Teopedia/Tradizionalismo

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Tradizionalismo (corrente filosofica)

Definizione

Il Tradizionalismo (da non confondere con il tradizionalismo religioso o con il semplice conservatorismo) è una corrente filosofica e spirituale sviluppatasi nel XX secolo che sostiene l'esistenza di una Tradizione Primordiale, cioè di una sapienza metafisica originaria, universale e perenne, dalla quale deriverebbero tutte le grandi religioni autentiche e le civiltà tradizionali.

Secondo il Tradizionalismo, la modernità rappresenta una progressiva decadenza spirituale caratterizzata dall'abbandono della metafisica, dall'individualismo, dal materialismo, dal razionalismo e dalla perdita del senso del sacro. Il movimento si presenta quindi come una critica radicale della civiltà moderna e un invito al recupero dei principi spirituali che avrebbero fondato le antiche civiltà.

Origini

Il principale fondatore del Tradizionalismo è il filosofo francese René Guénon (1886-1951), che elaborò la sua concezione negli anni Venti del Novecento. Successivamente le sue idee furono sviluppate, modificate o reinterpretate da altri autori, tra i quali Julius Evola, Frithjof Schuon, Ananda K. Coomaraswamy, Titus Burckhardt e Seyyed Hossein Nasr.

Negli ultimi decenni il pensiero tradizionalista ha esercitato una notevole influenza sul filosofo russo Alexander Dugin, il quale lo ha integrato con elementi tratti dalla filosofia di Martin Heidegger, dalla tradizione religiosa ortodossa russa e dalla geopolitica contemporanea.

La Tradizione Primordiale

Il concetto centrale del Tradizionalismo è quello di Tradizione Primordiale.

Secondo Guénon, all'origine dell'umanità Dio (o il Principio Supremo) avrebbe comunicato una conoscenza metafisica perfetta. Nel corso della storia tale sapienza si sarebbe progressivamente frammentata nelle diverse religioni e civiltà tradizionali.

Cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddhismo, taoismo e altre religioni conserverebbero quindi aspeti differenti di una medesima verità originaria.

Per questa ragione il Tradizionalismo viene spesso definito una forma di perennialismo, cioè la dottrina secondo cui esisterebbe una "filosofia perenne" comune alle grandi religioni.

La critica della modernità

Il Tradizionalismo interpreta la storia come un processo di progressiva degenerazione spirituale.

Le principali caratteristiche della modernità vengono considerate conseguenze di tale declino:

  • individualismo;
  • razionalismo;
  • scientismo;
  • materialismo;
  • secolarizzazione;
  • democrazia moderna;
  • capitalismo;
  • liberalismo;
  • tecnocrazia.

Secondo Guénon e molti suoi seguaci, questi fenomeni derivano dall'abbandono della metafisica tradizionale e dalla convinzione che la realtà possa essere spiegata esclusivamente mediante la ragione o la scienza sperimentale.

Il nominalismo

Diversi autori tradizionalisti, soprattutto Alexander Dugin, attribuiscono grande importanza al dibattito medievale tra realismo e nominalismo.

Secondo questa interpretazione, il nominalismo di Guglielmo di Ockham avrebbe progressivamente dissolto l'idea di un ordine oggettivo della realtà, aprendo la strada all'individualismo moderno, al Protestantesimo, alla scienza moderna, al liberalismo e infine al capitalismo.

Questa ricostruzione storica rimane tuttavia molto discussa dagli storici della filosofia, che la considerano spesso una semplificazione di processi assai più complessi.

Julius Evola

Julius Evola (1898-1974) riprese numerosi temi di Guénon, ma li reinterpretò in senso più aristocratico e politico.

Mentre Guénon concentrava la propria attenzione soprattutto sulla metafisica e sulla spiritualità, Evola enfatizzò la critica dell'egualitarismo, della democrazia e della società di massa, proponendo il recupero di una civiltà gerarchica e aristocratica.

Per questa ragione il suo pensiero è stato frequentemente associato, pur con molte sfumature, ai movimenti della destra radicale europea.

Martin Heidegger e Alexander Dugin

Benché Martin Heidegger non possa essere considerato un tradizionalista, la sua critica della tecnica, della modernità e dell'"oblio dell'essere" ha profondamente influenzato Alexander Dugin.

Quest'ultimo propone una sintesi originale fra:

  • Tradizionalismo guénoniano;
  • filosofia heideggeriana;
  • tradizione ortodossa russa;
  • critica del liberalismo contemporaneo.

Nella sua "Quarta Teoria Politica", Dugin sostiene che liberalismo, comunismo e fascismo siano tutti prodotti della medesima civiltà moderna e debbano essere superati mediante il recupero di una visione spirituale e multipolare del mondo.

Valutazione

Il Tradizionalismo ha avuto il merito di richiamare l'attenzione su alcuni problemi reali della cultura contemporanea:

  • la perdita del senso del sacro;
  • il riduzionismo materialista;
  • l'individualismo esasperato;
  • il dominio della tecnica;
  • la crisi delle comunità tradizionali;
  • la riduzione dell'essere umano a semplice consumatore o produttore.

Molte di queste critiche trovano riscontro anche in filosofi non tradizionalisti come Alasdair MacIntyre, Charles Taylor, Jacques Ellul o Ivan Illich.

Occorre tuttavia distinguere tra la validità di alcune diagnosi e l'accettazione dell'intero sistema filosofico tradizionalista.

Valutazione cristiana

Dal punto di vista del cristianesimo storico, e in particolare della teologia riformata, il Tradizionalismo presenta sia elementi di interesse sia gravi limiti.

Tra gli aspetti positivi si possono ricordare:

  • il rifiuto del materialismo;
  • la critica dell'individualismo radicale;
  • il riconoscimento dell'esistenza di un ordine oggettivo della realtà;
  • l'affermazione della dimensione spirituale dell'essere umano.

Tuttavia emergono anche profonde divergenze.

Anzitutto, il Tradizionalismo non fonda la verità sulla rivelazione biblica, bensì sull'idea di una Tradizione Primordiale comune a tutte le religioni. Questa concezione è incompatibile con la fede cristiana, secondo la quale Dio si è rivelato progressivamente nella storia della redenzione culminata nella persona e nell'opera di Gesù Cristo.

In secondo luogo, il perennialismo tende a relativizzare le differenze fondamentali tra le religioni, interpretandole come differenti espressioni di una medesima verità metafisica. Il Nuovo Testamento, invece, presenta Cristo come la rivelazione definitiva di Dio e l'unico mediatore tra Dio e gli uomini (Giovanni 14:6; Atti 4:12; 1 Timoteo 2:5).

Infine, alcune ricostruzioni genealogiche proposte dagli autori tradizionalisti — ad esempio il legame diretto tra nominalismo medievale, Riforma protestante, liberalismo e capitalismo — sono considerate da molti studiosi storicamente riduttive e filosoficamente discutibili.

La filosofia riformazionale di Herman Dooyeweerd e di altri pensatori neo-calvinisti ha sostenuto che la contrapposizione tra realismo e nominalismo costituisce essa stessa una falsa alternativa nata all'interno della filosofia occidentale. Secondo questa prospettiva, una concezione autenticamente biblica della realtà non assolutizza né l'universale né l'individuale, ma riconosce entrambi come aspetti della creazione ordinata da Dio.

Bibliografia essenziale

Opere classiche del Tradizionalismo

  • René Guénon, La crisi del mondo moderno.
  • René Guénon, Il regno della quantità e i segni dei tempi.
  • René Guénon, Introduzione generale allo studio delle dottrine indù.
  • Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno.
  • Frithjof Schuon, L'unità trascendente delle religioni.

Studi introduttivi

  • Mark Sedgwick, Contro il mondo moderno. Storia del Tradizionalismo e dell'influenza della destra radicale.
  • Aaron Cheak (a cura di), The Wiley Blackwell Companion to Traditionalism.

Per comprendere la risposta riformata

  • Herman Dooyeweerd, Le radici della cultura occidentale.
  • Herman Dooyeweerd, A New Critique of Theoretical Thought.
  • Hendrik Hart, Understanding Our World.
  • Alasdair MacIntyre, Dopo la virtù.

Voci correlate

  • Nominalismo,
  • Realismo (filosofia)
  • Filosofia riformazionale
  • Herman Dooyeweerd
  • Alasdair MacIntyre
  • René Guénon
  • Julius Evola
  • Alexander Dugin
  • Perennialismo
  • Neocalvinismo