non da allo stato il potere via sindacato di coartare il datore di lavoro a condizioni antieconomiche, né da al lavoratore il diritto di coartare il datore di lavoro scioperando.

D. 111. E a te che cosa ordina Dio in questo comandamento?

R. Di cercare, per quanto possibile, il vantaggio del mio prossimo, di agire nei suoi riguardi come vorrei che si facesse nei miei riguardi e di impegnarmi ad assistere l'indigente nella sua povertà.

Per la bibbia il mezzo per guadagnare ricchezza è il lavoro. L’obbligo di chi lavora non è solo mantenere se stesso ma anche la carità verso chi ha bisogno (Ef. 4:28). La bibbia richiede che si presti al povero credente senza interesse e che il debito sia rimesso al massimo dopo sei anni. Ma consente di richiedere un pegno per assicurarsi della restituzione. Non c’è nella bibbia nessun mandato a mantenere in albergo fannulloni africani. E checchè ne dica il livellante darwinismo usato dallo stato per rubare ad una classe per dare ad un altra, usando la martellante informazione che nel mondo una decina di individui possiede il 90% della ricchezza, nessun ricco può mantenere in albergo tutti i fannulloni del mondo. Chi legge bene la bibbia comprende che il dovere del ricco è fare del bene al povero che impiega.

D. 112. Che cosa esige il nono comandamento?

R. Che non renda falsa testimonianza né deformi le parole di alcuno, che non sparli né calunni, che non favorisca una condanna pronunciata alla leggera e senza aver ascoltato l'accusato, ma che eviti ogni menzogna e ogni inganno come altrettante opere del diavolo, sotto pena di attirare su di me tutta la collera di Dio. Che, in tribunale o altrove, ami la verità, la dica e la confessi sinceramente. Infine, che difenda e sostenga con tutte le mie forze l'onore e il buon nome del mio prossimo.

Anche lo scopo di questo comandamento è la giustizia. La maggior parte degli studiosi l’ha fatta diventare: Dirai sempre la verità in qualsiasi condizione”. I commenti sull’episodio di Rahab con le spie e delle levatrici in Egitto sono pieni dicontorsionismi esegetici. La bibbia non obbliga nessuno a dire la verità a chi la vuole usare contro giustizia per farci del male. Da questa legge nel mondo occidentale cristiano è nato il diritto dell’imputato a non rispondere. Detto questo, mentire è odioso a Dio e Satana è chiamato il padre della menzogna. La bibbia però non ci consente di aiutare i malvagi dicendo la verità. Il cristiano non può favorire il male. Deve favorire il bene e dire tutta la verità in tribunale sotto giuramento, scevra della sua interpretazione personale.

Che ne dite di mentire su Dio? Uno dei mantra dell’evangelicalismo è Dio per primo; dare la primazia a Dio; per quanto sembri pia, questa visione prevede un sacco di secondi e terzi. Spesso nasconde qualche primo aex-equo, accanto a lui o nella moderna eretica acquiescenza allo stato totalitario perfino al di sopra di Dio.

Che ne dite dei falsi profeti? (De. 13:1-5; cfr. At. 13:6-11) Secondo la Bibbia la loro vocazione va misurata in base a se la loro profezia si avvera oppure no. Come mai esistono ancora chiese dispensazionaliste? Che ne fa la chiesa di Hal Lindsay, di Tim LaHaye, di Harold Camping e di tutti i loro colleghi apocalisti che che hanno traviato molti cristiani a credere che il ritorno di Cristo sarebbe stato a una generazione dalla fondazione dello stato d’Israele, poi nel 1984, e così via. Sono stati messi a morte, ovvero scomunicati e resi innocui per la chiesa?

Proverbi 19:5 dice: “Il falso testimone non resterà impunito e chi proferisce menzogne non avrà scampo”. Mentre questo ha ovviamente a che vedere col giudizio divino sui mentitori, qual è l’atteggiamento evangelicale nei confronti di televisione, giornali, libri di testo pervasi di evoluzionismo, edonismo, esistenzialismo? Quale libertà di parola è predicata dai pulpiti?

D. 113. Che cosa esige il decimo comandamento?

R. Che non entri mai nel nostro cuore la minima invidia o il più piccolo pensiero contrario a qualsiasi comandamento di Dio, ma che di tutto cuore e in ogni tempo detestiamo il peccato e ci compiacciamo della giustizia.

Com’è che ci sono tra di noi così tanti ammiratori di Carlo Marx, fratelli che applaudono la retorica della lotta di classe, del conflitto d’interesse tra classi del pseudo-filosofo Fusaro? Come mai tanti cristiani dicono di aborrire la concupiscenza del cuore, la concupiscenza astratta e ingovernabile ma non aborriscono la concupiscenza pratica effettuata in cabina elettorale? La proibizione della concupiscenza nella bibbia non è limitata al pensiero ma si applica a tutti i tentativi di realizzarla, a tutti i tentativi cioè di appropriarsi illegalmente o legalmente di qualche cosa che appartiene al prossimo. Il travisamento di questa legge è cominciato col pietismo il quale limitò la legge di Dio a precetti morali. Il pietismo enfatizza il cuore, le attitudini dell’uomo e sminuisce l’importanza delle sue azioni. La bibbia ci dice che Dio creò tutto molto buono e che la creazione fu creata un’armonia di interessi. Il peccato ha rovinato questa bontà ma il procedimento scaturito dalla croce la farà ridiventare un’armonia di interessi. Il cristiano pertanto non può essere dedito alla soluzione statalista dei vari conflitti che vede nella società e che gli sono descritti come lotte di classe. Non ci sono classi di persone più peccatrici di altre, eventualmente ci sono classi più potenti di altre e lo scopo dello stato nel promuovere l’eguaglianza è sempre togliere il potere a chi ce l’ha per impossessarsene. Questi confitti possono invece essere risolti solamente mediante la conversione. Nel frattempo, e come città sulla collina, luce e sale, la chiesa deve dimostrare al mondo che si può vivere in un’armonia di interessi formando ordini sociali che ne siano espressione.

D. 114. Coloro che sono convertiti a Dio possono osservare perfettamente questi comandamenti?

R. No, poiché anche i più santi, finché sono in questa vita, non sono che all'inizio di una tale obbedienza. Ma essi cominciano a vivere non solo secondo qualcuno dei comandamenti di Dio, bensì secondo tutti, applicandovisi seriamente.

D. 115. Perché Dio ci fa annunciare in un modo così rigoroso i dieci comandamenti, visto che nessuno può osservarli in questa vita?

R. In primo luogo, affinché durante tutta la nostra vita riconosciamo sempre meglio la nostra natura peccatrice e cerchiamo con tanto maggior ardore il perdono dei peccati e la giustizia in Cristo. (La prima gamba)In secondo luogo, affinché possiamo essere zelanti nelle opere buone, e senza sosta chiediamo a Dio la grazia dello Spirito Santo, per essere sempre più rinnovati a sua immagine, fino a quando, dopo questa vita, raggiungiamo la perfezione che è il nostro fine (la terza gamba, avete capito bene? I dieci comandamenti sono lo strumento usato da Dio per rinnovarci a sua immagine)

La chiesa evangelicale predica la legge di Dio? È un progetto che resterà in piedi? Lo è mai stato?

Perché sento molti lamentarsi del grande reset ma non vedo nessuno con i disegni biblici per un grande reset della società in termini biblici teonomici?


Note

Numeri 18:26

18:24 Poiché io do come eredità ai Leviti le decime che i figli d'Israele presenteranno all'Eterno come offerta elevata; per questo ho detto loro: "Non avranno alcuna eredità tra i figli d'Israele"».

26 «Parla ai Leviti e di' loro: Quando prenderete dai figli d'Israele le decime che io vi do da parte loro come vostra eredità, ne farete un'offerta elevata all'Eterno, una decima della decima;

Neh. 10:38

Un sacerdote, discendente di Aaronne, sarà con i Leviti quando i Leviti preleveranno le decime; e i Leviti porteranno la decima della decima alla casa del nostro DIO nelle camere della tesoreria,

Nu. 31: 30 ecc.

E dalla metà che spetta ai figli d'Israele prenderai uno su cinquanta, delle persone, della mandria, degli asini e del gregge, di tutto il bestiame, e lo darai ai Leviti, che hanno la responsabilità del tabernacolo dell'Eterno».

Dt. 17:9 La decima sostentava i tribunali

e andrai dai sacerdoti levitici e dal giudice in carica a quel tempo e li consulterai; essi allora pronuncieranno la sentenza di giudizio;

2Cr. 19:11

Ed ecco, il sommo sacerdote Amariah sarà preposto a voi in ogni questione che riguarda l'Eterno, mentre Zebadiah figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, lo sarà in ogni questione che riguarda il re, anche i Leviti saranno a vostra disposizione come magistrati.

Molto brevemente il ragionamento è questo. I leviti vivevano in 48 città sparse su tutto il territorio. La decima non veniva pagata in un luogo centrale ma era “consacrata all’Eterno” (Le. 27:32). Andava ai sacerdoti e ai leviti per le loro funzioni ecclesiastiche e sociali nella società. A volte i leviti servivano anche in funzioni civili quando le condizioni sociali lo avessero richiesto De. 17:9 “e andrai dai sacerdoti levitici e dal giudice in carica a quel tempo e li consulterai; essi allora pronunceranno la sentenza di giudizio”; vedi anche 1 Cr. 23:3-5 “…seimila erano magistrati e giudici…”. Il loro operato nella musica ci è ben noto dai Salmi come da tutte le Scritture, e i loro doveri d’insegnare sono citati spesso, come testimonia 2 Cronache 17:7-9 e 19:8-11. I leviti e i sacerdoti erano sparsi per tutto Israele per venire incontro ai bisogni di ogni comunità, e ricevevano queste decime quando la gente le dava loro.

La decima è richiesta da tutti gli uomini (Le. 27:30-32; 1 Co. 9:12-14; Nu. 18:21-28; Ml. 3:8-12; Pr. 3:9-10; 11:24s.; Mt. 23:23; Eb. 7:1-8). La decima regolare, dieci per cento del reddito di una persona, (De. 14:22), veniva dunque corrisposta ai sacerdoti (sparsi in tutto Israele) i quali versavano il dieci per cento della decima al culto centrale (Nu. 18:21-28). Perciò la decima alla chiesa era una frazione della decima totale. La decima per i poveri, versata ogni secondo anno (De. 14:28; Am. 4:4), era alternata con la decima della gioia (De. 14:22-26) in ciascun ciclo di sei anni su sette. In questo modo, le decime, quella religiosa e quella per i poveri aggregate, ammontavano ad una media del 15 per cento l’anno; qualcuno dice il 18 per cento. Parte della decima regolare era destinata a servizi levitici del culto e per la musica; la porzione maggiore era destinata al finanziamento generale del sociale, cioè la pia istruzione e altri servizi correlati.

È importante come la chiesa primitiva avesse compreso la decima, perché è chiaro che essi la videro come una legge vincolante il cui scopo era più ampio della chiesa. Così, la Costituzione Apostolica dice del clero:

Faccia uso di queste decime e primizie che sono date secondo il comando di Dio, come uomo di Dio; e dispensi pure in modo corretto le offerte libere che vengono portate per i poveri, gli orfani, le vedove, gli afflitti, e stranieri in difficoltà, come avendo per esaminatore quel Dio che gli affidato questa disposizione. Distribuisca a tutti quelli che sono nel bisogno con giustizia, e usi egli stesso le cose che appartengono al Signore, ma non ne abusi ….” ( La Costituzione Apostolica, II, sez. iv)

La sinagoga è stata e spesso è ancora la prova di questa linea di pensiero. La sinagoga è ancora anche una scuola (ove non ci siano scuole ebraiche) e una corte di giudizio (raramente gli ebrei portano un correligionario davanti ad una corte statale). Quest’ultimo aspetto vede anche una specifica richiesta parte di Paolo di fare altrettanto in 1 Co. 6 “Se avete dunque delle cause giudiziarie per cose di questa vita, stabilite come giudici quelli che nella chiesa sono i meno stimati. Dico questo per farvi vergogna. Cosí, non c'è tra voi neppure un savio, che nel vostro mezzo sia capace di pronunciare un giudizio tra i suoi fratelli? Il fratello invece chiama in giudizio il fratello, e ciò davanti agli infedeli”.