William Shakespeare

William Shakespeare, drammaturgo e poeta inglese (1564-1616). Incerte sono le notizie biografiche, ma è tradizione consolidata che appartenesse ad una numerosa famiglia, che avesse frequentato la locale grammar school e sposato Anne Hathaway, la quale gli aveva dato tre figli. Attore e impresario oltre che poeta, perfetto conoscitore dei ritmi e delle esigenze della rappresentazione, sfruttò la libertà compositiva e la varietà dei toni che era caratteristica del teatro inglese, con assoluto disinteresse per norme o regole di stampo classico. Spaziò nella sua produzione dalla ricostruzione storica alla fiaba, dalla commedia di equivoci all'avventura romanzesca, dalla tragedia psicologica al dramma amoroso.

Subì inizialmente l'influsso di Marlowe (Enrico VI, 1590-1591; Riccardo III, 1592; Tito Andronico, 1593) e scrisse le prime commedie (Commedia degli errori, 1592; La bisbetica domata, 1593; I due gentiluomini di Verona, 1594; Pene d'amor perdute, 1594-1595), dando i suoi primi capolavori con Romeo e Giulietta (1594-1595) e Sogno di una notte di mezz'estate (1595-1596). Si era cimentato in-tanto con la poesia scrivendo i poemetti Venere e Adone e Lucrezia ed i 154 Sonetti. Divenuto impresario di un teatro, The Globe, e poi del teatro coperto di Blackfriars, attese con maggior agio alla stesura dei suoi lavori nelle due direzioni del dramma storico (Re Giovanni, 1596-1597; Riccardo II, 1595; Enrico IV, 1597-1598; Enrico V, 1599) e della commedia giocosa (Molto rumore per nulla, 1598-1599; Come vi piace, 1599; La dodicesima notte, 1599; Le allegre comari di Windsor, 1600), toccando nuovi vertici, nell'uno e nell'altro campo, rispettivamente col Giulio Cesare (1599-1600) e col Mercante di Venezia (1596-1597): queste ultime opere lasciano intravedere il sorgere, nel poeta, di una crisi spiri-tuale che lo portò a meditare sui problemi fondamentali dell'uomo, approdando a un radicale pessimi-smo, dal quale si sprigionò la sua più alta poesia, espressa nei drammi: Amleto (1600-1601), Otello (1604-1605), Re Lear e Macbeth (1605-1606); ad essi si accompagnano le tragedie: Antonio e Cleopa-tra (1606-1607), Coriolano (1607-1608), Timone d'Atene (1607-1608), e le commedie: Troilo e Cressida (1601-1602), Tutto è bene quel che finisce bene (1602-1603), Misura per misura (1604-1605). La crisi fu superata nella saggezza contemplativa, tutta rinascimentale, della Tempesta (1611-1612), affiancata dalle ultime opere: Cimbelino (1610-1611), Il racconto d'inverno (1611). La prima edizione delle opere teatrali uscì postuma nel 1623.

http://www.liberliber.it/biblioteca/s/shakespeare/

Michelangelo e Giovanni Florio ed il loro contributo alla lingua, cultura e letteratura inglese

storia - La fede evangelica riformata classica vivente